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Assistenza sui brevetti

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I Centri di Informazione PIP (Patent Information Point) e PATLIB (Patent Library) sono nati in tutta Europa con l’intento di fornire assistenza pratica alle imprese, ai ricercatori, agli inventori privati e agli studenti, ma anche diffondere il più possibile l’informazione brevettuale e offrire servizi di primo ausilio all’utenza.

I Centri di Informazione PIP (Patent Information Point) e PATLIB (Patent Library) sono accreditati presso ciascun Ufficio nazionale dei brevetti in grado di prestare assistenza specialistica in materia brevettuale ed altri servizi che possono estendersi ai marchi, disegni e modelli ed altri diritti di proprietà industriale.

In Italia esistono 42 Centri che si integrano nella più ampia rete europea, composta da oltre 300 Centri, coordinata dall’Ufficio europeo dei brevetti (EPO). Vediamo nel dettaglio le differenze tra i due centri:

  • I Centri PIP prestano servizi di informazione in materia brevettuale, oltre che in altri ambiti connessi, tra cui l’assistenza per l’acquisizione, il mantenimento, il trasferimento e la tutela dei diritti di proprietà industriale.
  • I Centri PATLIB forniscono servizi specialistici di ricerca brevettuale, tra cui il monitoraggio tecnologico e la consulenza strategica, oltre a poter svolgere assistenza pratica su altri diritti di proprietà intellettuale.

Diffusi capillarmente sul territorio nazionale, i Centri PIP e PATLIB rappresentano strumenti fondamentali per attuare le politiche di promozione e tutela della Proprietà Industriale. E’ possibile visualizzare l’elenco dei Centri PATLIB nelle Camere di Commercio cliccando qui.

Fonte: UIBM

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Sovvenzioni per marchi, disegni e brevetti

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Proteggere la proprietà intellettuale è necessario perchè è l’unico modo legale per evitare che idee, prodotti o servizi unici nel loro genere siano copiati o utilizzati senza autorizzazione. A partire dal 10 gennaio sino al 16 dicembre 2022 sono disponibili nuovi finanziamenti a valere sul Fondo PMI gestito dall’ EUIPO. E’ possibile richiedere sovvenzioni (voucher) per ottenere il rimborso parziale dei costi sostenuti per il deposito di marchi, disegni/modelli e brevetti.

La richiesta all’EUIPO dovrà essere effettuata prima di depositare la domanda di marchio, disegno o brevetto. Sarà possibile nel corso del 2022 presentare una sola richiesta all’EUIPO, per ricevere un contributo di un importo massimo complessivo fino a 2.250 euro.

Possono beneficiare del fondo le Pmi con sede nell’Unione Europea. La domanda può essere depositata da un titolare, un dipendente o un rappresentante autorizzato di una PMI dell’UE che agisce per suo conto. Le sovvenzioni sono sempre trasferite direttamente alle PMI.

La procedura di presentazione della domanda è semplice. Bisogna essere in possesso dei seguenti documenti in formato PDF pronti all’atto della presentazione della domanda:

  • l’estratto conto dell’impresa riportante nome dell’impresa titolare del conto, numero IBAN completo con codice paese e codice BIC/SWIFT;
  • il certificato di partita IVA o di numero di registrazione nazionale dell’azienda, rilasciato dall’autorità nazionale competente;
  • se la PMI si avvale dei servizi di un rappresentante che agisce per conto di una PMI, bisognerà presentare una «dichiarazione sull’onore» (modello), firmata da un titolare o da un dipendente autorizzato della PMI.

Fonte: UIBM e EUIPO 

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Uno strumento per le PMI

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Il Fondo Nazionale Innovazione (FNI) è un fondo di Venture Capital operativo con una dotazione di 1 miliardo di euro, equamente divisi tra Cassa Depositi e Prestiti e Governo. È uno strumento per supportare micro, piccole e medie imprese innovative nell’accesso a risorse finanziarie per l’innovazione.

Il Venture Capital è lo strumento operativo di intervento del Fondo Nazionale Innovazione: si tratta di investimenti diretti e indiretti in minoranze qualificate nel capitale di imprese innovative con Fondi generalisti, verticali o Fondi di Fondi, a supporto di startup, scaleup e PMI innovative. L’obiettivo è quello di difendere l’interesse nazionale contrastando la costante cessione e dispersione di talenti, e altri asset strategici che nella migliore delle ipotesi vengono “svendute” all’estero con una perdita secca per il sistema del nostro Paese.

