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Lotta alla contraffazione

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La legge 27 dicembre 2023 n. 206 (legge sul Made in Italy), entrata in vigore l’11 gennaio 2024, si articola in sei titoli e 59 articoli, interviene su diversi settori produttivi con l’obiettivo di promuovere e tutelare il Made in Italy e sostenere lo sviluppo e la modernizzazione dei relativi processi produttivi. In pratica, la legge si pone come obiettivo quello di valorizzare in Italia e all’estero le produzioni dell’eccellenza italiana ed il suo rinomato patrimonio culturale.

Circa la lotta alla contraffazione la legge 206/2023 ha disciplinato le misure relative alla formazione specialistica. In particolare il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, nell’ambito delle materie di competenza, potrà segnalare al Ministro della giustizia, specifiche aree tematiche, inerenti al contrasto, in sede civile e penale, della contraffazione di titoli di proprietà industriale, nelle quali ritiene opportuna una formazione specializzata degli operatori della giustizia.

Quindi il Ministro della Giustizia potrà inserire i temi segnalati dal Ministro del Made in Italy nelle linee guida finalizzate alla predisposizione del programma annuale dell’attività didattica della Scuola Superiore della Magistratura.

Per quanto riguarda l’aspetto amministrativo in virtù di questa maggiore organicità e multidisciplinarità dell’intervento, si aggiunge l’inasprimento delle sanzioni per chiunque importi o acquisti merci contraffatte prevedendo un aumento delle sanzioni minime. Inoltre è prevista un’estensione del reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci, di cui all’art. 517 c.p., anche a chi detiene la merce per la vendita.

E’ stata anche prevista una modifica all’art. 260 c.p.p. in materia di distruzione di cose sequestrate, in particolare ampliando la possibilità di procedere alla distruzione delle merci sequestrate, anche al fine di alleggerire gli oneri di custodia.

Vedi anche:

Per saperne di più è possibile visionare la legge:

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2023/12/27/23G00221/sg

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Fondo indicazioni geografiche e prodotti agroalimentari

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La legge 27 dicembre 2023 n. 206 (legge sul Made in Italy), entrata in vigore l’11 gennaio 2024, si articola in sei titoli e 59 articoli, interviene su diversi settori produttivi con l’obiettivo di promuovere e tutelare il Made in Italy e sostenere lo sviluppo e la modernizzazione dei relativi processi produttivi. In pratica, la legge si pone come obiettivo quello di valorizzare in Italia e all’estero le produzioni dell’eccellenza italiana ed il suo rinomato patrimonio culturale.

Con la legge sul Made in Italy viene istituito il Fondo per la protezione nel mondo delle indicazioni geografiche italiane agricole, alimentari, del vino e delle bevande spiritose (registrate ai sensi dei regolamenti UE n. 1151/2012 n. 1308/2013 e n. 2019/787), e dei prodotti agricoli e alimentari di imprese con sede legale e operativa in Italia.

Il Fondo ha la dotazione di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025. Le attività ammesse al finanziamento a carico del Fondo sono le seguenti:

a) attività di registrazione come indicazioni geografiche in Paesi terzi, compatibilmente con il sistema giuridico vigente nel singolo Paese, oppure quali marchi privatistici, in assenza di legislazione analoga ai fini della tutela. Sono finanziabili sia le nuove registrazioni sia le attività connesse alla rinnovazione periodica della validità delle registrazioni già effettuate e di ogni altra tassa od onere previsti dalle specifiche legislazione dei Paesi terzi;

b) attività connesse alle opposizioni avverso la registrazione, in Paesi terzi, di marchi o di altri titoli di proprietà intellettuale, in contrasto con la protezione prevista da accordi internazionali dei quali l’Italia è membro o dei quali l’Unione europea è parte contraente, richiesta da soggetti diversi dai consorzi di tutela riconosciuti in base alla normativa vigente o dalle autorità italiane;

c) attività connesse alla registrazione di domini internet connessi alle indicazioni geografiche italiane e la riassegnazione di tali nomi a dominio registrati e utilizzati abusivamente.

d) iniziative volte ad aumentare la riconoscibilità delle II.GG. italiane, compresi i nomi di dominio e le piattaforme nella rete internet;

e) attività di comunicazione e promozione delle II.GG. che subiscono gli effetti negativi dei sistemi giuridici di Paesi terzi che limitano la piena protezione legale delle denominazioni italiane nei Paesi terzi interessati;

f) attività dirette verso Paesi terzi per migliorare e favorire la conoscenza delle II.GG. italiane, parte del patrimonio culturale ed enogastronomico nazionale, presso gli importatori, i distributori e i consumatori finali del Paese terzo interessato.

