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Come proteggere la proprietà intellettuale

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AGGIORNATO L’01/09/2025

In una stampa 3d potrebbero coesistere più diritti di proprietà intellettuale, quali ad esempio brevetti di invenzione, modelli di utilità o modelli di design; ci si chiede pertanto quali potenziali problemi di proprietà intellettuale possono sorgere in seguito ad una stampa 3D.

In generale per stampa 3d si intende “la realizzazione di oggetti tridimensionali mediante la tecnologia della produzione additiva (unione di materiali stratificati), partendo da un modello grafico in 3d digitale” (fonte: Wikipedia).

La stampa in 3d, ormai divenuta di pubblico dominio, interessa svariati settori quali ad esempio quello nautico, dell’industria delle materie plastiche e manifatturiera, il settore dei gioielli, quello dentale etc.

Negli ultimi 5-6 anni, secondo un report dell’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) sulla produzione additiva, le domande di brevetto per invenzioni di stampe in 3d hanno avuto un notevole incremento. Il punto di forza della stampa tridimensionale è l’economicità: oggi può essere attuata a basso costo e si presta a produrre svariati prodotti anche con estrema facilità di imitazione e contraffazione.

E veniamo al punto: ai sensi dell’art. 68 c.p.i., è illecito il comportamento di chi riproduce un trovato oggetto di brevetto (invenzione), ad esclusione di realizzazioni destinate ad uso privato e personale senza finalità commerciale. Quindi, in linea di massima, qualunque produzione e attuazione di invenzione oggetto di tutela brevettuale attraverso le stampanti 3d è da ritenersi illecita se a scopo commerciale.

L’utilizzo di stampe 3d crea numerose criticità nell’individuazione delle contraffazioni dei propri prodotti anche per la difficoltà di monitoraggio  delle imitazioni. Facciamo un esempio: supponiamo che un’impresa che fornisce servizi di stampa consegni il file del progetto dell’oggetto da stampare a terzi. Può accadere che questi ultimi utilizzino illecitamente il progetto in violazione di un diritto di proprietà intellettuale.

Di recente il Consiglio Europeo ha approvato definitivamente il pacchetto sulla protezione dei disegni e modelli. Si tratta di un aggiornamento della vigente legislazione in materia di disegni e modelli industriali che mira ad espandere la protezione degli stessi anche nel campo del digitale e della stampa 3D (ne abbiamo parlato qui).

Vedi anche:

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si tratta di uno scienziato

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E’ un Italiano uno dei vincitori dell’European Inventor Award 2017: il microbiologo Rino Rappuoli. Lo scienziato, premiato nella categoria Lifetime achievement, si è rivelato pioniere nella scoperta di numerosi vaccini salvavita contro una serie di malattie infettive e inventore di nuovi metodi per la loro produzione. I suoi brevetti basati sulla genomica hanno salvato milioni di vite nel mondo sconfiggendo diverse malattie quali la difterite, meningite batterica e la pertosse.

La cerimonia per la XII edizione dell’European Inventor Award 2017 di EPO (European Patent Office) si è svolta il 15 giugno 2017 per la prima volta in Italia, all’Arsenale di Venezia, dove inventori provenienti da Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Marocco, Paesi Bassi, Spagna e Stati Uniti hanno ricevuto il premio europeo dell’Inventore 2017.

Il Ministro dello Sviluppo Economico Italiano, Carlo Calenda, ha aperto la cerimonia e consegnato il premio. Si tratta di inventori straordinari che hanno contribuito in maniera eccezionale allo sviluppo sociale, al progresso tecnologico e alla crescita economica.

Lanciato dall’ufficio europeo dei brevetti (EPO) nel 2006, il premio annuale è assegnato a singoli inventori e squadre di inventori le cui invenzioni forniscono risposte ad alcune delle più grandi sfide del nostro tempo.

Per poter beneficiare del premio, le proposte devono soddisfare criteri specifici, tra cui quello che l’inventore deve avere ottenuto almeno un brevetto europeo per la sua invenzione da parte dell’EPO.