Il Fondo Nazionale Innovazione è un soggetto (SGR) multifondo che opera esclusivamente attraverso metodologie di c.d. Venture Capital. Si tratta dello strumento finanziario elettivo per investimenti diretti o indiretti allo scopo di acquisire minoranze qualificate del capitale di startup, scaleup e PMI innovative.

Gli investimenti sono effettuati dai singoli Fondi del FNI in modo selettivo, in conformità con le migliori pratiche del settore, in funzione della capacità di generare impatto e valore sia per l’investimento sia per l’economia nazionale. La selettività, flessibilità e rapidità degli investimenti sono gli elementi che consentono al Venture Capital la natura di strumento chiave di mercato per lo sviluppo dell’innovazione, oltre che il modo migliore per allineare gli interessi di investitori e imprenditori verso il comune obiettivo della crescita economica.

fonte: UIBM

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Come scegliere la classe giusta

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Prima di procedere con la registrazione di un marchio, sia a livello nazionale (UIBM) che comunitario (EUIPO) ed internazionale (WIPO), è obbligatorio individuare la giusta classe di appartenenza per le categorie di prodotti e/o servizi che si desidera trattare in base alla Classificazione Internazionale dei prodotti e servizi, comunemente nota come Classificazione di Nizza.

Le classi da cui è composta la Classificazione di Nizza sono in totale 45, suddivise in 34 per i prodotti e 11 per i servizi: nel momento in cui si designano una o più classi, ci si tutela impedendo ad un eventuale concorrente di registrare un marchio uguale o simile al proprio nella stessa classe. Se invece la registrazione di un marchio uguale o simile avviene in una classe differente, è quasi sempre possibile salvo delle eccezioni che vanno valutate singolarmente come ad esempio nel caso di una tutela ultramerceologica.

È utile sapere che l’elenco di prodotti e servizi inseriti in una domanda di marchio può essere ridotto ma non ampliato: in altri termini, non è possibile aggiungere successivamente al deposito altri prodotti, servizi o classi.

A tal fine, nel momento in cui si registra un marchio è opportuno pensare sia al prodotto o servizio che il marchio contraddistinguerà al momento della registrazione, sia ai prodotti/servizi che potenzialmente si desidererà trattare in futuro. Se quindi si presume di estendere in futuro il marchio ad altre categorie di prodotti/servizi, è consigliabile inserire classi aggiuntive nella domanda iniziale perchè non è possibile successivamente aggiungere classi ad un marchio già registrato.

Ricapitolando è quindi fondamentale:

  1. scegliere la classe/classi individuando i prodotti/servizi che verranno contraddistinti dal marchio che si intende depositare;
  2. pensare all’atto del deposito anche ai possibili sviluppi futuri aggiungendo prodotti/servizi che si ritiene di trattare anche in un momento successivo.

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Emanato il decreto di rifinanziamento
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L’ Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) ha pensato di rifinanziare i bandi Marchi+, Brevetti+ e Disegni+ che mirano alla valorizzazione dei titoli di proprietà industriale, proprio a seguito della chiusura immediata dello sportello del bando Marchi+ per esaurimento delle risorse disponibili.

Il MISE infatti ha pensato bene di anticipare l’emanazione del decreto di programmazione per il 2020 dei bandi Marchi+ Brevetti+ e Disegni+, stanziando complessivamente 43 milioni di euro così ripartiti: 4 milioni per Marchi+; 25 milioni per Brevetti+; 14 milioni per Disegni+. Questo al fine di soddisfare le richieste di nuove domande di contributo per coloro che sono rimasti esclusi dall’agevolazione.

Il decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.163 del 30 giugno 2020, dispone che gli avvisi relativi ai termini di riapertura dei suddetti bandi, ai fini della presentazione delle domande di contributo, saranno pubblicati entro 30 giorni.

Fonte: UIBM

Per saperne di più:

https://uibm.mise.gov.it/index.php/it/emanato-il-decreto-di-programmazione-dei-bandi-incentivi-2020-per-brevetti-disegni-e-marchi

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Al via il registro dei marchi storici

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A partire dal mese di aprile è possibile iscriversi al registro dei marchi storici d’interesse nazionale presso l’UIBM (Uffico Italiano Brevetti e Marchi).

