Rinnovo marchio nazionale

Come rinnovare un marchio Italiano

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rinnovo marchio nazionalePer rinnovare un marchio nazionale registrato, si deve depositare un’apposita domanda di rinnovo presso l’ufficio Brevetti e Marchi di una qualsiasi Camera di Commercio; la domanda deve essere effettuata nei 12 mesi antecedenti la scadenza del marchio. Tale domanda deve essere accompagnata dal pagamento di una tassa. È comunque ammesso il rinnovo entro sei mesi dalla scadenza, dietro pagamento di una tassa supplementare.

Nel momento del rinnovo, può essere depositata una versione leggermente modificata del marchio registrato, purché le modifiche apportate non interessino l’identità distintiva del marchio come originariamente depositato. Una volta depositata una domanda di rinnovo, il marchio è valido per ulteriori 10 anni decorrenti dalla data di scadenza della registrazione rinnovata.

Vediamo ora in dettaglio le operazioni da compiere per effettuare in autonomia il rinnovo di un marchio Italiano già registrato; presso la CCIAA della propria città occorre presentare

  • N° 1 (originale) + 4 copie del modulo domanda (Modulo C)
  • Attestazione del versamento di Euro 67,00 per una classe ed Euro 34,00 per ogni classe aggiuntiva, da effettuarsi all’Agenzia delle Entrate–Centro Operativo di Pescara c/c n. 82618000
  • Ricevuta del pagamento dei diritti di segreteria alla CCIAA presso cui si effettua il deposito (spesso si pagano in loco).
  • Una marca da bollo da Euro 14,62 (le marche da bollo diventano due se si chiede una copia conforme del verbale di deposito)

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Contributi registrazione marchi

Un bando per i marchi comunitari ed internazionali

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contributi marchiNella Gazzetta Ufficiale del 7 maggio 2012, n. 105, è stato pubblicato il bando predisposto dal Ministero dello sviluppo economico in collaborazione con Unioncamere, per favorire la registrazione dei marchi a livello comunitario ed internazionale da parte delle imprese.

Con questa iniziativa si vogliono stimolare le micro, piccole e medie imprese italiane a registrare i marchi all’estero attraverso la concessione di un’agevolazione. L’importo dell’agevolazione può variare dai 4.000,00 ai 6.000,00 euro per ciascuna domanda di marchio depositata e a copertura dell’80% o del 90% delle spese ammissibili sostenute in funzione dei Paesi designati per la registrazione.

L’impresa può presentare più domande di registrazione di marchi e le agevolazioni non potranno superare, in questo caso, 15.000,00 euro per impresa. Le domande di agevolazione possono essere presentate ad Unioncamere a partire dal 4 settembre 2012 e sino all’esaurimento delle risorse disponibili.

Le risorse complessivamente a disposizione per le agevolazioni in favore delle imprese sono pari ad euro 4.500.000,00 e saranno assegnate con procedura valutativa a sportello secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande.

Forniamo il link al bando ed alla domanda. Per informazioni è possibile rivolgersi a Unioncamere  infoimprese@progetto-tpi.it oppure visitare il sito http://www.unioncamere.gov.it/. È altresì possibile visitare il sito dell’UIBM – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.

Fonte UIBM

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Contributi brevetti Lombardia

Un bando per lo sviluppo dell’innovazione

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Lombardia-bando innovazioneLa regione Lombardia ha istituito un bando che prevede, tra le molteplici spese ammissibili, anche diritti di brevetti e di licenza, know how e conoscenze non brevettate, registrazione di marchi. Il bando è rivolto esclusivamente allo sviluppo dell’innovazione delle imprese dei settori Commercio, Turismo e Servizi. Questo il link al bando completo.

Di seguito una sintesi tratta dal sito della Regione Lombardia:

Bando per lo sviluppo dell’innovazione delle imprese del terziario

Il bando ha l’obiettivo di sostenere le imprese nei settori del commercio, del turismo e dei servizi per la realizzazione di interventi per l’innovazione e investimenti in beni materiali e immateriali e nuove tecnologie.

