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le registrazioni aumentano è la Cina è la N° 1 al mondo

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classifica brevetti 2013Nella classifica dei brevetti e marchi registrati nel mondo, si rileva un aumento delle domande di registrazione globali, con la Cina che ha raggiunto il primo posto. I dati sono stati forniti dalla WIPO (qui tutti i dati) e mostrano il sorpasso della Cina ai danni degli USA (da sempre numeri 1 al mondo), sia per numero di brevetti che marchi.

Investire in brevetti implica ricerca, innovazione, crescita, immagine forte, tutti ingredienti che fanno crescere un’economia e donano alle aziende detentrici di brevetti, quell’identità di “moderna e tecnologica” che, in particolare, nessuna azienda cinese ha mai avuto.

Investire in marchi significa invece donare un’identità commerciale ai propri prodotti/servizi, che quindi verranno riconosciuti e distinti dal consumatore. Le aziende cinesi, in particolare, non possono vantare marchi particolarmente noti, quindi hanno pensato due cose:

  1. registrare in Cina tutti quei marchi (anche europei) che non lo erano (appropriandosi quindi della relativa immagine e identità);
  2. registrare massicciamente i marchi dei loro prodotti/servizi, i quali potrebbero, in un futuro, diventare noti e fidelizzare il cliente.

Questo è un insegnamento per tutti:

(altro…)

Vi insegnamo a riconoscere le richieste ingannevoli

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AGGIORNATO IL 03/02/2025

richiesta denaroAvete depositato una domanda di marchio ed avete regolarmente pagato il dovuto, però dopo qualche mese dal deposito ricevete una lettera in cui vi viene richiesto un ulteriore (ingente) esborso di denaro; ebbene, leggete attentamente il contenuto della lettera perché nella maggior parte dei casi si tratta di richieste di denaro che non hanno niente a che fare con la registrazione del vostro marchio.

Il fenomeno sta assumendo dimensioni importanti ed è quindi praticamente sicuro che chiunque abbia depositato una domanda di marchio, si vedrà recapitare una lettera del genere. In passato abbiamo già allertato su questa eventualità (leggi articolo) ma riteniamo sia nuovamente il caso di parlarne, mostrando un esempio pratico di lettera di richiesta. Ecco una delle tante lettere che potreste ricevere:

cerchiamo ora di evidenziare i punti a cui prestare attenzione che, come abbiamo potuto verificare, sono comuni a quasi tutte le lettere di questo tipo. Cominciamo ad evidenziare che l’intestazione è ambigua in quanto riguarda una sorta di “registro” di marchi che sembrerebbe essere un registro ufficiale in cui pubblicare obbligatoriamente il proprio marchio.

In realtà si tratta di una banca dati privata in cui NON è obbligatorio pubblicare il proprio marchio; la somma che vi viene richiesta si riferisce infatti alla pubblicazione del vostro marchio in questa banca dati di cui nessuno conosce le finalità o il motivo per cui esiste.

Proseguendo, vengono indicati i dati del titolare del marchio e la riproduzione dello stesso:

la presenza di dati personali farebbe pensare ad una comunicazione ufficiale, ma in realtà i vostri dati provengono da semplici database gratuiti, visibili da chiunque direttamente online (come ad esempio la banca dati dell’UIBM).

Girando il foglio, ci si ritrova l’elenco degli articoli che illustrano il servizio e ne regolamentano la fruizione. Leggendo in dettaglio gli articoli 1 e 2, si comprende chiaramente a che titolo vi si sta chiedendo la somma di denaro in oggetto; ribadiamo quindi che tale somma non ha nulla a che vedere con la registrazione di un marchio e non è assolutamente obbligatoria.

