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che significa e chi può farlo

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AGGIORNATO IL 14/12/2020

rinnovo marchioUn marchio dura dieci anni ed è possibile rinnovarlo un numero infinito di volte; alla scadenza dei 10 anni, che decorrono dalla data di deposito della domanda, il suo proprietario può decidere di rinnovarlo per ulteriori 10 anni. Detta regola vale sia per marchi nazionali che comunitari ed internazionali.

La domanda di rinnovo può essere presentata solo dalla persona fisica o giuridica a cui è stato originariamente intestato il marchio o, in caso di cessione, dal suo avente causa. In presenza di più titolari, il marchio può essere rinnovato anche da uno solo di questi.

Con la cessione del marchio il  titolare cede la proprietà del suo marchio ad altro soggetto, che ne diventa il nuovo proprietario; ciò significa che se il marchio è stato ceduto nel corso dei precedenti 10 anni, il soggetto che effettuerà il rinnovo sarà colui che l’ha acquistato.

In quest’ultimo caso la cessione deve risultare da una valida trascrizione per essere efficace; “trascrizione” significa che bisogna annotare il cambiamento di titolarità nei registri dell’UIBM in caso di marchio nazionale, oppure EUIPO o WIPO a seconda che il marchio sia comunitario o internazionale. 

Se un marchio non viene rinnovato alla sua scadenza, esso decade e diventa di pubblico dominio cioè chiunque può utilizzarlo liberamente. In quest’ultima ipotesi il marchio, per poter essere nuovamente registrato, necessita obbligatoriamente di un periodo di tempo di almeno 2 anni per riacquistare il requisito della novità (ne abbiamo parlato qui). Pertanto il rinnovo di un marchio non è obbligatorio ma è praticamente necessario se il marchio in questione viene ancora utilizzato o si intende continuare ad impiegarlo in futuro.

La domanda di rinnovo va presentata presso l’UIBM se si tratta di marchio nazionale o presso l’EUIPO se si tratta di marchio comunitario e deve essere effettuata nei 12 mesi antecedenti la scadenza del marchio. Tale domanda deve essere accompagnata dal pagamento di una tassa. È comunque ammesso il rinnovo entro sei mesi dalla scadenza, dietro pagamento di una tassa supplementare.

Vedi anche:

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cosa specificare in ogni classe

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AGGIORNATO IL 22/10/2024

classi registrazione marchiNel 2012 è stato chiarito che nel deposito di una domanda di registrazione marchio, è necessario specificare con chiarezza e precisione i prodotti/servizi da associare ad un marchio. Questo concetto è molto importante ed è stato parzialmente trattato in questo articolo.

Chiariamo meglio il concetto: prima di questa sentenza del 2012, si associava un marchio ad un’intera classe inserendo spesso la dicitura “tutta la classe” per comprenderne tutti i prodotti/servizi che ne facevano parte. Ora invece nella domanda di registrazione marchio dovranno essere indicati e specificati tutti i prodotti e servizi che ne fanno parte e che si intende associare al marchio.

Ciò significa che se il proprio marchio verrà utilizzato solo per alcuni prodotti/servizi di una determinata classe, gli altri dovranno essere scartati. In definitiva non è sufficiente scegliere la classe, bensì per ciascuna il richiedente deve elencare singolarmente tutti i prodotti/servizi che verranno contraddistinti dal marchio che si sta registrando.

Quando parliamo di classi ricordiamo che facciamo riferimento alla Classificazione Internazionale dei prodotti e servizi, comunemente nota come Classificazione di Nizza, ossia un elenco dove vengono riportati tutti i prodotti e servizi che possono essere associati ad un marchio.

L’uso della Classificazione di Nizza è obbligatorio per

  • il deposito di marchi nazionali nei Paesi membri dell’Accordo di Nizza
  • per i marchi comunitari presso l’EUIPO 
  • per quelli internazionali presso la WIPO

Un soggetto che intende registrare un marchio deve designare una o più classi nelle quali far valere il marchio e deve avvalersi della Classificazione di Nizza. 

Il 1° gennaio 2023 è entrata il vigore la 12^ edizione della classificazione di Nizza, pertanto tutti i marchi dovranno rispettare quella classificazione (ne abbiamo parlato qui).

Vedi anche:

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procedere semplicemente e velocemente

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AGGIORNATO IL 19/04/2021

registrazione marchioUn marchio è tutelabile dal momento in cui viene depositata la relativa domanda di registrazione; questo è il passo fondamentale da compiere per registrare un marchio. Per fare ciò è possibile avvalersi della nostra piattaforma online, nel qual caso si può procedere semplicemente  e velocemente all’acquisto del servizio di registrazione del marchio (nazionale o comunitario).

E’ possibile visualizzare il costo per la registrazione di un marchio entrando nella sezione REGISTRA MARCHIO presente in alto nella homepage del portale e subito dopo facendo click sul pulsante “costo marchio nazionale” o  “costo marchio comunitario“; come si potrà notare, detto costo si compone di una parte relativa al nostro onorario ed un’altra riguardante le tasse di deposito della domanda di registrazione del marchio. 

Dopo l’acquisto del servizio, è necessario trasmettere la lettera di incarico (offriamo 3 diverse modalità di trasmissione) con la quale si affida ad un nostro professionista abilitato l’incarico di depositare la domanda di registrazione del marchio. Il professionista indicato nella lettera di incarico, in qualità di mandatario, provvede a presentare la domanda di registrazione del marchio presso l’UIBM-Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (in caso di marchio nazionale) o presso l’EUIPO-Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (in caso di marchio comunitario) ed a calcolare e pagare tutti gli oneri di deposito previsti.