La Direzione Generale Commercio Turismo e Servizi ha approvato il “Bando per l’accesso alle risorse per lo sviluppo dell’innovazione delle imprese del terziario (Commercio, Turismo e Servizi)” con decreto n. 2121 del 14 marzo 2012.

Il bando prevede l’assegnazione di contributi a favore di progetti innovativi finalizzati al miglioramento del sistema infrastrutturale, gestionale o organizzativo delle imprese, attraverso progetti di innovazione di prodotti, di processi o di servizi. Nel bando sono dettagliati i tipi di investimenti ammissibili per ogni tipologia di impresa.

Chi può fare domanda: micro, piccole e medie imprese con sede legale e/o operativa in Lombardia, appartenenti ai settori di attività economica Ateco 2007, indicati all’Allegato B del bando.

Dotazione finanziaria: complessivi € 6.000.000,00

Contributo: fino ad un massimo del 50% degli investimenti ritenuti ammissibili, di cui il 50% a fondo perduto e il 50% a rimborso L’importo minimo e massimo dei programmi di investimento ammissibili all’intervento finanziario è così individuato:

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Brevetti – cosa sono e come vanno registrati

A Superquark Piero Angela affronta il tema

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Il video che proponiamo è estratto dalla trasmissione Superquark dell’1/9/11 e riporta un servizio in cui Piero Angela affronta l’argomento con la sua proverbiale chiarezza e semplicità. In studio anche il Prof. Carlo Someda, già docente a Padova di campi elettromagnetici nonché inventore con importanti brevetti nel campo delle fibre ottiche.

Il video illustra sinteticamente la teoria e le procedure per l’ottenimento di un brevetto soffermandosi poi, nella seconda parte del servizio, su alcuni indicatori che denotano la maggiore o minore propensione di un Paese all’innovazione. Si scopre così che in Italia sono state depositate ne 2010 circa 7.500 domande di brevetto di cui circa 1.800 sono state estese a livello internazionale.

A titolo di confronto, si scopre che una nazione come  la Germania ne estende a livello internazionale oltre 8.000, per arrivare alle oltre 100.000 degli USA. Tenendo conto che i brevetti internazionali sono quelli (per vari motivi) più “importanti”, allora si capisce quali siano i Paesi che supportano maggiormente la ricerca e l’innovazione.

Interessante anche scoprire che mentre la maggior parte dei Paesi industrializzati, abbia incrementato negli ultimi 10 anni il numero di domande di brevetto internazionale, l’Italia è rimasta invece praticamente stabile. Tra i Paesi che hanno registrato incrementi maggiori ci sono quelli orientali, segno inequivocabile di una politica di crescita che, tra le altre cose, incentiva la creatività.

Ing. N. Marzulli

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SeedLab

Spazio alle innovazioni

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seedlabSono molti gli innovatori che propongono business basati sull’innovazione, sono però poche le nuova iniziative che raggiungono i risultati sperati; tra le tante idee che non arrivano al successo, molte sono estremamente valide ma non trovano il modo giusto per attrarre investimenti.

Ciò è spesso causato da carenze nella compagine oppure nell’articolazione della proposta; in sostanza, non mancano gli innovatori con ottime idee tecnologiche, bensì mancano le competenze per farle crescere, con il risultato che molte occasioni di crescita vengono perdute.

SeedLab aiuta gli imprenditori più innovativi, offrendo un percorso che insegna a superare gli ostacoli ed a costruire una startup realmente in grado di crescere ed attirare investimenti. Si può quindi definire un “acceleratore di impresa”, per aumentare cioè la crescita e le probabilità di successo delle startup.

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Mostra delle invenzioni

Brevetti in mostra a Ginevra

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Mostra Invenzioni GinevraDal 18 al 22  Aprile a Ginevra si terrà la quarantesima edizione della Mostra Internazionale delle Invenzioni. L’iniziativa è organizzata con il patrocinio del governo svizzero e dell’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale – OMPI (od anche WIPO nella lingua anglosassone).

Volendo fornire un po’ di numeri, la manifestazione può contare su più di 760 espositori provenienti da 45 Paesi, 1.000 nuove invenzioni e 60’000 visitatori. Le invenzioni sono presentate da aziende, inventori, Università, istituti ed organizzazioni; l’evento è riconosciuto come il più importante a livello mondiale.

