Tag Archives: Brevetti

Conoscere le differenze per non sbagliare

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Facciamo una premessa. Sappiamo che per i marchi la dicitura corretta è “registrare un marchio” che si riferisce all’intero iter che porta alla registrazione di un marchio, per i brevetti invece si adopera il termine “brevettare” ed infine per il diritto d’autore si parla di paternità di opere creative. Vediamo nel dettaglio le differenze.

Il marchio è un segno distintivo (nome, logo) che serve a identificare i prodotti o servizi di un’impresa. Un marchio, per essere tale, deve essere originale e non semplicemente descrittivo (ne abbiamo parlato qui). Registrare un marchio è fondamentale per ottenerne la titolarità esclusiva (simbolo ®). La sua durata è di 10 anni, rinnovabile senza limite di tempo.

Il brevetto invece tutela un’invenzione, ovvero una soluzione nuova e originale ad un problema tecnico (prodotti, macchinari o processi industriali). I requisiti sono costituiti dalla novità, attività inventiva e applicabilità industriale. La durata è di 20 anni (per le invenzioni industriali) e non è rinnovabile.

Il diritto d’autore (Copyright) protegge le opere dell’ingegno di carattere creativo, come libri, musica, film, software e opere d’arte. Per essere tale l’opera deve avere un carattere creativo e originale. La protezione nasce automaticamente al momento della creazione; non è obbligatorio il deposito (anche se consigliato per provarne la data). La durata è di norma per tutta la vita dell’autore e fino a 70 anni dopo la sua morte.

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Fondo per le PMI

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Il Fondo per le PMI «Ideas Powered for business» è un regime di sovvenzioni concepito per aiutare le piccole e medie imprese (PMI) con sede nell’UE a proteggere i loro diritti di proprietà intellettuale (PI). Il Fondo per le PMI è un’iniziativa della Commissione europea attuata dall’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO), attivo dal 22 gennaio 2024 all’6 dicembre 2024.

Perché proteggere la proprietà intellettuale

Proteggere la tua proprietà intellettuale è imprescindibile nell’era digitale. È l’iter giuridico con il quale evitare che idee, prodotti o servizi unici nel loro genere siano copiati o utilizzati senza il tuo consenso. Il Fondo per le PMI può aiutarti a proteggere un’ampia varietà di risorse, tra cui marchi, disegni e modelli, brevetti e varietà vegetali.

Chi può beneficiarne

Il Fondo per le PMI offre sostegno finanziario alle piccole e medie imprese (PMI) con sede nell’Unione europea. La domanda può essere presentata da un titolare di un’azienda, un dipendente o un rappresentante esterno autorizzato che agisce per loro conto. Le sovvenzioni sono concesse sotto forma di voucher che il beneficiario può utilizzare per richiedere un rimborso. I rimborsi saranno sempre versati direttamente sul conto bancario della PMI.

Le sovvenzioni e i servizi disponibili

Il Fondo per le PMI offre quattro diversi voucher che possono essere utilizzati per richiedere il rimborso per varie attività relative alla PI. Tra queste figurano le domande di marchi, disegni e modelli, brevetti e varietà vegetali e i servizi di pre-diagnosi della PI (IP Scan). Potresti risparmiare fino al 75 % sulle domande di diritti di PI e il 90% su un servizio di pre-diagnosi della PI (IP Scan), a seconda del tuo paese o della tua regione.

(fonte: EUIPO)

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Al via i bandi 2023

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A breve operative per l’annualità 2023 le misure agevolative Marchi+, Brevetti+ e Disegni+ per la concessione di agevolazioni per la valorizzazione dei titoli di proprietà industriale. Le nuove versioni dei bandi, pur contenendo alcune novità introdotte da nuove disposizioni legislative, vanno in continuità con quelle dell’anno precedente e fissano anche la data di apertura degli sportelli.

Le domande di contributo potranno essere presentate a partire:

  • dal 24 ottobre 2023 per Brevetti+
  • dal 7 novembre 2023 per Disegni+
  • dal 21 novembre 2023 per Marchi+

In favore delle tre misure sono stati messi a disposizione per l’anno 2023 complessivi 32 milioni di euro, di cui 20 milioni per Brevetti+, 10 milioni di euro per Disegni+ e 2 milioni di euro per Marchi+. In particolare, il bando Marchi+2023 agevola fino al 90% le spese sostenute dalle Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) per registrare marchi all’estero.

Le misure agevolative sono:

  1. Misura A – registrazione di marchi dell’Unione Europea presso l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale;
  2. Misura B – registrazione di marchi internazionali presso l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (OMPI).

