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In questa sezione potrai trovare una risposta a qualunque tuo dubbio o quesito riguardante brevetti, marchi, disegni, modelli, diritto d’autore, aspetti legali e molto altro. La consultazione della nostra vastissima banca dati di articoli è totalmente GRATUITA.

Per iniziare digita l'argomento di cui vuoi informazioni:

Come fare per differenziarsi
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Un marchio è forte ed efficace quando colpisce l’immaginazione dei consumatori: l’utilizzo di parole, espressioni e, in generale, segni che non hanno alcun legame con la natura del prodotto contraddistinto, conferiranno ad un marchio una maggiore capacità distintiva rendendolo “forte” (ne abbiamo parlato qui).

Il caso Lamborghini
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La legge prevede come regola generale che possa essere registrato un patronimico, cioè un marchio costituito dal proprio nome e cognome o anche solo dal cognome, a condizione però che non corrisponda ad un marchio noto altrui, registrato anteriormente nella stessa classe merceologica.

I segni distintivi dell’imprenditore
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I segni distintivi di un’attività sono elementi che identificano un’impresa, i suoi prodotti o la sua sede. La loro funzione principale è permettere al pubblico di riconoscere l’impresa e distinguere i suoi prodotti da quelli della concorrenza. I segni distintivi sono:
marchio (segno che contraddistingue prodotti e servizi).
ditta (nome dell’impresa);
insegna (segno apposto sulla sede);

No al marchio, sì al diritto d’autore
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Anche se non più protetto come marchio tridimensionale, il Cubo di Rubik è oggi tutelato come opera dell’ingegno frutto della capacità creativa. A stabilirlo è la Corte di Cassazione che con una recente sentenza conferma la protezione dalla legge sul diritto d’autore per il famoso puzzle tridimensionale.

Un legame indissolubile
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Il marchio è il principale strumento per farsi riconoscere dalla concorrenza: è la prima forma di comunicazione di un’impresa, capace di differenziare il proprio prodotto/servizio da quello di altri. L’efficacia comunicativa di un marchio è fondamentale nella vita di un’azienda che ambisce ad avere un’immagine riconosciuta e facilmente riconoscibile sul mercato.

Una strategia possibile
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Un’azienda che commercializza un’ampia varietà o più linee di prodotti, anche di diversa natura, può sfruttare la sua notorietà e le qualità acquisite dal brand principale attribuendo ai vari prodotti un nome in cui compare il brand principale (detto appunto “brand ombrello”). E’ facile comprendere come questa strategia aziendale sia in grado di trasmettere al consumatore senso di appartenenza e coerenza del nuovo prodotto alla filosofia aziendale.


Opposizione  e prova d’uso
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Quando si registra un marchio si può entrare in conflitto con un altro marchio, uguale o simile, che rivendica la priorità. A quel punto chi subisce opposizione deve chiedere all’opponente la “prova d’uso”: è necessario cioè provare che il marchio è stato utilizzato nel corso degli anni precedenti.

Ci sono differenze?
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Il dubbio sorge nella scelta delle classi di riferimento: quando si decide di depositare un marchio si pensa che ci siano delle differenze nella scelta delle classi a seconda che si produca un prodotto oppure lo si commercializzi soltanto.

Ecco le possibili soluzioni
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Diciamo subito che le discipline sportive, come anche i metodi di allenamento, non possono essere brevettate. A stabilirlo è l’art. 45 co.2, lettera b del Codice della Proprietà Intellettuale ed Industriale, in quanto rientrano nella tipologia dei “piani, principi e metodi per gioco”.

Cosa succede se non sono presenti?
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La capacità distintiva nei marchi implica che non possono essere registrati come marchio d’impresa i segni privi di tale carattere, cioè le denominazioni generiche di prodotti o servizi o le loro indicazioni descrittive: un marchio è definito “debole” quando non è dotato di capacità distintiva. 

E’ possibile registrarlo in una classe diversa?
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Due marchi per poter coesistere non devono essere confondibili graficamente, foneticamente e visivamente. A maggior ragione se uno dei due è un marchio notorio. Non è possibile registrare un marchio uguale (o simile) ad uno famoso, anche se si desidera farlo in una classe diversa da quella del marchio noto.

Elemento essenziale
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Di recente il Tribunale dell’Unione Europea si è pronunciato in merito alla distintività del celebre bollino blu e giallo delle banane Chiquita, registrato per contraddistinguere vari prodotti alimentari tra cui la frutta fresca.

Consigli pratici
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Prima di registrare un marchio è importante non avventurarsi. Si potrebbe correre il rischio di ricevere un’opposizione nel caso in cui si dovesse registrare un marchio simile o uguale ad uno già esistente. Se ciò dovesse accadere il titolare di quest’ultimo potrebbe mettervi nella posizione di essere costretti a cercarvi un difensore o a rinunciare in partenza all’uso del marchio.

Quando può accadere
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Un marchio sarà tanto più forte ed efficace quanto più sarà originale e fantasioso, riuscendo nell’obiettivo di colpire l’immaginazione dei consumatori.
Il marchio forte è quindi molto fantasioso e si discosta dalle caratteristiche intrinseche del prodotto che contraddistingue. Può accadere però che se al momento del deposito della domanda di marchio quest’ultimo è troppo generico e difetta di originalità, può comunque rafforzarsi successivamente acquisendo quella “capacità distintiva” che inizialmente mancava.

Ott 10 2024

Marchi Greenwashing

Cos’è il “Greenwashing”
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Il “Greenwashing” (neologismo inglese che generalmente viene tradotto come “ecologismo di facciata” o “ambientalismo di facciata”) indica la strategia di comunicazione di certe imprese, organizzazioni o istituzioni politiche finalizzata a costruire un’immagine di sé ingannevolmente positiva sotto il profilo dell’impatto ambientale, allo scopo di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dagli effetti negativi per l’ambiente delle loro attività o prodotti (Wikipedia).

Ecco cosa dice la legge
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L’uso improprio del simbolo ® accanto ad un marchio è regolamentato da sanzioni specifiche, questo perchè il legislatore ha ritenuto che potrebbe essere fuorviante per un consumatore in quanto lo porterebbe ad acquistare un prodotto nella convinzione che lo stesso abbia delle specifiche qualità e caratteristiche.

Quando è opportuno
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Se si ha l’esigenza di voler tutelare il proprio marchio in determinati paesi, al di fuori dell’UE, allora è il caso di pensare ad un deposito a livello internazionale. E’ bene sapere però che prima prima di procedere con la registrazione di un marchio internazionale si deve OBBLIGATORIAMENTE effettuare prima un deposito a livello nazionale o comunitario dello stesso marchio.  

Nei casi di opposizione
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Quando si registra un marchio si può entrare in conflitto con un altro marchio che rivendica la priorità. A quel punto chi subisce opposizione deve chiedere all’opponente la “prova d’uso”: è necessario cioè provare che il marchio è stato utilizzato nel corso degli anni precedenti.

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