Ing. Marzulli – Avv. Zambetti

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aperte le candidature all’edizione 2017

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European Inventor Award 2016L’ufficio europeo dei brevetti (EPO), come ogni anno, ha dato il via alle candidature relative al premio internazionale “European Inventor Award 2017”; il termine ultimo per registrarsi è fissato al 12 ottobre 2016. L’“European Inventor Award” è stato istituito per premiare le eccellenze nella ricerca e nell’innovazione e pertanto sono invitati a prendervi parte gli inventori, le PMI, le Università e i centri di ricerca di tutto il mondo. Unico requisito richiesto è essere titolari di un brevetto europeo. Ecco le categorie coinvolte:

  • Industria: per le tecnologie di successo brevettate da grandi imprese europee
  • PMI: per le invenzioni eccezionali di piccole e medie imprese (PMI)
  • Ricerca: per gli inventori che lavorano presso università o istituti di ricerca
  • Lifetime achievement: per onorare il contributo a lungo termine di inventori
  • Paesi non europei: per tutti gli inventori che non hanno la cittadinanza europea, ma a cui è stato concesso un brevetto europeo

Per informazioni sull’edizione 2017 e per partecipare:
http://www.epo.org/learning-events/european-inventor.html

Per maggiori informazioni sulle passate edizioni dell’European Inventor Award edizione si rimanda al seguente sito web:
http://www.epo.org/learning-events/european-inventor/archive.html

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aperte le candidature

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L’ufficio europeo dei brevetti (EPO), come ogni anno, ha dato il via alle candidature relative al premio internazionale “European Inventor Award 2016”, con scadenza 14 ottobre 2015. L’“European Inventor Award” è stato istituito per premiare le eccellenze nella ricerca e nell’innovazione e pertanto sono invitati a prendervi parte gli inventori, le PMI, le Università e i centri di ricerca di tutto il mondo. Unico requisito richiesto è essere titolari di un brevetto europeo. Ecco le categorie coinvolte:

  • Industria: per le tecnologie di successo brevettate da grandi imprese europee
  • PMI: per le invenzioni eccezionali di piccole e medie imprese (PMI)
  • Ricerca: per gli inventori che lavorano presso università o istituti di ricerca
  • Lifetime achievement: per onorare il contributo a lungo termine di inventori
  • Paesi non europei: per tutti gli inventori che non hanno la cittadinanza europea, ma a cui è stato concesso un brevetto europeo

Per informazioni sull’edizione 2016 e per partecipare:

http://www.epo.org/learning-events/european-inventor/nominate.html 

Per maggiori informazioni sul European Inventor Award edizione 2015 si rimanda al seguente sito web:

http://www.epo.org/learning-events/european-inventor.html 

(fonte UIBM)

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AGGIORNATO IL 02/09/2024

dove registrare un brevettoQuando si realizza un’invenzione e la si vuole brevettare, si deve anzitutto decidere in che ambito geografico farlo, ossia dove far valere il proprio brevetto e, quindi, dove poter godere dell’uso esclusivo; queste sono le 3 possibilità:

  1. brevetto nazionale per invenzione industriale o per modello di utilità; si può procedere per il tramite di uno studio brevetti (consigliato) oppure autonomamente depositando relazione, rivendicazioni, disegni, attestati di versamento e domanda, presso una qualsiasi Camera di Commercio oppure direttamente presso l’UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi). Quest’ultimo è la struttura di riferimento centrale in Italia per la gestione e la tutela dei diritti di proprietà industriale.
  2. brevetto europeo presso l’EPO (European Patent Office) al fine di ottenere un brevetto che avrà efficacia in tutti i 28 Paesi dell’Unione Europea. Il deposito di una domanda di brevetto europeo può essere effettuato presso la Camera di Commercio di Roma oppure direttamente presso le sedi dell’EPO a Monaco, l’Aia o Berlino.
  3. brevetto internazionale PCT (Patent Cooperation Treaty); il fine è quello di ottenere un brevetto che avrà efficacia legale nei Paesi scelti tra quelli aderenti al Trattato PCT (fra i quali è compresa l’Italia). La domanda va presentata presso l’UIBM o presso il corrispondente ufficio PCT della WIPO (detta anche OMPI in italiano, ossia Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale). L’UIBM determina la data di deposito ed il numero internazionale secondo quanto disposto dal Trattato PCT e dal successivo regolamento di esecuzione (art. 8 Reg. att. c.p.i.).

