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E’ possibile senza il consenso del titolare?

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Sarà capitato a tutti di notare in un film o in uno spot, durante alcune riprese, la presenza di prodotti di marchi noti e di domandarsi se ciò sia possibile e permesso anche senza il consenso del titolare. Come regola generale l’uso di un marchio identico altrui registrato senza il consenso del suo titolare per prodotti identici o affini è vietato perchè tale uso potrebbe generare confusione nel consumatore circa l’origine del prodotto/servizio.

Il titolare di un marchio registrato ha il diritto di vietare ai terzi, salvo se lo autorizzi, l’utilizzo di:

  • un segno identico al proprio marchio per prodotti o servizi identici o simili a quelli per cui esso è stato registrato;
  • un segno simile al proprio marchio, per prodotti o servizi identici o simili, perchè a causa dell’identità o somiglianza può generare confusione per il pubblico.

Quando invece si è di fronte ad un marchio famoso è bene sottolineare che quest’ultimo gode di una tutela ultramerceologica (cioè si può considerare tutelato in tutte le classi), questo serve ad impedire che terzi traggano vantaggio dalla notorietà di quel marchio e che si generi confusione nel consumatore che, di fronte ad un marchio uguale ad uno noto (o che ne contiene una parte) lo collegherà immediatamente al prodotto o al servizio famoso ed alla sua qualità (ne abbiamo parlato qui).  

Non tutti sanno però che l’uso di un marchio registrato altrui per fini meramente descrittivi invece non è vietato. Un esempio pratico lo abbiamo in una recente sentenza del Tribunale di Milano che vedeva come protagonisti della controversia da un lato la società titolare del marchio “Mocio” e dall’altro la Twentieth Century Fox, la nota casa cinematografica che utilizzava in un suo film “Joy” il marchio suddetto senza autorizzazione.

Secondo il Tribunale l’uso del marchio nell’opera cinematografica non è finalizzato a contraddistinguere prodotti e/o servizi, non ha natura commerciale bensì l’utilizzo del termine “mocio” ha una funzione puramente descrittiva. L’uso di un marchio altrui invece è illecito quando ha finalità commerciale per contraddistinguere prodotti e/o servizi uguali o simili, quando cioè trae un vantaggio economico dall’utilizzo del marchio (ne abbiamo parlato qui). 

Vedi anche:

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