Ufficio Italiano Brevetti e Marchi
Brevetti PMI
41 milioni per la valorizzazione dei brevetti
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Riportiamo una notizia comparsa da qualche giorno nel sito dell’UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi); si tratta della creazione di una linea capitale con la quale vengono messi a disposizione di PMI ben 41 milioni per finanziare progetti basati su titoli di proprietà industriale (brevetti, disegni e modelli).
Attenzione, non si tratta di finanziamenti bensì di “capitale di rischio”, ossia di capitale che viene prestato con l’obbiettivo della valorizzazione di brevetti e titoli similari. Riportiamo integralmente la notizia, specificando che per maggiori informazioni occorre scrivere direttamente all’indirizzo indicato alla fine della seguente notizia.
“Diventa operativa anche la linea “capitale di rischio” del Fondo Nazionale per l’Innovazione (FNI), strumento creato dal Ministero dello Sviluppo Economico per agevolare il finanziamento di progetti innovativi basati sulla valorizzazione industriale dei titoli di proprietà industriale (brevetti, disegni e modelli).
Rapporto di ricerca brevetto
un esempio di esito ricerca su un brevetto nazionale
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Quando si deposita in Italia una domanda di brevetto per invenzione industriale, l’UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) invia il brevetto all’EPO (ufficio brevetti europeo) che effettua una ricerca di anteriorità sullo stesso. Il fine è quello di verificare se il brevetto possiede il requisito di “novità”, cioè che non esista già qualche brevetto anteriore con quella stessa tecnologia.
Entro massimo 9 mesi l’EPO comunica all’UIBM (che poi inoltra all’inventore) l’esito della sua ricerca; vi mostriamo come è fatto tale rapporto di ricerca e vi insegniamo a leggerlo. Un rapporto di ricerca si presenta sostanzialmente in questo modo:
Rimedi alla contraffazione
le soluzioni alla dilagante “moda” dei prodotti contraffatti
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Il dato di fatto è che siamo letteralmente circondati da prodotti contraffatti: borse, scarpe, abiti, giocattoli, alimenti, gioielli, cosmetici e farmaci. Nella maggior parte dei casi, si acquista un prodotto contraffatto perché non ci si può permettere il prodotto originale però si desidera comunque ostentarlo.
In altri casi interviene addirittura il fenomeno “moda”, che vuole il ricorso al prodotto contraffatto come dimostrazione di furbizia o come divertimento, con l’autogiustificazione derivante dalla voglia di punire la griffe di turno giudicata troppo avida. Secondo stime recenti, l’Italia è al terzo posto nell’Unione europea per consumo di merci contraffatte.
Ciò dimostra che il settore della contraffazione “tira”; l’imprenditoria criminale ne cavalca quindi l’onda del successo e punta sulla qualità dei prodotti contraffatti. Recenti sequestri mostrano prodotti fatti talmente bene da mettere in crisi persino il perito consultato dai finanzieri per esaminare la merce contraffatta.
Capi fasulli sono stati sequestrati persino dai rivenditori ufficiali, il che è la dimostrazione circa la qualità che hanno raggiunto i prodotti contraffatti. Urgono pertanto validi strumenti per contrastare il fenomeno ed evidenziare i prodotti contraffatti. Allo scopo, riportiamo due notizie riguardanti due sistemi brevettati che servono a tutelare i produttori ed a dimostrare inequivocabilmente la natura contraffatta del prodotto eventualmente sequestrato.
Marchio nullo
attenzione alla scelta del marchio: può venire annullato
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Prendiamo spunto da una recente sentenza che ha annullato un marchio perchè poco originale e semplicemente descrittivo. La sentenza è recente (gennaio 2013) ed è stata emessa dal Tribunale dell’Unione Europea; essa ha riguardato il marchio “ecodoor” che, come è facile intuire, si riferisce ad una porta con caratteristiche ecologiche.
È evidente che il marchio in questione non ha un’identità definita, necessaria invece a portare il consumatore a distinguere il prodotto da altri analoghi; il marchio in oggetto è infatti costituito da due termini assolutamente generici in quello specifico settore. In dettaglio, il marchio è composto dalle parole “eco” e “door” ad identificare una porta (door) con caratteristiche ecologiche (eco).
Produrre una “porta” ed attribuirle il marchio ”porta…” non conferisce nessuna originalità e distintività al marchio; questi è cioè meramente descrittivo del prodotto. Per chiarire, fra le aziende che producono “porte”, nessuna può arrogarsi il diritto esclusivo di utilizzare il termine “porta” ne tantomeno impedire ad altri (in quel settore) di utilizzare il termine “porta” per un loro prodotto.
Start-up innovative
iscriversi nella sezione speciale per ottenere benefici
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Al fine di potersi definire “start-up innovativa” ed ottenere i benefici previsti dal “decreto sviluppo bis”, è indispensabile iscrivere la propria società nella Sezione Speciale del Registro delle imprese; la data ultima per farlo è il 16 febbraio 2013. Il decreto sviluppo bis ha l’obbiettivo di favorire ed incentivare le start-up innovative, concedendo loro percorsi agevolati per l’accesso a contributi futuri, nonché condizioni esclusive in diversi ambiti, ad esempio in materia di assunzioni.
Non essendo questa la sede adatta per approfondire i contenuti di questo decreto, evidenziamo soltanto che tra i requisiti per potersi definire “start-up innovativa” e poter essere inseriti nella Sezione Speciale del Registro delle imprese, ce ne sono due che ci riguardano all’art. 25:
comma 2h) fra le spese in ricerca e sviluppo che l’impresa deve aver sostenuto, sono compresi anche i costi di consulenze per la registrazione e protezione di proprietà intellettuale e licenze d’uso. Le spese devono risultare dall’ultimo bilancio approvato, oppure, in assenza di bilancio nel primo anno di vita, sono assunte tramite dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante della start-up innovativa.
comma 3) tra i requisiti vi è anche l’essere titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale, relativa a un brevetto per invenzione, a una topografia a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale.



UIBM - Ufficio Italiano Brevetti e Marchi
OHIM - Ufficio per l'Armonizzazione nel Mercato Interno
EPO - Ufficio Brevetti Europeo
WIPO - Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale