Tutela del Know-how
Brevetto o segreto aziendale?
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AGGIORNATO IL 5/12/2022
Esistono informazioni di natura tecnica, commerciale, organizzativa e procedurale che rappresentano un valore economico per un’impresa: si tratta del Know-how, la cui importanza deriva dal fatto che tali informazioni sono di solito segrete e non accessibili se non da parte di una ristretta cerchia di persone direttamente coinvolte.
La tutela del Know-how può avvenire mediante:
- il ricorso a talune leggi;
- idonee pattuizioni contrattuali con i dipendenti;
- il segreto aziendale.
Il brevetto non è quindi utilizzabile per tutelare il Know-how; ad esempio, i piani di marketing o commerciali, un procedimento scientifico, l’idea per sviluppare un nuovo prodotto, e così via, non sono brevettabili in quanto non è tutelabile la sola idea fino al momento in cui non venga materializzata in una forma concreta.
Il ricorso al segreto aziendale è lo strumento principale e più efficace per proteggere le informazioni per un tempo potenzialmente illimitato. Il rischio, però, consiste nel fatto che le proprie informazioni possano essere oggetto di spionaggio industriale da parte dei concorrenti o di dipendenti sleali: può accadere, infatti, che si abbia concorrenza sleale sia da parte di un’impresa concorrente, che operi in maniera scorretta per ottenere informazioni segrete utilizzandole a proprio vantaggio, sia da parte di dipendenti o ex-dipendenti.
Nel primo caso, idonee pattuizioni contrattuali con i dipendenti possono obbligare costoro alla fedeltà nei confronti del datore di lavoro, vietandogli nel contempo di divulgare o utilizzare notizie e metodi attinenti all’organizzazione e alle attività aziendali; nel secondo caso, invece, cessa l’obbligo in capo al lavoratore di non utilizzare tali informazioni, ad eccezione dei segreti veri e propri la cui divulgazione rimane illecita (ne abbiamo parlato qui).
Per ciò che concerne le leggi esistenti in materia, la tutela dei segreti d’impresa è stata inizialmente garantita attraverso alcuni articoli del codice penale e civile (art. 622 e 623 c.p. e art. 2598 c.c.), riguardanti la rivelazione del segreto professionale e scientifico e la repressione della concorrenza sleale. Successivamente è stata introdotta all’interno della Legge Brevetti (art. 6 bis), e poi del Codice dei diritti di Proprietà Industriale (art. 98), una norma che tutela in modo specifico le informazioni aziendali segrete.
Il Know-how, infine, può anche essere oggetto di concessione a terzi mediante due tipi di contratto:
- il contratto di cessione, che consiste in una compravendita del know-how dotata di clausole particolari, a seconda della natura dell’oggetto del contratto, in base al quale il titolare trasferisce a titolo definitivo e sotto corrispettivo il proprio diritto sul know-how specifico a favore del cessionario;
- il contratto di licenza, che consiste nel trasferimento del diritto di utilizzo del know-how per un dato periodo di tempo, obbligando il licenziante a comunicare le informazioni necessarie e a fornire assistenza e consulenza al personale del ricevente, mentre il licenziatario è obbligato a versare un corrispettivo e a non divulgare le informazioni segrete ricevute.
I contratti di licenza di know-how, come quelli di brevetto, sono regolamentati dalla normativa antitrust, che difende la libera concorrenza nei mercati contro accordi monopolistici, sia a livello comunitario che nazionale.
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