La procedura di acquisto on line è molto semplice: vengono richiesti i dati di colui/coloro che diventerà/diventeranno il titolare/titolari del marchio, oltre a tutte le indicazioni relative al marchio che si intende registrare; occorrerà poi individuare la classe nella quale registrare il marchio e per fare ciò abbiamo predisposto una semplice casella vuota nella quale digitare il termine che identifica il prodotto/servizio per il quale verrà utilizzato il marchio. Dopo la digitazione verranno immediatamente suggeriti una serie di termini tra cui scegliere quello più idoneo, rispondente al proprio prodotto/servizio; sarà sufficiente cliccare su uno di essi per inserire nella domanda di marchio sia il termine scelto che la relativa classe. 

Evidenziamo che tutti i termini suggeriti sono prelevati dalla banca dati del sito Tmclass (gestito dall’EUIPO), che li mette a disposizione in maniera totalmente gratuita. Ne approfittiamo per ricordare che è possibile registrare un marchio in più classi, nel qual caso bisognerà pagare una piccola tassa aggiuntiva per ogni classe oltre la prima.

Al termine della procedura di compilazione viene visualizzato il riepilogo dei dati inseriti, si effettua il pagamento e si trasmette la lettera di incarico (come già detto sono 3 le diverse modalità di trasmissione che offriamo); nel corso delle successive 48h, il professionista indicato nella lettera di incarico effettua il deposito della domanda di marchio ed il calcolo e pagamento di tutti gli oneri previsti. A deposito avvenuto, vengono inviati per posta certificata sia il verbale di deposito che la fattura relativa all’importo pagato.

Il marchio ha validità di 10 anni a partire dalla data di deposito; allo scadere dei 10 anni si potrà decidere se rinnovarlo o meno per altri 10 anni. Trascorsi alcuni mesi dalla data di deposito, l’UIBM (in caso di marchio nazionale) o l’EUIPO (in caso di marchio comunitario) provvederanno ad emettere l’attestato di registrazione che verrà inoltrato al nostro professionista in qualità di rappresentante, il quale provvederà prontamente ad inoltrarlo al cliente.

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aperte le candidature all’Oscar degli inventori

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european inventor award 2014Riportiamo una notizia tratta dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi riguardante l’ormai consueto European Inventor Award annuale, paragonabile ad una sorta di Oscar per gli inventori. Ecco la notizia integrale:

Fino al 30 settembre 2013 è possibile candidarsi o segnalare una candidatura per il premio EPO Inventor Award 2014, che sarà assegnato l’11 giugno 2014 a Berlino da una giuria internazionale.

http://www.epo.org/learning-events/european-inventor/nominate.html

European Inventor Award è il premio istituito dall’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) per premiare ogni anno le eccellenze nella ricerca e nell’innovazione. Sono invitati a prendervi parte gli inventori, le PMI, le Università ed i centri di ricerca. Il denominatore comune è: essere titolari di un brevetto europeo. Il premio viene consegnato per cinque categorie: industria, PMI, ricerca, paesi non UE e premio alla carriera. Nessun premio in denaro ma un riconoscimento prestigioso per i vincitori.

Per informazioni sull’Inventor award 2013 visitare il sito:
http://www.epo.org/learning-events/european-inventor/event-1.html

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quando eventualmente intervenire per modificare una domanda di brevetto

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AGGIORNATO IL 10/01/2022

iter brevettoQuando è possibile modificare una domanda di brevetto al fine di ottenerne la concessione? Ripercorriamo l’iter di una domanda di brevetto al fine di evidenziare i momenti in cui è possibile intervenire.

Dopo aver depositato una domanda di brevetto presso una Camera di Commercio, l’addetto preposto alla ricezione assegnerà alla domanda un numero progressivo ed una data di deposito. Subito dopo, la domanda corredata dagli allegati verrà inoltrata all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) il quale la trasmetterà all’Ufficio Europeo dei brevetti (EPO) con la richiesta per la ricerca di anteriorità. Al termine di quest’ultima, l’esaminatore dell’EPO redigerà un rapporto di ricerca e lo ritrasmetterà entro 9 mesi all’UIBM che provvederà ad inoltrarlo al richiedente insieme all’opinione sulla brevettabilità.

Dopo la ricezione del rapporto di ricerca e prima della scadenza del termine di 18 mesi dalla data della domanda del richiedente (periodo di segretezza), quest’ultimo può inviare all’UIBM una stesura modificata della descrizione, delle rivendicazioni e dei disegni, oppure argomentazioni sul rapporto di ricerca e precisazioni sull’ammissibilità e conformità delle rivendicazioni od infine una richiesta di presentazione di una o più domande divisionali.

Il periodo di segretezza garantisce al titolare la totale inaccessibilità da parte di chiunque al fascicolo contenente descrizione, disegni, foto etc. Tale periodo nasce con l’intento di concedere un vantaggio competitivo nei confronti della concorrenza; è infatti subito evidente che in questo modo si costringono gli antagonisti a rimandare un’eventuale produzione solo dopo che il prodotto coperto da brevetto venga reso accessibile al pubblico (ne abbiamo parlato qui).

Al termine del periodo di segretezza, il brevetto viene pubblicato e diventa quindi interamente visibile; dopo la fase di pubblicazione della domanda, l’UIBM esamina il rapporto di ricerca dell’EPO e la domanda del richiedente con la relativa documentazione, oltre alle eventuali modifiche apportate dopo il rapporto di ricerca.

