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Come proteggersi

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Può succedere, dopo aver ad esempio depositato un marchio (il più delle volte se lo si deposita in autonomia), di ricevere da fantomatiche imprese fatture false che chiedono il pagamento per servizi relativi non solo a marchi ma anche a disegni o modelli, quali la pubblicazione, la registrazione o l’inserimento in elenchi commerciali.

Esistono infatti delle società che nascono proprio utilizzando ragioni-sociali volutamente ambigue (ossia confondibili con i nomi ufficiali degli Uffici Centrali effettivamente preposti), poi attingono i nominativi ed i riferimenti dei titolari di marchi e brevetti dalle banche dati pubbliche, ed infine inviano comunicazioni ai malcapitati nelle quali vengono richieste delle somme di denaro per l’apparente registrazione del brevetto o del marchio.

Il trucco è quello di far sembrare la comunicazione “vera” ed effettivamente proveniente da un organo ufficiale; nella moltitudine di comunicazioni inviate, qualcuno casca sempre nella rete dei truffatori. Questi ultimi giocano sempre su questi elementi:

  • un nome ambiguo e confondibile con quello di Organismi ufficiali
  • riferimenti precisi al marchio o brevetto (reperibili su banche dati gratuite)
  • riferimenti precisi al titolare (reperibili anche questi su banche dati gratuite)
  • una lingua spesso diversa dalla propria così da rendere più difficile la comprensione della comunicazione

E’ importante sapere che non si deve pagare nulla e/o, nel dubbio, contattare uno studio specializzato in proprietà intellettuale ed industriale (ne abbiamo parlato qui).

Per saperne di più nel sito dell’EUIPO  è pubblicato un elenco delle imprese o dei registri che gli utenti hanno segnalato come mittenti di fatture ingannevoli: i servizi cui queste lettere fanno riferimento non sono correlati ad alcun servizio di registrazione ufficiale di marchi, disegni o modelli effettuata da organismi pubblici interni all’Unione europea, come l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO).

(fonte:EUIPO)

Vedi anche:

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AGGIORNATO IL 21/03/2022

Le fatture ingannevoli per la presunta registrazione di un marchio, disegno o brevetto sono in forte aumento; la probabilità di ricevere una fattura con la richiesta di denaro è ormai una quasi-certezza. Torniamo pertanto per l’ennesima volta sull’argomento (ne abbiamo già parlato qui, qui e qui) con la speranza che il fenomeno regredisca grazie alla conoscenza della sua natura di “truffa”. 

Per fortuna anche l’Antitrust è intervenuta a supporto con un Vademecum anti-inganni contro le indebite richieste di pagamento alle aziende, affinchè esse siano adeguatamente informate e dunque in grado di proteggersi da raggiri commerciali posti in essere ai loro danni.

Esistono delle società che nascono utilizzando ragioni-sociali volutamente ambigue (ossia confondibili con i nomi ufficiali degli Organi effettivamente preposti), poi attingono i nominativi ed i riferimenti dei titolari di marchi e brevetti dalle banche dati pubbliche, ed infine inviano comunicazioni a tappeto nelle quali vengono richieste delle somme di denaro per l’apparente registrazione del brevetto o del marchio.

In realtà, a ben guardare, queste società propongono quasi sempre di pubblicare il marchio in una propria banca dati, giustificando così la richiesta di denaro. Il trucco è quello di far sembrare la comunicazione “vera” ed effettivamente proveniente da un organo ufficiale; nella moltitudine di comunicazioni inviate, qualcuno casca sempre nella rete dei truffatori. Questi ultimi giocano sempre su questi elementi:

  • un nome ambiguo e confondibile con quello di Organismi ufficiali
  • riferimenti precisi al marchio o brevetto (reperibili su banche dati gratuite)
  • riferimenti precisi al titolare (reperibili anche questi su banche dati gratuite)
  • una lingua spesso diversa dalla propria così da rendere più difficile la comprensione della comunicazione

L’ignaro destinatario della comunicazione, si limita spesso a verificare soltanto la rispondenza dei dati citati, dopodiché essendo consapevole di aver presentato una domanda di registrazione di un marchio o brevetto, paga. Per chi dovesse ricevere una comunicazione dubbia, i suggerimenti sono:

  • rivolgersi ad uno Studio specializzato e sottoporre la comunicazione;
  • guardare il nome della società che richiede il pagamento e ricordare che gli unici Organismi ufficiali dai quali possono potenzialmente arrivare delle comunicazioni sono:
  1. In Italia,l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), con sede a Roma.
  2. Nell’Unione Europea, l’Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno (UAMI o OAMI), con sede ad Alicante (Spagna).
  3. Per i marchi internazionali, l’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (OMPI o WIPO), con sede a Ginevra (Svizzera).
  4. Per i Paesi esteri, i rispettivi uffici marchi.

Vedi anche:

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