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Perchè registrare un marchio UE

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Essere titolari di un marchio comunitario non è un risultato fine a se stesso, ma solo l’inizio della parte più importante della vita di un marchio. Tutto ciò che si vende ha un marchio: ad esempio i vestiti che indossiamo e il cibo che mangiamo. Se si desidera commercializzare i propri prodotti all’interno dell’UE, è consigliabile registrare un marchio comunitario in modo da essere protetti in tutti gli Stati appartenenti all’Unione Europea. Questo video dell’EUIPO rende meglio l’idea dell’importanza del deposito di un marchio comunitario.

(fonte EUIPO)

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Sovvenzioni EUIPO per emergenza Covid

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L’11 gennaio è partito il primo di cinque nuovi bandi previsti per il 2021 a favore delle Pmi, finanziati e gestiti dall’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (Euipo – European Union Intellectual Property Office) in collaborazione con il programma Cosme dell’Unione Europea.

La finalità è quella di risollevare le PMI, colpite duramente a causa della pandemia di COVID-19 e l’UE si impegna a sostenerle nel cammino verso la ripresa. Si tratta di un programma di sovvenzioni di 20 milioni di euro destinato alle piccole e medie imprese che intendono sviluppare strategie di Proprietà Intellettuale (PI) con un rimborso del:

  1. 75% sui servizi di pre-diagnostica della PI (IP scan) utili al fine di decidere quali diritti di proprietà intellettuale richiedere, come sviluppare il portafoglio IP se si è in possesso di diritti già registrati e come pianificare strategie per il futuro;
  2. 50% sulle tasse di base per le domande di marchio, disegno o modello depositate presso l’Euipo o presso l’Uibm.

Ogni Pmi può essere rimborsata fino a un massimo di 1 500 euro.

È possibile presentare una sola domanda per finestra per il servizio 1 (servizi di pre-diagnostica IP) o il servizio 2 (registrazione di marchio e/o disegno/modello) o una combinazione di entrambi. Nell’arco del 2021 ci saranno cinque finestre di finanziamento separate. Le candidature saranno evase in ordine di arrivo.

Gli altri quattro bandi partiranno rispettivamente il 1° marzo, il 1° maggio, il 1° luglio e il 1° settembre.

(fonte: EUIPO)

Per saperne di più, consigliamo di consultare i seguenti link:

https://uibm.mise.gov.it/index.php/it/i-partner/euipo/al-via-la-campagna-di-comunicazione-del-nuovo-fonndo-euipo-a-sostegno-delle-pmi

https://euipo.europa.eu/ohimportal/it/online-services/sme-fund

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in quale caso registrarne uno

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Tra le varie tipologie di marchio comunitario, c’è quella a “motivi ripetuti”; per “marchio a motivi ripetuti” si intende quel segno distintivo costituito esclusivamente da un insieme di elementi che si ripetono regolarmente.

L’art.3 par.3, lett.e) del RMUE n. 2017/1431, precisa i requisiti di rappresentazione dei marchi a motivi ripetuti:
“nel caso di un marchio costituito esclusivamente da un insieme di elementi che si ripetono regolarmente (marchi a motivi ripetuti), il marchio è rappresentato attraverso una riproduzione che ne mostra lo schema di ripetizione. La rappresentazione può essere accompagnata da una descrizione che specifichi la regolarità della ripetizione degli elementi”.

Fonte: EUIPO
https://euipo.europa.eu/ohimportal/it/trade-marks-examples#Position_mark

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Attenzione alle ricerche fai-da-te

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AGGIORNATO IL 18/07/2022

ricerca-anteriorità-marchiLe ricerche di anteriorità in materia di marchi, possono essere potenzialmente condotte autonomamente consultando idonee banche dati: la consultazione è quasi sempre gratuita ma estremamente limitante perchè le banche dati restituiscono i risultati  riferiti soltanto ai dati del proprio ufficio e non consentono di ottenere un risultato completo.

Questo significa che se si consulta la banca dati dell’UIBM per cercare un eventuale marchio anteriore, in essa verranno visualizzati  SOLO i marchi registrati in Italia ma non i marchi Comunitari (che sono ovviamente validi anche in Italia) e nemmeno i marchi internazionali che sono stati estesi anche all’Italia.

Volendo fare un esempio, può accadere che si voglia registrare il marchio “pluto” e che questo non risulti depositato da nessuno in Italia, però magari esiste un’azienda tedesca che ha registrato a livello internazionale il marchio “pluto”, scegliendo anche l’Italia tra gli Stati in cui far valere la tutela del proprio marchio. In questo caso il marchio tedesco non verrebbe visualizzato nella banca dati dell’UIBM e si incorrerebbe quasi sicuramente in inibitorie d’uso e probabili richieste di risarcimento danni.

