Tag Archives: varietà vegetali

che significa

__________

AGGIORNATO IL 13/12/2021

brevetto nuovo semeCosì come in campo industriale è possibile brevettare un’invenzione, anche in campo agricolo è possibile brevettare una nuova varietà vegetale con una tutela riconosciuta a livello nazionale o comunitario.

Per arrivare a definire una nuova pianta od un nuovo seme, occorre solitamente più tempo e denaro rispetto ad un’invenzione industriale; il tempo è infatti necessario perchè prima di arrivare a definire una nuova varietà vegetale occorrono spesso diverse stagioni, mentre il denaro è quello che occorre per sostenere una (spesso) lunghissima fase di ricerca.

In Italia l’agricoltura ha una tradizione millenaria eppure, nonostante questo, il nostro paese si colloca solo al 5° posto in Europa nella classifica dei brevetti di nuove varietà vegetali. Si investe poco nella ricerca che invece è il primo passo da compiere prima di brevettare qualsiasi cosa (inclusa una nuova varietà vegetale). In altri paesi d’Europa come l’Olanda, la Francia e la Germania si investono invece maggiori risorse in sementi per l’agricoltura. Occorre però specificare che una nuova varietà vegetale non riguarda solo sementi ma anche semplici piante ornamentali che, anzi, rappresentano la maggior parte dei brevetti di questo tipo.

Ricordiamo che tutelare una nuova varietà vegetale (sia essa un seme o una pianta ornamentale) attraverso un brevetto, permette di diffonderla in ambito nazionale o comunitario (a seconda del tipo di brevetto) e proteggerla da copie non autorizzate.

Per poter ottenere una privativa su una nuova varietà vegetale è necessario che possegga quattro requisiti (ne abbiamo parlato qui):

  1. novità;
  2. distintività;
  3. omogeneità;
  4. stabilità.

Il brevetto sulle nuove varietà vegetali dura vent’anni dalla data della concessione; per gli alberi e le viti la durata è invece trentennale. La domanda va depositata presso l’Ufficio Brevetti di una Camera di Commercio; il suo titolare godrà del diritto di esclusiva e potrà eventualmente concedere a terzi di sfruttare la nuova varietà vegetale. Trascorsi 6 mesi dal deposito, la domanda viene trasmessa al Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali per i dovuti accertamenti tecnici sui requisiti di brevettabilità. L’esito è sottoposto al parere di una Commissione interministeriale che deciderà se concedere o meno il brevetto.

Vedi anche:

registra un marchio ORA     - CANALE VIDEO -Marchio Logo

iscriversi nella sezione speciale per ottenere benefici

_________

iscrizione Startup innovativeAl fine di potersi definire “start-up innovativa” ed ottenere i benefici previsti dal “decreto sviluppo bis”, è indispensabile iscrivere la propria società nella Sezione Speciale del Registro delle imprese; la data ultima per farlo è il 16 febbraio 2013. Il decreto sviluppo bis ha l’obbiettivo di favorire ed incentivare le start-up innovative, concedendo loro percorsi agevolati per l’accesso a contributi futuri, nonché condizioni esclusive in diversi ambiti, ad esempio in materia di assunzioni.

Non essendo questa la sede adatta per approfondire i contenuti di questo decreto, evidenziamo soltanto che tra i requisiti per potersi definire “start-up innovativa” e poter essere inseriti nella Sezione Speciale del Registro delle imprese, ce ne sono due che ci riguardano all’art. 25:

comma 2h) fra le spese in ricerca e sviluppo che l’impresa deve aver sostenuto, sono compresi anche i costi di consulenze per la registrazione e protezione di proprietà intellettuale e licenze d’uso. Le spese devono risultare dall’ultimo bilancio approvato, oppure, in assenza di bilancio nel primo anno di vita, sono assunte tramite dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante della start-up innovativa.

comma 3) tra i requisiti vi è anche l’essere titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale, relativa a un brevetto per invenzione, a una topografia a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale.

(altro…)

I brevetti sulle nuove varietà vegetali

_______________

brevetti-varietà-vegetaliUna varietà vegetale è la minore delle unità sistematiche del mondo vegetale (Tipo, Classe, Famiglia, Genere, Specie, Sottospecie e infine Varietà) e può essere definita come un piccolo raggruppamento tassonomico: le piante che ne fanno parte sono tutte uguali fra loro e sono diverse da tutte le altre. Specifiche varietà vegetali che soddisfino determinate esigenze dell’agricoltura (ad es. resistenza maggiore al freddo o alla siccità) possono essere ottenute anche attraverso tecniche di genetica vegetale.

Per poter ottenere una privativa su una nuova varietà vegetale è necessario che questa abbia i seguenti quattro requisiti: novità, distintività, omogeneità e stabilità…

Requisiti per la tutela delle nuove varietà vegetali:

1. E’ nuova quando, alla data di deposito della domanda, il materiale di riproduzione o di moltiplicazione vegetativa, o un prodotto di raccolta della varietà non è stato venduto da oltre un anno né consegnato a terzi in altro modo, ai fini dello sfruttamento della varietà;

2. Si considera distinta quando è chiaramente distinguibile, mediante l’espressione dei caratteri risultanti da un particolare genotipo o combinazione di genotipi, da qualsiasi altra varietà la cui esistenza è notoriamente conosciuta alla data di presentazione della domanda (ossia è diversa da tutte le altre piante);

3. Si considera omogenea se, fatta salva la variazione che si può prevedere dai particolari caratteri della sua moltiplicazione, è sufficientemente omogenea nell’espressione dei caratteri compresi nell’esame della distinzione, nonché di altri caratteri usati per la descrizione della varietà;

4. E’ stabile quando i caratteri pertinenti e rilevanti ai fini della protezione rimangono invariati in seguito alle successive riproduzioni o moltiplicazioni o, in caso di un particolare ciclo di riproduzione o moltiplicazione, alla fine di ogni ciclo.

Il regolamento (CE) n. 2100/94 del Consiglio, del 27 luglio 1994, ha istituito un sistema di privative comunitarie per ritrovati vegetali come unica forma di proprietà industriale comunitaria per quanto riguarda le nuove varietà vegetali. Il sistema è gestito dall’Ufficio comunitario delle varietà vegetali (CPVO).

L’CPVO è un organismo comunitario finanziato in maniera autonoma e dotato di personalità giuridica, istituito il 27 aprile 1995. Dall’agosto 1997, l’CPVO ha sede ad Angers (Francia). L’CPVO decide in merito alle domande di privativa comunitaria per ritrovati vegetali sulla base di un esame formale e di un esame tecnico della varietà candidata. Una privativa comunitaria per ritrovati vegetali dura 25 o 30 anni, a seconda della specie. Le privative sono valide nei 28 Stati membri dell’Unione europea.

fonte UIBM

registra un marchio ORA     - CANALE VIDEO -Marchio Logo

Categorie