Entrambe le misure ammettono all’agevolazione le spese sostenute per:

  • la progettazione della rappresentazione del marchio (esclusi i marchi denominativi);
  • le tasse ufficiali per la registrazione del marchio;
  • l’assistenza per il deposito;
  • le ricerche di anteriorità;
  • l’assistenza legale per azioni di tutela del marchio in risposta a opposizioni seguenti al deposito della domanda di registrazione.

Ricordiamo che i servizi specialistici sono ammessi ad usufruire del contributo soltanto se erogati da Avvocati, Consulenti iscritti all’Ordine dei Consulenti in Proprietà Industriale o da centri PAT LIB.

Per saperne di più invitiamo a consultare il seguente link:

https://uibm.mise.gov.it/index.php/it/brevetti-marchi-e-disegni-emanati-i-bandi-2023

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Sovvenzioni per marchi, disegni e brevetti

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Proteggere la proprietà intellettuale è necessario perchè è l’unico modo legale per evitare che idee, prodotti o servizi unici nel loro genere siano copiati o utilizzati senza autorizzazione. A partire dal 10 gennaio sino al 16 dicembre 2022 sono disponibili nuovi finanziamenti a valere sul Fondo PMI gestito dall’ EUIPO. E’ possibile richiedere sovvenzioni (voucher) per ottenere il rimborso parziale dei costi sostenuti per il deposito di marchi, disegni/modelli e brevetti.

La richiesta all’EUIPO dovrà essere effettuata prima di depositare la domanda di marchio, disegno o brevetto. Sarà possibile nel corso del 2022 presentare una sola richiesta all’EUIPO, per ricevere un contributo di un importo massimo complessivo fino a 2.250 euro.

Possono beneficiare del fondo le Pmi con sede nell’Unione Europea. La domanda può essere depositata da un titolare, un dipendente o un rappresentante autorizzato di una PMI dell’UE che agisce per suo conto. Le sovvenzioni sono sempre trasferite direttamente alle PMI.

La procedura di presentazione della domanda è semplice. Bisogna essere in possesso dei seguenti documenti in formato PDF pronti all’atto della presentazione della domanda:

  • l’estratto conto dell’impresa riportante nome dell’impresa titolare del conto, numero IBAN completo con codice paese e codice BIC/SWIFT;
  • il certificato di partita IVA o di numero di registrazione nazionale dell’azienda, rilasciato dall’autorità nazionale competente;
  • se la PMI si avvale dei servizi di un rappresentante che agisce per conto di una PMI, bisognerà presentare una «dichiarazione sull’onore» (modello), firmata da un titolare o da un dipendente autorizzato della PMI.

Fonte: UIBM e EUIPO 

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Come proteggere la proprietà intellettuale

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AGGIORNATO L’01/09/2025

In una stampa 3d potrebbero coesistere più diritti di proprietà intellettuale, quali ad esempio brevetti di invenzione, modelli di utilità o modelli di design; ci si chiede pertanto quali potenziali problemi di proprietà intellettuale possono sorgere in seguito ad una stampa 3D.

In generale per stampa 3d si intende “la realizzazione di oggetti tridimensionali mediante la tecnologia della produzione additiva (unione di materiali stratificati), partendo da un modello grafico in 3d digitale” (fonte: Wikipedia).

La stampa in 3d, ormai divenuta di pubblico dominio, interessa svariati settori quali ad esempio quello nautico, dell’industria delle materie plastiche e manifatturiera, il settore dei gioielli, quello dentale etc.

Negli ultimi 5-6 anni, secondo un report dell’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) sulla produzione additiva, le domande di brevetto per invenzioni di stampe in 3d hanno avuto un notevole incremento. Il punto di forza della stampa tridimensionale è l’economicità: oggi può essere attuata a basso costo e si presta a produrre svariati prodotti anche con estrema facilità di imitazione e contraffazione.

E veniamo al punto: ai sensi dell’art. 68 c.p.i., è illecito il comportamento di chi riproduce un trovato oggetto di brevetto (invenzione), ad esclusione di realizzazioni destinate ad uso privato e personale senza finalità commerciale. Quindi, in linea di massima, qualunque produzione e attuazione di invenzione oggetto di tutela brevettuale attraverso le stampanti 3d è da ritenersi illecita se a scopo commerciale.