Queste indagini sono dunque utili per avere una prima valutazione, ma non possono sostituire le ricerche approfondite svolte a livello internazionale. Inoltre, qualora si desideri condurre autonomamente una ricerca di similitudine, devono esser presi in esame anche tutti i marchi simili (anche solo foneticamente), poiché la legge che tutela i marchi è piuttosto rigida ed efficace anche nei confronti di un marchio simile e confondibile con uno anteriore (ecco perché la ricerca di anteriorità viene spesso definita “ricerca di similitudine”).

L’esistenza di un marchio anteriore (sia esso identico o molto simile) comporta quindi il rischio di dover cambiare immediatamente il proprio nome e, magari, essere anche tenuti a pagare un risarcimento danni; c’è inoltre la certezza che tutti gli eventuali (e spesso ingenti) investimenti fatti in comunicazione, ovvero materiale cartaceo, brochure, pubblicità, packaging etc, risultano da quel momento inutilizzabili, vanificando quindi tutto l’investimento fatto.

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Su che base scegliere

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marchio nazionale o comunitarioSpesso ci viene sottoposto il quesito “è preferibile depositare un marchio a livello nazionale oppure comunitario?”. Rispondiamo indicando un semplice parametro che per molti sarà determinante nella scelta tra la prima soluzione e la seconda.

Il parametro è il seguente: il proprio mercato di riferimento. La scelta è cioè da effettuare basandosi sul mercato in cui si intende operare. Se il proprio mercato di riferimento è nazionale allora si procederà senza ombra di dubbio per una registrazione a livello nazionale, mentre se si opera anche al di fuori dei confini nazionali allora sarà opportuna una registrazione valevole per tutti i paesi dell’Unione Europea.

Questa scelta va fatta pensando anche al futuro del proprio marchio: bisogna cioè proiettarsi in avanti e immaginare le sorti dei propri prodotti/servizi fra un certo numero di anni. Un marchio dura infatti 10 anni (rinnovabili) e se durante questo arco di tempo ci si espande, ci si potrebbe ritrovare “scoperti” se si possiede solo un marchio nazionale.

Se invece il proprio marchio contraddistingue prodotti/servizi locali o esclusivamente nazionali, allora la scelta non ha bisogno di immaginare particolari scenari futuri; si pensi ad esempio al marchio di un locale che, com’è evidente, insiste solo sul territorio nazionale. Una registrazione nazionale è più che sufficiente.

L’eccezione, in quest’ultimo caso, è rappresentata dall’ipotesi di creare in futuro una rete in franchising di locali col proprio marchio; in tal caso i locali in frachising potrebbero aprire anche oltre i confini nazionali e quindi avrebbe senso pensare sin d’ora ad un marchio comunitario.

Ing. Marzulli – Avv. Zambetti

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significato e regole

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AGGIORNATO IL 12/07/2021

Quando si deposita una domanda di marchio, disegno o brevetto, a livello comunitario o internazionale (extra UE) viene sempre chiesto se si desidera rivendicare una priorità: spieghiamone il significato e vediamo quali sono le regole per poterlo fare.

Rivendicare una priorità significa sostanzialmente far retroagire la data di deposito comunitaria/internazionale del marchio/disegno/brevetto a quella di un precedente ed identico deposito nazionale. Facciamo un esempio: un mese fa si è depositato un marchio nazionale ed oggi si deposita una domanda di marchio comunitario: ebbene, nella domanda di marchio comunitario si può rivendicare la priorità, ossia indicare gli estremi del deposito nazionale del mese precedente.

Così facendo, la data della domanda di marchio comunitario diventerà la stessa del deposito nazionale precedente. Il vantaggio è evidente e si manifesta soprattutto nei casi di contraffazione. Anche in questo caso facciamo un esempio per chiarire il vantaggio che deriva dal rivendicare una priorità. Supponiamo di aver depositato un marchio nazionale e di averlo poi mostrato in occasione di un evento fieristico. Supponiamo ora che un concorrente in malafede lo copi e lo registri a livello comunitario: la sua data di deposito sarà quella di presentazione della domanda mentre se lo estendiamo anche noi a livello comunitario possiamo rivendicare la priorità e far retroagire la data del deposito comunitario a quella nazionale.

Così facendo, ci si ritrova con un marchio comunitario uguale ed anteriore a quello del concorrente e si può agire contro di esso per contraffazione. Ad esempio per un marchio la legge dice che è possibile agire per contraffazione anche se trattasi di un marchio simile per il medesimo settore merceologico in base alla Classificazione di Nizza (ne abbiamo parlato qui).

