Tag Archives: registrare un marchio

Consigli pratici

___________

Prima di registrare un marchio è importante non avventurarsi. Si potrebbe correre il rischio di ricevere un’opposizione nel caso in cui si dovesse registrare un marchio simile o uguale ad uno già esistente. Se ciò dovesse accadere il titolare di quest’ultimo potrebbe mettervi nella posizione di essere costretti a cercarvi un difensore o a rinunciare in partenza all’uso del marchio.

L’esistenza di un marchio anteriore, sia esso identico o molto simile, comporta quindi il rischio di dover cambiare immediatamente il proprio nome e, magari, essere anche tenuti ad un risarcimento danni. Potrebbe accadere inoltre che tutti gli eventuali (e spesso ingenti) investimenti fatti in comunicazione, ovvero materiale cartaceo, brochure, pubblicità, packaging etc, risultano da quel momento inutilizzabili, vanificando quindi tutto l’investimento fatto.

E’ opportuno pertanto, anche se non obbligatorio, fare una ricerca prima di registrare un marchio.
Una preventiva ricerca di identità o similitudine (la prima evidenzia solo l’esistenza di marchi identici nella medesima classe, mentre la seconda evidenzia anche l’esistenza di marchi simili nella medesima classe), è sempre consigliabile per contenere al minimo i rischi di opposizione o azioni legali (ne abbiamo parlato qui).

Un altro aspetto importante da non sottovalutare prima di registrare un marchio è l’assenza di descrittività. Un marchio non deve essere descrittivo o avere termini generici e/o di uso comune. Un marchio è “descrittivo” quando coincide con il prodotto o servizio che rappresenta (es. scarpe, quadro, libro etc.) o quando ne racconta solo le caratteristiche. Un marchio meramente descrittivo non può essere, per legge, registrato. I “termini generici” o di “uso comune” appartengono invece a tutti e non ne può essere richiesto l’uso esclusivo; può trattarsi di aggettivi (ad esempio extra, super, mega etc.), o di termini usati abitualmente da chiunque.

Inoltre è bene pensare in prospettiva futura, cioè a tutti i prodotti e/o servizi che il marchio contraddistinguerà. Nel momento in cui si registra un marchio è opportuno pensare sia al prodotto o servizio che l’azienda offre al momento della registrazione, sia ai prodotti/servizi da sviluppare nel futuro. Se quindi si presume di estendere in futuro il marchio ad altre categorie di prodotti/servizi, è consigliabile inserire classi aggiuntive nella domanda iniziale poichè in seguito non sarà più possibile farlo.

Vedi anche:

registra un marchio ONLINE     ----------VIDEO---------- Marchi e Loghi

Spesso si fa confusione

___________

Un imprenditore al fine di distinguere la propria attività ed i propri prodotti dai concorrenti, utilizza alcuni “segni distintivi” che la legge tutela e cioè la ditta, l’insegna e il marchio:

  1. La ditta identifica il nome dell’impresa;
  2. L’insegna identifica i locali dell’impresa;
  3. Il marchio identifica i prodotti e/o i servizi dell’impresa.

La ditta è un bene immateriale costituito dal nome con il quale l’imprenditore esercita la propria attività. Il diritto alla ditta si acquista con la registrazione della stessa presso il Registro delle Imprese o con l’uso che deve essere effettivo e pubblico.

L’insegna identifica i locali dove si svolge l’attività imprenditoriale ed è una sorta di emblema posto al di fuori dal locale. Per esporla è opportuno che il titolare dell’attività commerciale ne chieda l’autorizzazione al Comune ove è ubicato l’immobile anche per il pagamento dei relativi tributi.

L’insegna deve essere vera, lecita e nuova. Chi registra per primo un’insegna acquista sulla stessa il diritto di uso esclusivo e, pertanto, può agire in giudizio contro chi usa un segno distintivo uguale o simile al proprio. La novità e la capacità distintiva sono requisiti che deve possedere l’insegna. Un segno o una parola per essere tutelati come insegna, è indispensabile che abbiano un sufficiente grado di capacità distintiva, cioè non deve trattarsi di una denominazione generica della merce venduta o del servizio offerto.