Le risorse del Fondo, nella misura di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025, sono destinate a finanziare le Camere di Commercio italiane all’estero per le attività di supporto alle azioni giudiziarie ed extragiudiziarie intraprese a tutela dei propri prodotti agroalimentari da imprese aventi sede legale e operativa in Italia.

Per saperne di più è possibile visionare la legge al seguente link:

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2023/12/27/23G00221/sg

Vedi anche:

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Marchi e nomi a dominio dei luoghi della cultura

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La legge 27 dicembre 2023 n. 206 (legge sul Made in Italy), entrata in vigore l’11 gennaio 2024, si articola in sei titoli e 59 articoli, interviene su diversi settori produttivi con l’obiettivo di promuovere e tutelare il Made in Italy e sostenere lo sviluppo e la modernizzazione dei relativi processi produttivi. In pratica, la legge si pone come obiettivo quello di valorizzare in Italia e all’estero le produzioni dell’eccellenza italiana ed il suo rinomato patrimonio culturale.

La legge sul Made in Italy prevede un ritorno del Voucher 3i, un significativo intervento economico in favore delle start-up innovative e delle microimprese finalizzato all’acquisto dei servizi di consulenza per esaminare l’innovazione e riconoscerne o meno la brevettabilità sia in Italia che all’estero.

Uno spazio è stato riservato agli istituti e ai luoghi della cultura che hanno la possibilità di registrare il proprio marchio ai sensi dell’articolo 19, comma 3, del codice della proprietà industriale. Questi enti potranno concedere l’uso dei loro marchi a terzi a titolo oneroso. Le entrate della licenza saranno destinati a valorizzare e proteggere il patrimonio culturale nazionale.

Vengono anche introdotte misure per rafforzare la tutela dei domini Internet (nomi a dominio.it) associati agli istituti e ai luoghi della cultura, allo scopo di rafforzare la tutela, prevenire abusi riferiti ai luoghi della cultura e pianificare azioni efficaci per la salvaguardia di tali risorse online.

Per saperne di più è possibile visionare la legge:

www.gazzettaufficiale.it

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Marchi di interesse e valenza nazionale

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La legge n. 206/2023 si occupa di disciplinare la valorizzazione, la promozione e la tutela del made in Italy;  in pratica si pone come obiettivo la valorizzazione e promozione in Italia, ma anche all’estero, delle produzioni dell’eccellenza italiana ed del suo rinomato patrimonio culturale.

E’ previsto inoltre un ritorno del Voucher 3i: un significativo intervento economico in favore delle start-up innovative e delle microimprese finalizzato all’acquisto dei servizi di consulenza al fine di esaminare l’innovazione e riconoscerne o meno la brevettabilità, sia in Italia che all’estero.

Una delle novità della legge riguarda la tutela dei marchi di particolare interesse e valenza nazionale, cioè di quei marchi registrati da almeno 50 anni per i quali si possa dimostrare una continuità d’uso di 50 anni. In caso di cessazione dell’attività, questo evento dovrà essere comunicato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il quale potrà decidere se subentrare o meno gratuitamente ai marchi di particolare interesse e valenza nazionale al fine di garantirne la tutela.

In caso di marchi non utilizzati da almeno 5 anni il Ministero potrà decidere di depositare una domanda di registrazione del marchio a proprio nome e utilizzarlo a favore di imprese che intendano investire in Italia.

Ricordiamo che per i marchi storici è prevista l’iscrizione nel registro speciale dei marchi storici di interesse nazionale che può essere richiesta presentando una domanda in via telematica all’UIBM. Possono entrare a far parte del registro tutte le aziende in attivo che possiedono un marchio registrato da almeno 50 anni e rinnovato con continuità nel tempo. E’ possibile iscrivere anche i marchi non registrati purchè vi sia stato un uso effettivo e continuativo da almeno 50 anni. La durata dell’iscrizione al registro dei marchi storici è illimitata e non è sottoposto a rinnovi. Inoltre l’iscrizione offre l’opportunità di utilizzare il logo “marchio storico” accanto a quello del proprio marchio (ne abbiamo parlato qui).

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