Quale la funzione e quali i vantaggi:

Il registro, nato a seguito della nota questione Pernigotti riguardante la delocalizzazione all’estero della sua produzione dolciaria, ha come finalità quella di combattere tale fenomeno, in particolare per i marchi legati al cuore del nostro paese, alla sua anima storica. Questo con l’ausilio dell’imposizione di comunicazioni al MISE e l’applicazione di elevate sanzioni per i trasgressori.

L’iscrizione al registro offre l’opportunità di utilizzare il logo del “marchio storico” accanto a quello del proprio marchio. Oggi l’obiettivo è anche quello di appoggiare le campagne promozionali delle imprese storiche, in particolare all’estero.

Condizione per l’iscrizione nel registro:

  • che il marchio sia registrato da almeno 50 anni

  • che il marchio sia rinnovato con continuità nel tempo

E’ possibile iscrivere anche i marchi non registrati purchè vi sia stato un uso effettivo e continuativo da almeno 50 anni.

L’UIBM verificherà il rispetto dei parametri indicati dal Governo in un tempo massimo di 60 giorni nel caso di marchio registrato e di 180 giorni nel caso di marchio non registrato.

Durata dell’iscrizione:

La durata è illimitata e non è sottoposto a rinnovi.

Modalità d’iscrizione:

E’ possibile iscriversi al registro dei marchi storici presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi esclusivamente per via telematica, attraverso il portale on line raggiungibile al ss. link: https://servizionline.uibm.gov.it

Costi:

1 marca da bollo da € 15

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riapertura dei termini

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Dall’11 dicembre riapre il bando MARCHI +3 messo a punto dal Ministero Dello Sviluppo Economico, attraverso la Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione (DLGC) – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) per favorire le micro, piccole e medie imprese fornendo agevolazioni per la registrazione dei marchi.

Ora con la riapertura si potrà contare su un incremento finanziario di oltre 2 milioni di euro. Il Bando prevede due misure di intervento:

  1. MISURA A – Agevolazioni per favorire la registrazione di marchi dell’Unione Europea presso EUIPO (Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale) attraverso l’acquisto di servizi specialistici;
  2. MISURA B – Agevolazioni per favorire la registrazione di marchi internazionali presso OMPI (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale) attraverso l’acquisto di servizi specialistici.

Tra le SPESE AMMISSIBILI:

  • progettazione del marchio
  • assistenza per il deposito
  • ricerche di anteriorità
  • assistenza legale per azioni di tutela del marchio in risposta a opposizioni /rilievi seguenti al deposito della domanda di registrazione
  • tasse di deposito

LE AGEVOLAZIONI SONO CONCESSE FINO ALL’80% (90% PER USA O CINA) DELLE SPESE AMMISSIBILI e nel rispetto degli importi massimi previsti per ciascuna tipologia di servizio così come indicato nel bando.

Per accedere all’agevolazione è necessario compilare il form on-line in cui verrà attribuito un numero di protocollo disponibile sul sito www.marchipiu3.it e inviare la domanda entro 5 giorni dalla data del protocollo esclusivamente a mezzo PEC all’indirizzo marchipiu3@legalmail.it.

Sito: www.marchipiu3.it

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Un nuovo servizio dell’UIBM

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AGGIORNATO IL 12/09/2022

Il servizio “Linea Diretta Anticontraffazione” offre informazioni sugli strumenti previsti dalla normativa vigente e assistenza su violazioni di diritti di proprietà intellettuale, per consentire l’attivazione di procedure di contrasto anticontraffazione a livello sia nazionale che internazionale, nell’ambito dei rapporti di collaborazione con le competenti istituzioni straniere.

Tale servizio è operato da personale specializzato della Guardia di Finanza, distaccato presso la Direzione Generale dell’UIBM, che riceve e valuta le segnalazioni pervenute ed è in diretto collegamento, per eventuali seguiti di rispettiva competenza, con le Forze di Polizia (soprattutto i Nuclei Speciali della Guardia di Finanza) e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (in particolare il Servizio Antifrode).

La “Linea Diretta Anticontraffazione” è anche parte integrante del portale gestito dalla Guardia di Finanza (https://siac.gdf.it/) denominato “Sistema Informativo Anticontraffazione” (SIAC). Per accedere ai servizi è possibile:

  • inviare una mail all’indirizzo:
    anticontraffazione@mise.gov.it
    anticontraffazione@pec.mise.gov.it.
  • trasmettere un fax al numero 06.4705.3539
  • telefonare al numero 06.4705.3800, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 17:00
  • trasmettere una segnalazione alla Linea diretta anticontraffazione tramite l’apposita App GeoUIBM

La DGTPI-UIBM non è competente in materia di certificazioni CE, conformità e sicurezza dei prodotti, pertanto la LAC non gestisce segnalazioni relative a questi ambiti.

Fonte:
UIBM

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destinati a marchi comunitari ed internazionali

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Il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE), attraverso la Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione (DLGC) – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), ha messo a punto un bando per la realizzazione di azioni finalizzate a supportare le imprese, in particolare le micro, piccole e medie imprese per la valorizzazione dei titoli della proprietà industriale.

Il bando Marchi+3 prevede due linee di intervento:

  • Misura AAgevolazioni per favorire la registrazione di marchi dell’Unione Europea presso EUIPO (Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale) attraverso l’acquisto di servizi specialistici. In dettaglio:

    • deposito domanda di registrazione presso EUIPO di un marchio e pagamento delle tasse di deposito.

  • Misura B Agevolazioni per favorire la registrazione di marchi internazionali presso OMPI (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale) attraverso l’acquisto di servizi specialistici. In dettaglio:

    • deposito domanda di registrazione presso OMPI di un marchio registrato a livello nazionale presso UIBM o di un marchio dell’Unione Europea registrato presso EUIPO e pagamento delle tasse di deposito;

    • deposito domanda di registrazione presso OMPI di un marchio per il quale è già stata depositata domanda di registrazione presso UIBM o presso EUIPO e pagamento delle tasse di deposito;

    • deposito domanda di designazione successiva di un marchio registrato presso OMPI e pagamento delle tasse di deposito.

Le agevolazioni sono concesse fino all’80% (90% per USA o CINA) delle spese ammissibili e nel rispetto degli importi massimi previsti per ciascuna tipologia di servizio così come indicato nel bando.

Le domande di finanziamento possono essere presentate compilando il form on line a partire dalle ore 9:00 del 7 marzo 2018 secondo le modalità indicate al seguente indirizzo:
http://www.marchipiu3.it/P42A0C16S1/-Come-fare-per-accedere-alle-agevolazioni.htm

I fondi complessivamente disponibili ammontano a 3.825.000 euro. Per saperne di più:
http://www.uibm.gov.it/attachments/article/2008423/Bando%20Marchi%20+3.pdf

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I casi che si possono verificare

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AGGIORNATO IL 12/10/2020

Un marchio è scaduto quando non è stato rinnovato alla sua scadenza; in tal caso vediamo come ci si può comportare:

  1. si può utilizzare il marchio scaduto senza registrarlo ex-novo;
  2. si può registrarlo ex-novo.

Nel primo caso, diciamo che il marchio scaduto diventa di “pubblico dominio” e pertanto chiunque può utilizzarlo; questo è però un limite perchè nessuno gode dell’uso esclusivo e pertanto si potrebbe verificare il caso in cui più soggetti utilizzano lo stesso marchio.

Nel secondo caso, diciamo invece che se qualcuno desidera registrarlo nuovamente al fine di averne l’esclusiva è importante sapere che:

  • dalla scadenza di un marchio devono trascorrere obbligatoriamente 2 anni per poter essere nuovamente registrato e riacquistare il requisito della “novità”.

Questo lasso di tempo consente infatti di far “dimenticare” ai consumatori il vecchio marchio e fargli dunque riacquistare la “novità” necessaria in caso di nuova registrazione (ne abbiamo parlato qui).

Difatti uno dei requisiti fondamentali per il deposito di un marchio è la novità: ossia è necessario che il marchio non sia confondibile con un segno distintivo anteriore che risulta identico o simile e già registrato nella medesima classe di prodotti e/o servizi oppure con un marchio dotato di una certa rinomanza, cioè ormai ben noto al pubblico.

La Suprema Corte in una recente sentenza ha precisato un importante aspetto: non vi è malafede in caso di registrazione di un marchio identico a un marchio già registrato in precedenza, non rinnovato, di proprietà altrui, quando il marchio precedente abbia definitivamente cessato di produrre i suoi effetti a causa del mancato uso per un lungo periodo di tempo e che quindi la notorietà non sia ancora presente presso il pubblico.