Il marchio invece può essere registrato a livello nazionale, comunitario ed internazionale da chiunque, persona fisica o giuridica (anche da chi non è titolare di nessuna impresa) e identifica i prodotti e/o servizi che si desidera trattare. I marchi per essere registrati devono possedere i seguenti requisiti necessari: novità, capacità distintiva e liceità (ne abbiamo parlato qui).

Vedi anche:

registra un marchio ONLINE     ----------VIDEO---------- Marchi e Loghi

Come scegliere la classe giusta

_____________

AGGIORNATO IL 02/12/2024

Prima di procedere con la registrazione di un marchio, sia a livello nazionale (UIBM) che comunitario (EUIPO) ed internazionale (WIPO), è obbligatorio individuare la giusta classe di appartenenza per le categorie di prodotti e/o servizi che si desidera trattare in base alla Classificazione Internazionale dei prodotti e servizi, comunemente nota come Classificazione di Nizza.

Le classi da cui è composta la Classificazione di Nizza sono in totale 45, suddivise in 34 per i prodotti e 11 per i servizi: nel momento in cui si designano una o più classi, ci si tutela impedendo ad un eventuale concorrente di registrare un marchio uguale o simile al proprio nella stessa classe.  L’elenco di prodotti e servizi inseriti in una domanda di marchio può essere ridotto ma non ampliato: in altri termini, non è possibile aggiungere successivamente al deposito altri prodotti, servizi o classi.

A tal fine, nel momento in cui si registra un marchio è opportuno pensare sia al prodotto o servizio che il marchio contraddistinguerà al momento della registrazione, sia ai prodotti/servizi che potenzialmente si desidererà trattare in futuro. Se quindi si presume di estendere in futuro il marchio ad altre categorie di prodotti/servizi, è consigliabile inserire classi aggiuntive nella domanda iniziale perchè non è possibile successivamente aggiungere classi ad un marchio già registrato.

Ricapitolando è quindi fondamentale:

  1. scegliere la classe/classi individuando i prodotti/servizi che verranno contraddistinti dal marchio che si intende depositare;
  2. pensare all’atto del deposito anche ai possibili sviluppi futuri aggiungendo prodotti/servizi che si ritiene di trattare anche in un momento successivo.

Inoltre, è bene sapere che, se la registrazione di un marchio uguale o simile avviene in una classe differente da quella scelta, è quasi sempre possibile salvo delle eccezioni che vanno valutate singolarmente. Questo può accadere ad esempio nel caso di tutela ultramerceologica, cioè della tutela estesa a tutte le classi, come avviene per i marchi famosi, al fine di impedire che terzi traggano vantaggio dalla notorietà del marchio (ne abbiamo parlato qui).

Vedi anche:

registra un marchio ONLINE     ----------VIDEO---------- Marchi e Loghi

Come si trasferiscono?

______________

AGGIORNATO IL 22/07/2024

I marchi e i brevetti sono dei beni immateriali cioè sono privi di materialità corporea percepibile dai sensi umani. Come tutti i beni di proprietà, pertanto alla stregua di quelli tangibili (appartamento, locale commerciale etc.), possono essere ad uso esclusivo del titolare oppure possono essere trasferiti a terzi dietro un corrispettivo al fine di ricavarne un profitto.

Il trasferimento di un diritto di proprietà intellettuale o industriale ad un soggetto terzo, può avvenire mediante la concessione in licenza oppure con cessione definitiva secondo modalità stabilite nel contratto. Apriamo una piccola parentesi e precisiamo che per i marchi sussiste inoltre il divieto di soppressione del marchio, ovvero, chi commercializza un prodotto (rivenditore) non può comunque sopprimere/rendere non visibile il marchio del produttore.

Facciamo un esempio per comprendere meglio il concetto del trasferimento del diritto di proprietà dei beni immateriali. Supponiamo ad esempio che un’azienda voglia trasferire ad un terzo un’invenzione brevettata, questo può avvenire mediante:

  • vendita di un brevetto a terzi (cessione definitiva con pagamento forfettario);
  • concessione in licenza del brevetto a terzi con retribuzione fissa o in percentuale sui guadagni (royalties);
  • joint venture o altre alleanze strategiche con imprese che hanno beni complementari (ne abbiamo parlato qui).

Per registrare un qualsiasi cambiamento nella titolarità dei diritti di proprietà industriale o intellettuale cioè dal soggetto A si passa a B, come conseguenza, ad esempio, di una cessione di un marchio o di un brevetto, è necessario procedere con la trascrizione.