L’utilizzo di stampe 3d crea numerose criticità nell’individuazione delle contraffazioni dei propri prodotti anche per la difficoltà di monitoraggio  delle imitazioni. Facciamo un esempio: supponiamo che un’impresa che fornisce servizi di stampa consegni il file del progetto dell’oggetto da stampare a terzi. Può accadere che questi ultimi utilizzino illecitamente il progetto in violazione di un diritto di proprietà intellettuale.

Di recente il Consiglio Europeo ha approvato definitivamente il pacchetto sulla protezione dei disegni e modelli. Si tratta di un aggiornamento della vigente legislazione in materia di disegni e modelli industriali che mira ad espandere la protezione degli stessi anche nel campo del digitale e della stampa 3D (ne abbiamo parlato qui).

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Riapertura dei termini

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Il Ministero dello Sviluppo Economico (Direzione generale per la tutela della proprietà industriale – Ufficio italiano brevetti e marchi) ha decretato la riapertura del bando Marchi+3 per la registrazione dei marchi all’estero, chiuso a giugno per esaurimento fondi. Il bando sarà nuovamente operativo a partire da settembre p.v.

La riapertura è prevista anche per i bandi Disegni+4 e Brevetti+ secondo il seguente calendario:

Marchi +3: a partire dalle ore 9 del 30 settembre 2020

Disegni +4: a partire dalle ore 9 del 14 ottobre 2020

Brevetti +: a partire dalle ore 12 del 21 ottobre 2020

Le domande di agevolazione già presentate, aventi un numero di protocollo online ma che non hanno trovato copertura finanziaria, passeranno subito alla fase istruttoria.

Per il bandi Marchi +3 il MISE intende supportare le micro, piccole e medie imprese nella tutela dei loro marchi nell’Unione Europea e a livello internazionale.

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto per due linee di investimenti:

Misura A – agevolazioni per favorire la registrazione di marchi dell’Unione europea presso Euipo (ufficio dell’unione europea per la proprietà intellettuale) attraverso l’acquisto di servizi specialistici;

Misura B – agevolazioni per favorire la registrazione di marchi internazionali presso Ompi (organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale) attraverso l’acquisto di servizi specialistici

Tra le spese ammissibili:

  • Progettazione del marchio
  • Assistenza per il deposito
  • Ricerche di anteriorità
  • Assistenza legale per azioni di tutela del marchio in risposta a opposizioni/rilievi seguenti al deposito della domanda di registrazione
  • Tasse di deposito

Il contributo ammonta all’80% delle spese sostenute, con massimali da 6 mila a 9 mila euro per registrazione e sino a 20 mila euro per impresa.

Per saperne di più sul bando e modulistica Marchi +3:
www.marchipiu3.it/P42A0C14S1/Bando-e-modulistica.htm

Per saperne di più sul bando Brevetti +:
www.invitalia.it

Per saperne di più sul bando e modulistica Disegni +4:
www.disegnipiu4.it/P42A0C14S1/Bando-e-modulistica.htm

Vedi anche:

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Emanato il decreto di rifinanziamento
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L’ Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) ha pensato di rifinanziare i bandi Marchi+, Brevetti+ e Disegni+ che mirano alla valorizzazione dei titoli di proprietà industriale, proprio a seguito della chiusura immediata dello sportello del bando Marchi+ per esaurimento delle risorse disponibili.

Il MISE infatti ha pensato bene di anticipare l’emanazione del decreto di programmazione per il 2020 dei bandi Marchi+ Brevetti+ e Disegni+, stanziando complessivamente 43 milioni di euro così ripartiti: 4 milioni per Marchi+; 25 milioni per Brevetti+; 14 milioni per Disegni+. Questo al fine di soddisfare le richieste di nuove domande di contributo per coloro che sono rimasti esclusi dall’agevolazione.

Il decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.163 del 30 giugno 2020, dispone che gli avvisi relativi ai termini di riapertura dei suddetti bandi, ai fini della presentazione delle domande di contributo, saranno pubblicati entro 30 giorni.

Fonte: UIBM

Per saperne di più:

https://uibm.mise.gov.it/index.php/it/emanato-il-decreto-di-programmazione-dei-bandi-incentivi-2020-per-brevetti-disegni-e-marchi

Vedi anche:

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agevolazioni per il deposito di brevetti

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È stato indetto il bando Linea di intervento FRIM FESR 2020 Ricerca e sviluppo “Promozione di progetti di Ricerca e Sviluppo finalizzati all’innovazione realizzati da PMI, anche di nuova costituzione, in grado di garantire ricadute positive sul sistema competitivo e territoriale lombardo” relativo ad agevolazioni finanziarie riguardanti il deposito di brevetti.