Aggiungiamo poi che le lettere in questione sono a volte redatte in lingua straniera, il che rende ancora più difficile la comprensione del VERO motivo per il quale vi viene richiesta una grossa somma di denaro. Ricordiamo infine che gli unici Organismi ufficiali dai quali possono potenzialmente arrivare delle richieste di denaro sono:

  1. In Italia, l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), con sede a Roma.
  2. Nella Unione europea, l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO), con sede ad Alicante (Spagna).
  3. Per i marchi internazionali, l’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (OMPI o WIPO), con sede a Ginevra (Svizzera).
  4. Per i Paesi esteri, i rispettivi uffici marchi (Link interno alla pagina Web del sito Internet della WIPO)

Inoltre vi invitiamo a consultare la pagina ufficiale dell’UIBM, il quale allerta gli utenti proprio in merito alla richiesta fraudolenta di pagamento ed all’emissione di falsi attestai di registrazione marchio. Per saperne di più cliccare qui.

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A Superquark Piero Angela affronta il tema

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AGGIORNATO IL 21/07/2025

Il video che proponiamo è estratto dalla trasmissione Superquark dell’1/9/11 e riporta un servizio in cui Piero Angela affronta l’argomento con la sua proverbiale chiarezza e semplicità. In studio anche il Prof. Carlo Someda, già docente a Padova di campi elettromagnetici nonché inventore con importanti brevetti nel campo delle fibre ottiche.

Il video illustra sinteticamente la teoria e le procedure per l’ottenimento di un brevetto soffermandosi poi, nella seconda parte del servizio, su alcuni indicatori che denotano la maggiore o minore propensione di un Paese all’innovazione. Si scopre così che in Italia sono state depositate ne 2010 circa 7.500 domande di brevetto di cui circa 1.800 sono state estese a livello internazionale.

A titolo di confronto, si scopre che una nazione come  la Germania ne estende a livello internazionale oltre 8.000, per arrivare alle oltre 100.000 degli USA. Tenendo conto che i brevetti internazionali sono quelli (per vari motivi) più “importanti”, allora si capisce quali siano i Paesi che supportano maggiormente la ricerca e l’innovazione.

Interessante anche scoprire che mentre la maggior parte dei Paesi industrializzati, abbia incrementato negli ultimi 10 anni il numero di domande di brevetto internazionale, l’Italia è rimasta invece praticamente stabile. Tra i Paesi che hanno registrato incrementi maggiori ci sono quelli orientali, segno inequivocabile di una politica di crescita che, tra le altre cose, incentiva la creatività.

Per saperne di più sui brevetti, quali beni immateriali cliccare qui.

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Richieste di denaro ingannevoli

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AGGIORNATO IL 16/01/2023

richieste denaro ingannevoli“Ho ricevuto una richiesta di pagamento per il mio marchio (o brevetto), devo pagare?”. Riproponiamo questo argomento perchè questa domanda continua ad esserci posta frequentemente e nasconde quasi sempre una truffa. Esistono infatti delle società che nascono utilizzando ragioni-sociali volutamente ambigue (ossia confondibili con i nomi ufficiali degli Uffici Centrali effettivamente preposti), poi attingono i nominativi ed i riferimenti dei titolari di marchi e brevetti dalle banche dati pubbliche, ed infine inviano comunicazioni nelle quali vengono richieste delle somme di denaro per l’apparente registrazione del brevetto o del marchio.

In realtà, a ben guardare,  queste società propongono quasi sempre di pubblicare il marchio in una propria banca dati, giustificando così la richiesta di denaro. Il trucco è quello di far sembrare la comunicazione “vera” ed effettivamente proveniente da un organo ufficiale; nella moltitudine di comunicazioni inviate, qualcuno casca sempre nella rete dei truffatori. Questi ultimi giocano sempre su questi elementi:

  • un nome ambiguo e confondibile con quello di Organismi ufficiali
  • riferimenti precisi al marchio o brevetto (reperibili su banche dati gratuite)
  • riferimenti precisi al titolare (reperibili anche questi su banche dati gratuite)
  • una lingua spesso diversa dalla propria così da rendere più difficile la comprensione della comunicazione

L’ignaro destinatario della comunicazione, si limita spesso a verificare soltanto la rispondenza dei dati citati, dopodiché essendo consapevole di aver presentato una domanda di registrazione di un marchio o brevetto, paga.