Ricordiamo che non sono brevettabili le semplici intuizioni oppure le semplici idee prive di qualsiasi attuazione concreta; la legge chiarisce inoltre che  un’invenzione, per essere tale, deve essere dotata di novità, originalità ed industrialità (ne abbiamo parlato qui).

Vedi anche:

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è possibile

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AGGIORNATO IL 16/08/2021

annullare brevettoAnche se un brevetto è stato concesso può potenzialmente esserne contestata la sua validità; il fatto cioè che una domanda di brevetto abbia superato positivamente l’iter di esame da parte dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) e sia stato concesso, non significa che non possa essere impugnato per dichiararne la nullità.

Una tale azione deve ovviamente essere proposta da un qualcuno che, a causa della concessione di quel brevetto, vede pregiudicati i propri interessi o il proprio business; ad esempio, si supponga che un proprio concorrente presenti una domanda di brevetto relativa ad un qualcosa di già noto (magari all’estero) e che il brevetto venga concesso.

Continuiamo a supporre di voler produrre un qualcosa di simile al brevetto concesso al concorrente; essendo l’oggetto del brevetto una tecnica in realtà già nota all’estero, se ne comincia la produzione ma ben presto ci si vede recapitare una diffida del concorrente, che ci intima la sospensione della produzione in virtù del brevetto in suo possesso.

A questo punto ci si può difendere riuscendo a dimostrare che quel brevetto è in realtà nullo; bisogna cioè riuscire a dimostrare che la tecnologia da esso introdotta era già nota prima che la domanda di brevetto fosse depositata. Ciò è sancito dall’art. 2697 c.c. che testualmente recita “Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento”.

Oggi è difficile che un brevetto venga concesso anche se riguarda una tecnologia nota, ma è tuttavia possibile; a partire dal 2008, quando l’UIBM riceve una domanda di brevetto ne affida l’esame di anteriorità all’Ufficio Europeo dei Brevetti il quale indaga a livello mondiale per verificare che la tecnologia da esso rivendicata sia effettivamente nuova. L’esito di una tale ricerca è solitamente piuttosto affidabile. Prima del 2008 ciò invece non veniva fatto ed era più probabile che venisse concesso un brevetto anche se privo di novità.

Ricordiamo che un brevetto per essere valido deve possedere principalmente tre requisiti:

  1. attività inventiva
  2. applicabilità industriale
  3. novità

Sussiste attività inventiva quando l’invenzione, per una persona esperta in quel particolare campo tecnologico, non risulta in modo evidente dallo stato della tecnica. Un’invenzione è considerata atta ad avere un’applicazione industriale se il suo oggetto può essere fabbricato o utilizzato in qualsiasi genere di industria, compresa quella agricola. Infine un’invenzione è considerata nuova se non è compresa nello stato dell’arte esistente al momento del deposito della domanda di brevetto (ne abbiamo parlato qui).

Se un brevetto viene concesso ma non possiede anche uno solo dei predetti requisiti sarà annullabile da parte di chi ritiene di essere stato diffidato ingiustamente; egli dovrà però fornire prova dell’assenza dei requisiti, il che non è facile anche in vista dell’incertezza dell’esito.

Vedi anche:

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aperte le candidature presso l’EPO

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candidatura EPOSono aperte le candidature per “Inventor of the year 2015”, la manifestazione organizzata ogni anno dall’EPO (ufficio brevetti europeo) che elegge l’invenzione dell’anno; gli inventori hanno tempo sino a settembre 2014 per presentare la propria candidatura e concorrere all’ambito premio “Inventor of the year 2015”. Le categorie in gara sono: 

  • Industria: per le tecnologie brevettate da grandi compagnie europee;

  • PMI;

  • Ricerca: per gli inventori che lavorano presso le università o istituti di ricerca;

  • Premio alla carriera: per i contributi a lungo termine di inventori europei;

  • Paesi Non europei: per tutti gli inventori che non sono cittadini europei ma che hanno ottenuto un brevetto europeo.

