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2023
Registrare un emoji come marchio
E’ possibile?
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La Commissione di ricorso EUIPO di recente si è pronunciata in merito ad una questione che aveva già visto respinta, da parte dell’esaminatore, la possibilità di registrare come marchio un segno raffigurante un emoji, in quanto privo del carattere della distintività.
L’esaminatore aveva ritenuto che un emoji avesse una funzione meramente comunicativa e decorativa, pertanto inidoneo a rimanere impresso nella mente dei consumatori. La domanda in appello veniva poi respinta nuovamente dalla Commissione di ricorso EUIPO, la quale confermava la decisione presa dall’esaminatore, adducendo quale motivazione la mancanza dell’elemento distintivo.
Sappiamo che la distintività di un marchio è un elemento essenziale, dal quale non si può prescindere, in quanto consente al consumatore di ricollegare i prodotti contraddistinti dal marchio all’impresa produttrice.
La capacità distintiva implica che non possono essere registrati come marchio d’impresa i segni privi di tale carattere, cioè:
- le denominazioni generiche di prodotti o servizi di uso comune, in quanto appartengono a tutti: ad esempio non può certo essere richiesto l’uso esclusivo di termini come “bio”, “latte” etc.;
- le indicazioni puramente descrittive, cioè quando il nome del marchio coincide con il prodotto o servizio che deve rappresentare o quando ne racconta solo le caratteristiche (ne abbiamo parlato qui).
Vedi anche:
- che significa il SIMBOLO R
- REGISTRARE UN MARCHIO ONLINE
registra un marchio ONLINE ----------VIDEO---------- Marchi e Loghi









Nel momento in cui si deposita un
Diciamo subito che è possibile registrare come marchio un termine in lingua straniera o dialettale ma è obbligatorio fornire la sua traduzione da presentare al momento del deposito della domanda di registrazione marchio.
Uno slogan pubblicitario (o claim) può essere
In Italia è possibile registrare come marchio anche un singolo numero; si può cioè procedere ad esempio alla registrazione del solo numero “1”. Analogo discorso vale, in Italia, per singole lettere dell’alfabeto. I marchi devono essere costituiti da segni suscettibili di essere rappresentati graficamente, quindi è possibile registrare non soltanto parole e immagini ma anche lettere e cifre. E’ proprio il Codice della Proprietà Industriale che disciplina e ammette tale possibilità.