Dotazione finanziaria:

La linea ha una dotazione finanziaria iniziale di 30.000.000,00 di euro

A chi è rivolto:

a) PMI
– aventi Sede operativa attiva in Lombardia o che intendano costituire una Sede operativa attiva in Lombardia entro e non oltre la stipula del contratto di finanziamento

– già costituite e iscritte al Registro delle imprese e dichiarate attive alla data di presentazione della domanda

b) Liberi Professionisti  che abbiano eletto a Luogo di esercizio prevalente dell’attività professionale uno dei Comuni di Regione Lombardia

Durata del finanziamento:

La durata del finanziamento è compresa tra i 3 ed i 7 anni, 

Progetti finanziabili:

Il finanziamento riguarda progetti riguardanti attività di ricerca, sviluppo ed innovazione con riferimento ad una delle seguenti macroaree:

1.      Aerospazio
2.      Agroalimentare
3.      Eco-industria
4.      Industrie creative e culturali
5.      Industria della salute
6.      Manifatturiero avanzato
7.      Mobilità sostenibile

Spese ammissibili:

Tra le spese ammissibili ci sono i costi della ricerca contrattuale, delle competenze tecniche e dei brevetti acquisiti o ottenuti in licenza da fonti esterne, nonché i costi dei servizi di consulenza e di servizi equivalenti utilizzati esclusivamente ai fini dell’attività di ricerca e i costi per il deposito di brevetti e/o per la convalida dei brevetti effettuati nel periodo di realizzazione del progetto, fino ad un massimo del 15% delle spese totali del progetto.

La domanda di partecipazione deve essere presentata esclusivamente on line sulla piattaforma Bandi online raggiungibile all’indirizzo www.bandi.servizirl.it  dalle ore 12:00 del 6 giugno 2019.

Per quesiti attinenti alle modalità di presentazione delle domande

www.openinnovation.regione.lombardia.it/FF2020RS,
Per quesiti attinenti alle 
domande ammesse a Finanziamento:  

infopratica.FF2020RS@finlombarda.it 

Per le richieste di assistenza alla compilazione on-line e per i quesiti di ordine tecnico sulle procedure informatizzate è possibile contattare il Call Center di Lombardia Informatica al numero

verde 800.131.151 operativo da lunedì al sabato, escluso i festivi:

dalle ore 8.00 alle ore 20.00 per i quesiti di ordine tecnico
dalle ore 8.30 alle ore 17.00 per richieste di assistenza tecnica

Fonte:

http://www.fesr.regione.lombardia.it/wps/portal/PROUE/FESR/Bandi/DettaglioBando/Agevolazioni/ricerca-e-sviluppo-2019

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Un nuovo servizio dell’UIBM

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AGGIORNATO IL 12/09/2022

Il servizio “Linea Diretta Anticontraffazione” offre informazioni sugli strumenti previsti dalla normativa vigente e assistenza su violazioni di diritti di proprietà intellettuale, per consentire l’attivazione di procedure di contrasto anticontraffazione a livello sia nazionale che internazionale, nell’ambito dei rapporti di collaborazione con le competenti istituzioni straniere.

Tale servizio è operato da personale specializzato della Guardia di Finanza, distaccato presso la Direzione Generale dell’UIBM, che riceve e valuta le segnalazioni pervenute ed è in diretto collegamento, per eventuali seguiti di rispettiva competenza, con le Forze di Polizia (soprattutto i Nuclei Speciali della Guardia di Finanza) e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (in particolare il Servizio Antifrode).

La “Linea Diretta Anticontraffazione” è anche parte integrante del portale gestito dalla Guardia di Finanza (https://siac.gdf.it/) denominato “Sistema Informativo Anticontraffazione” (SIAC). Per accedere ai servizi è possibile:

  • inviare una mail all’indirizzo:
    anticontraffazione@mise.gov.it
    anticontraffazione@pec.mise.gov.it.
  • trasmettere un fax al numero 06.4705.3539
  • telefonare al numero 06.4705.3800, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 17:00
  • trasmettere una segnalazione alla Linea diretta anticontraffazione tramite l’apposita App GeoUIBM

La DGTPI-UIBM non è competente in materia di certificazioni CE, conformità e sicurezza dei prodotti, pertanto la LAC non gestisce segnalazioni relative a questi ambiti.