Il processo di selezione si baserà sul lavoro scrupoloso di esperti EPO e di una giuria internazionale indipendente che valuterà le invenzioni non solo considerando la loro originalità tecnologica, ma anche il loro impatto economico e sociale. Per maggiori informazionivisitare il sito dell’EPO.

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Un’invenzione Italiana tra i finalisti

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finale European Inventor Award 2014Un inventore Italiano è tra i finalisti dello European Inventor Award 2014 che, per intenderci, si può quasi considerare l’Oscar delle invenzioni. La manifestazione è organizzata ed istituita dall’EPO, l’ufficio europeo dei brevetti. L’inventore Italiano è Luigi Cassar ed è un professore della Italcementi che con il suo team gareggerà per la categoria “Industry”.

Il prestigioso riconoscimento potrebbe essergli riconosciuto per aver inventato il calcestruzzo mangia-smog che, a quanto pare, migliora la qualità dell’aria. Si tratta di un particolare cemento biodinamico “TX Active” costituito da ossido di titanio che, unito alla potenza dei raggi del sole, accelera l’ossidazione degli inquinanti nell’aria.

Test scientifici hanno confermato che TX Active riduce di circa il 70% l’ossido di azoto contenuto nell’aria, ossia il responsabile delle cosiddette “polveri sottili”; oltre a quest’azione disinquinante, ottima per contrastare l’inquinamento atmosferico, il TX Active avrebbe anche un’azione autopulente perché in grado di proteggere i muri esterni degli edifici dall’annerimento provocato dallo smog. Si tratta di un’invenzione rivoluzionaria visto che il problema dell’inquinamento attanaglia il mondo intero. L’importante manifestazione si terrà a Berlino il 17 giugno 2014. 

Ing. Marzulli

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In Italia la mostra “Hall of Fame”

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i brevetti che ci stanno cambiandoSegnaliamo un’interessante mostra intitolata “Hall of Fame: I brevetti che cambiano la nostra vita” promossa dall’EPO (l’ufficio brevetti Europeo); si tratta di una mostra itinerante ospitata in vari musei della scienza d’Europa. Dopo essere passata dal museo tedesco di Monaco, la mostra approda ora a Napoli presso la Galleria del Polo Tecnologico del museo “Città della Scienza”.

È possibile visitare la mostra sino al 30 giugno 2014; all’interno vengono principalmente raccontati alcuni brevetti che, ai giorni nostri, stanno cambiando la nostra vita. I brevetti esposti appartengono a sette inventori, tra scienziati ed ingegneri, di sette paesi Europei. Li elenchiamo qui di seguito:

(altro…)

aperte le candidature all’Oscar degli inventori

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european inventor award 2014Riportiamo una notizia tratta dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi riguardante l’ormai consueto European Inventor Award annuale, paragonabile ad una sorta di Oscar per gli inventori. Ecco la notizia integrale:

Fino al 30 settembre 2013 è possibile candidarsi o segnalare una candidatura per il premio EPO Inventor Award 2014, che sarà assegnato l’11 giugno 2014 a Berlino da una giuria internazionale.

http://www.epo.org/learning-events/european-inventor/nominate.html

European Inventor Award è il premio istituito dall’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) per premiare ogni anno le eccellenze nella ricerca e nell’innovazione. Sono invitati a prendervi parte gli inventori, le PMI, le Università ed i centri di ricerca. Il denominatore comune è: essere titolari di un brevetto europeo. Il premio viene consegnato per cinque categorie: industria, PMI, ricerca, paesi non UE e premio alla carriera. Nessun premio in denaro ma un riconoscimento prestigioso per i vincitori.