La trascrizione è indispensabile per rendere opponibile a terzi il cambio di titolarità del marchio: nel conflitto di più acquirenti dello stesso diritto di proprietà industriale, è preferito chi ha trascritto per primo il suo titolo di acquisto. L’istanza di trascrizione può essere presentata indistintamente dal cedente o dal cessionario.

E’ importante non confondere la trascrizione con l’annotazione, in quanto quest’ultima si verifica in presenza di semplici variazioni anagrafiche del soggetto che ha depositato il marchio o il brevetto (ne abbiamo parlato qui).  

Vedi anche:

registra un marchio ONLINE     ----------VIDEO---------- Marchi e Loghi

 

Sovvenzioni EUIPO per emergenza Covid

______________

L’11 gennaio è partito il primo di cinque nuovi bandi previsti per il 2021 a favore delle Pmi, finanziati e gestiti dall’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (Euipo – European Union Intellectual Property Office) in collaborazione con il programma Cosme dell’Unione Europea.

La finalità è quella di risollevare le PMI, colpite duramente a causa della pandemia di COVID-19 e l’UE si impegna a sostenerle nel cammino verso la ripresa. Si tratta di un programma di sovvenzioni di 20 milioni di euro destinato alle piccole e medie imprese che intendono sviluppare strategie di Proprietà Intellettuale (PI) con un rimborso del:

  1. 75% sui servizi di pre-diagnostica della PI (IP scan) utili al fine di decidere quali diritti di proprietà intellettuale richiedere, come sviluppare il portafoglio IP se si è in possesso di diritti già registrati e come pianificare strategie per il futuro;
  2. 50% sulle tasse di base per le domande di marchio, disegno o modello depositate presso l’Euipo o presso l’Uibm.

Ogni Pmi può essere rimborsata fino a un massimo di 1 500 euro.

È possibile presentare una sola domanda per finestra per il servizio 1 (servizi di pre-diagnostica IP) o il servizio 2 (registrazione di marchio e/o disegno/modello) o una combinazione di entrambi. Nell’arco del 2021 ci saranno cinque finestre di finanziamento separate. Le candidature saranno evase in ordine di arrivo.

Gli altri quattro bandi partiranno rispettivamente il 1° marzo, il 1° maggio, il 1° luglio e il 1° settembre.

(fonte: EUIPO)

Per saperne di più, consigliamo di consultare i seguenti link:

https://uibm.mise.gov.it/index.php/it/i-partner/euipo/al-via-la-campagna-di-comunicazione-del-nuovo-fonndo-euipo-a-sostegno-delle-pmi

https://euipo.europa.eu/ohimportal/it/online-services/sme-fund

Vedi anche:

registra un marchio ONLINE     ----------VIDEO---------- Marchi e Loghi

Come e perchè registrare

______________

AGGIORNATO IL 17/11/2025

Perchè è importante registrare?

  • per avere un uso esclusivo del marchio ed impedirne a terzi l’utilizzo;
  • per poter avviare un procedimento di opposizione in caso di utilizzo illecito da parte di terzi;
  • per guadagnare dall’eventuale concessione in licenza del marchio;
  • per possedere un “bene immateriale” che può potenzialmente raggiungere valori elevatissimi.

Infatti il titolare di un marchio registrato può impedire ad altri di usare un segno uguale o simile al suo nella medesima classe di appartenenza. Il titolare di un marchio di fatto  invece non potrà impedire ad altri nulla: solo nell’ipotesi di notorietà locale (da dimostrare), in caso ad esempio di opposizione da parte di un marchio registrato uguale o anche simile al suo, potrà continuare ad operare ma dovrà necessariamente rimanere circoscritto nella sua piccola porzione di territorio in cui è noto, senza ledere l’altrui interesse.

Si tenga infine conto che un marchio registrato dura 10 anni rinnovabili un numero indefinito di volte, mentre un marchio di fatto decade nel momento in cui non lo si utilizza più.

Un nome per poter essere efficace e diventare un buon brand deve essere convincente, originale e toccare la sfera emotiva del consumatore di riferimento. Altrettanto importante è la sua parte grafica (il logo) che deve rappresentare esattamente ciò che si vuole trasmettere, avere un significato intrinseco al fine di garantire il giusto impatto verso l’utente finale.