A questo punto la domanda che può sorgere è: esiste una banca dati dove poter accedere ad un elenco aggiornato di marchi scaduti? La risposta è affermativa, si tratta della banca dati nazionale ufficiale dell’UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) che raccoglie tutte le informazioni relative alle domande depositate e a cui è possibile accedere gratuitamente.

Vedi anche:

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Il “BANDO PER LA CONCESSIONE DI AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE PER LA VALORIZZAZIONE DEI MARCHI LA CUI DOMANDA DI DEPOSITO SIA ANTECEDENTE AL 1° GENNAIO 1967” prevede la concessione di contributi fino a 120 mila euro a impresa rivolto alle PMI dirette a valorizzare e rilanciare I marchi nazionali in corso di validità, registrati presso l’UIBM o presso l’EUIPO la cui domanda di primo deposito sia antecedente il 01/01/1967.

L’obiettivo della misura è quello di accrescere il valore dei marchi nazionali con domanda di deposito antecedente il 1° gennaio 1967, esaltando storia e cultura d’impresa del nostro Paese, attraverso la concessione di agevolazioni rivolte a micro, piccole e medie imprese che abbiano sede legale e operativa in Italia.

Le agevolazioni sono finalizzate all’acquisto di servizi specialistici esterni e di beni strumentali ad uso produttivo correlati alla realizzazione del progetto di valorizzazione del marchio che deve riguardare prodotti/servizi afferenti l’ambito di protezione del marchio stesso con riferimento alle classi di appartenenza dei prodotti/servizi per le quali esso risulta registrato.

Le risorse disponibili ammontano complessivamente a € 4.500.000,00; le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo in conto capitale in misura massima pari all’80% delle spese ammissibili per l’acquisizione di servizi specialistici quali l’estensione del marchio a livello comunitario e internazionale, la registrazione dello stesso marchio in ulteriori classi di prodotti o servizi, l’assistenza legale contro la contraffazione, le sorveglianze e le ricerche di anteriorità e del 50% per l’acquisto di macchinari, attrezzature e software.

Le domande possono essere presentate a partire dalle ore 9 del 4 aprile 2017. Per informazioni più dettagliate: www.marchistorici.it

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di cosa si  occupa

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uibmL’UIBM, o più correttamente DGLC-UIBM (Direzione Generale Lotta alla Contraffazione-Ufficio Italiano Brevetti e Marchi), ha sede a Roma e gestisce il sistema normativo inerente la materia della Proprietà Industriale. Volendo sintetizzare, l’ente svolge le seguenti attività principali:

A livello nazionale

  • contrastare la contraffazione e proteggere il Made in Italy;
  • ricezione delle domande di concessione dei vari titoli di proprietà industriale e della relativa documentazione (brevetti, marchi, disegni e modelli);
  • controllo della regolarità formale di ciascuna domanda ed esame tecnico della stessa;
  • istruttoria, concessione o rigetto delle domande ricevute;
  • esame ed effettuazione di trascrizioni ed annotazioni nonchè rilascio di certificazioni e copie;
  • servizio d’informazione al pubblico.

A livello internazionale

  • ricezione e controllo delle domande internazionali di brevetto PCT, delle domande di brevetto europeo e delle domande per la registrazione di marchi internazionali;
  • validazione dei brevetti rilasciati dall’Ufficio dei brevetti designanti l’Italia;
  • partecipazione ad organismi internazionali.

Oltre al tradizionale deposito cartaceo è anche possibile depositare telematicamente domande di brevetto industriale per invenzioni e modelli di utilità, domande di registrazione di disegni, modelli e marchi di impresa, istanze connesse a dette domande e rinnovi di marchi. In tal caso il deposito può essere effettuato esclusivamente attraverso il seguente portale di servizi:
https://servizionline.uibm.gov.it

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L’iter completo dal deposito alla registrazione

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AGGIORNATO IL 31/05/2021

iter registrazione marchioQuando si desidera registrare un marchio si comincia col depositare una domanda di registrazione; se si tratta di un marchio nazionale la domanda dev’essere presentata presso una qualsiasi Camera di Commercio (oppure avvalendosi del nostro servizio), mentre se si tratta di un marchio comunitario la domanda dev’essere presentata presso l’EUIPO (oppure avvalendosi del nostro servizio).