Per informazioni sull’Inventor award 2013 visitare il sito:
http://www.epo.org/learning-events/european-inventor/event-1.html

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quando eventualmente intervenire per modificare una domanda di brevetto

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AGGIORNATO IL 10/01/2022

iter brevettoQuando è possibile modificare una domanda di brevetto al fine di ottenerne la concessione? Ripercorriamo l’iter di una domanda di brevetto al fine di evidenziare i momenti in cui è possibile intervenire.

Dopo aver depositato una domanda di brevetto presso una Camera di Commercio, l’addetto preposto alla ricezione assegnerà alla domanda un numero progressivo ed una data di deposito. Subito dopo, la domanda corredata dagli allegati verrà inoltrata all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) il quale la trasmetterà all’Ufficio Europeo dei brevetti (EPO) con la richiesta per la ricerca di anteriorità. Al termine di quest’ultima, l’esaminatore dell’EPO redigerà un rapporto di ricerca e lo ritrasmetterà entro 9 mesi all’UIBM che provvederà ad inoltrarlo al richiedente insieme all’opinione sulla brevettabilità.

Dopo la ricezione del rapporto di ricerca e prima della scadenza del termine di 18 mesi dalla data della domanda del richiedente (periodo di segretezza), quest’ultimo può inviare all’UIBM una stesura modificata della descrizione, delle rivendicazioni e dei disegni, oppure argomentazioni sul rapporto di ricerca e precisazioni sull’ammissibilità e conformità delle rivendicazioni od infine una richiesta di presentazione di una o più domande divisionali.

Il periodo di segretezza garantisce al titolare la totale inaccessibilità da parte di chiunque al fascicolo contenente descrizione, disegni, foto etc. Tale periodo nasce con l’intento di concedere un vantaggio competitivo nei confronti della concorrenza; è infatti subito evidente che in questo modo si costringono gli antagonisti a rimandare un’eventuale produzione solo dopo che il prodotto coperto da brevetto venga reso accessibile al pubblico (ne abbiamo parlato qui).

Al termine del periodo di segretezza, il brevetto viene pubblicato e diventa quindi interamente visibile; dopo la fase di pubblicazione della domanda, l’UIBM esamina il rapporto di ricerca dell’EPO e la domanda del richiedente con la relativa documentazione, oltre alle eventuali modifiche apportate dopo il rapporto di ricerca.

A questo punto, in caso di parere negativo, prima di rigettare totalmente o parzialmente la domanda, l’UIBM può anche ritenere di assegnare al richiedente un termine di due mesi per la formulazione di osservazioni oppure decidere di sottoporlo a quesiti a cui l’interessato dovrà rispondere entro un termine prestabilito. Scaduto il termine, il brevetto verrà concesso o rifiutato ed in quest’ultimo caso verrà adeguatamente motivato.

Può succedere anche che ci siano delle domande di brevetto che risultano visibilmente sprovviste dei requisiti di validità; in questo caso l’UIBM salterà il passaggio di invio all’EPO ed il rifiuto, sempre motivato, verrà inviato al richiedente. Inoltre, Se la domanda di brevetto viene respinta totalmente o parzialmente, avverso il provvedimento dell’UIBM è possibile procedere con ricorso alla Commissione dei ricorsi entro il termine perentorio di 60 gg dalla data di ricezione della comunicazione del provvedimento.

Vedi anche:

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l’Ufficio Brevetti Europeo cerca 200 figure

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ricerca personale EPOAl via le assunzioni per giovani ingegneri e scienziati presso l’Ufficio Europeo Brevetti (EPO), l’organo che ha il compito di esaminare e concedere i brevetti europei. Ben 200 i posti destinati alla figura di ESAMINATORE DI BREVETTI presso le sedi di Monaco di Baviera, L’Aia e Berlino.

Ma cerchiamo di capire chi è un esaminatore di brevetti e qual’è il suo compito: è colui che svolge un lavoro di ricerca nelle banche dati, al fine di valutare i progetti che quotidianamente vengono presentati dai richiedenti di brevetti europei. L’esaminatore di brevetti deve possedere le giuste competenze scientifiche per analizzare le domande di brevetto ed avere una certa predisposizione alla ricerca analitica. Deve anche avere un certo interesse per la tecnologia e per il diritto della proprietà intellettuale.