Ci sono però delle regole da rispettare per poter rivendicare una priorità: la prima e più importante riguarda il tempo massimo che si ha a disposizione per rivendicare una priorità. A partire dalla data del deposito nazionale, si può rivendicare una priorità solo se si estende a livello comunitario/internazionale entro il tempo massimo di:

  • brevetto – 12 mesi
  • disegno – 6 mesi
  • marchio – 6 mesi

Due altri importanti requisiti sono:

  1. i due marchi/disegni/brevetti nazionale e comunitario/internazionale devono essere uguali;
  2. il titolare deve essere lo stesso.

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fondi ancora disponibili con il bando “marchi+”

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fondi marchi+E’ ancora aperto il bando “marchi +” del Ministero dello Sviluppo Economico per agevolare la registrazione dei marchi a livello comunitario ed internazionale; il bando è diventato operativo nel 2012 e ne abbiamo già dato notizia in questo sito (clicca qui per dettagli). Oggi, a distanza di circa 2 anni, i fondi messi a disposizione non sono ancora esauriti.

I soggetti beneficiari sono le piccole e medie imprese che potranno godere dell’agevolazione messa a disposizione sino ad un massimo di 15.000 €. Tra le spese ammissibili sono incluse quelle per la progettazione del marchio, le ricerche di anteriorità e assistenza per il deposito dei marchi e le tasse di deposito della domanda.

E’ necessario però che tra il 7 maggio 2012, data di pubblicazione del bando sulla G.U., e la data di presentazione della domanda, le imprese richiedenti abbiano effettuato un deposito per una domanda di marchio comunitario anche già depositato a livello nazionale oppure il deposito di una domanda di estensione internazionale relativa ad un marchio già depositato a livello nazionale o comunitario od infine il deposito di una domanda di estensione internazionale ad altri paesi per un marchio esteso a livello internazionale prima del 7 maggio 2012. Per approfondimenti e modulistica:

http://www.progetto-tpi.it/P42A15C3S1/Bando-e-modulistica.htm

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con l’ingresso nell’UE, il marchio comunitario sarà valido anche in Croazia

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Croazia nella UELa notizia è che la Croazia entra dall’ 1/7/2013 nell’Unione Europea e quindi a partire da questa data, tutti i nuovi marchi comunitari saranno validi anche in questo Paese. L’UE sarà quindi formata da 28 Paesi (non più 27) e quindi non sarà più necessario depositare una domanda di marchio separata per vedersi tutelati anche in Croazia.

Chi è già titolare di un marchio comunitario registrato, sarà automaticamente tutelato anche in Croazia senza che sia necessario far nulla o pagare tasse aggiuntive. Chi è in possesso di una domanda pendente depositata tra l’ 1/1/2013 ed il 30/6/2013 (cioè il suo marchio comunitario non è stato ancora registrato alla data dell’ 1/7/2013), è tuttavia esposto al rischio di opposizione da parte di titolari di marchio Croati.

I titolari di marchi Croati anteriori possono inoltre vietare l’uso di marchi comunitari nel loro territorio a due condizioni:

  1. qualora il marchio anteriore sia stato registrato, richiesto o acquisito in Croazia anteriormente alla data della sua adesione all’UE;
  2. il marchio anteriore sia stato acquisito in buona fede.

In tal caso, un marchio comunitario rimane valido per tutti gli Stati membri dell’UE ed il suo uso è vietato unicamente nel territorio Croato dove sussiste un marchio anteriore contrastante.

Ing. N. Marzulli

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Un bando per i marchi comunitari ed internazionali

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contributi marchiNella Gazzetta Ufficiale del 7 maggio 2012, n. 105, è stato pubblicato il bando predisposto dal Ministero dello sviluppo economico in collaborazione con Unioncamere, per favorire la registrazione dei marchi a livello comunitario ed internazionale da parte delle imprese.

Con questa iniziativa si vogliono stimolare le micro, piccole e medie imprese italiane a registrare i marchi all’estero attraverso la concessione di un’agevolazione. L’importo dell’agevolazione può variare dai 4.000,00 ai 6.000,00 euro per ciascuna domanda di marchio depositata e a copertura dell’80% o del 90% delle spese ammissibili sostenute in funzione dei Paesi designati per la registrazione.

L’impresa può presentare più domande di registrazione di marchi e le agevolazioni non potranno superare, in questo caso, 15.000,00 euro per impresa. Le domande di agevolazione possono essere presentate ad Unioncamere a partire dal 4 settembre 2012 e sino all’esaurimento delle risorse disponibili.

Le risorse complessivamente a disposizione per le agevolazioni in favore delle imprese sono pari ad euro 4.500.000,00 e saranno assegnate con procedura valutativa a sportello secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande.

