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In questa sezione potrai trovare una risposta a qualunque tuo dubbio o quesito riguardante brevetti, marchi, disegni, modelli, diritto d’autore, aspetti legali e molto altro. La consultazione della nostra vastissima banca dati di articoli è totalmente GRATUITA.

Per iniziare digita l'argomento di cui vuoi informazioni:

L’importanza della sorveglianza
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Un consumatore ripone fiducia in un prodotto a marchio noto e quando lo riconosce è portato ad acquistarlo senza indugio perchè sicuro delle sue indiscusse qualità. La contraffazione, consiste proprio nella riproduzione abusiva di un marchio registrato in modo da confondere il consumatore circa la provenienza del prodotto.

Il blu di Tiffany o il lilla di Milka
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Pensiamo a cosa accadrebbe se un marchio solitamente riconoscibile dal solo colore, come ad esempio il “lilla” della tavoletta di cioccolato Milka o il “blu Tiffany” della nota gioielleria, improvvisamente cambiasse colore: un consumatore probabilmente non riconoscerebbe più il marchio, non assocerebbe più il suo colore al brand magari diventato famoso col passare degli anni proprio grazie a quella particolare tonalità di colore.

E’ possibile registrarlo?
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Il legislatore ha stabilito che i segni contrari alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume, non possono essere registrati come marchio d’impresa e sono pertanto nulli. In questa sede cerchiamo di comprendere quando la libertà di espressione può essere limitata a vantaggio dell’interesse superiore della collettività.

Ci si domanda se è possibile
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E’ possibile registrare o brevettare un metodo? Dipende.
A volte ci viene sottoposto questo quesito da chi è interessato a proteggere ad esempio un metodo di allenamento sportivo, piuttosto che un metodo matematico, un trattamento chirurgico o un approccio riabilitativo/terapeutico. Rispondiamo subito dicendo che in questi casi il metodo non è brevettabile. Invece è possibile ad esempio brevettare una particolare tecnologia innovativa oppure un metodo che presenti i requisiti propri delle invenzioni.
Vediamo quindi cosa dicono le norme.

Vediamo se è possibile
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Riprodurre un marchio famoso con citazione ironica, a scopo umoristico a mo’ di parodia può essere un atto lecito ma con dei ben precisi limiti. Facciamo un esempio: supponiamo di voler riprodurre in modo scherzoso il marchio “Armani” e pensiamo di volerne fare il verso utilizzando la dicitura “Armadi”, è possibile?

Quando può essere vincente
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Gli acronimi sono dei nomi di fantasia composti dalle iniziali di altre parole. L’acronimo è spesso adoperato dalle aziende per caratterizzare l’insegna o il nome della ditta o anche come marchio per contraddistinguere la vendita di loro prodotti e/o servizi.

Vediamo come
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Se si possiede un marchio noto si ha diritto ad alcune importanti extra-tutele (ad esempio la copertura in tutte le classi), ma com’è facile immaginare è necessario fornire prova di notorietà. 
Per dimostrarla l’EUIPO fornisce alcune direttive (art. 8 dell’RMUE) in grado di spiegare quali documenti risultano idonei ai fini di una prova valida. Vediamoli nel dettaglio.

E’ possibile?
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Diciamo subito che è possibile registrare come marchio un termine in lingua straniera o dialettale ma è obbligatorio fornire la sua traduzione da presentare al momento del deposito della domanda di registrazione marchio.

Come si trasferiscono?
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I marchi e i brevetti sono dei beni immateriali cioè sono privi di materialità corporea percepibile dai sensi umani. Come tutti i beni di proprietà, pertanto alla stregua di quelli tangibili (appartamento, locale commerciale etc.), possono essere ad uso esclusivo del titolare oppure possono essere trasferiti a terzi dietro un corrispettivo al fine di ricavarne un profitto.

Come e perchè registrare
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Perchè è importante registrare?

– per avere un uso esclusivo del marchio ed impedirne a terzi l’utilizzo;
– per poter avviare un procedimento di opposizione in caso di utilizzo illecito da parte di terzi;
– per guadagnare dall’eventuale concessione in licenza del marchio;
– per possedere un “bene immateriale” che può potenzialmente raggiungere valori elevatissimi.

Cosa sapere prima di registrare un marchio
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Diciamo subito che una volta registrato un marchio non è possibile aggiungere nuove classi di prodotti/servizi o integrare quelle originariamente indicate con nuove voci. Pertanto, prima di depositare un marchio è importante avere le idee ben chiare: è opportuno pensare anche ai possibili sviluppi futuri dell’attività in riguardo ai prodotti/servizi che il marchio contraddistinguerà.

Cosa accade con il “non uso” del marchio
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Supponiamo di registrare un marchio senza però usarlo subito bensì in un futuro: possiamo usarlo quando vogliamo senza problemi? 

Al via il registro dei marchi storici
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A partire dal mese di aprile è possibile iscriversi al registro dei marchi storici d’interesse nazionale presso l’UIBM (Uffico Italiano Brevetti e Marchi).

Quale la funzione e quali i vantaggi:

le sue caratteristiche
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Il marchio “olografico” è costituito da elementi con caratteristiche olografiche”: cioè si tratta di un marchio rappresentato attraverso un “file video o una riproduzione grafica o fotografica contenente le vedute necessarie per individuare adeguatamente l’effetto olografico nella sua interezza”.

in quale caso registrarne uno
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Tra le varie tipologie di marchio comunitario, c’è quella a “motivi ripetuti”; per “marchio a motivi ripetuti” si intende quel segno distintivo costituito esclusivamente da un insieme di elementi che si ripetono regolarmente.

Potenziare l’efficacia di un marchio
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Un marchio sarà tanto più forte ed efficace quanto più colpirà l’immaginazione dei consumatori; immediata conseguenza è che l’utilizzo di parole, espressioni e, in generale, segni che non hanno alcun legame con la natura del prodotto contraddistinto, conferiranno ad un marchio una maggiore capacità distintiva rendendolo “forte”.

Marchio: depositato o registrato?
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È frequente la domanda volta a comprendere la differenza di status tra la domanda di marchio e la registrazione dello stesso. Quando viene presentata presso una qualsiasi Camera di Commercio (oppure direttamente presso l’UIBM – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) una domanda di marchio Italiano, viene attribuito un numero di deposito che si riferisce, appunto, alla domanda presentata; quel numero identifica il marchio (sia la parte grafica che verbale), le classi designate, il titolare ed, in genere, tutte le informazioni legate al marchio in questione. Da quel momento in poi il marchio può considerarsi depositato e tutelabile.

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