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I brevetti antichi e moderni

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AGGIORNATO IL 12/08/2024

La necessità è la madre delle invenzioni” così affermò il grande filosofo Platone. Non vi è affermazione più vera. Quanto a necessità la nostra nazione vanta un numero considerevole e variegato di menti geniali che grazie alla loro creatività si sono impegnate nel trarre vantaggio anche da eventi catastrofici o comunque difficili che nel corso dei secoli hanno attanagliato il nostro Paese. Questi inventori sono poi diventati nel tempo famosi in tutto il mondo.

Elenchiamo solo le invenzioni più rivoluzionarie e sorprendenti partendo dalle più antiche alle più recenti.

Iniziamo col citare il padre delle invenzioni italiane, il grandissimo Leonardo da Vinci, genio del periodo rinascimentale, inventore, artista, filosofo, architetto, ingegnere e scienziato. Tra le sue invenzioni, l’antenato del carro armato, del cannone ed il prototipo dell’elicottero e del paracadute.

Impossibile non menzionare anche Galileo Galilei, fisico, astronomo, filosofo e matematico, padre della scienza moderna che verso la fine del ‘500 in un piccolo laboratorio inventò la macchina per portare l’acqua a livelli più alti (pompa idraulica). Tra le sue invenzioni famosa anche la bilancia idrostatica, il termoscopio ed il telescopio.

Ricordiamo anche Bartolomeo Cristofori che visse tra la fine del ‘600 e gli inizi del ‘700, fu l’inventore del fortepiano e pioniere dell’attuale pianoforte.

Luigi Galvani, fisiologo, fisico e anatomista della fine del ‘700, scoprì l’elettricità biologica e si cimentò in alcune sue applicazioni, come la cella elettrochimica, il galvanometro e la galvanizzazione.

Importanti e rivoluzionari anche Alessandro Volta e Antonio Meucci: il primo all’inizio dell’ 800 inventò il generatore di elettricità cioè la pila e scoprì il gas metano; il secondo fu l’inventore del telefono e nel 1871 brevettò il telettrofono per comunicare a distanza.

Enrico Bernardi progettò e brevettò il primo tipo di motore a scoppio mentre Guglielmo Marconi si affermò per la telecomunicazione via onde radio cioè il radiotelegrafo, che in seguito si sviluppò nella radiocomunicazione senza fili (radio, televisione etc.).

Arriviamo ai tempi più vicini a noi, alla prima metà del secolo scorso: Alfonso Bialetti inventò la caffettiera Moka e Corradino D’Ascanio progettò la Vespa per la Piaggio, lo scooter dal design più famoso al mondo. Nello stesso periodo si affermò anche Luigi Emanueli ingegnere, padre dell’elettrotecnica moderna.

Nel 1954 Giulio Natta brevettò il polipropilene isotattico (cioè la plastica), mentre all’inizio degli anni ’70 Federico Faggin inventò il primo microprocessore (microchip) al mondo.

Le invenzioni portano ad un progresso tecnologico della società: ci saranno sempre soluzioni nuove, originali e rivoluzionarie che permetteranno di risolvere problemi tecnici che si presenteranno nel corso del tempo. Questo perchè la mente umana è creativa e cerca sempre,  stimolata dal bisogno, di migliorare la vita a vantaggio dell’intera umanità.

(Fonte: Wikipedia)

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è obbligatorio presentare il prototipo insieme alla domanda di brevetto?

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AGGIORNATO IL 05/08/2024

prototipo invenzione

Molti pensano che sia necessario depositare, insieme alla domanda di brevetto, anche il prototipo dell’invenzione cioè la presentazione materiale e funzionante dell’invenzione; diciamo subito che la legge non lo esige. Per depositare una domanda di invenzione non è necessario costruire un prototipo e quindi sopportare ingenti spese di realizzazione.

Se si desidera comunque realizzarlo onde verificarne il buon funzionamento, è anche possibile avvalersi di ditte specializzate nella progettazione e costruzione di prototipi cercando, magari, di ottenere finanziamenti pubblici.

Questo dell’obbligatorietà o meno del prototipo, è uno dei quesiti più frequenti che ci vengono sottoposti relativamente alla presentazione di una domanda di brevetto; tale argomento merita pertanto un minimo di approfondimento. Ricordiamo che affinchè un’invenzione sia brevettabile è necessario che possegga i requisiti della novità, attività inventiva, applicabilità industriale e liceità.

Un altro requisito imprescindibile che afferisce strettamente alla domanda di brevetto è la descrizione chiara e completa dell’invenzione; il progetto deve quindi essere chiaro e accompagnato dalla descrizione delle caratteristiche tecniche dell’invenzione (vedi questo articolo). Il progetto deve poter essere replicato da una persona “esperta del ramo” soltanto avvalendosi della descrizione e dei disegni.

Occorre considerare che non tutte le invenzioni si possono realizzare; molte restano sulla carta soprattutto nel campo tecnologico, un po’ per i costi di realizzazione eccessivi, un po’ perché troppo rivoluzionarie per uscire sul mercato (a volte i tempi non sono maturi). Ben note sono le invenzioni di Leonardo da Vinci; non tutte venivano realizzate come prototipi dal grande scienziato.

Ai giorni nostri, recente la notizia di uno scienziato iraniano di 27 anni, Ali Razeghi, che ha dichiarato di aver creato una sorta di macchina del tempo, in grado di prevedere il futuro sino a 8 anni con una precisione del 98%.

E’ una sorta di macchina realizzata in collaborazione con il Centro per le invenzioni che porta il  nome di “Aryayek Time Traveling Machine”, capace di prevedere il futuro di una persona.  Nessun prototipo però è stato mai realizzato da Razeghi, per il timore, a suo dire, di “essere copiato”. 

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