Fonte:
UIBM

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stop ai bandi Brevetti+ e Brevetti+2 e via ai bandi Marchi+2 e Disegni+3

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marchi+2Il Mise (Ministero dello Sviluppo Economico) rende nota l’entrata in vigore di due bandi a favore delle piccole e medie imprese, “Marchi+2” e “Disegni+3”, e contestualmente annuncia in Gazzetta Ufficiale la sospensione della concessione di agevolazioni per la brevettazione e la valorizzazione economica dei brevetti a favore delle micro, piccole e medie imprese per i bandi gestiti da Invitalia, Brevetti+ e Brevetti+2 per esaurimento dei fondi stanziati.

Per il bando “Marchi+2” sono stati stanziati 2,8 milioni di euro al fine di sostenere la capacità innovativa e competitiva delle piccole e medie imprese per dare la possibilità di estendere anche all’estero i propri marchi. Si tratta di un contributo pari all’80% delle spese ammissibili e l’agevolazione riguarda l’acquisto di servizi specialistici per la registrazione di marchi comunitari ed internazionali. E’ possibile inviare la domanda esclusivamente in formato elettronico collegandosi al sito www.marchipiu2.it a partire dalle ore 9,00 del 1 febbraio 2016.

Per il bando “Disegni+3” sono stati invece stanziati 4,7 milioni di euro per promuovere la messa in produzione e la commercializzazione di prodotti correlati ad un disegno o modello registrato, di cui l’impresa richiedente sia titolare alla data di presentazione della domanda. Si tratta di un contributo in conto capitale nella misura massima dell’80% delle spese ammissibili. L’importo massimo dell’agevolazione per ciascuna impresa è pari a 65.000 euro per la fase della produzione del disegno/modello e a 15.000 euro per quella della commercializzazione. Anche per questo è possibile inviare la domanda esclusivamente in formato elettronico collegandosi al sito www.disegnipiu3.it a partire dalle ore 9,00 del 2 marzo 2016.

Per saperne di più:
http://www.uibm.gov.it/index.php/marchi-2
http://www.uibm.gov.it/index.php/disegni-3

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lo dimostra una ricerca dell’UAMI

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L’UAMI (l’organismo che gestisce marchi, disegni e modelli comunitari) ha elaborato i dati finanziari ufficiali di oltre 2 milioni di imprese europee, detentrici e non di marchi-brevetti-disegni-modelli, ed ha stilato un dettagliato rapporto dal quale emergono sorprendenti conclusioni.

Il dato sicuramente più interessante è che le imprese in possesso di diritti di proprietà intellettuale, ovvero marchi-brevetti-disegni-modelli, producono ricavi maggiori rispetto a quelle che ne sono prive; in particolare i ricavi per dipendente sono risultati maggiori di quasi il 32%.

Un altro dato che fa riflettere è la grossa differenza tra PMI e grandi aziende per quanto riguarda il possesso di marchi-brevetti-disegni-modelli; le PMI che investono in essi è appena il 9% contro il quasi 40% delle grandi aziende. Motivi economici (minori disponibilità di capitali) o, soprattutto, legati a scarsa conoscenza?

In una precedente indagine del 2013 era inoltre emerso che il 40% dell’attività economica totale della UE ed il 35% di tutti posti di lavoro occupati, derivavano direttamente o indirettamente da imprese che ricorrevano in misura superiore alla media a marchi-brevetti-disegni-modelli.

Tutti dati che portano a supportare la tesi che investire in marchi-brevetti-disegni-modelli è decisamente produttivo in termini di risultati d’impresa. Questo è il link per scaricare l’intero rapporto dell’UAMI:
rapporto UAMI

Ing. Marzulli

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con la “legge di stabilità” credito d’imposta e patent box

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agevolazioni fiscali brevetti marchiCon la nuova legge di stabilità sono stati approvati in via definitiva due strumenti agevolativi fiscali a favore delle imprese:

1. il credito d’imposta per coloro che intendono investire in attività di ricerca e sviluppo industriale nell’arco di tempo 2015-2019;

2. il c.d. Patent Box cioè una sorta di regime fiscale agevolato per i redditi che derivano dallo sfruttamento di titoli di proprietà intellettuale, ossia brevetti ma anche know-how e marchi d’impresa che risultino “funzionalmente equivalenti a brevetti”.

Il Patent Box (ne abbiamo parlato qui) è un regime fiscale agevolato a favore delle imprese, il cui scopo è quello di promuovere le attività di sfruttamento in Italia della proprietà intellettuale ed industriale.

