Tag Archives: vendita brevetto

Come si trasferiscono?

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AGGIORNATO IL 22/07/2024

I marchi e i brevetti sono dei beni immateriali cioè sono privi di materialità corporea percepibile dai sensi umani. Come tutti i beni di proprietà, pertanto alla stregua di quelli tangibili (appartamento, locale commerciale etc.), possono essere ad uso esclusivo del titolare oppure possono essere trasferiti a terzi dietro un corrispettivo al fine di ricavarne un profitto.

Il trasferimento di un diritto di proprietà intellettuale o industriale ad un soggetto terzo, può avvenire mediante la concessione in licenza oppure con cessione definitiva secondo modalità stabilite nel contratto. Apriamo una piccola parentesi e precisiamo che per i marchi sussiste inoltre il divieto di soppressione del marchio, ovvero, chi commercializza un prodotto (rivenditore) non può comunque sopprimere/rendere non visibile il marchio del produttore.

Facciamo un esempio per comprendere meglio il concetto del trasferimento del diritto di proprietà dei beni immateriali. Supponiamo ad esempio che un’azienda voglia trasferire ad un terzo un’invenzione brevettata, questo può avvenire mediante:

  • vendita di un brevetto a terzi (cessione definitiva con pagamento forfettario);
  • concessione in licenza del brevetto a terzi con retribuzione fissa o in percentuale sui guadagni (royalties);
  • joint venture o altre alleanze strategiche con imprese che hanno beni complementari (ne abbiamo parlato qui).

Per registrare un qualsiasi cambiamento nella titolarità dei diritti di proprietà industriale o intellettuale cioè dal soggetto A si passa a B, come conseguenza, ad esempio, di una cessione di un marchio o di un brevetto, è necessario procedere con la trascrizione.

La trascrizione è indispensabile per rendere opponibile a terzi il cambio di titolarità del marchio: nel conflitto di più acquirenti dello stesso diritto di proprietà industriale, è preferito chi ha trascritto per primo il suo titolo di acquisto. L’istanza di trascrizione può essere presentata indistintamente dal cedente o dal cessionario.

E’ importante non confondere la trascrizione con l’annotazione, in quanto quest’ultima si verifica in presenza di semplici variazioni anagrafiche del soggetto che ha depositato il marchio o il brevetto (ne abbiamo parlato qui).  

Vedi anche:

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Licenze e Royalty

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AGGIORNATO IL 15/02/2021

royalty

La tutela brevettuale protegge un’invenzione in quanto soluzione originale di un problema tecnico e tutela i singoli inventori garantendone l’uso esclusivo. E’ bene sapere però che un’azienda, per lanciare sul mercato un’invenzione brevettata, può:

  • commercializzare direttamente l’invenzione brevettata;
  • vendere il brevetto a terzi;
  • concedere in licenza il brevetto ad altri;
  • stabilire una joint venture o altre alleanze strategiche con altre imprese che hanno beni complementari.

La vendita a terzi, vale a dire il trasferimento della titolarità di un brevetto, comporta il trasferimento permanente della titolarità del brevetto ad un’altra persona. Con la vendita, quindi, si ottiene un ricavo sotto forma di pagamento unico e definitivo (pagamento forfettario).

La concessione in licenza di un brevetto a terzi, consente invece di ricevere delle retribuzioni (royalty calcolate a percentuale) a fronte dell’autorizzazione all’utilizzo. Un brevetto viene ceduto in licenza quando il relativo proprietario (il licenziante) concede il permesso ad un altro soggetto (il licenziatario) di utilizzare l’invenzione brevettata per scopi concordati reciprocamente. In questi casi, un contratto di concessione viene generalmente firmato tra le due parti, specificando i termini e l’ambito dell’accordo.

La concessione di una licenza è particolarmente utile se l’azienda che possiede l’invenzione non si trova nella condizione di produrla del tutto o in quantità sufficiente per soddisfare una certa esigenza di mercato o coprire una determinata area geografica.

Le royalty si possono basare sul volume di produzione del prodotto in concessione (royalty per unità di produzione) oppure sulle vendite nette (royalty sulle vendite nette). In molti casi la remunerazione per la concessione di un brevetto è tuttavia una combinazione di pagamento forfettario e royalty.

Ci sono tre tipi di accordi di licenza:

  • licenza esclusiva: un solo concessionario ha il diritto di utilizzare la tecnologia brevettata, la quale non può essere usata dal proprietario del brevetto;
  • licenza unica: un solo concessionario, unitamente al proprietario del brevetto, ha il diritto di utilizzare la tecnologia brevettata;
  • licenza non esclusiva: diversi concessionari, verosimilmente in aree diverse, ed il titolare del brevetto hanno il diritto di utilizzare la tecnologia brevettata.

In un singolo accordo di concessione può essere prevista l’assegnazione di alcuni diritti su base esclusiva ed altri su base unica o non esclusiva. Ciò dipende dal tipo di prodotto brevettato e dalla strategia commerciale della vostra azienda. Ad esempio, se la tecnologia brevettata può diventare uno standard necessario per tutti coloro che fanno parte di un dato mercato al fine di realizzare i propri affari, una licenza non esclusiva largamente concessa sarebbe la più vantaggiosa.