Quando l’Ufficio riceve la domanda, viene attribuito un numero di deposito; quel numero identifica il marchio (sia la parte grafica che verbale), le classi designate, il titolare ed, in genere, tutte le informazioni legate al marchio in questione. Da quel momento in poi il marchio può considerarsi depositato e potrà essere utilizzato con il simbolo TM (TM) da apporre accanto al marchio (ne abbiamo parlato qui).

A quel punto comincia l’esame della domanda da parte dell’UIBM o dell’EUIPO a seconda che si tratti di marchio italiano o comunitario; il controllo iniziale è di tipo formale, viene cioè verificato che siano state pagate le tasse in maniera corretta, che la documentazione presentata sia quella giusta, che il marchio possegga i requisiti minimi ecc.

Nel solo caso del marchio comunitario, l’EUIPO controlla anche se esistono marchi anteriori confondibili e, nel caso, li avvisa della vostra intenzione di registrare quel determinato marchio, al fine di dargli la possibilità di presentare un’eventuale opposizione. Attenzione, nel caso emergano similitudini l’EUIPO non rifiuta d’ufficio la vostra domanda di registrazione del marchio, bensì si limita ad avvisare il titolare del marchio preesistente individuato.

Questa fase dura diversi mesi al termine dei quali si conclude l’iter burocratico e, in caso di assenza di impedimenti o anche di opposizioni, il marchio viene registrato. Solo a quel punto il marchio può considerarsi registrato.

Quando il marchio diventa registrato potrà utilizzarsi con la R cerchiata ® da apporre accanto al marchio e avrà una validità di 10 anni a partire dalla data di deposito, al termine dei quali il titolare potrà decidere se rinnovarlo o meno (ne abbiamo parlato qui).

Vedi anche:

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dove registrare un brevettoQuando si realizza un’invenzione e la si vuole brevettare, si deve anzitutto decidere in che ambito geografico farlo, ossia dove far valere il proprio brevetto e, quindi, dove poter godere dell’uso esclusivo; queste sono le 3 possibilità:

  1. brevetto nazionale per invenzione industriale o per modello di utilità; si può procedere per il tramite di uno studio brevetti (consigliato) oppure autonomamente depositando relazione, rivendicazioni, disegni, attestati di versamento e domanda, presso una qualsiasi Camera di Commercio oppure direttamente presso l’UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi). Quest’ultimo è la struttura di riferimento centrale in Italia per la gestione e la tutela dei diritti di proprietà industriale.
  2. brevetto europeo presso l’EPO (European Patent Office) al fine di ottenere un brevetto che avrà efficacia in tutti i 28 Paesi dell’Unione Europea. Il deposito di una domanda di brevetto europeo può essere effettuato presso la Camera di Commercio di Roma oppure direttamente presso le sedi dell’EPO a Monaco, l’Aia o Berlino.
  3. brevetto internazionale PCT (Patent Cooperation Treaty); il fine è quello di ottenere un brevetto che avrà efficacia legale nei Paesi scelti tra quelli aderenti al Trattato PCT (fra i quali è compresa l’Italia). La domanda va presentata presso l’UIBM o presso il corrispondente ufficio PCT della WIPO (detta anche OMPI in italiano, ossia Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale). L’UIBM determina la data di deposito ed il numero internazionale secondo quanto disposto dal Trattato PCT e dal successivo regolamento di esecuzione (art. 8 Reg. att. c.p.i.)

Ing. N. Marzulli

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AGGIORNATO IL 21/03/2022

Le fatture ingannevoli per la presunta registrazione di un marchio, disegno o brevetto sono in forte aumento; la probabilità di ricevere una fattura con la richiesta di denaro è ormai una quasi-certezza. Torniamo pertanto per l’ennesima volta sull’argomento (ne abbiamo già parlato qui, qui e qui) con la speranza che il fenomeno regredisca grazie alla conoscenza della sua natura di “truffa”. 

Per fortuna anche l’Antitrust è intervenuta a supporto con un Vademecum anti-inganni contro le indebite richieste di pagamento alle aziende, affinchè esse siano adeguatamente informate e dunque in grado di proteggersi da raggiri commerciali posti in essere ai loro danni.