Prima di registrare, oltre ai requisiti propri dei marchi è importante sapere che non è possibile usare:

  1. termini solo descrittivi (cioè che coincidono con il prodotto o servizio che rappresenta ad es. bella casa);
  2. termini generici e di uso comune (che appartengono a tutti ad esempio extra, super, mega etc.).

La legge richiede che un segno possa essere validamente registrato come marchio nel caso in cui sia dotato di novità, distintività e liceità (ne abbiamo parlato qui).

Vedi anche:

registra un marchio ONLINE     ----------VIDEO---------- Marchi e Loghi

cosa è opportuno fare quando si deposita un marchio

________

AGGIORNATO IL 05/02/2024

Il marchio è un segno distintivo che contraddistingue i prodotti e/o servizi che un’impresa intende commercializzare e/o fornire. Forniamo di seguito 4 utili consigli che è opportuno mettere in pratica prima di procedere con la registrazione di un marchio:

  1. FARE UNA RICERCA PRIMA DI REGISTRARE UN MARCHIO NON È OBBLIGATORIO MA È CONSIGLIABILE
    Una preventiva ricerca di identità o similitudine (a seconda che si voglia evidenziare marchi identici o molto simili nella medesima classe), è sempre consigliabile per limitare (ma non escludere del tutto) i rischi di opposizione od azioni legali conseguenti a contraffazione di marchi già esistenti (ne abbiamo parlato qui).
  2. EVITARE DI DEPOSITARE UN MARCHIO IDENTICO O MOLTO SIMILE AD UNO GIA’ REGISTRATO NELLA MEDESIMA CLASSE DI PRODOTTI E/O SERVIZI
    Qui ancora emerge l’importanza della ricerca di anteriorità: se sappiamo che esiste un marchio identico o molto simile al nostro, evitiamo di procedere con il deposito. Il rischio di incorrere in diffide da parte di chi detiene un marchio anteriore è elevato.
  3. UN MARCHIO PER POTER ESSERE DEPOSITATO NON DEVE ESSERE DESCRITTIVO O AVERE TERMINI GENERICI E/O DI USO COMUNE
    Un marchio è “descrittivo” quando coincide con il prodotto o servizio che rappresenta (es. scarpe, quadro, libro etc.) o quando ne racconta solo le caratteristiche. Un marchio meramente descrittivo non può essere registrato (per legge). I “termini generici” o di “uso comune” appartengono invece a tutti e non ne può essere richiesto l’uso esclusivo; può trattarsi di aggettivi (ad esempio extra, super, mega etc.), o di termini usati abitualmente da chiunque.
  4. INDIVIDUARE TUTTI I PRODOTTI E/O SERVIZI PRESENTI E FUTURI CHE IL MARCHIO CONTRADDISTINGUERA’
    Nel momento in cui si registra un marchio è opportuno pensare sia al prodotto o servizio che l’azienda offre al momento della registrazione, sia ai prodotti/servizi da sviluppare nel futuro; se quindi si presume di estendere in futuro il marchio ad altre categorie di prodotti/servizi, è consigliabile inserire classi aggiuntive nella domanda iniziale poichè non sarà più possibile farlo in futuro.

Infatti è utile sapere che l’elenco dei prodotti/servizi inseriti in una domanda di marchio può essere ridotto ma non ampliato: in altri termini non è possibile aggiungere successivamente al deposito altri prodotti, servizi o classi.

Vedi anche:

registra un marchio ONLINE     ----------VIDEO---------- Marchi e Loghi

chiariamone il senso

_______

AGGIORNATO IL 14/11/2022

Un marchio di movimento è un “marchio costituito da un movimento o da un cambiamento di posizione degli elementi del marchio.” Nella maggior parte dei casi, affinché la riproduzione di un marchio in movimento sia chiara, precisa, intellegibile e obiettiva, la rappresentazione grafica deve essere accompagnata da una descrizione che spieghi chiaramente il movimento per il quale è richiesta la protezione e che deve coincidere con ciò che si vede nella riproduzione grafica del segno.

A un marchio di movimento può essere negata la registrazione soltanto ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 1, lettera a), RMUE, quando una «persona ragionevolmente attenta, con livelli di percezione e intelligenza normali, in sede di consultazione del registro dei marchi dell’Unione europea, non sarebbe in grado di comprendere esattamente ciò che rappresenta il marchio di movimento senza dover compiere un notevole sforzo in termini di dispendio di energia e immaginazione» (decisione del 23/09/2010, R 443/2010-2, RED LIQUID FLOWING IN SEQUENCE OF STILLS (al.), paragrafo 20).

