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I casi che si possono verificare

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AGGIORNATO IL 12/10/2020

Un marchio è scaduto quando non è stato rinnovato alla sua scadenza; in tal caso vediamo come ci si può comportare:

  1. si può utilizzare il marchio scaduto senza registrarlo ex-novo;
  2. si può registrarlo ex-novo.

Nel primo caso, diciamo che il marchio scaduto diventa di “pubblico dominio” e pertanto chiunque può utilizzarlo; questo è però un limite perchè nessuno gode dell’uso esclusivo e pertanto si potrebbe verificare il caso in cui più soggetti utilizzano lo stesso marchio.

Nel secondo caso, diciamo invece che se qualcuno desidera registrarlo nuovamente al fine di averne l’esclusiva è importante sapere che:

  • dalla scadenza di un marchio devono trascorrere obbligatoriamente 2 anni per poter essere nuovamente registrato e riacquistare il requisito della “novità”.

Questo lasso di tempo consente infatti di far “dimenticare” ai consumatori il vecchio marchio e fargli dunque riacquistare la “novità” necessaria in caso di nuova registrazione (ne abbiamo parlato qui).

Difatti uno dei requisiti fondamentali per il deposito di un marchio è la novità: ossia è necessario che il marchio non sia confondibile con un segno distintivo anteriore che risulta identico o simile e già registrato nella medesima classe di prodotti e/o servizi oppure con un marchio dotato di una certa rinomanza, cioè ormai ben noto al pubblico.

La Suprema Corte in una recente sentenza ha precisato un importante aspetto: non vi è malafede in caso di registrazione di un marchio identico a un marchio già registrato in precedenza, non rinnovato, di proprietà altrui, quando il marchio precedente abbia definitivamente cessato di produrre i suoi effetti a causa del mancato uso per un lungo periodo di tempo e che quindi la notorietà non sia ancora presente presso il pubblico.

A questo punto la domanda che può sorgere è: esiste una banca dati dove poter accedere ad un elenco aggiornato di marchi scaduti? La risposta è affermativa, si tratta della banca dati nazionale ufficiale dell’UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) che raccoglie tutte le informazioni relative alle domande depositate e a cui è possibile accedere gratuitamente.

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il GLOBAL DESIGN DATABASE

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AGGIORNATO IL 04/07/2022

database disegniLa WIPO ha messo a disposizione degli utenti un nuovo servizio denominato “Global Design Database” che consiste in una banca dati online che raccoglie tutti i disegni industriali registrati a livello internazionale presso la WIPO (detta anche OMPI in lingua Italiana); la banca dati è totalmente gratuita e si avvale di una piattaforma dotata di un’interfaccia di facile consultazione.

Ricordiamo che la registrazione di un disegno è finalizzata a tutelare l’aspetto estetico ed ornamentale di un prodotto, ossia il suo insieme di linee e forma; possono costituire oggetto di registrazione i disegni che siano nuovi, che abbiano carattere individuale, suscettibili di applicazione industriale e che non siano contrari all’ordine pubblico ed al buon costume.

Circa il requisito della novità, esso consiste nel fatto che nessun design identico deve essere stato mai divulgato o registrato alla data del deposito della domanda di registrazione; per appurare ciò è quindi molto utile la banca dati di cui al presente articolo.

Il requisito della individualità indica invece che quel determinato design deve suscitare nell’utilizzatore informato un’impressione generale differente da quella suscitata da qualsiasi altro design precedentemente divulgato. Si potrà quindi affermare che il design di un prodotto è dotato di carattere individuale, quando in virtù delle differenze rispetto ai design preesistenti, esso sarà in grado di imporsi nella mente dei consumatori influenzandone (talvolta) le scelte di acquisto (ne abbiamo parlato qui).

La registrazione offre al titolare la possibilità di proteggere la sua creazione da eventuali imitazioni e di sfruttare in esclusiva il suo disegno o modello. La registrazione del disegno o del modello ha una durata quinquennale a decorrere dalla data di deposito della domanda. Il titolare del disegno o modello può prorogarne la durata ogni 5 anni fino ad un massimo di 25 anni sempre avendo come riferimento la data di deposito della domanda di registrazione.
Per accedere direttamente alla banca dati cliccare
qui.

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Le banche dati per le ricerche

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AGGIORNATO IL 3/05/2021

ricerca brevettiPer poter brevettare un’invenzione uno dei requisiti che essa deve possedere è quello della novità in senso assoluto, ovvero non dev’essere mai stata realizzata in nessuna parte del mondo. Ciò implica che il brevetto di un’invenzione non del tutto nuova, sarà dunque inefficace oltre che facilmente annullabile e difficilmente concedibile.

Il requisito di novità implica quindi l’opportunità di una ricerca di anteriorità per sondare lo stato della tecnica nota e accertare il carattere di novità della propria invenzione, ma qui sorge il problema principale: non esiste un’unica banca dati che raccoglie tutti i brevetti del mondo. Inoltre, molti Paesi non dispongono affatto di banche dati informatizzate dalle quali attingere le schede complete dei brevetti in esse presenti.