Esistono delle società che nascono utilizzando ragioni-sociali volutamente ambigue (ossia confondibili con i nomi ufficiali degli Organi effettivamente preposti), poi attingono i nominativi ed i riferimenti dei titolari di marchi e brevetti dalle banche dati pubbliche, ed infine inviano comunicazioni a tappeto nelle quali vengono richieste delle somme di denaro per l’apparente registrazione del brevetto o del marchio.

In realtà, a ben guardare, queste società propongono quasi sempre di pubblicare il marchio in una propria banca dati, giustificando così la richiesta di denaro. Il trucco è quello di far sembrare la comunicazione “vera” ed effettivamente proveniente da un organo ufficiale; nella moltitudine di comunicazioni inviate, qualcuno casca sempre nella rete dei truffatori. Questi ultimi giocano sempre su questi elementi:

  • un nome ambiguo e confondibile con quello di Organismi ufficiali
  • riferimenti precisi al marchio o brevetto (reperibili su banche dati gratuite)
  • riferimenti precisi al titolare (reperibili anche questi su banche dati gratuite)
  • una lingua spesso diversa dalla propria così da rendere più difficile la comprensione della comunicazione

L’ignaro destinatario della comunicazione, si limita spesso a verificare soltanto la rispondenza dei dati citati, dopodiché essendo consapevole di aver presentato una domanda di registrazione di un marchio o brevetto, paga. Per chi dovesse ricevere una comunicazione dubbia, i suggerimenti sono:

  • rivolgersi ad uno Studio specializzato e sottoporre la comunicazione;
  • guardare il nome della società che richiede il pagamento e ricordare che gli unici Organismi ufficiali dai quali possono potenzialmente arrivare delle comunicazioni sono:
  1. In Italia,l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), con sede a Roma.
  2. Nell’Unione Europea, l’Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno (UAMI o OAMI), con sede ad Alicante (Spagna).
  3. Per i marchi internazionali, l’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (OMPI o WIPO), con sede a Ginevra (Svizzera).
  4. Per i Paesi esteri, i rispettivi uffici marchi.

Vedi anche:

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è possibile

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AGGIORNATO IL 16/08/2021

annullare brevettoAnche se un brevetto è stato concesso può potenzialmente esserne contestata la sua validità; il fatto cioè che una domanda di brevetto abbia superato positivamente l’iter di esame da parte dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) e sia stato concesso, non significa che non possa essere impugnato per dichiararne la nullità.

Una tale azione deve ovviamente essere proposta da un qualcuno che, a causa della concessione di quel brevetto, vede pregiudicati i propri interessi o il proprio business; ad esempio, si supponga che un proprio concorrente presenti una domanda di brevetto relativa ad un qualcosa di già noto (magari all’estero) e che il brevetto venga concesso.

Continuiamo a supporre di voler produrre un qualcosa di simile al brevetto concesso al concorrente; essendo l’oggetto del brevetto una tecnica in realtà già nota all’estero, se ne comincia la produzione ma ben presto ci si vede recapitare una diffida del concorrente, che ci intima la sospensione della produzione in virtù del brevetto in suo possesso.

A questo punto ci si può difendere riuscendo a dimostrare che quel brevetto è in realtà nullo; bisogna cioè riuscire a dimostrare che la tecnologia da esso introdotta era già nota prima che la domanda di brevetto fosse depositata. Ciò è sancito dall’art. 2697 c.c. che testualmente recita “Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento”.

Oggi è difficile che un brevetto venga concesso anche se riguarda una tecnologia nota, ma è tuttavia possibile; a partire dal 2008, quando l’UIBM riceve una domanda di brevetto ne affida l’esame di anteriorità all’Ufficio Europeo dei Brevetti il quale indaga a livello mondiale per verificare che la tecnologia da esso rivendicata sia effettivamente nuova. L’esito di una tale ricerca è solitamente piuttosto affidabile. Prima del 2008 ciò invece non veniva fatto ed era più probabile che venisse concesso un brevetto anche se privo di novità.

Ricordiamo che un brevetto per essere valido deve possedere principalmente tre requisiti:

  1. attività inventiva
  2. applicabilità industriale
  3. novità

Sussiste attività inventiva quando l’invenzione, per una persona esperta in quel particolare campo tecnologico, non risulta in modo evidente dallo stato della tecnica. Un’invenzione è considerata atta ad avere un’applicazione industriale se il suo oggetto può essere fabbricato o utilizzato in qualsiasi genere di industria, compresa quella agricola. Infine un’invenzione è considerata nuova se non è compresa nello stato dell’arte esistente al momento del deposito della domanda di brevetto (ne abbiamo parlato qui).