Il numero di fotogrammi dipenderà dal movimento in questione. Non è imposto alcun limite. L’Ufficio accetta fascicoli nei seguenti formati: MP4 (video), JPEG (per serie di immagini statiche in sequenza). Per visionare un esempio cliccare qui

E’ importante infine ricordare che anche il marchio di movimento, come tutti i marchi, segue le regole generali. Quindi, per poter essere depositato, deve possedere i requisiti propri dei marchi cioè capacità distintiva, liceità e novità (ne abbiamo parlato qui).

Fonte: EUIPO

Vedi anche:

registra un marchio ONLINE     ----------VIDEO---------- Marchi e Loghi

ampliato il bando SMART&START ITALIA

________

Smart&Start Italia sostiene la nascita e la crescita delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico localizzate su tutto il territorio nazionale. Il fine è quello di stimolare una nuova cultura imprenditoriale legata all’economia digitale, allo scopo di valorizzare i risultati della ricerca scientifica e tecnologica ed incoraggiare il rientro dei «cervelli» dall’estero.

Un provvedimento dello scorso ottobre ne ha ampliato l’oggetto, ammettendo a finanziamento anche i marchi (oltre a brevetti e licenze). Nel dettaglio oggi possono accedere alle agevolazioni le società costituite da non più di 60 mesi e sono ammissibili al finanziamento:

  • gli investimenti per marketing e web marketing;
  • la registrazione di marchi (oltre ai brevetti e alle licenze).

E’ stata introdotta anche un’ulteriore modalità di rendicontazione su presentazione di fatture non quietanzate e inoltre, per i team di persone, l’iscrizione al Registro speciale delle start- up innovative non deve essere dimostrata alla firma del contratto, ma è posticipata alla prima richiesta di erogazione delle agevolazioni.

La misura è stata rifinanziata dal Ministero dello Sviluppo Economico con 95 milioni di euro. L’incentivo consiste in finanziamenti agevolati compresi tra 100 mila e 1,5 milioni di euro concessi a favore delle start-up innovative che vogliono avviare o ampliare la loro attività. Si tratta di un mutuo a tasso zero fino al 70% dell’investimento totale, cui si aggiunge, per le Start Up con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, un contributo a fondo perduto pari al 20%.

Dalla partenza, nel settembre 2013, Smart&Start ha finanziato oltre 700 startup con progetti prevalentemente nei settori dell’economia digitale, life science, ambiente ed energia a fronte di oltre 200 milioni di euro di agevolazioni concesse. Per maggiori informazioni e per presentare la domanda:
www.smartstart.invitalia.it

registra un marchio ONLINE     ----------VIDEO---------- Marchi e Loghi

Quali i requisiti

______________

AGGIORNATO IL 07/09/2020

Diciamo subito che è possibile registrare il nome di una band come marchio purchè abbia i requisiti propri dei marchi:

1. capacità distintiva, cioè deve consentire al pubblico di riconoscere con facilità la band senza creare confusione con altre;
2. liceità, cioè il nome della band non deve essere contrario alla legge, all’ordine pubblico ed al buon costume;
3. novità, cioè il nominativo non dev’essere identico o simile ad altri marchi già registrati nella medesima classe.

La scelta del nome di una band è fondamentale per avere successo: i gruppi più importanti vantano nomi originali, intramontabili nella storia del panorama musicale.

La registrazione a livello nazionale è da farsi presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (oppure clicca qui), mentre quella a livello comunitario presso l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (oppure clicca qui).

In realtà il legislatore non ha disciplinato questa specifica casistica e quindi quello di registrare il marchio di una band, può non essere l’unico modo per tutelarsi. Un altro modo potrebbe essere quello di ricorrere al concetto di “marchio di fatto”.

A tal proposito, ricordiamo che il proprio segno diventa “marchio di fatto” ed è quindi tutelabile, quando lo si è usato per un certo tempo, magari in un ambito territoriale ristretto, ed ha acquisito “capacità distintiva”, cioè l’utente lo riconosce perché noto e riesce a distinguerlo da prodotti similari.

