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Vediamo cosa dice la legge

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Un segno privo di carattere distintivo, costituito unicamente da indicazioni descrittive, come i riferimenti geografici, non può essere registrato come marchio a pena di nullità. La legge quindi proibisce la registrazione del semplice nome di un luogo geografico e lo disciplina agli articoli 13 e 25 del Codice della Proprietà Industriale, in cui regolamenta la distintività e la nullità di un marchio costituito unicamente da indicazioni descrittive come i riferimenti geografici.

Se si desidera promuovere delle produzioni locali, esistono altri strumenti per caratterizzare la provenienza geografica di un prodotto, al fine di regolamentare le indicazioni di provenienza geografica e non creare confusione relativamente all’origine di un prodotto. Le indicazioni geografiche, infatti, sono piuttosto efficaci e dirottano il consumatore influenzandone le scelte, ed è quindi opportuno che siano regolamentate.

Come si potrebbe ovviare a questo se si desidera registrare comunque un marchio? Creando un logo di fantasia senza alcuna indicazione nominativa geografica. Un segno grafico dotato di novità può essere esclusivo e avere un titolare. Un marchio frutto di creatività può raggiungere comunque lo scopo di fidelizzare il cliente suscitando interesse, curiosità ed essere ricordato nel tempo diventando magari anche noto

Per i marchi europei il discorso è un po’ diverso. E’ bene sapere che una sentenza del Tribunale dell’Unione Europea invece ha consentito la registrazione come marchio europeo di una denominazione geografica nell’UE solo nel caso in cui tale denominazione non sia nota presso il pubblico interessato o, quantomeno, sia sconosciuta come designazione di un luogo geografico. (ne abbiamo parlato qui).

Vedi anche:

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Come e perchè registrare

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Perchè è importante registrare?

  • per avere un uso esclusivo del marchio ed impedirne a terzi l’utilizzo;
  • per poter avviare un procedimento di opposizione in caso di utilizzo illecito da parte di terzi;
  • per guadagnare dall’eventuale concessione in licenza del marchio;
  • per possedere un “bene immateriale” che può potenzialmente raggiungere valori elevatissimi.

Infatti il titolare di un marchio registrato può impedire ad altri di usare un segno uguale o simile al suo nella medesima classe di appartenenza. Il titolare di un marchio di fatto  invece non potrà impedire ad altri nulla: solo nell’ipotesi di notorietà locale (da dimostrare), in caso ad esempio di opposizione da parte di un marchio registrato uguale o anche simile al suo, potrà continuare ad operare ma dovrà necessariamente rimanere circoscritto nella sua piccola porzione di territorio in cui è noto, senza ledere l’altrui interesse.

Si tenga infine conto che un marchio registrato dura 10 anni rinnovabili un numero indefinito di volte, mentre un marchio di fatto decade nel momento in cui non lo si utilizza più.

Un nome per poter essere efficace e diventare un buon brand deve essere convincente, originale e toccare la sfera emotiva del consumatore di riferimento.

Altrettanto importante è la sua parte grafica (il logo) che deve rappresentare esattamente ciò che si vuole trasmettere, avere un significato intrinseco al fine di garantire il giusto impatto verso l’utente finale.

Prima di registrare, oltre ai requisiti propri dei marchi è importante sapere che non è possibile usare:

  1. termini solo descrittivi (cioè che coincidono con il prodotto o servizio che rappresenta ad es. bella casa);
  2. termini generici e di uso comune (che appartengono a tutti ad esempio extra, super, mega etc.).

Vedi anche:

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