A questo punto, in caso di parere negativo, prima di rigettare totalmente o parzialmente la domanda, l’UIBM può anche ritenere di assegnare al richiedente un termine di due mesi per la formulazione di osservazioni oppure decidere di sottoporlo a quesiti a cui l’interessato dovrà rispondere entro un termine prestabilito. Scaduto il termine, il brevetto verrà concesso o rifiutato ed in quest’ultimo caso verrà adeguatamente motivato.

Può succedere anche che ci siano delle domande di brevetto che risultano visibilmente sprovviste dei requisiti di validità; in questo caso l’UIBM salterà il passaggio di invio all’EPO ed il rifiuto, sempre motivato, verrà inviato al richiedente. Inoltre, Se la domanda di brevetto viene respinta totalmente o parzialmente, avverso il provvedimento dell’UIBM è possibile procedere con ricorso alla Commissione dei ricorsi entro il termine perentorio di 60 gg dalla data di ricezione della comunicazione del provvedimento.

Vedi anche:

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riattivato il programma “Disegni+” destinato alle PMI

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disegni+Riportiamo una notizia da poco apparsa sul sito dell’UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi); essa si riferisce alla messa a disposizione di nuovi incentivi per il deposito di domande di modelli e disegni industriali. Questo programma di incentivi riparte ora con una dotazione di oltre 6 milioni di euro. Di seguito riportiamo fedelmente quanto pubblicato sul sito:

È nuovamente attiva, dal 10 giugno, la misura B del programma “Disegni+”, quella dedicata agli “Incentivi per la valorizzazione economica dei modelli e disegni industriali”. Era stata sospesa il 23 dicembre 2011 a causa dell’esaurimento delle risorse finanziarie a disposizione. La riattivazione, resa nota con  Avviso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 129, serie generale, del 4 giugno 2013, è stata resa possibile dalla riallocazione delle risorse destinate al programma, dopo aver effettuato una ricognizione dei fondi disimpegnati fino ad oggi a seguito di vari eventi (decadimenti, rinunce, ecc.) sommati ai fondi ancora disponibili sulla misura A (“Premi per il deposito nazionale, comunitario e internazionale di domande di registrazione di modelli e disegni industriali”).
In tal modo, sono stati rimessi a disposizione delle micro e pmi italiane oltre 6 milioni di euro, destinati a coprire le future richieste di premi e di incentivi, senza alcuna ripartizione predeterminata fra l’una e l’altra misura. Trattandosi di un programma “a sportello”, sarà possibile presentare domanda di agevolazione fino all’esaurimento delle risorse, secondo i criteri stabiliti dall’Avviso reso pubblico sulla GURI n. 179, serie generale, del 3 agosto 2011, consultabile sul sito internet www.incentividesign.it

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Apr
12
2013

Brevetti PMI

41 milioni per la valorizzazione dei brevetti

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capitale di rischioRiportiamo una notizia comparsa da qualche giorno nel sito dell’UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi); si tratta della creazione di una linea capitale con la quale vengono messi a disposizione di PMI ben 41 milioni per finanziare progetti basati su titoli di proprietà industriale (brevetti, disegni e modelli).

Attenzione, non si tratta di finanziamenti bensì di “capitale di rischio”, ossia di capitale che viene prestato con l’obbiettivo della valorizzazione di brevetti e titoli similari. Riportiamo integralmente la notizia, specificando che per maggiori informazioni occorre scrivere direttamente all’indirizzo indicato alla fine della seguente notizia.

“Diventa operativa anche la linea “capitale di rischio” del Fondo Nazionale per l’Innovazione (FNI), strumento creato dal Ministero dello Sviluppo Economico per agevolare il finanziamento di progetti innovativi basati sulla valorizzazione industriale dei titoli di proprietà industriale (brevetti, disegni e modelli).

(altro…)

fondi ancora disponibili

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fondi ancora disponibiliSono disponibili ancora svariati milioni di euro facenti parte della dotazione iniziale di 45,5 milioni complessivi per i bandi “brevetti+” e “incentivi per il design” promossi dal Ministero dello Sviluppo Economico. I bandi sono partiti alla fine dello scorso anno e noi ne abbiamo dato notizia in questo articolo.

Oggi apprendiamo che le domande totali pervenute, non hanno ancora esaurito la dotazione iniziale, cosicché sono ancora disponibili ben oltre 10 milioni. Ricordiamo che le due iniziative sono rivolte alle PMI e prevedono contributi per il deposito o lo sfruttamento economico di brevetti e design; in dettaglio esse prevedono due modalità di sostegno:

  • Erogazione di premi a favore di imprese per aumentare il numero dei depositi nazionali ed internazionali di brevetti e disegni.
  • Erogazione di agevolazioni per portare sul mercato prodotti nuovi basati su brevetti e design.

Invitiamo pertanto a leggere i dettagli dei due bandi in questo articolo, e a presentare ancora domande; nel suddetto articolo anche i link per la richiesta di informazioni.

Ing. N. Marzulli

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Gli strumenti dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi

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AGGIORNATO IL 19/01/2026

strumenti UIBMLa Direzione Generale per la lotta alla contraffazione – UIBM, mette a disposizione una moltitudine di strumenti/servizi rivolti a svariati soggetti, fra i quali le imprese sono l’interlocutore principale. Il fine è quello di far comprendere l’importanza strategica della lotta alla contraffazione e della Proprietà Industriale.