Per informazioni è possibile rivolgersi a Unioncamere  infoimprese@progetto-tpi.it oppure visitare il sito http://www.unioncamere.gov.it/. È altresì possibile visitare il sito dell’UIBM – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.

Fonte UIBM

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La registrazione di un Marchio Comunitario

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registrazione-marchio-comunitarioIl marchio comunitario consente di poter ottenere con un’unica domanda, un marchio valido su tutto il territorio della Comunità Europea, ovvero in tutti i 28 Paesi che vi fanno parte. L’ufficio competente è l’EUIPO con sede ad Alicante (Spagna): sul sito (anche in Italiano) sono presenti tutte le informazioni nonché i moduli e le istruzioni necessari al deposito di una domanda.

La domanda di registrazione può essere presentata di persona, per posta, per corriere, via fax, o direttamente on-line attraverso un’apposita procedura descritta nel sito. Al momento del deposito della domanda, si provvede al solo pagamento della tassa di deposito; quando poi la domanda viene accettata ed è quindi pronta per la registrazione, ciò avverrà automaticamente senza nessun altro pagamento.

Una volta ricevuta una domanda, l’Ufficio verifica la sussistenza dei requisiti formali e provvede ad effettuare una ricerca di novità tra i marchi comunitari e nazionali. A seguito di ciò l’EUIPO trasmette il rapporto di ricerca al richiedente e procede alla pubblicazione del marchio stesso.  Entro tre mesi dalla pubblicazione, chi ritiene di avere diritti su quel nome e non vuole che sia registrato, può presentare opposizione, avverso la quale ci si può difendere, ovvero aprire un dibattito contraddittorio in sede amministrativa.

In assenza di opposizione oppure se si è chiusa positivamente un’eventuale opposizione, il marchio viene pubblicato e registrato nelle classi indicate nella domanda. Una volta ottenuto il marchio, esso conferisce al titolare il diritto esclusivo di utilizzare quel nome su tutto il territorio della Comunità Europea per 10 anni, anche se poi è possibile procedere illimitatamente al suo rinnovo.

Ing. N. Marzulli

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Un marchio valido in tutta l’Unione Europea

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AGGIORNATO IL 30/08/2021

 

marchio comunitario uami-oami

Il logo dell’EUIPO

L’ EUIPO (L’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale) ha sede ad Alicante (Spagna) e rappresenta l’Agenzia dell’Unione Europea che dal 1996 si occupa della registrazione dei marchi e dei design comunitari. Con un’unica domanda presentata all’EUIPO, si può ottenere la registrazione di un marchio comunitario i cui diritti vengono estesi a tutto il territorio dell’Unione Europea, che attualmente comprende 27 paesi (Italia compresa) e quasi 500 milioni di abitanti.

L’Ufficio gestisce l’intera procedura di registrazione, nonché l’eventuale fase di opposizione alla registrazione azionata da terzi, ovvero da possessori di marchi anteriori potenzialmente in conflitto con il marchio comunitario che si intende depositare. I requisiti che deve possedere un marchio comunitario, sono i medesimi previsti per il marchio Italiano.

Possono registrare un marchio comunitario le persone fisiche e giuridiche aventi cittadinanza, domicilio, sede o stabile organizzazione in uno Stato membro della Comunità Europea. Gli Stati interessati dal marchio comunitario sono: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria.

Sappiamo che dalla mezzanotte del 31 gennaio 2020 la Gran Bretagna non fa più parte dell’Unione Europea. Da quel momento è iniziato un periodo di transizione terminato il 1 gennaio 2021: in quella data il Regno Unito ha lasciato definitivamente l’UE (ne abbiamo parlato qui).

Una volta ricevuta una domanda, l’Ufficio verifica la sussistenza dei requisiti formali e provvede ad effettuare una ricerca di novità tra i marchi comunitari, mentre ogni Stato, ad eccezione di Italia, Francia e Germania, procede ad effettuare una ricerca di anteriorità nei propri registri. A seguito di ciò l’EUIPO trasmette il rapporto di ricerca al richiedente e procede alla pubblicazione del marchio stesso.

Entro tre mesi dalla pubblicazione, chi ritiene di avere diritti su quel nome e non vuole che sia registrato può presentare opposizione, avverso la quale ci si può difendere, ovvero aprire un dibattito contraddittorio in sede amministrativa presentando i migliori argomenti a sostegno della registrabilità del proprio marchio. In assenza di opposizione oppure se si è chiusa positivamente un’eventuale opposizione, il marchio viene pubblicato e registrato nelle classi indicate nella domanda.

Una volta ottenuto il marchio, esso conferisce al titolare il diritto esclusivo di utilizzare quel nome su tutto il territorio della Comunità Europea per 10 anni, anche se poi è possibile procedere illimitatamente al suo rinnovo.

Vedi anche:

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