Questo genere di comunicazioni arrivano per lo più a persone che hanno effettuato il deposito della privativa in autonomia, poiché chi si è affidato ad uno Studio professionale è sufficiente che li contatti per essere immediatamente tranquillizzato e allertato sul pagamento non dovuto. Uno Studio provvede inoltre a fornire da subito l’esatto ammontare delle spese necessarie (tasse e compensi), scongiurando quindi il rischio di truffe.

Per chi ha provveduto autonomamente al deposito della privativa e dovesse ricevere una comunicazione dubbia, i suggerimenti sono:

  • rivolgersi ad uno Studio specializzato e sottoporre la comunicazione;
  • guardare il nome della società che richiede il pagamento e ricordare che gli unici Organismi ufficiali dai quali possono potenzialmente arrivare delle richieste di denaro sono:
  1. In Italia, l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), con sede a Roma.
  2. Nella Unione europea, l’Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno (EUIPO), con sede ad Alicante (Spagna).
  3. Per i marchi internazionali, l’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (OMPI o WIPO), con sede a Ginevra (Svizzera).
  4. Per i Paesi esteri, i rispettivi uffici marchi (Link interno alla pagina Web del sito Internet della WIPO).

Vedi anche:

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La registrazione di un Brevetto per Modello di Utilità

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brevetto modello di utilitàAl modello di utilità si ricorre per proteggere quegli oggetti (non i procedimenti) che rappresentano una modifica di oggetti esistenti, ovvero che comportano una maggiore utilità o facilità d’uso dell’oggetto stesso. Il modello di utilità dura 10 anni (contrariamente all’invenzione industriale che ne dura 20), e non è rinnovabile.

Per depositare una domanda per modello di utilità, la procedura è assolutamente analoga a quella prevista per le invenzioni industriali, l’unica differenza è che occorrerà compilare il Modulo U e non il Modulo A, oltre al fatto che non occorre presentare la traduzione in inglese delle rivendicazioni. Riepilogando, bisognerà fornire:

» N° 1 (originale) + 3 copie del modulo domanda (Modulistica), cui vanno allegati:
» un riassunto senza disegni (n° 1 copia);
» la descrizione vera e propria (n° 1 copia);
» le rivendicazioni (n° 1 copia);
» Disegno/i dell’invenzione (n° 1 copia);
» Ricevuta del pagamento dei diritti all’Agenzia delle Entrate – Centro Operativo di Pescara, da effettuarsi tramite F24, per gli importi indicati (elenco tasse);
» Ricevuta del pagamento dei diritti di segreteria alla CCIAA presso cui si effettua il deposito;
» Designazione dell’inventore; (eventuale)
» Documento di priorità; (eventuale)

Una volta depositata la domanda di brevetto per modello di utilità, quest’ultimo va poi mantenuto in vita pagando i relativi diritti, che in Italia sono da corrispondere in un’unica soluzione relativa al secondo quinquennio.

Ing. N. Marzulli

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Il Brevetto nazionale per invenzione industriale

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AGGIORNATO IL 29/12/2025

registrazione_brevetto_nazionalePer procedere al deposito di una domanda di brevetto per invenzione industriale, non è necessario realizzare un prototipo ma è sufficiente redigere la descrizione del trovato, le rivendicazioni ed i disegni. La domanda può essere presentata presso una qualsiasi Camera di Commercio oppure inviata direttamente all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, Via Delle Quattro Fontane, 22 – 00184 Roma, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno.