Sono richiesti i seguenti requisiti e non è indispensabile un’esperienza pregressa nel settore:

  1. laurea in fisica, chimica, ingegneria o scienze naturali;
  2. ottima conoscenza di una delle tre lingue ufficiali inglese-francese-tedesco, oltre alla capacità di comprendere le altre due;
  3. disponibilità al trasferimento a Monaco, L’Aia o Berlin

(altro…)

Apr
01
2011

PATLIB

Cosa sono e cosa fanno

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AGGIORNATO IL 06/02/2023

patlibLa rete dei PATLIB, sintesi di PATent LIBrary, nasce per fornire informazioni sul sistema di Proprietà Industriale. La rete dei PATLIB ha dunque l’obiettivo di promuovere la conoscenza delle informazioni brevettuali e fornire importanti servizi di primo ausilio all’utenza.

Parallelamente alla rete dei PATLIB, sono stati istituiti anche i cosiddetti PIP, acronimo di Patent Information Point, creati per rendere ancor più capillare l’attività dei centri PATLIB con i quali agiscono in stretta collaborazione (ne abbiamo parlato qui).

Col tempo le tematiche di interesse dei centri PATLIB e PIP si sono estese includendo anche marchi d’impresa, disegni e diritti d’autore. La rete italiana può contare su circa 39 centri che si integrano nella più ampia rete europea composta da 300 centri coordinata dall’EPO (Ufficio Europeo del brevetti).

Abbiamo quindi:

  • 25 Centri PIP che prestano servizi di informazione in materia brevettuale, oltre che in altri ambiti connessi, tra cui l’assistenza per l’acquisizione, il mantenimento, il trasferimento e la tutela dei diritti di proprietà industriale;
  • 14 Centri PATLIB  che forniscono servizi specialistici di ricerca brevettuale, tra cui il monitoraggio tecnologico e la consulenza strategica, oltre a poter svolgere assistenza pratica su altri diritti di proprietà intellettuale.

La rete di informazione sul territorio costituita dai Centri PATLIB e PIP si rivolge ad una serie di interlocutori differenziati, uniti da un comune denominatore, ovvero la necessità di assistenza e informazioni sul sistema di Proprietà Industriale:

  • Piccole Imprese sul territorio che necessitano di informazioni per tutelarsi o valorizzare un brevetto;
  • professori e ricercatori che vogliano approfondire la conoscenza della normativa brevettuale o abbiano interesse a svolgere ricerche per valutare la novità di un trovato, lo stato della tecnica e studiare le strategie di ricerca delle industrie più presenti in un determinato settore;
  • studenti che vogliano approfondire i loro studi o arricchire le loro ricerche con lo studio dei brevetti sviluppati nel settore di interesse;
  • tutti coloro che abbiano interesse a ricevere informazioni in materia e a svolgere ricerche su banche dati specializzate.

Nello specifico, l’assistenza alla consultazione di banche dati on-line e le ricerche di anteriorità sono svolte direttamente dal personale su marchi e brevetti a livello nazionale ed internazionale o talvolta in convenzione con studi di consulenza in proprietà industriale.

(fonte: UIBM)

Vedi anche:

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Il Brevetto in Europa

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Brevetto EuropeoIl brevetto europeo non è da confondere con un brevetto comunitario; quest’ultimo non esiste ancora (anche se ci si sta lavorando) e, qualora esistesse, permetterebbe di ottenere un brevetto valido in tutti i Paesi della Comunità Europea, con un unico deposito. Il brevetto Europeo, invece, consente solo di richiedere il brevetto in più stati dell’Europa con un’unica domanda iniziale ma, come specificheremo meglio, è comunque necessario in un secondo momento procedere con le cosìdette “fasi nazionali”.

Gli Stati che possono essere designati nella domanda di Brevetto Europeo, al gennaio 2011, sono i seguenti:
Austria, Albania, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Francia, Finlandia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lituania, Lettonia, Liechtenstein, Lussemburgo, Macedonia, Monaco, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Rep. Ceca, Romania, San Marino, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Svezia, Turchia, Ungheria.
Tutti gli Stati elencati aderiscono alla cosiddetta Convenzione dei Brevetti Europei (EPC).