Parte delle suddette azioni vengono realizzate attraverso il cosiddetto “pacchetto innovazione”. Il “pacchetto innovazione” mette a disposizione delle piccole e medie imprese e degli Enti Pubblici di Ricerca (EPR) ed università, importanti risorse finanziarie finalizzate a sostenere lo sviluppo di strategie aziendali.

Attraverso il “pacchetto innovazione” sono state messe in campo diverse azioni frutto della collaborazione tra il Ministero dello Sviluppo Economico e importanti enti strumentali:

  • Fondo Nazionale Innovazione

Il Fondo Nazionale Innovazione (FNI) rappresenta uno degli strumenti più rilevanti messi in campo dalla Direzione Generale. Beneficiari ultimi del FNI sono le PMI che intendono portare sul mercato prodotti innovativi creati sulla base di brevetti  o disegni e modelli. Le risorse finanziare rese disponibili attraverso il Fondo, sono drenate attraverso 2 canali principali:

1) una per capitale di rischio
2) l’altra per il capitale di debito.

Ciò significa che potranno essere resi disponibili per le imprese, anche le più piccole, circa 300 milioni di euro tra credito ed investimento in capitale di rischio. Il Fondo è stato inoltre dotato di risorse aggiuntive pari a 20 milioni di euro da destinare in via esclusiva al design.

Fondo Valore Italia

Il Fondo è finalizzato ad individuare strategie per lo sviluppo di progetti innovativi finalizzati all’acquisizione di disegni e modelli industriali, esso dunque persegue i seguenti obiettivi:

– Analisi incentivi in vigore nella UE per il deposito domande di registrazione di disegni e modelli e/o per l’estensione della protezione all’estero;
– Creazione meccanismo per finanziare impiego professionalità di designer e manager designer (anche mediante coinvolgimento di Università e scuole post-universitarie);
– Assistenza per consolidamento di unità operative per la creazione di marchi, disegni e modelli;
– Creazione meccanismo per finanziare il ricorso a strumenti di tutela e protezione dei titoli di PI;
– Istruttoria e valutazione domande;
– Informazione e comunicazione;
– Monitoraggi interventi.

  • IPR Desk

I desk forniscono alle imprese italiane operanti nei mercati esteri in diversi Paesi del mondo assistenza e orientamento in materia di Proprietà Intellettuale, offrendo strumenti per comprendere il sistema locale della proprietà intellettuale, conoscere ed utilizzare le procedure e le pratiche necessarie alla prevenzione, alla difesa ed al ripristino dei propri diritti. All’assistenza tecnica per la registrazione di marchi e brevetti i desk accompagnano il continuo monitoraggio del mercato locale, segnalando punti critici ed opportunità.

Per saperne di più consultare il seguente link:

https://uibm.mise.gov.it/index.php/it/incentivi

Vedi anche:

 

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Ott
28
2011

Centri PATLIB

Assistenza Brevettuale gratuita

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AGGIORNATO IL 20/02/2023

centri PATLIBPatlib è l’acronimo del termine inglese “Patent Library”, cioè “biblioteca dei brevetti”. Si tratta di una rete europea di Centri di Informazione Brevettuale, il cui obiettivo è diffondere una serie di notizie ed informazioni in materia di brevetti, marchi, disegni e modelli.

Abbiamo già illustrato in dettaglio le funzioni dei centri PATLIB in questo articolo (PATLIB); ora forniamo l’elenco ed i numeri di contatto di tutti i Centri Italiani. Ricordiamo che presso i centri PATLIB si possono ottenere una moltitudine di servizi gratuiti.

Qui di seguito l’elenco dei Centri PATLIB, il cui coordinamento è a cura dell’UIBM:

  • CCIAA Marche
  • Piazza XXIV Maggio, 1 – 60124
  • Ancona
  • http://www.an.camcom.gov.it/ 
  • brevettimarchi@an.camcom.it ; brevetti@marche.camcom.it
  • 0039 071 5898316
  • CCIAA Emilia-Romagna
  • Bologna
  • Via Marco Emilio Lepido, 178 – 40132
  • http://www.bo.camcom.gov.it
  • brevetti@bo.camcom.it 
  • 0039  051 6093 849
  • CCIAA Trentino-Alto Adige
  • Bolzano
  • Via Alto Adige, 60 – 39100
  • http://www.camcom.bz.it/servizi/sviluppo-dimpresa/brevetti-e-marchi/ricerche-su-brevetti-e-marchi
  • patlib@camcom.bz.it ; patlib@handelskammer.bz.it 
  • 0039 0471 945534 – 0471 945514
  • CCIAA Sicilia
  • Corso Vittorio Emanuele, 38 – 93100
  • Caltanissetta
  • http://www.cameracommercio.cl.it/ 
  • patlibsicilia@cl.camcom.it 
  • 0039 093 4530623
  • CCIAA Molise
  • Piazza Della Vittoria,1 – 86100
  • Campobasso
  • http://www.molise.camcom.gov.it/regolazione-del-mercato/marchi-e-brevetti
  • regolazione.mercato@molise.camcom.it
  • 0039 0874 4711
  • CCIAA Abruzzo
  • Chieti-Pescara
  • Via F.lli Pomilio – 66100
  • http://www.chpe.camcom.it
  • ufficio.brevetti@chpe.camcom.it
  • 0039 0871 5450448
  • CCIAA Toscana
  • Piazza dei Giudici 3 -50122
  • Firenze
  • http://www.fi.camcom.gov.it/regolazione-del-mercato/marchi-e-brevetti
  • brevetti@fi.camcom.it 
  •  0039 055 2392149
  • CCIAA Lombardia
  • Milano-Monza-Brianza-Lodi
  • Via Meravigli 11a – 20123
  • Milano
  • https://www.milomb.camcom.it/patlib
  • info.marchiebrevetti@mi.camcom.it 
  • 02 85155642
  • Altro ente
  • Sardegna Ricerche (Agenzia regionale)
  • Località Piscinamanna edificio 2 – 09010
  • Pula-Cagliari
  • Sardegna
  • www.sardegnaricerche.it/sportelloproprietaintellettuale/
  • ipdesk@sardegnaricerche.it 
  • 0039 070-92431 / 0039 0784-260803/ 070-92431
  • Azienda Speciale
  • IN.FORM.A.-Azienda Speciale della Camera di Commercio di Reggio Calabria
  • Via Campanella, 12 – 89125
  • Reggio Calabria
  • Calabria
  • http://www.informa.calabria.it/P42A0C0S393/Brevetti-e-marchi.htm
  • informa.pirrello@rc.camcom.it 
  • 0039 0965 384218
  • CCIAA Piemonte
  • Torino
  • Via di San Francesco da Paola, 24 – 10123
  • https://www.to.camcom.it/brevetti-marchi-e-proprieta-industriale
  • patlib@to.camcom.it 
  • 0039 011 5716935
  • Altro ente
  • t2i – trasferimento tecnologico e innovazione s.c.a r.l.
  • Piazza delle Istituzioni 34/a a EDIFICIO M – 31100
  • Treviso
  • Veneto
  • http://www.t2i.it/
  • patlib@t2i.it 
  • 0039 0422 609966
  • Altro ente
  • AREA Science Park
  • Padriciano 99 – 34149
  • Trieste
  • Veneto
  • https://www.areasciencepark.it/
  • patlib@area.trieste.it 
  • 0039 040 3755209 
  • Altro ente
  • Fondazione Giacomo Rumor – Centro Produttività Veneto
  • Via Eugenio Montale 27 – 36100
  • Vicenza
  • Veneto
  • https://www.cpv.org/
  • brevettiemarchi@cpv.org 
  • 0444 994706

Vedi anche:

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Apr
01
2011

PATLIB

Cosa sono e cosa fanno

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AGGIORNATO IL 06/02/2023

patlibLa rete dei PATLIB, sintesi di PATent LIBrary, nasce per fornire informazioni sul sistema di Proprietà Industriale. La rete dei PATLIB ha dunque l’obiettivo di promuovere la conoscenza delle informazioni brevettuali e fornire importanti servizi di primo ausilio all’utenza.

Parallelamente alla rete dei PATLIB, sono stati istituiti anche i cosiddetti PIP, acronimo di Patent Information Point, creati per rendere ancor più capillare l’attività dei centri PATLIB con i quali agiscono in stretta collaborazione (ne abbiamo parlato qui).

Col tempo le tematiche di interesse dei centri PATLIB e PIP si sono estese includendo anche marchi d’impresa, disegni e diritti d’autore. La rete italiana può contare su circa 39 centri che si integrano nella più ampia rete europea composta da 300 centri coordinata dall’EPO (Ufficio Europeo del brevetti).

Abbiamo quindi:

  • 25 Centri PIP che prestano servizi di informazione in materia brevettuale, oltre che in altri ambiti connessi, tra cui l’assistenza per l’acquisizione, il mantenimento, il trasferimento e la tutela dei diritti di proprietà industriale;
  • 14 Centri PATLIB  che forniscono servizi specialistici di ricerca brevettuale, tra cui il monitoraggio tecnologico e la consulenza strategica, oltre a poter svolgere assistenza pratica su altri diritti di proprietà intellettuale.

La rete di informazione sul territorio costituita dai Centri PATLIB e PIP si rivolge ad una serie di interlocutori differenziati, uniti da un comune denominatore, ovvero la necessità di assistenza e informazioni sul sistema di Proprietà Industriale:

  • Piccole Imprese sul territorio che necessitano di informazioni per tutelarsi o valorizzare un brevetto;
  • professori e ricercatori che vogliano approfondire la conoscenza della normativa brevettuale o abbiano interesse a svolgere ricerche per valutare la novità di un trovato, lo stato della tecnica e studiare le strategie di ricerca delle industrie più presenti in un determinato settore;
  • studenti che vogliano approfondire i loro studi o arricchire le loro ricerche con lo studio dei brevetti sviluppati nel settore di interesse;
  • tutti coloro che abbiano interesse a ricevere informazioni in materia e a svolgere ricerche su banche dati specializzate.

Nello specifico, l’assistenza alla consultazione di banche dati on-line e le ricerche di anteriorità sono svolte direttamente dal personale su marchi e brevetti a livello nazionale ed internazionale o talvolta in convenzione con studi di consulenza in proprietà industriale.

(fonte: UIBM)

Vedi anche:

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Il Brevetto nazionale per invenzione industriale

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AGGIORNATO IL 29/12/2025

registrazione_brevetto_nazionalePer procedere al deposito di una domanda di brevetto per invenzione industriale, non è necessario realizzare un prototipo ma è sufficiente redigere la descrizione del trovato, le rivendicazioni ed i disegni. La domanda può essere presentata presso una qualsiasi Camera di Commercio oppure inviata direttamente all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, Via Delle Quattro Fontane, 22 – 00184 Roma, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno.