Se, invece, il prodotto necessita di notevoli investimenti per la commercializzazione (ad esempio, un prodotto farmaceutico che richiede investimenti per compiere esperimenti clinici) un potenziale licenziatario verosimilmente non desidererebbe la concorrenza di altri licenziatari e, comprensibilmente, potrà cercare di ottenere una licenza esclusiva.

Fonte: UIBM

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Nov
11
2011

Il Brevetto

Perché brevettare

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AGGIORNATO IL 14/04/2025

brevettareL’idea alla base del brevetto è quella di ricompensare chi investe tempo, soldi ed energie nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni innovative, rendendole poi pubbliche. Il brevetto serve quindi a garantire l’esclusiva di sfruttamento dei risultati dell’investimento effettuato; in altre parole, il brevetto di un’invenzione industriale non è una pubblicazione fine a sé stessa ma piuttosto un punto di partenza verso un percorso concreto che dia, possibilmente, un tangibile riscontro (ad esempio una qualche forma di guadagno).

Perché il brevetto possa fornire un beneficio tangibile, ad esempio un ritorno economico, deve però essere sfruttato efficacemente, immettendo l’invenzione brevettata sul mercato tramite:

  • commercializzazione diretta dell’invenzione brevettata;
  • vendita del brevetto a terzi;
  • concessione della licenza a terzi;

Quale che sia la modalità di sfruttamento, brevettare un’invenzione comporta quasi sempre una serie di conseguenze vantaggiose che possono anche andare oltre il mero ritorno economico. Per un’azienda, ad esempio, l’esclusiva dell’invenzione può costituire il mezzo con cui acquisire una solida posizione sul mercato, oltre che per avere accesso a nuove aree e contribuire a trasmettere un’immagine di alto livello di specializzazione e qualità dell’azienda.

Per un privato, i benefici derivanti dalla protezione brevettuale sono altrettanto interessanti e consistono principalmente nella possibilità di renderlo spendibile sul mercato come fosse un prodotto commercializzabile. Si possono ottenere profitti a seguito della concessione di licenze d’uso o a seguito della vendita del brevetto: nel primo caso si cede l’uso dell’invenzione a terzi in cambio di un compenso pecunario, mentre nel secondo caso avviene il trasferimento della proprietà sull’invenzione traendone un consistente profitto.

Ciò nonostante, a volte vi è la tendenza a parlare del proprio brevetto con reticenza, quasi a volerne nascondere le caratteristiche di base per il timore che qualcuno possa carpirne i contenuti e copiarlo. Ciò è un errore poichè ricordiamo che la peculiarità principale del brevetto consiste nell’impedire ad altri di sfruttare la stessa invenzione, e proprio in virtù di questa protezione dei diritti di chi brevetta diviene inutile, ed anzi controproducente, non presentare od illustrare il proprio brevetto.

In definitiva, il brevetto impedendo a terzi di creare prodotti e usare processi che violino i propri diritti su di esso, conferisce la possibilità di richiedere un risarcimento per eventuali danni subiti in seguito alla violazione. Un brevetto forte, vale a dire ben rivendicato, completo ed esauriente in ogni sua parte, fornisce una pressoché totale garanzia di successo nelle eventuali azioni legali contro coloro che tentano di copiare l’invenzione protetta.

Inoltre è bene sapere che prima di depositare una domanda di brevetto è opportuno essere sicuri che ciò che si è inventato sia effettivamente nuovo oppure essere a conoscenza dell’esistenza di brevetti anteriori che abbiano ad oggetto la medesima invenzione, in modo da regolarsi di conseguenza (ne abbiamo parlato qui).

Vedi anche:

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Opportunità per la vendita di un Brevetto

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Bacheca dei BrevettiAvete brevettato un’invenzione e vorreste venderla o concederla in licenza per trarne possibilmente un profitto; a questo scopo è nata LA BACHECA DEI BREVETTI che ve ne offre gratuitamente la possibilità. Si tratta di uno spazio nel quale esporre il proprio brevetto in maniera totalmente gratuita, presentandolo tramite un riassunto descrittivo, disegni, immagini, foto e persino video.

Esporre in questo spazio, è garanzia di grande visibilità per tutti gli inventori che intendono concedere in licenza o vendere i loro brevetti a investitori e/o aziende. Questi ultimi potranno consultare LA BACHECA DEI BREVETTI in maniera altrettanto gratuita, trovandovi una moltitudine di brevetti in vendita od in concessione; forse molti scopriranno che è più conveniente acquistare un brevetto che sostenere le spese di ricerca e sviluppo!

Dare visibilità al proprio brevetto è fondamentale nella prospettiva di venderlo oppure concederlo in licenza: purtroppo un considerevole numero di brevetti giace spesso dimenticato e senza prospettive. Questo rappresenta un enorme spreco, poiché il vero motore dell’economia è proprio l’innovazione; molte idee, pur brillanti ed innovative, rimangono totalmente inespresse per la difficoltà da parte dell’inventore di trasformare la sua invenzione in un prodotto.

Affinché ciò avvenga, è necessario raggiungere molti potenziali investitori (aziende o privati) e far conoscere loro la propria invenzione; la non-conoscenza comporta l’inevitabile oblio della stessa. Questo è il motivo per cui è stata creata LA BACHECA DEI BREVETTI, ossia consentire ai titolari di domande di brevetto di veicolare efficacemente la propria invenzione, dandole grande visibilità e pubblicità.

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