La tutela del “marchio di fatto” sarà naturalmente “più blanda” e presenterà diversi limiti, tra i quali quello dell’onere probatorio che dovrà fondarsi sul preuso e sulla capacità distintiva, entrambi spesso difficili da dimostrare (ne abbiamo parlato qui).

Non è possibile invece la registrazione del nome della band presso la SIAE; solo le composizioni musicali della band andranno dichiarate alla SIAE territorialmente competente o presso la Direzione Generale di Roma.

Vedi anche:

registra un marchio ONLINE     ----------VIDEO---------- Marchi e Loghi

ci sono classi differenti?

__________

AGGIORNATO IL 17/04/2023

classi marchio dettaglianti o produttoriQuando si decide di registrare un marchio e si scelgono le classi di riferimento, molto spesso si incorre nel dubbio se ci siano differenze nella scelta delle classi a seconda che si produca un prodotto oppure lo si commercializzi soltanto.

Ci si chiede pertanto se nel caso di semplice vendita al dettaglio si debbano indicare tutti i prodotti che si deciderà di riporre sugli scaffali del proprio esercizio commerciale anche se non si è produttori; ad esempio, il marchio di un supermercato deve includere tutte le classi dei prodotti in vendita?

La risposta è affermativa: sia che si tratti di un produttore che di un grossista o dettagliante, nella scelta delle classi il titolare dovrà necessariamente indicare tutti i prodotti e/o servizi che tratta, non vi è alcuna differenza.

Un marchio, infatti, può essere adottato sia da un’azienda produttrice per contraddistinguere tutti gli articoli prodotti, che da un commerciante per contraddistinguere tutti i prodotti che vengono venduti all’interno della propria attività commerciale.

Facciamo un esempio: se un negoziante vende al dettaglio abbigliamento e desidera registrare il marchio della sua attività, deve necessariamente indicare l’abbigliamento e la relativa classe di riferimento in base alla Classificazione Internazionale dei prodotti e servizi, comunemente nota come Classificazione di Nizza.

Inoltre, nel momento in cui si registra un marchio, è opportuno pensare sia al prodotto o servizio che l’azienda offre al momento della registrazione, sia ai prodotti/servizi potenzialmente da sviluppare nel futuro: se quindi si presume di estendere il marchio ad altre categorie di prodotti/servizi, è consigliabile inserire classi aggiuntive nella domanda iniziale perchè non è possibile aggiungere a posteriori classi ad un marchio già registrato.

Vedi anche:

registra un marchio ONLINE     ----------VIDEO---------- Marchi e Loghi

procedere semplicemente e velocemente

_________

AGGIORNATO IL 19/04/2021

registrazione marchioUn marchio è tutelabile dal momento in cui viene depositata la relativa domanda di registrazione; questo è il passo fondamentale da compiere per registrare un marchio. Per fare ciò è possibile avvalersi della nostra piattaforma online, nel qual caso si può procedere semplicemente  e velocemente all’acquisto del servizio di registrazione del marchio (nazionale o comunitario).

E’ possibile visualizzare il costo per la registrazione di un marchio entrando nella sezione REGISTRA MARCHIO presente in alto nella homepage del portale e subito dopo facendo click sul pulsante “costo marchio nazionale” o  “costo marchio comunitario“; come si potrà notare, detto costo si compone di una parte relativa al nostro onorario ed un’altra riguardante le tasse di deposito della domanda di registrazione del marchio. 

Dopo l’acquisto del servizio, è necessario trasmettere la lettera di incarico (offriamo 3 diverse modalità di trasmissione) con la quale si affida ad un nostro professionista abilitato l’incarico di depositare la domanda di registrazione del marchio. Il professionista indicato nella lettera di incarico, in qualità di mandatario, provvede a presentare la domanda di registrazione del marchio presso l’UIBM-Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (in caso di marchio nazionale) o presso l’EUIPO-Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (in caso di marchio comunitario) ed a calcolare e pagare tutti gli oneri di deposito previsti.