In Europa è già molto diffuso; è stato introdotto inizialmente in Gran Bretagna, già nel 2013, ed a seguire adoperato anche da Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Lussemburgo. L’agevolazione viene applicata ai redditi che derivano da opere dell’ingegno, brevetti industriali e marchi (questi ultimi a condizione che siano “funzionalmente equivalenti a brevetti”).

Il Patent Box consente pertanto alle imprese l’esenzione del
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per progetti transnazionali di innovazione industriale

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eurotransbioIl Ministero dello Sviluppo Economico, nell’ambito del programma EUROTRANSBIO, mette a disposizione 4 milioni di euro per il finanziamento di progetti transnazionali di innovazione industriale nel campo delle biotecnologie.

I progetti devono essere realizzati da imprese italiane in collaborazione con imprese europee; il bando è cioè destinato a raggruppamenti di almeno due imprese di nazionalità diversa, una italiana e l’altra a scelta tra Austria, Finlandia, Germania, e nelle Regioni delle Fiandre e della Vallonia (Belgio), dell’Alsazia (Francia), dei Paesi Baschi (Spagna), e Federazione russa.

Possono beneficiare delle agevolazioni previste dal presente bando i seguenti soggetti:

  • imprese che esercitano attività industriale diretta alla produzione di beni e/o servizi;

  • imprese agroindustriali che svolgono prevalentemente attività industriale;

  • imprese artigiane di produzione di beni di cui alla legge 8 agosto 1985, n. 443;

  • organismi di ricerca e diffusione della conoscenza (così come definiti all’art. 2, comma 83, del Regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014, di seguito denominato Regolamento GBER), purché sia presente almeno uno dei soggetti di cui ai precedenti punti da a) a c).

Le spese ed i costi ammissibili sono
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ottimizzare lo sfruttamento di marchi e brevetti

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AGGIORNATO IL 22/05/2023

penna piumaAver registrato un marchio o brevettato un’invenzione, significa aver compiuto solo il primo passo; occorre poi sfruttare e rendere produttivo l’investimento fatto per la registrazione o la brevettazione. Lo sfruttamento in proprio è la più ovvia ed immediata maniera di utilizzare un marchio od un brevetto, ma non è l’unica.

Ulteriori opportunità sono offerte dalla possibilità di stipulare accordi di merchandising o franchising al fine di ottenere dal proprio marchio o brevetto il massimo vantaggio economico. Forniamo quindi una sintetica spiegazione del loro significato e vediamo come si possono proficuamente utilizzare per potenziare lo sfruttamento di marchi e brevetti.

Attraverso un accordo di merchandising, il titolare di un marchio concede a un licenziatario il diritto di apporlo sui propri prodotti o servizi (appartenenti ad un ambito merceologico diverso da quello del titolare del marchio) purché tale marchio sia protetto anche nella classe merceologica dei prodotti del licenziatario.

Chiariamo bene quest’ultimo aspetto: supponiamo che si desideri utilizzare il proprio marchio in un merchadising di t-shirt (ad esempio). In primo luogo occorre che il proprio marchio risulti registrato anche nella classe delle t-shirt, viceversa il licenziatario si ritroverebbe senza alcuna tutela.

Questa strategia commerciale offre vantaggi sia al titolare del marchio che al licenziatario. Ne consegue che il titolare del marchio potrà veicolare il proprio brand in mercati diversi dal principale espandendo fortemente il proprio business, mentre il licenziatario può sfruttare il marchio concessogli per vendere più efficacemente e proficuamente i suoi prodotti.

Il franchising invece (o affiliazione commerciale, disciplinata dalla Legge 129/2004) è una sorta di collaborazione tra imprenditori per la produzione, distribuzione di beni e/o servizi in affiliazione con marchi già noti. Attraverso il franchising  un’impresa può concedere a un soggetto (definito affiliato o franchisee) la disponibilità di propri diritti di proprietà industriale (marchi, brevetti, modelli di utilità, disegni, diritti d’autore, know-how) inserendolo in una rete di affiliati distribuiti sul territorio, allo scopo di commercializzare determinati prodotti e/o servizi.

Generalmente, a fronte di queste concessioni, l’impresa ottiene dall’affiliato un corrispettivo (royalty) commisurato al fatturato annuo, unitamente all’impegno a rispettare i propri standard produttivi e qualitativi.

Vedi anche:

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5 milioni per l’innovazione nelle biotecnologie

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etb2013Il Ministero dello Sviluppo Economico ha stanziato 5 milioni di euro per le biotecnologie per l’anno 2013; il fine è quello di sostenere progetti di sviluppo sperimentale e ricerca industriale realizzati da imprese italiane in collaborazione con imprese europee. Per chiarire, il bando è riservato alle imprese Italiane in partenariato con almeno un’altra impresa Europea.

Le imprese Italiane, per poter accedere al bando, dovranno quindi cercare imprese partner all’interno dei seguenti Paesi: Austria, Finlandia, Germania, Russia, Regioni delle Fiandre e della Vallonia (Belgio), dell’Alsazia (Francia), dell’Andalusia e dei Paesi Baschi (Spagna). Tra le spese ammissibili ci sono i servizi di consulenza per l’acquisizione o l’ottenimento in licenza di brevetti e know-how. La scadenza per la presentazione delle domande è il 31 gennaio 2014. Riportiamo integralmente la notizia estrapolata dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico:

“Il Ministero dello Sviluppo Economico mette a disposizione 5 milioni di euro, a valere sul fondo FCS (Fondo per la Crescita Sostenibile), per supportare progetti transnazionali di innovazione industriale in tutti i campi applicativi delle biotecnologie. La scadenza per la presentazione delle domande è il 31 gennaio 2014.

(altro…)

aperte le candidature all’Oscar degli inventori

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european inventor award 2014Riportiamo una notizia tratta dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi riguardante l’ormai consueto European Inventor Award annuale, paragonabile ad una sorta di Oscar per gli inventori. Ecco la notizia integrale:

Fino al 30 settembre 2013 è possibile candidarsi o segnalare una candidatura per il premio EPO Inventor Award 2014, che sarà assegnato l’11 giugno 2014 a Berlino da una giuria internazionale.

http://www.epo.org/learning-events/european-inventor/nominate.html

European Inventor Award è il premio istituito dall’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) per premiare ogni anno le eccellenze nella ricerca e nell’innovazione. Sono invitati a prendervi parte gli inventori, le PMI, le Università ed i centri di ricerca. Il denominatore comune è: essere titolari di un brevetto europeo. Il premio viene consegnato per cinque categorie: industria, PMI, ricerca, paesi non UE e premio alla carriera. Nessun premio in denaro ma un riconoscimento prestigioso per i vincitori.

Per informazioni sull’Inventor award 2013 visitare il sito:
http://www.epo.org/learning-events/european-inventor/event-1.html

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Il Brevetto Italiano

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AGGIORNATO L’11/10/2021

brevetto 1794Un Brevetto è un diritto esclusivo, garantito dallo Stato italiano, in forza del quale viene conferito un monopolio temporaneo di sfruttamento in relazione ad un’invenzione nuova suscettibile di applicazione industriale che implica un’attività inventiva (art. 45 c.p.i).

In pratica un’invenzione è la soluzione di un problema tecnico sino ad allora irrisolto e sconosciuto a qualunque persona esperta del ramo. Esso può consistere in un nuovo prodotto, in un nuovo procedimento o in un miglioramento di un prodotto o di un procedimento già esistente. Questo requisito non è tuttavia sufficiente, ve ne sono altri che limitano di fatto la brevettabilità di un’invenzione. L’art. 45 c.p.i. stabilisce che non sono reputate brevettabili invenzioni aventi ad oggetto:

  • le scoperte, le teorie scientifiche e i metodi matematici, i metodi per il trattamento chirurgico, terapeutico o di diagnosi del corpo umano o animale;
  • i piani, i principi e i metodi per attività intellettuale, per gioco o per attività commerciali e i programmi per elaboratori;
  • le presentazioni di informazioni;
  • le razze animali e i procedimenti essenzialmente biologici per l’ottenimento delle stesse, a meno che non si tratti di procedimenti microbiologici o di prodotti ottenuti mediante questi procedimenti.

In pratica non sono considerate brevettabili le semplici intuizioni oppure le semplici idee prive di qualsiasi attuazione concreta; la legge chiarisce inoltre che deve trattarsi di un’invenzione dotata di:

NOVITA’

Un’invenzione è considerata nuova se non è compresa nello stato dell’arte esistente al momento del deposito della domanda di brevetto. Lo stato dell’arte è costituito da tutto ciò che è stato reso accessibile al pubblico, in qualunque parte del mondo, prima del deposito della relativa domanda di brevetto. Ad esempio, se un’invenzione identica a quella oggetto della domanda di brevetto è già stata esposta in una fiera, da quel momento in poi essa farà parte della tecnica nota e non potrà più essere brevettata.