La procedura prevede una prima fase che comprende il deposito della domanda, l’esame delle condizioni formali e la ricerca di novità in seguito alla quale viene emesso un rapporto di ricerca. Dopo 18 mesi dal deposito della domanda e del rapporto di ricerca, avviene la pubblicazione del brevetto.

Ad essa fa seguito la fase di esame vera e propria, che inizia su richiesta dell’inventore, il quale deve pagare anche la relativa tassa di esame, senza la quale la domanda di brevetto viene considerata abbandonata. In fase di esame, il brevetto può essere accolto o respinto ma è possibile opporsi alla decisione dell’Ufficio preparando un apposito ricorso.

Il brevetto europeo può rappresentare un’autonoma domanda di brevetto oppure essere inserito come brevetto regionale all’interno di una domanda di brevetto internazionale. Sul sito dell’EPO è possibile trovare tutte le informazioni e la modulistica relative al deposito di una domanda di Brevetto Europeo, anche se la procedura e le variabili sono alquanto complesse e sconsigliano il “fai da te” .

Ing. N. Marzulli

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Scoprire brevetti anteriori simili al nostro

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AGGIORNATO IL 23/12/2024

Prima di depositare una domanda di brevetto per invenzione, ci si chiede spesso se ciò che si è inventatoricerca_anteriorità_brevetto sia effettivamente nuovo oppure se esistono brevetti anteriori che hanno ad oggetto la medesima invenzione. Cominciamo subito col dire che la ricerca di anteriorità sui brevetti è piuttosto difficile da effettuare per due motivi principali:

  1. le banche dati brevetti, vengono consultate inserendo delle parole chiave che, però, non garantiscono di trovare tutte le invenzioni relative ad un determinato argomento.
    Ad esempio, se si cerca “tostapane”, altri potrebbero averlo brevettato chiamandolo “dispositivo per tostare fette di pane” e quindi con la parola chiave “tostapane” non lo si troverebbe mai; occorre dunque molta perizia e pratica per individuare tutti i brevetti che riguardano un determinato settore;
  2. ogni brevetto nel momento in cui viene depositato, rimane segreto per un periodo di 18 mesi (a richiesta si può però ridurre a 3 mesi); ciò significa che se si consulta una banca dati gratuita (tipo www.espacenet.com) verranno visualizzati solo i brevetti già pubblicati, ossia i brevetti che hanno almeno 18 mesi. La conseguenza è che non si disporrà di una ricerca realmente aggiornata ed indicativa dello stato della tecnica in quel preciso momento.

Un consiglio potrebbe essere quello di depositare comunque il brevetto ed aspettare l’esito della ricerca effettuata dall’ EPO. Ricordiamo, infatti, che dal secondo semestre 2008 ogni domanda di brevetto nazionale viene sottoposta ad un’accuratissima ricerca di anteriorità da parte dell’Ufficio Brevetti Europeo (EPO) il quale entro un tempo di circa 9 mesi, produce un rapporto di ricerca che rappresenta “lo stato dell’arte” in quel determinato ambito.

Una volta ricevuto il rapporto di ricerca dall’ EPO (ed in virtù di quanto in esso riportato) si potrà decidere se continuare oppure modificare una o più parti dell’invenzione o, magari, abbandonare il brevetto perché già noto. A questo punto un brevetto rilasciato con una ricerca di anteriorità effettuata dall’EPO, è un brevetto per il quale è stata riscontrata la novità e l’attività inventiva e, dunque, meritevole di tutela e di investimenti perché si tratta di un brevetto realmente nuovo.

Ricordiamo che non sono considerate brevettabili le semplici intuizioni oppure le semplici idee prive di qualsiasi attuazione concreta. La legge infatti chiarisce che un’invenzione, per essere considerata tale, deve essere dotata di novità, attività inventiva ed industrialità (ne abbiamo parlato qui).

Vedi anche:

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