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In questa sezione potrai trovare una risposta a qualunque tuo dubbio o quesito riguardante brevetti, marchi, disegni, modelli, diritto d’autore, aspetti legali e molto altro. La consultazione della nostra vastissima banca dati di articoli è totalmente GRATUITA.

Per iniziare digita l'argomento di cui vuoi informazioni:

La sua forza
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Sappiamo che un marchio per poter essere registrato deve essere dotato di novità, liceità e, soprattutto, capacità distintiva. La distintività di un marchio è un elemento essenziale, dal quale non si può prescindere, in quanto consente al consumatore di ricollegare i prodotti contraddistinti dal marchio all’impresa produttrice.

Quando la novità viene esclusa

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La novità sappiamo essere uno dei requisiti fondamentali di un marchio insieme alla capacità distintiva e liceità. Pertanto è importante, prima di procedere con la registrazione di un marchio, che lo stesso possegga tutti e tre questi requisiti. Circa la novità è importante che il marchio sia nuovo cioè non devono esistere marchi identici o simili già registrati nella medesima classe di prodotti e/o servizi o marchi identici o simili a marchi dotati di una certa rinomanza, ossia marchi conosciuti dalla stragrande maggioranza dei consumatori.

Come scegliere la classe giusta
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Prima di procedere con la registrazione di un marchio , sia a livello nazionale (UIBM) che comunitario (EUIPO) ed internazionale (WIPO), è obbligatorio individuare la giusta classe di appartenenza per le categorie di prodotti e/o servizi che si desidera trattare in base alla Classificazione Internazionale dei prodotti e servizi, comunemente nota come Classificazione di Nizza.

L’importanza della sorveglianza
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Un consumatore ripone fiducia in un prodotto a marchio noto e quando lo riconosce è portato ad acquistarlo senza indugio perchè sicuro delle sue indiscusse qualità. La contraffazione, consiste proprio nella riproduzione abusiva di un marchio registrato in modo da confondere il consumatore circa la provenienza del prodotto.

E’ possibile registrarlo?
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Il legislatore ha stabilito che i segni contrari alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume, non possono essere registrati come marchio d’impresa e sono pertanto nulli. In questa sede cerchiamo di comprendere quando la libertà di espressione può essere limitata a vantaggio dell’interesse superiore della collettività.

Vediamo se è possibile
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Riprodurre un marchio famoso con citazione ironica, a scopo umoristico a mo’ di parodia può essere un atto lecito ma con dei ben precisi limiti. Facciamo un esempio: supponiamo di voler riprodurre in modo scherzoso il marchio “Armani” e pensiamo di volerne fare il verso utilizzando la dicitura “Armadi”, è possibile?

Vediamo come
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Se si possiede un marchio noto si ha diritto ad alcune importanti extra-tutele (ad esempio la copertura in tutte le classi), ma com’è facile immaginare è necessario fornire prova di notorietà. 
Per dimostrarla l’EUIPO fornisce alcune direttive (art. 8 dell’RMUE) in grado di spiegare quali documenti risultano idonei ai fini di una prova valida. Vediamoli nel dettaglio.

Il cybersquatting e il typosquatting
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Il fenomeno del “cybersquatting” consiste nella registrazione in malafede di un nome a dominio uguale ad un marchio esistente, già registrato, senza il consenso del titolare di quest’ultimo.

Cosa accade con il “non uso” del marchio
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Supponiamo di registrare un marchio senza però usarlo subito bensì in un futuro: possiamo usarlo quando vogliamo senza problemi? 

Le conseguenze del lockdown
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– Cosa succede se il titolare di un marchio non lo utilizza?
– Il lockdown derivante dalla diffusione del coronavirus che conseguenze ha provocato?
– Quali sono le ripercussioni sulla validità del marchio?
In generale è bene sapere che se il titolare di un marchio registrato in una determinata classe, non lo utilizza per 5 anni di seguito sui prodotti/servizi previsti per quella classe, potrebbe incorrere nella pena della decadenza per non uso del marchio.

quando si verifica e cosa può accadere
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Cominciamo col supporre che l’agente commerciale italiano di un’azienda estera voglia registrare in Italia il marchio dell’azienda trattata (conosciuto all’estero ma sconosciuto nel nostro Paese);

c’è qualcosa da sapere
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Un marchio dura 10 anni dalla data di deposito e se non viene rinnovato alla sua scadenza si estingue e diventa di pubblico dominio, cioè chiunque può utilizzarlo liberamente; se però qualcuno volesse registrarlo nuovamente al fine di averne l’esclusiva, occorre che sia soddisfatta una condizione. Vediamola.

Ci si chiede se sia possibile
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Supponiamo di depositare oggi un marchio, ad esempio verbale, e successivamente di volerlo rendere più interessante aggiungendo ad esso un logo; oppure desideriamo aggiungere delle ulteriori classi perchè, sempre ad esempio, si è deciso di utilizzare quel marchio anche per dei prodotti la cui tipologia non era stata considerata al momento del deposito iniziale del marchio.

il riepilogo delle differenze
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Abbiamo già introdotto l’argomento simboli in un precedente articolo, ora riteniamo utile citarne altri ed evidenziarne le differenze per non incorrere nell’errore di adoperarli in maniera scorretta andando incontro anche a possibili sanzioni; ripetiamo quindi il significato della ® e di TM ed introduciamo la © e la D cerchiata.

Lug 12 2013

Marchio geografico

registrare il marchio di un luogo geografico
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Non si può registrare come marchio il semplice nome di un luogo geografico; lo spunto è la dichiarazione rilasciata dall’assessore alle Attività produttive della Regione Campania Fulvio Martusciello, a cui è seguita una delibera della Giunta che si è espressa positivamente circa la registrazione del marchio “Campania”. L’iniziativa si pone come obiettivo quello di promuovere e potenziare le produzioni locali campane nel mondo, al fine di tutelarne la provenienza e la qualità per combattere la contraffazione.

Feb 1 2013

Marchio nullo

attenzione alla scelta del marchio: può venire annullato
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Prendiamo spunto da una recente sentenza che ha annullato un marchio perchè poco originale e semplicemente descrittivo. La sentenza è recente (gennaio 2013) ed è stata emessa dal Tribunale dell’Unione Europea; essa ha riguardato il marchio “ecodoor” che, come è facile intuire, si riferisce ad una porta con caratteristiche ecologiche.

Inasprimento delle pene nella protezione dei titoli di Proprietà Industriale
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La Legge 23 luglio 2009, n. 99, anche conosciuta come Legge Sviluppo, ha previsto una serie di interventi che comprendono, fra l’altro, alcune disposizioni in materia di repressione degli atti di contraffazione. In particolare, sono state incrementate le pene previste dall’art. 473 c.p. per le ipotesi di contraffazione, alterazione o uso di marchi e altri segni distintivi (reclusione da sei mesi a tre anni e multa da 2.500 euro a 25.000 euro) nonché contraffazione, alterazione o uso di brevetti, design e modelli di utilità (reclusione da uno a quattro anni e multa da euro 3.500 a 35.000).

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