Anche la predivulgazione dell’invenzione fatta dallo stesso inventore, può essere motivo di nullità. Ad esempio, ciò accade con la semplice comunicazione di un trovato brevettuale ad un numero indeterminato di persone a condizione, però, che esse siano in grado di apprendere gli elementi essenziali e caratteristici del trovato e, di conseguenza, di attuare l’invenzione (ipotesi che non ricorre laddove i soggetti posti a conoscenza dell’invenzione siano obbligati a mantenere il segreto o siano persone inesperte, incapaci di comprendere e di attuare o fare attuare da altri l’invenzione; cfr. Tribunale di Monza, 25 gennaio 2005).

E’ decisamente consigliabile, pertanto, osservare il più rigoroso segreto ed evitare di divulgare un’invenzione prima di aver depositato un brevetto che copra adeguatamente l’invenzione poiché, come detto, tale divulgazione può rendere nullo, per difetto di novità, il successivo deposito della domanda di brevetto. Qualora fosse necessario comunicare a terzi informazioni confidenziali inerenti l’invenzione, far sottoscrivere accordi di segretezza che li obblighino a non divulgare informazioni in maniera non autorizzata.

ATTIVITA’ INVENTIVA

Ai sensi dell’art. 48 c.p.i. sussiste attività inventiva quando l’invenzione, per una persona esperta in quel particolare campo tecnologico, non risulta in modo evidente dallo stato della tecnica. In pratica si ritiene che manchi attività inventiva se il nuovo trovato poteva essere realizzata da qualsiasi tecnico del settore sulla base della tecnica anteriore esistente alla data di deposito del brevetto.

Interessante evidenziare che è stata reputata non brevettabile l’applicazione di una precedente invenzione ad un campo diverso da quello in cui l’invenzione originaria è stata concepita, poiché il tecnico medio del settore avrebbe potuto arrivare senza difficoltà alla soluzione tecnica proposta dal secondo brevetto. In conclusione, l’attività inventiva presuppone che il trovato, per una persona esperta del ramo, non risulti in modo evidente dallo stato della tecnica.

INDUSTRIALITA’

Secondo l’art. 49 c.p.i. un’invenzione è considerata atta ad avere un’applicazione industriale se il suo oggetto può essere fabbricato o utilizzato in qualsiasi genere di industria, compresa quella agricola. Conseguenza di ciò è che un’invenzione non può essere un semplice processo intellettuale, ma deve poter essere utile e deve essere in grado di generare effetti pratici e concreti.

Infine, ai sensi dell’art. 50 c.p.i., non possono costituire oggetto di brevetto le invenzioni la cui attuazione è contraria all’ordine pubblico o al buon costume.

I diritti di proprietà industriale hanno una durata di 20 anni dalla data di deposito nel caso di brevetti per invenzione industriale, 20 anni dalla data di concessione nel caso di privative per nuove varietà vegetali, di 10 anni dalla data di deposito per modelli di utilità, a partire dalla data del deposito; a due condizioni: che il suo oggetto abbia attuazione e che siano regolarmente pagate le relative spese di mantenimento (ne abbiamo parlato qui).

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brevetto modello industrialeL’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) è un Ufficio del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) che gestisce il sistema normativo e amministrativo inerente la materia della Proprietà Industriale.

A livello nazionale esso svolge le seguenti attività:

  • ricezione delle domande di concessione dei vari titoli di proprietà industriale e della relativa documentazione;
  • controllo della regolarità formale ed esame tecnico;
  • istruttoria, concessione o rigetto delle domande ricevute;
  • esame ed effettuazione di trascrizioni e annotazioni nonchè rilascio di certificazioni e copie;
  • servizio d’informazione al pubblico.

L’UIBM ha sede a Roma e si occupa in sostanza di raccogliere tutte le domande di marchi e brevetti. Procede poi con l’esame formale delle stesse e, in caso di regolarità a seguito dell’istruttoria, provvede ad archiviarle in un’apposita banca dati.

Ai fini della consultazione dei dati dell’ UIBM è possibile recarsi personalmente c/o la Sala Pubblico dell’UIBM oppure, mediante accesso diretto alla piattaforma on line della Banca Dati UIBM dove poter procedere con una ricerca ad esempio per numero o data di deposito della domanda di marchio o brevetto.

Invece per le attività a livello internazionale l’UIBM si occupa della:

  • ricezione e controllo delle domande internazionali di brevetto PCT, delle domande di brevetto europeo, delle domande per la registrazione di marchi comunitari e internazionali;
  • validazione dei brevetti rilasciati dall’Ufficio dei brevetti designanti l’Italia;
  • partecipazione ad organismi internazionali.

 

AGGIORNATO IL 06/07/2020

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