Questa mostra rappresenta uno dei luoghi in cui gli espositori titolari di brevetti, possono incontrare giornalisti, uomini d’affari e persone interessate ad investire su una nuova invenzione. Riportiamo l’indirizzo esatto:

Mostra, Rue du 31-Décembre 8 1207 Geneva / Switzerland

Ing. N. Marzulli

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Contributi brevettazione

Pisa, aiuti dalla Camera di Commercio

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contributi PisaLa Camera di Commercio di Pisa nel 2012 sostiene i processi di brevettazione per favorire l’innovazione delle Micro, Piccole e Medie imprese della provincia di Pisa secondo due linee di intervento:

LINEA A) Intervento rivolto all’ottenimento di brevetti per invenzione industriale e registrazione di modelli e disegni all’estero da parte delle Imprese della provincia di Pisa: tutela, anche all’estero, delle innovazioni introdotte nei propri prodotti e processi, ritenute fattori determinanti per l’acquisizione di un rilevante vantaggio competitivo sui mercati internazionali.
Agevolazioni per iniziative che abbiano come obiettivo finale il deposito di domande di:
- brevetti europei presso l’ufficio brevetti di Monaco (Germania) ai sensi della “Convenzione del brevetto Europeo – Monaco di Baviera” del 5 ottobre 1973;
- brevetti internazionali PCT (Patent Cooperation Treaty) presso la sede di Ginevra dell’OMPI ai sensi della “Convenzione di Washington” del 1970;
- brevetti “nazionali” depositati in paesi esteri;
- registrazione di modelli o disegni presso la sede di Alicante dell’UAMI ai sensi del Regolamento (CE) n. 6/2002 del Consiglio, del 12 dicembre 2001, su disegni e modelli comunitari;
- registrazione di modelli o disegni presso la sede di Ginevra dell’OMPI ai sensi dell’”Hague System for the international registration of industrial designs”;
- registrazioni di modelli o disegni “nazionali” depositati in paesi esteri.

LINEA B) Intervento rivolto ad incentivare la presentazione di brevetti e modelli di utilità italiani per tecnologie innovative correlate al risparmio energetico ed alla produzione di energia da fonti rinnovabili.
L’intento è quello di stimolare la cultura dell’innovazione delle imprese pisane in un settore emergente dell’economia mondiale.
Agevolazioni per iniziative che abbiano come obiettivo finale il deposito in Italia:
a) di brevetto di invenzione
b) di modello di utilità

I contributi sono concessi secondo l’ordine cronologico di completamento delle domande in base alla disponibilità del bilancio camerale e fino ad esaurimento fondi.

Tutte le informazioni e la modulistica sono reperibili in questa pagina.

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Il valore di un brevetto

Un aiuto per determinarlo

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valutazione brevettoLa valutazione economica di un brevetto è fondamentale allo scopo di attribuirne un ben determinato valore. Ciò è necessario per svariate esigenze, ad esempio per determinare il prezzo (o l’entità delle royalty) nel caso di vendita o concessione in licenza del brevetto, oppure nel caso di vendita o fusione di imprese, laddove il/i brevetto è valutato come parte del patrimonio globale dell’impresa e così via.

Detta valutazione non è però affatto semplice ed è opportuno che venga effettuata da professionisti dotati di esperienza. Allo scopo tuttavia di standardizzare il procedimento di valutazione e, soprattutto, di renderlo riproducibile, è stata creata una “griglia di valutazione” frutto di una convenzione stipulata nel 2005 da MSE, Crui, e l’Associazione Bancaria Italiana

La griglia di valutazione nasce quindi con l’obiettivo di adottare una  metodologia condivisa tra pubblica amministrazione, mondo della ricerca pubblica e privata, imprese e sistema bancario, avvicinando imprese, imprenditori e ricercatori impegnati in progetti innovativi, al mondo  finanziario e degli investimenti.

