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Analisi delle citazioni brevettali e confronto in sei paesi

AGGIORNATO IL 24/10/2022

Le citazioni brevettuali sono documenti elencati nei rapporti di ricerca emessi dall’EPO e descritti nel testo della domanda di brevetto oppure nelle comunicazioni inviate dagli esaminatori nella fase d’esame. L’analisi delle citazioni consente di misurare l’utilità e la novità di un’innovazione  e fornisce una mappa delle connessioni che si instaurano tra brevetti successivi.

Un interessante articolo a cura di Roberta Piergiovanni ed Enrico Santarelli su “lavoce.info”.

L’analisi delle citazioni brevettali consente di misurare l’utilità, la novità e la non ovvietà di una innovazione e fornisce una mappa delle connessioni che si instaurano fra brevetti successivi. Dal confronto internazionale emerge che l’Italia ha una propensione a brevettare inferiore a quella dei paesi tecnologicamente più progrediti. E non brilla neppure per il “valore” medio delle sue scoperte e invenzioni. Si conferma così l’impressione di una debolezza endemica del nostro sistema nazionale dell’innovazione.

“Il brevetto è un indicatore molto popolare tra gli economisti dell’innovazione, che lo utilizzano nella misurazione della competitività tecnologica. Tuttavia, il semplice conteggio dei brevetti – a livello di impresa, industria, paese – rappresenta una misura approssimativa della competitività, se è vero che non più del 50 per cento delle invenzioni brevettate si trasformano in innovazioni (cioè vengono immesse sul mercato), che non tutte le invenzioni sono brevettate e che la capacità di generare un significativo cluster innovativo varia enormemente da brevetto a brevetto.

Di conseguenza, “pesare” il conteggio per il numero di citazioni successive ricevute da un brevetto migliora la qualità della misurazione stessa. Ad esempio, consente di stabilire se un soggetto titolare di molti (pochi) brevetti ha davvero contribuito in modo rilevante (irrilevante) al processo innovativo. In questo senso, le citazioni sono un’approssimazione del “valore” di ciascun brevetto.” (…).

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Un accordo fra imprese e mondo finanziario

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valutazione economica PIIn data 21 ottobre 2008 è stato firmato tra Ministero dello Sviluppo Economico (MSE), Associazione Bancaria Italiana (ABI), Confindustria e Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) il Protocollo di Intesa sulla Valutazione Economico-Finanziaria dei Brevetti.

Il gruppo di lavoro ha realizzato uno strumento di valutazione che avvicina imprese, imprenditori e ricercatori impegnati in progetti innovativi supportati da titoli di proprietà industriale, al mondo finanziario e degli investimenti. Lo scopo è quindi quello di valutare e quantificare il valore di un brevetto, prima del suo uso, soprattutto al fine di trovare fonti di finanziamento finalizzate all’introduzione dell’innovazione sul mercato. A questo fine si sta anche valutando la possibilità di istituire un fondo nazionale per l’innovazione (FNI – aggiornamento 2018: il fondo è stato istituito) alimentato nel tempo dalle risorse derivanti dalle tasse per il mantenimento in vita dei brevetti assegnate all’UIBM.

Lo strumento si avvale di una piattaforma di analisi e valutazione che si basa su un metodo con indicatori a punteggio (rating / ranking method). Questo approccio alla valutazione con un metodo basato su indicatori a punteggio (rating/ ranking methods) deriva dal fatto che esso è già noto come metodologia di valutazione generalmente adottata da esperti specializzati, banche, istituti finanziari e, in generale, soggetti finanziatori. La valutazione a punteggio è altresì in linea con i modelli tipicamente utilizzati da investitori, istituzionali e non: sono conosciuti e correntemente usati nel mondo finanziario, (banche, investitori), da esperti di marketing, da esperti di valutazioni tecnico-economiche, nelle valutazioni di marchi, nella selezione dei progetti finanziabili nell’ambito dei Programmi Quadro per la Ricerca della Commissione Europea, ecc.

L’adozione di questo strumento, ci renderà il primo Paese in Europa ad essere dotato di uno strumento di valutazione dei brevetti condiviso fra pubblico e privato. Una metodologia condivisa di valutazione renderà più semplice l’accesso al credito ed al capitale di rischio per le imprese che intendono fare innovazione. L’attuazione di questo Protocollo offrirà quindi alle imprese nuovi strumenti per competere sui mercati.

Ing N. Marzulli

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