La registrazione del brevetto da parte dell’UIBM avviene, di norma, dopo qualche anno; tuttavia i suoi effetti retroagiscono alla data di deposito della domanda. L’invenzione è comunque difendibile sin dal momento del deposito della domanda, anche se non è ancora tecnicamente brevettata; questo significa che si può comunque agire contro un contraffattore sulla base della sola domanda di brevetto. Vediamo come procedere…

Procedura di registrazione per brevetti nazionali

I documenti da produrre sono i seguenti:

  1. N° 1 (originale) + 3 copie del modulo domanda (Modulistica).
    Il Modulo A deve essere accompagnato dai seguenti allegati:
  2. » un riassunto senza disegni (n° 1 copia);
    » la descrizione vera e propria (n° 1 copia);
    » le rivendicazioni (n° 1 copia);
    » Disegno/i dell’invenzione (n° 1 copia);
    » Versione in lingua inglese delle rivendicazioni (opzionale) (n° 1 copia); se non allegata si devono corrispondere i diritti (elenco tasse);
    » Versione in lingua inglese del riassunto e della descrizione (opzionali) (n° 1 copia);
    » Ricevuta del pagamento dei diritti all’Agenzia delle Entrate – Centro Operativo di Pescara, da effettuarsi tramite F24, per gli importi previsti (elenco tasse);;
    » Ricevuta del pagamento dei diritti di segreteria alla CCIAA presso cui si effettua il deposito;
    » Designazione dell’inventore; (eventuale)
    » Documento di priorità; (eventuale)

Si ricorda che affinché un brevetto sia realmente efficace e quindi facilmente difendibile nonché concedibile in licenza, è di fondamentale importanza l’individuazione, in fase di redazione del brevetto, degli aspetti da rivendicare: ciò significa che non è sufficiente descrivere dettagliatamente l’oggetto da un punto di vista tecnico, bensì occorre anche individuare e descrivere efficacemente le parti da rivendicare. Un brevetto ben descritto ma mal rivendicato, può risultare piuttosto debole in caso di plagio, e quindi difficilmente difendibile. Inoltre la valorizzazione del brevetto in un’eventuale concessione di licenza, può risentire negativamente della debolezza formale.

Una volta depositata la domanda di brevetto, quest’ultimo va poi mantenuto in vita pagando le tasse annuali, che in Italia sono dovute dal quinto anno dalla data di deposito in poi, con scadenze precise (entro l’ultimo giorno del mese anniversario del deposito) per evitare la scadenza.

Vedi anche:

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I brevetti sulle nuove varietà vegetali

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AGGIORNATO IL 30/12/2024

brevetti-varietà-vegetaliUna varietà vegetale è la minore delle unità sistematiche del mondo vegetale (Tipo, Classe, Famiglia, Genere, Specie, Sottospecie e infine Varietà) e può essere definita come un piccolo raggruppamento tassonomico: le piante che ne fanno parte sono tutte uguali fra loro e sono diverse da tutte le altre. Specifiche varietà vegetali che soddisfino determinate esigenze dell’agricoltura (ad es. resistenza maggiore al freddo o alla siccità) possono essere ottenute anche attraverso tecniche di genetica vegetale.

Per poter ottenere una privativa su una nuova varietà vegetale è necessario che questa abbia i seguenti quattro requisiti: novità, distintività, omogeneità e stabilità…

Requisiti per la tutela delle nuove varietà vegetali:

1. E’ nuova quando, alla data di deposito della domanda, il materiale di riproduzione o di moltiplicazione vegetativa, o un prodotto di raccolta della varietà non è stato venduto da oltre un anno né consegnato a terzi in altro modo, ai fini dello sfruttamento della varietà;

2. Si considera distinta quando è chiaramente distinguibile, mediante l’espressione dei caratteri risultanti da un particolare genotipo o combinazione di genotipi, da qualsiasi altra varietà la cui esistenza è notoriamente conosciuta alla data di presentazione della domanda (ossia è diversa da tutte le altre piante);

3. Si considera omogenea se, fatta salva la variazione che si può prevedere dai particolari caratteri della sua moltiplicazione, è sufficientemente omogenea nell’espressione dei caratteri compresi nell’esame della distinzione, nonché di altri caratteri usati per la descrizione della varietà;

4. E’ stabile quando i caratteri pertinenti e rilevanti ai fini della protezione rimangono invariati in seguito alle successive riproduzioni o moltiplicazioni o, in caso di un particolare ciclo di riproduzione o moltiplicazione, alla fine di ogni ciclo.

Il regolamento (CE) n. 2100/94 del Consiglio, del 27 luglio 1994, ha istituito un sistema di privative comunitarie per ritrovati vegetali come unica forma di proprietà industriale comunitaria per quanto riguarda le nuove varietà vegetali. Il sistema è gestito dall’Ufficio comunitario delle varietà vegetali (CPVO).

L’CPVO è un organismo comunitario finanziato in maniera autonoma e dotato di personalità giuridica, istituito il 27 aprile 1995. L’CPVO decide in merito alle domande di privativa comunitaria per ritrovati vegetali sulla base di un esame formale e di un esame tecnico della varietà candidata. Una privativa comunitaria per ritrovati vegetali dura 25 o 30 anni, a seconda della specie.