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Regolamento Marchio Collettivo

Il Regolamento d’uso

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regolamento d'usoRicordiamo che un marchio collettivo garantisce l’origine, la qualità e la natura di un prodotto/servizio, e può essere utilizzato da una moltitudine di soggetti in possesso di determinati requisiti. Esso quindi non può essere registrato da un’impresa per contrassegnare esclusivamente i propri prodotti, bensì viene registrato al fine di essere concesso a tutti i soggetti che adeguano il loro prodotto/servizio agli standard previsti nel Regolamento d’uso associato a quel determinato marchio collettivo.

Ciò implica che la registrazione di un marchio collettivo viene solitamente effettuata da quei soggetti, aziende o persone fisiche, il cui compito non è quello di produrre e commercializzare quanto piuttosto quello di controllare e garantire gli standard qualitativi, la provenienza e la composizione di un prodotto, regolando l’uso del marchio collettivo e concedendolo solo ai prodotti/servizi che rispettino i criteri stabiliti.Ecco quindi che esso viene di norma richiesto da associazioni, cooperative o consorzi, per poi essere concesso ai membri delle stesse.

Il Regolamento d’uso rappresenta il documento nel quale il soggetto titolare del marchio collettivo, disciplina l’utilizzo del marchio e gli obblighi per l’associato; tale documento deve essere allegato alla domanda di registrazione e deve contenere precise indicazioni relativamente ai requisiti che deve possedere l’impresa ed il prodotto/servizio, affinché esso possa fregiarsi di quel determinato marchio collettivo.

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Invenzioni dei dipendenti

Amministrazioni pubbliche ed università

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brevetti universitàQuando un’invenzione viene realizzata dal dipendente di un ente pubblico, in particolare da ricercatori universitari, l’art. 65 del Codice dei Diritti di Proprietà Industriale dispone che il ricercatore universitario, o più in generale ogni lavoratore del settore pubblico, è titolare esclusivo dei diritti derivanti dall’invenzione brevettata di cui è autore. In caso di più autori, dipendenti delle università o in generale delle pubbliche amministrazioni, i diritti derivanti dall’esclusiva brevettuale appartengono a tutti in modo equo, salvo diversa pattuizione.

L’inventore, una volta presentata la domanda di brevetto, è tenuto a darne comunicazione all’amministrazione, la quale stabilisce l’entità della percentuale a lei spettante in conseguenza dello sfruttamento economico del brevetto. Qualsivoglia tipo di sfruttamento e/o commercializzazione e/o utilizzazione economica dell’invenzione brevettata, fa sorgere infatti il diritto per l’amministrazione di percepire una quota compresa tra il 30% ed il 50% dei proventi derivanti da tale uso, commercializzazione o sfruttamento.

Nel caso in cui l’inventore non dovesse dare seguito allo sfruttamento industriale ed economico del brevetto entro 5 anni dalla data di rilascio dello stesso, la pubblica amministrazione, di cui l’inventore era dipendente al momento della creazione dell’invenzione, acquisisce automaticamente un diritto gratuito, non esclusivo, di sfruttamento dei diritti patrimoniali ad essa connessi, fermi restando i diritti morali che continuano a spettare all’inventore. L’acquisizione di tale diritto da parte dell’amministrazione non sarà però valido nel caso in cui la mancata attuazione dell’invenzione dipenda da cause del tutto indipendenti dalla volontà degli autori.

Il Codice sancisce, infine, che tali disposizioni non si applicano nei casi di ricerche finanziate, in tutto o in parte, da soggetti privati oppure realizzate nell’ambito di specifici progetti di ricerca finanziati da soggetti pubblici diversi dall’università o ente pubblico di appartenenza del ricercatore/dipendente.

Ing. N. Marzulli

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Invenzioni dei dipendenti

Dipendenti privati

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invenzioni dipendenti privatiQuando il dipendente di un’azienda privata mette a punto un’invenzione e la brevetta, sorgono dei diritti in capo al datore di lavoro ed allo stesso dipendente a seconda dell’oggetto del rapporto lavorativo.

Il Codice della Proprietà Industriale (art. 64) stabilisce che se il nuovo trovato (oppure il nuovo procedimento) è frutto di un’attività inventiva prevista nell’oggetto del contratto di lavoro, ossia se il dipendente viene retribuito al fine di sviluppare nuove invenzioni, i diritti patrimoniali derivanti dal deposito del brevetto spettano al datore di lavoro, fermo restando che i diritti morali restano in capo al dipendente.