La procedura di acquisto on line è molto semplice: vengono richiesti i dati di colui/coloro che diventerà/diventeranno il titolare/titolari del marchio, oltre a tutte le indicazioni relative al marchio che si intende registrare; occorrerà poi individuare la classe nella quale registrare il marchio e per fare ciò abbiamo predisposto una semplice casella vuota nella quale digitare il termine che identifica il prodotto/servizio per il quale verrà utilizzato il marchio. Dopo la digitazione verranno immediatamente suggeriti una serie di termini tra cui scegliere quello più idoneo, rispondente al proprio prodotto/servizio; sarà sufficiente cliccare su uno di essi per inserire nella domanda di marchio sia il termine scelto che la relativa classe. 

Evidenziamo che tutti i termini suggeriti sono prelevati dalla banca dati del sito Tmclass (gestito dall’EUIPO), che li mette a disposizione in maniera totalmente gratuita. Ne approfittiamo per ricordare che è possibile registrare un marchio in più classi, nel qual caso bisognerà pagare una piccola tassa aggiuntiva per ogni classe oltre la prima.

Al termine della procedura di compilazione viene visualizzato il riepilogo dei dati inseriti, si effettua il pagamento e si trasmette la lettera di incarico (come già detto sono 3 le diverse modalità di trasmissione che offriamo); nel corso delle successive 48h, il professionista indicato nella lettera di incarico effettua il deposito della domanda di marchio ed il calcolo e pagamento di tutti gli oneri previsti. A deposito avvenuto, vengono inviati per posta certificata sia il verbale di deposito che la fattura relativa all’importo pagato.

Il marchio ha validità di 10 anni a partire dalla data di deposito; allo scadere dei 10 anni si potrà decidere se rinnovarlo o meno per altri 10 anni. Trascorsi alcuni mesi dalla data di deposito, l’UIBM (in caso di marchio nazionale) o l’EUIPO (in caso di marchio comunitario) provvederanno ad emettere l’attestato di registrazione che verrà inoltrato al nostro professionista in qualità di rappresentante, il quale provvederà prontamente ad inoltrarlo al cliente.

Vedi anche:

registra un marchio ONLINE     ----------VIDEO---------- Marchi e Loghi

il senso è lo stesso

____

AGGIORNATO IL 10/02/2025

depositare-registrare-brevettare un marchioChe differenza c’é tra registrare, depositare o brevettare un marchio: sono sinonimi? Questi termini spesso vengono adoperati per dire la stessa cosa; in effetti il senso finale di ciascuno di essi è il medesimo ma ci sono delle sfumature che ne giustificano il differente utilizzo.

Cominciamo col dire che per poter registrare un marchio è necessario depositare la relativa domanda, il che implica che l’affermazione “depositare un marchio” si riferisce a questo primo necessario passaggio da effettuarsi presso una qualsiasi Camera di Commercio o presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.

La dicitura “registrare un marchio” si riferisce invece all’intero iter che porta alla registrazione di un marchio; detto iter è composto dal deposito della domanda di marchio, dall’esame della stessa (sia gli aspetti burocratici che formali) e, infine, dalla registrazione vera e propria se il marchio possiede tutti i requisiti.

Inesatto è invece l’uso della dicitura “brevettare un marchio”; il brevetto ha per oggetto un’invenzione, non un marchio. Tuttavia se ne comprende il senso ed anche il motivo per cui viene utilizzato; quando infatti non si è “padroni” dei termini normalmente in uso in questo settore, si è soliti utilizzare il verbo “brevettare” per contraddistinguere qualunque azione volta ad ottenere un’esclusiva (sia essa verso un nome, un disegno, un’invenzione ecc.).

Con l’occasione ricordiamo che dopo il deposito di una domanda di marchio, l’unico simbolo che si può porre accanto ad esso è “TM (iniziali di “TradeMark”) che indica appunto l’esistenza di una domanda di marchio; solo dopo che il marchio viene concesso, cioè una volta avvenuta la registrazione (i tempi variano da pochi mesi ad oltre un anno), verrà attribuito un numero identificativo ed il titolare potrà inserire la lettera “R” cerchiata accanto al marchio.

L’uso dei simboli ® e TM accanto ad un marchio non è obbligatorio e dal punto di vista legale non fornisce alcuna ulteriore protezione. Essi vengono tuttavia utilizzati come valido deterrente contro eventuali contraffazioni, poichè fanno immediatamente comprendere che il marchio in questione è registrato o quantomeno sono state attivate una o più domande di privativa (ne abbiamo parlato qui).

Vedi anche:

registra un marchio ONLINE     ----------VIDEO---------- Marchi e Loghi

Categorie