Quindi, per poter brevettare in Europa bisogna effettuare il deposito presso la Community Plant Variety – CPVO (in italiano Ufficio Comunitario delle Varietà Vegetali – UCVV) con sede ad Angers (Francia). Con un unico deposito di varietà vegetale si ottiene la protezione in tutti gli stati dell’Unione Europea.

fonte: UIBM

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Funzioni e scopi dell’ UIBM

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AGGIORNATO IL 26/05/2025

Ufficio Italiano Marchi e BrevettiL’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) è la struttura di riferimento centrale in Italia per la gestione e la tutela dei diritti di proprietà industriale. L’UIBM, in particolare, predispone tutti i servizi necessari per consentire il deposito e la registrazione di marchi, brevetti, design, modelli di utilità e nuove varietà vegetali sul territorio italiano nonché la loro eventuale estensione all’estero.

Dal 1 gennaio 2009, per effetto del DPR 28 novembre 2008 n. 197, è nata la Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione –UIBM. La Direzione Generale, inquadrata nel Dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione, opera – in ambito nazionale ed internazionale – per valorizzare e tutelare la Proprietà Industriale, e per sostenere la lotta alla contraffazione supportando l’innovazione e la competitività delle imprese.

La Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione – UIBM offre inoltre strumenti operativi di estrema utilità per le imprese e per i cittadini per aumentare la consapevolezza delle imprese del valore economico rappresentato dai titoli di Proprietà Industriale, attraverso:

  • Il Fondo Nazionale per l’Innovazione – FNI, per favorire l’accesso al credito e al capitale di rischio per progetti innovativi delle PMI, basati su brevetti;
  • Il deposito telematico delle domande di brevetto;
  • La costante collaborazione con l’Ufficio Europeo dei Brevetti e la riqualificazione dei brevetti nazionali, grazie all’introduzione della ricerca di anteriorità affidata all’EPO European Patent Office;
  • La Banca Dati Patiris, per i brevetti di Università e Centri Pubblici di Ricerca;
  • La definizione di una metodologia condivisa tra industria, università e sistema bancario;
  • La cooperazione internazionale, l’analisi e la proposta legislativa specifica, volta alla semplificazione della normativa ed all’armonizzazione tra regole e procedure, con l’obiettivo di garantire fluidità, stabilità e qualità dei rapporti economico-commerciali a livello di impresa;
  • L’emanazione del regolamento attuativo del Codice di Proprietà Industriale per la maggiore tutela dei marchi nazionali.

La Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione – UIBM inoltre:

  • sostiene l’innovazione e la capacità competitiva delle imprese italiane sul mercato interno e internazionale;
  • promuove e diffonde la conoscenza, l’uso e il valore della Proprietà Industriale e la tutela in ogni contesto con azioni mirate e capillari a servizio di cittadini ed imprese per incrementare lo sviluppo delle attività ed il benessere industriale ed imprenditoriale, a beneficio della crescita della cultura, della consapevolezza e della conoscenza;
  • contrasta il grave fenomeno della contraffazione dei prodotti, sia a livello locale che internazionale, con il fondamentale supporto degli organi preposti al controllo che svolgono un prezioso compito di prevenzione, investigazione, intelligence, per lo smantellamento dei canali collegati alla produzione e diffusione di merci contraffatte;
  • realizza importanti iniziative di comunicazione finalizzate alla maturazione di una coscienza collettiva sui temi della Proprietà Industriale e Intellettuale, della loro tutela e della contrasto del “falso” come sistema di valori.
  • collabora con importanti soggetti del mondo istituzionale, nell’ambito della formazione, della cultura, della ricerca e dell’industria, per promuovere l’innovazione e la capacità competitiva delle imprese italiane sul mercato interno e internazionale;
  • protegge il Made in Italy dal fenomeno della contraffazione che minaccia la competitività delle imprese italiane, opponendo al fenomeno un’azione coordinata ed univoca che comprenda un nuovo e più efficace indirizzo strategico, un mirato ed incisivo quadro giuridico di riferimento ed una operatività più evidente attraverso interventi di prevenzione e contrasto.

Ogni due anni la DGPI-UIBM redige un “Rapporto sulle politiche anticontraffazione” per illustrare le principali attività di prevenzione e contrasto alla contraffazione. Per saperne di più cliccare qui.

(fonte: UIBM)

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I brevetti della ricerca pubblica italiana

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AGGIORNATO IL 30/01/2023

patiris brevetti ricerca

Project iRis

I brevetti sono un elemento chiave per proteggere l’innovazione in molti settori ad alta intensità tecnologica, nei quali il contributo degli sviluppi scientifici è particolarmente importante. Negli ultimi anni l’attenzione a questi temi è cresciuta in tutto il mondo ed è sempre più importante poter disporre di informazioni aggiornate, rapidamente disponibili e facilmente consultabili. La brevettazione da parte delle Università e dei Centri di Ricerca pubblici è uno degli elementi del più ampio e complesso ambito del trasferimento tecnologico.

La piattaforma PATIRIS con la sua banca dati costituisce un Osservatorio permanente della brevettazione delle Università e degli Istituti di Ricerca pubblici in Italia.

Il nuovo servizio è stato sviluppato dalla Direzione Generale per la Tutela della Proprietà Industriale – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi in collaborazione con Netval, il Network per la valorizzazione della Ricerca, ed il risultato di un ampio progetto di ristrutturazione ed evoluzione dell’originaria piattaforma PATIRIS, realizzata in collaborazione con l’Università di Bologna e pubblicata per la prima volta nel 2013.

Patiris fornisce informazioni dettagliate sui brevetti rilasciati ad istituzioni di ricerca pubblica italiane. Patiris fornisce strumenti per analizzare gruppi di domande di brevetto depositate e/o brevetti concessi (in vari paesi e in diversi istanti temporali) relativi ad una comune invenzione. Tali gruppi di documenti sono definiti ‘famiglie di brevetti’.