Qualora invece l’invenzione sia stata sviluppata da un dipendente a cui spettano mansioni differenti dall’attività inventiva, ossia se egli non riceve una specifica retribuzione per ricerca e sviluppo, i diritti patrimoniali di sfruttamento economico del brevetto (qualora concesso) spettano al datore di lavoro, però questi è tenuto a versare al dipendente inventore un “equo premio” in denaro, il cui importo, secondo quanto stabilito dal Codice, deve essere quantificato in base a diversi fattori, quali ad esempio la retribuzione percepita, l’importanza del brevetto e le mansioni svolte.

In mancanza di un accordo tra le parti circa l’ammontare dell’ “equo premio” e la sua corresponsione, interviene un giudice ordinario o, in ultima istanza, un collegio composto da tre arbitri. Il dipendente, una volta concesso al datore di lavoro il brevetto, ha diritto a richiedere il premio entro un limite temporale oltre il quale tale diritto cade in prescrizione, così come stabilito da una recente sentenza della Corte di Cassazione.

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Incentivi disegni e modelli

75 milioni per l’accesso al credito

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investimentiIl Ministero dello Sviluppo Economico ha attivato il Fondo Nazionale per l’Innovazione (FNI), a supporto della valorizzazione ed il finanziamento di progetti innovativi basati sullo sfruttamento industriale di disegni e modelli. Il Ministero, attraverso il fondo, mette a disposizione una garanzia che permetterà di favorire la concessione di finanziamenti da parte delle banche selezionate per circa 75 milioni di euro, favorendo l’accesso al credito delle imprese e riducendo i costi del finanziamento.

I finanziamenti potranno essere concessi fino ad un importo massimo di 3 milioni di euro, con durata fino a 10 anni e nessuna garanzia personale o reale sarà richiesta all’impresa.

Mediocredito Italiano del gruppo Intesa Sanpaolo e Unicredit sono le banche che attuano questa importante iniziativa mettendo a disposizione del sistema industriale le loro competenze su un tema particolarmente importante per lo sviluppo e la crescita dell’economia italiana.

Per avere maggiori informazioni le imprese possono fare riferimento alle sezioni dedicate al Fondo Nazionale Innovazione dei siti internet di Mediocredito Italiano (Sezione Ricerca e Innovazione) e Unicredit dove sono anche indicati i punti informativi appositamente istituiti dalle due banche sull’intero territorio nazionale e dove sarà possibile avere ulteriori informazioni anche per la presentazione delle domande di finanziamento.

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Brevetto Comunitario

Ormai manca poco

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brevetto unicoIl brevetto comunitario (ne abbiamo parlato qui e qui) vuole nascere allo scopo di estendere con  un’unica domanda, la validità di un brevetto in tutta la Comunità Europea, o più precisamente nei Paesi Europei aderenti all’accordo, senza dover sostenere ulteriori costi per le successive fasi nazionali. A tal fine varie tappe si sono susseguite, ed ora un ulteriore passo avanti è stato fatto per la concretizzazione di tale progetto.

Infatti, risale a pochi giorni fa la notizia che la commissione giuridica del Parlamento Europeo ha approvato l’accordo stipulato tra i rappresentanti dello stesso Parlamento per quanto concerne l’adozione del brevetto unico per la comunità europea, che avrà validità in tutti i Paesi dell’Unione Europea aderenti al suddetto accordo.

Tale approvazione costituisce la base per le successive fasi del progetto: infatti, sarà ora necessaria l’approvazione del Parlamento Europeo e del Consiglio Europeo, approvazione che potrebbe aver luogo già nel mese di Febbraio, e che permetterà al brevetto comunitario di essere definitivamente approvato ed implementato.

La proposta prevede che ogni inventore possa beneficiare della tutela brevettuale nei 25 Paesi Europei attualmente aderenti (ossia tutti ad eccezione di Italia e Spagna), fornendo la domanda in una delle 3 lingue disponibili, Inglese, Francese e Tedesco.