La conseguenza di tutto ciò è che la ricerca di anteriorità di un brevetto, non potrà mai considerarsi del tutto completa ed esaustiva. Ciononostante, è utilissimo consultare le banche dati disponibili al fine di accertarsi che, almeno in queste, non ci sia nulla di analogo a ciò che intendiamo brevettare.

Attenzione quindi, se in una banca dati troviamo un brevetto simile, allora potrebbe venir meno il requisito di novità, se però non troviamo nulla non possiamo considerarci al sicuro, poichè un brevetto analogo potrebbe esistere in una banca dati non informatizzata.

Detto ciò, la ricerca potrà essere svolta in autonomia o avvalendosi di uno studio specializzato nel settore che condurrà la non-facile ricerca. Coloro che volessero effettuare una ricerca in autonomia, potranno interrogare gratuitamente alcune banche dati che forniscono informazioni complete e dettagliate (descrizione, rivendicazioni, disegni) sui brevetti in esse presenti. I principali siti online per la consultazione delle banche dati sono:

  • UIBM – fornisce una banca dati consultabile gratuitamente, in cui è possibile conoscere i titoli dei brevetti depositati in Italia, consentendo di impostare la ricerca secondo diversi parametri;
  • Espacenet – è il database fornito sempre gratuitamente dall’EPO per effettuare la ricerca in ambito internazionale;

A questi principali se ne aggiungono diversi altri tra i quali segnaliamo Google Patents che attinge ad un database di oltre 7 milioni di brevetti.

Ribadiamo che questa ricerca “fai da te” rende una prima idea della convenienza o meno a procedere nella brevettazione della propria invenzione, ma non costituisce senz’altro il punto di arrivo della ricerca, piuttosto un primo step per comprendere se ci si deve fermare subito o proseguire nello studio di fattibilità del brevetto che si intende depositare.

Ricordiamo infine che con il brevetto il titolare acquista il diritto morale ad essere riconosciuto autore dell’invenzione ed il diritto patrimoniale esclusivo di sfruttamento economico dell’invenzione; il primo è intrasmissibile, mentre il diritto patrimoniale si può trasmettere a terzi (ne abbiamo parlato qui).

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Scoprire brevetti anteriori simili al nostro

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AGGIORNATO IL 23/12/2024

Prima di depositare una domanda di brevetto per invenzione, ci si chiede spesso se ciò che si è inventatoricerca_anteriorità_brevetto sia effettivamente nuovo oppure se esistono brevetti anteriori che hanno ad oggetto la medesima invenzione. Cominciamo subito col dire che la ricerca di anteriorità sui brevetti è piuttosto difficile da effettuare per due motivi principali:

  1. le banche dati brevetti, vengono consultate inserendo delle parole chiave che, però, non garantiscono di trovare tutte le invenzioni relative ad un determinato argomento.
    Ad esempio, se si cerca “tostapane”, altri potrebbero averlo brevettato chiamandolo “dispositivo per tostare fette di pane” e quindi con la parola chiave “tostapane” non lo si troverebbe mai; occorre dunque molta perizia e pratica per individuare tutti i brevetti che riguardano un determinato settore;
  2. ogni brevetto nel momento in cui viene depositato, rimane segreto per un periodo di 18 mesi (a richiesta si può però ridurre a 3 mesi); ciò significa che se si consulta una banca dati gratuita (tipo www.espacenet.com) verranno visualizzati solo i brevetti già pubblicati, ossia i brevetti che hanno almeno 18 mesi. La conseguenza è che non si disporrà di una ricerca realmente aggiornata ed indicativa dello stato della tecnica in quel preciso momento.

Un consiglio potrebbe essere quello di depositare comunque il brevetto ed aspettare l’esito della ricerca effettuata dall’ EPO. Ricordiamo, infatti, che dal secondo semestre 2008 ogni domanda di brevetto nazionale viene sottoposta ad un’accuratissima ricerca di anteriorità da parte dell’Ufficio Brevetti Europeo (EPO) il quale entro un tempo di circa 9 mesi, produce un rapporto di ricerca che rappresenta “lo stato dell’arte” in quel determinato ambito.

Una volta ricevuto il rapporto di ricerca dall’ EPO (ed in virtù di quanto in esso riportato) si potrà decidere se continuare oppure modificare una o più parti dell’invenzione o, magari, abbandonare il brevetto perché già noto. A questo punto un brevetto rilasciato con una ricerca di anteriorità effettuata dall’EPO, è un brevetto per il quale è stata riscontrata la novità e l’attività inventiva e, dunque, meritevole di tutela e di investimenti perché si tratta di un brevetto realmente nuovo.

Ricordiamo che non sono considerate brevettabili le semplici intuizioni oppure le semplici idee prive di qualsiasi attuazione concreta. La legge infatti chiarisce che un’invenzione, per essere considerata tale, deve essere dotata di novità, attività inventiva ed industrialità (ne abbiamo parlato qui).

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