I dati brevettuali sono illustrati attraverso report dinamici che consentono di apprezzare:

  •  l’andamento complessivo della brevettazione nel tempo e i principali trend;
  • il posizionamento degli istituti di ricerca rispetto ad aree tecnologiche e geografiche.

Per saperne di più consultare il seguente link: www.patiris.mise.gov.it

(fonte: UIBM)

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Un accordo fra imprese e mondo finanziario

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valutazione economica PIIn data 21 ottobre 2008 è stato firmato tra Ministero dello Sviluppo Economico (MSE), Associazione Bancaria Italiana (ABI), Confindustria e Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) il Protocollo di Intesa sulla Valutazione Economico-Finanziaria dei Brevetti.

Il gruppo di lavoro ha realizzato uno strumento di valutazione che avvicina imprese, imprenditori e ricercatori impegnati in progetti innovativi supportati da titoli di proprietà industriale, al mondo finanziario e degli investimenti. Lo scopo è quindi quello di valutare e quantificare il valore di un brevetto, prima del suo uso, soprattutto al fine di trovare fonti di finanziamento finalizzate all’introduzione dell’innovazione sul mercato. A questo fine si sta anche valutando la possibilità di istituire un fondo nazionale per l’innovazione (FNI – aggiornamento 2018: il fondo è stato istituito) alimentato nel tempo dalle risorse derivanti dalle tasse per il mantenimento in vita dei brevetti assegnate all’UIBM.

Lo strumento si avvale di una piattaforma di analisi e valutazione che si basa su un metodo con indicatori a punteggio (rating / ranking method). Questo approccio alla valutazione con un metodo basato su indicatori a punteggio (rating/ ranking methods) deriva dal fatto che esso è già noto come metodologia di valutazione generalmente adottata da esperti specializzati, banche, istituti finanziari e, in generale, soggetti finanziatori. La valutazione a punteggio è altresì in linea con i modelli tipicamente utilizzati da investitori, istituzionali e non: sono conosciuti e correntemente usati nel mondo finanziario, (banche, investitori), da esperti di marketing, da esperti di valutazioni tecnico-economiche, nelle valutazioni di marchi, nella selezione dei progetti finanziabili nell’ambito dei Programmi Quadro per la Ricerca della Commissione Europea, ecc.

L’adozione di questo strumento, ci renderà il primo Paese in Europa ad essere dotato di uno strumento di valutazione dei brevetti condiviso fra pubblico e privato. Una metodologia condivisa di valutazione renderà più semplice l’accesso al credito ed al capitale di rischio per le imprese che intendono fare innovazione. L’attuazione di questo Protocollo offrirà quindi alle imprese nuovi strumenti per competere sui mercati.

Ing N. Marzulli

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Brevetto Internazionale: caratteristiche generali

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brevetto-internazionale-china

Un brevetto cinese

La WIPO (World Intellectual Property Organization) anche nota come OMPI (Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale) ha sede a Ginevra e gestisce i più importanti trattati in materia di Proprietà Industriale, tra i quali il Patent Cooperation Treaty (PCT).

Il Brevetto Internazionale, che spesso si limita alla dizione PCT, consente di estendere il brevetto praticamente in tutto il mondo con una domanda inizialmente unitaria. Ciò significa, analogamente al Brevetto Europeo, che la domanda di Brevetto Internazionale PCT è unificata ma che poi il brevetto dovrà essere omologato in ciascuno degli Stati designati in sede di domanda. La domanda di Brevetto Internazionale, invece che alla WIPO, può anche essere presentata presso la sede dell’UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) in Via Molise 19 a Roma.

(altro…)

Come e dove proteggere un’invenzione

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AGGIORNATO IL 07/07/2025

Un’invenzione può ricevere protezione secondo differenti modalità:

  1. Può essere, innanzitutto, depositata domanda di brevetto nazionale presso qualsiasi Camera di Commercio (inprotezione invenzione forma cartacea o in forma telematica) oppure presso l’UIBM (direttamente o tramite servizio postale) al fine di ottenere un brevetto italiano (vale a dire un brevetto che avrà efficacia solo in Italia). L’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) è la struttura di riferimento centrale in Italia per la gestione e la tutela dei diritti di proprietà industriale.
  2. Può essere depositata domanda di brevetto europeo presso l’EPO (European Patent Office) al fine di ottenere un brevetto europeo (vale a dire un brevetto che avrà efficacia in tutti i 28 Paesi dell’Unione Europea. Il deposito di una domanda di brevetto europeo può essere effettuato in forma cartacea presso la Camera di Commercio di Roma, delegata allo svolgimento di tale funzione. Il deposito può avvenire anche in forma telematica.
  3. Può essere, infine, depositata domanda di brevetto secondo il Patent Cooperation Treaty (PCT) presso l’UIBM o presso il corrispondente ufficio PCT di WIPO al fine di ottenere un brevetto che avrà efficacia legale nei Paesi scelti tra quelli aderenti al Trattato PCT (fra i quali è compresa l’Italia). L’UIBM determina la data di deposito ed il numero internazionale secondo quanto disposto dal Trattato PCT e dal successivo regolamento di esecuzione (art. 8 Reg. att. c.p.i.).

In tutti i casi è importante sapere che affinchè si possa procedere con il deposito di una domanda di brevetto, un’invenzione deve possedere tre importanti ed imprescindibili requisiti (ne abbiamo parlato qui).

Vedi anche:

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