Ricordiamo che la procedura per l’entrata in vigore del brevetto comunitario è stata improntata secondo la cosiddetta procedura di cooperazione rafforzata, che permette ad alcuni Stati membri di stipulare accordi, prevedendo al contempo la possibilità di astensione da parte di altri Paesi Europei.

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Diritti patrimoniali e morali

I diritti che nascono con un brevetto

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diritti patrimoniali e moraliIl brevetto genera in capo al suo inventore due principali diritti: il diritto patrimoniale ed il  diritto morale. I diritti patrimoniali rappresentano i diritti di sfruttamento economico dell’invenzione che si va a brevettare, mentre i diritti morali riguardano la paternità dell’invenzione.

Dalle definizioni emergono sostanziali differenze fra i due tipi di diritti: la principale è rappresentata dal fatto che mentre i diritti patrimoniali possono essere ceduti o venduti a terzi, a titolo gratuito o sotto compenso, i diritti morali non possono essere alienati dal proprio detentore, ovvero la paternità dell’invenzione rimarrà sempre di colui che nella domanda di brevetto è stato designato come “inventore”.

I diritti patrimoniali dell’opera consistono nel diritto di sfruttamento esclusivo dell’invenzione, che, una volta brevettata, potrà essere utilizzata in proprio oppure venduta mediante due principali atti: la cessione, ossia il trasferimento della titolarità del brevetto a favore di un altro soggetto (tramite varie tipologie contrattuali quali vendita, permuta, donazione, conferimento), o la licenza, con la quale il titolare, licenziante, concede ad un terzo, licenziatario, il diritto di utilizzare dietro corrispettivo la propria invenzione brevettata.

I diritti morali, al contrario, non possono essere venduti o dati in licenza in nessun caso, racchiudono tutti i diritti che mirano a proteggere la personalità dell’inventore, e sono previsti dalla legislazione nazionale, comunitaria e internazionale. In definitiva, anche nell’eventualità in cui un brevetto venga ceduto oppure concesso in licenza, l’inventore designato continuerà sempre ad essere riconosciuto come colui che ha dato luce a quella determinata invenzione.

La distinzione di questi diritti risulta fondamentale per comprendere, una volta depositato un brevetto, quali azioni è possibile intraprendere in caso di comportamenti lesivi dei diritti stessi, proprio a seconda di ciò che viene oltraggiato.

Ing. N. Marzulli

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Ricerca Brevetti

Le banche dati per le ricerche

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ricerca brevettiPer poter brevettare un’invenzione uno dei requisiti che essa deve possedere è quello della novità in senso assoluto, ovvero non dev’essere mai stata realizzata in nessuna parte del mondo. Ciò implica che il brevetto di un’invenzione non del tutto nuova, sarà dunque inefficace oltre che facilmente annullabile e difficilmente concedibile.

Il requisito di novità implica quindi l’opportunità di una ricerca di anteriorità per sondare lo stato della tecnica nota e accertare il carattere di novità della propria invenzione, ma qui sorge il problema principale: non esiste un’unica banca dati che raccoglie tutti i brevetti del mondo. Inoltre, molti Paesi non dispongono affatto di banche dati informatizzate dalle quali attingere le schede complete dei brevetti in esse presenti.

La conseguenza di tutto ciò è che la ricerca di anteriorità di un brevetto, non potrà mai considerarsi del tutto completa ed esaustiva. Ciononostante, è utilissimo consultare le banche dati disponibili al fine di accertarsi che, almeno in queste, non ci sia nulla di analogo a ciò che intendiamo brevettare.

Attenzione quindi, se in una banca dati troviamo un brevetto simile, allora potrebbe venir meno il requisito di novità, se però non troviamo nulla non possiamo considerarci al sicuro, poichè un brevetto analogo potrebbe esistere in una banca dati non informatizzata.

Detto ciò, la ricerca potrà essere svolta in autonomia o avvalendosi di uno studio specializzato nel settore che condurrà la non-facile ricerca. Coloro che volessero effettuare una ricerca in autonomia, potranno interrogare gratuitamente alcune banche dati che forniscono informazioni complete e dettagliate (descrizione, rivendicazioni, disegni) sui brevetti in esse presenti. I principali siti online per la consultazione delle banche dati sono:

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