La registrazione del brevetto da parte dell’UIBM avviene, di norma, dopo qualche anno; tuttavia i suoi effetti retroagiscono alla data di deposito della domanda. L’invenzione è comunque difendibile sin dal momento del deposito della domanda, anche se non è ancora tecnicamente brevettata; questo significa che si può comunque agire contro un contraffattore sulla base della sola domanda di brevetto. Vediamo come procedere…

Procedura di registrazione per brevetti nazionali

I documenti da produrre sono i seguenti:

  1. N° 1 (originale) + 3 copie del modulo domanda (Modulistica).
    Il Modulo A deve essere accompagnato dai seguenti allegati:
  2. » un riassunto senza disegni (n° 1 copia);
    » la descrizione vera e propria (n° 1 copia);
    » le rivendicazioni (n° 1 copia);
    » Disegno/i dell’invenzione (n° 1 copia);
    » Versione in lingua inglese delle rivendicazioni (opzionale) (n° 1 copia); se non allegata si devono corrispondere i diritti (elenco tasse);
    » Versione in lingua inglese del riassunto e della descrizione (opzionali) (n° 1 copia);
    » Ricevuta del pagamento dei diritti all’Agenzia delle Entrate – Centro Operativo di Pescara, da effettuarsi tramite F24, per gli importi previsti (elenco tasse);;
    » Ricevuta del pagamento dei diritti di segreteria alla CCIAA presso cui si effettua il deposito;
    » Designazione dell’inventore; (eventuale)
    » Documento di priorità; (eventuale)

Si ricorda che affinché un brevetto sia realmente efficace e quindi facilmente difendibile nonché concedibile in licenza, è di fondamentale importanza l’individuazione, in fase di redazione del brevetto, degli aspetti da rivendicare: ciò significa che non è sufficiente descrivere dettagliatamente l’oggetto da un punto di vista tecnico, bensì occorre anche individuare e descrivere efficacemente le parti da rivendicare. Un brevetto ben descritto ma mal rivendicato, può risultare piuttosto debole in caso di plagio, e quindi difficilmente difendibile. Inoltre la valorizzazione del brevetto in un’eventuale concessione di licenza, può risentire negativamente della debolezza formale.

Una volta depositata la domanda di brevetto, quest’ultimo va poi mantenuto in vita pagando le tasse annuali, che in Italia sono dovute dal quinto anno dalla data di deposito in poi, con scadenze precise (entro l’ultimo giorno del mese anniversario del deposito) per evitare la scadenza.

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brevetto modello industrialeL’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) è un Ufficio del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) che gestisce il sistema normativo e amministrativo inerente la materia della Proprietà Industriale.

A livello nazionale esso svolge le seguenti attività:

  • ricezione delle domande di concessione dei vari titoli di proprietà industriale e della relativa documentazione;
  • controllo della regolarità formale ed esame tecnico;
  • istruttoria, concessione o rigetto delle domande ricevute;
  • esame ed effettuazione di trascrizioni e annotazioni nonchè rilascio di certificazioni e copie;
  • servizio d’informazione al pubblico.

L’UIBM ha sede a Roma e si occupa in sostanza di raccogliere tutte le domande di marchi e brevetti. Procede poi con l’esame formale delle stesse e, in caso di regolarità a seguito dell’istruttoria, provvede ad archiviarle in un’apposita banca dati.

Ai fini della consultazione dei dati dell’ UIBM è possibile recarsi personalmente c/o la Sala Pubblico dell’UIBM oppure, mediante accesso diretto alla piattaforma on line della Banca Dati UIBM dove poter procedere con una ricerca ad esempio per numero o data di deposito della domanda di marchio o brevetto.

Invece per le attività a livello internazionale l’UIBM si occupa della:

  • ricezione e controllo delle domande internazionali di brevetto PCT, delle domande di brevetto europeo, delle domande per la registrazione di marchi comunitari e internazionali;
  • validazione dei brevetti rilasciati dall’Ufficio dei brevetti designanti l’Italia;
  • partecipazione ad organismi internazionali.

 

AGGIORNATO IL 06/07/2020

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