Se un brevetto viene concesso ma non possiede anche uno solo dei predetti requisiti sarà annullabile da parte di chi ritiene di essere stato diffidato ingiustamente; egli dovrà però fornire prova dell’assenza dei requisiti, il che non è facile anche in vista dell’incertezza dell’esito.

Vedi anche:

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sono la stessa cosa?

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AGGIORNATO IL 21/12/2020

confronto marchio-ragione socialeCerchiamo di chiarire la differenza tra la “ragione sociale” di una ditta ed un “marchio” perchè talvolta accade che il termine marchio venga utilizzato in maniera impropria, cioè per indicare altri segni distintivi quali ad esempio il nome di una ditta.

La denominazione o ragione sociale indica il nome sotto cui un’impresa svolge la propria attività, mentre il marchio è il segno distintivo scelto per identificare l’impresa stessa o i suoi prodotti e servizi, con lo scopo quindi di differenziarli da quelli di altre imprese.

Per completezza precisiamo che invece il nome di dominio, comunemente definito come indirizzo internet, è il segno telematico distintivo della denominazione/ragione sociale e/o dell’attività di una persona fisica o giuridica che veicola contenuti sulla Rete Internet a mezzo di un proprio spazio proprietario (ne abbiamo parlato qui).

Possiamo quindi rispondere alla frequente domanda
registrare la ragione sociale di un’impresa significa registrare il suo marchio?”
in maniera negativa, poiché “ragione sociale” e “marchio” sono due concetti differenti.

Iniziamo col dire che gli Uffici preposti alla ricezione delle domande sono differenti: per la “ragione sociale” si tratta dell’Ufficio del registro delle imprese mentre per il “marchio” c’è l’UIBM-Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. L’Ufficio del registro delle imprese esamina la domanda di registrazione del nome di un’impresa con criteri diversi da quelli utilizzati dall’UIBM.

Detto ciò, consideriamo il caso in cui l’Ufficio del registro delle imprese riceva una domanda per la registrazione di una ragione sociale uguale ad una preesistente. In questo caso l’Ufficio ricevente pone un veto e impone al titolare che si è iscritto nel registro delle imprese posteriormente, di modificare o integrare il nome dell’impresa.

Quando si verifica un caso analogo con riferimento invece ad un marchio, bisogna dire che l’UIBM (marchio nazionale) o l’EUIPO (marchio comunitario) non adottano nessun intervento d’ufficio, né invitano il depositante a cambiare marchio, pur in presenza di un identico marchio depositato anteriormente; ogni iniziativa eventualmente ostativa, è lasciata al titolare del marchio anteriore.

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le richieste sono ingannevoli ed interviene l’Antitrust

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antitrustSpesso capita che dopo aver provveduto al deposito di una domanda di marchio (con relativo pagamento delle dovute tasse) ci si vede recapitare per posta delle richieste di denaro di dubbia natura; tali richieste sembrano legate alla registrazione del proprio marchio ma spesso, anzi quasi sempre, nascondono una truffa.

In passato ci siamo preoccupati di diffondere la notizia: in questo articolo vi abbiamo allertati mentre in quest’altro vi abbiamo spiegato come riconoscere la truffa. Anche organi istituzionali sono intervenuti per mettere in guardia: sono stati diffusi avvisi da parte di UIBM per i marchi nazionali e OAMI per i comunitari. Il fenomeno non si è però fermato ed i malcapitati sono numerosi.

Per fortuna ora anche l’Antitrust ha deciso di intervenire a supporto colpendo gli impostori con pesanti sanzioni. Tre le società colpite per pratiche commerciali scorrette: DAD (Deutscher Adressdienst GmbH) di Amburgo, eCBR (Cross Border Recovery s.r.o.) di Praga e KUADRA S.r.l. Si trattava di richieste di denaro ingannevoli che avvenivano attraverso l’invio di bollettini precompilati alle microimprese, finalizzati in realtà all’iscrizione in database on-line per servizi in abbonamento che riguardavano la pubblicazione di annunci pubblicitari. 

Ing. Marzulli – Avv. Zambetti

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