Rischio di confusione tra marchi
Come evitare di incorrervi
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Due marchi non devono essere confondibili tra loro, non solo foneticamente ma anche graficamente e visivamente. Un conflitto tra due marchi nasce quasi sempre dal fatto che essi si assomigliano e quindi un consumatore può potenzialmente confondersi nello scegliere tra i due, associando il marchio di un’azienda a quello di un’altra.
Tutto questo può dare la spinta al titolare che ha depositato per primo ad agire. Quando si riceve un’opposizione si corre il rischio non solo di ritirare dal mercato tutti i prodotti recanti il marchio in oggetto ma, a volte, ci potrebbe anche essere il rischio aggiuntivo di dover risarcire il titolare del marchio registrato cronologicamente prima, per i danni economici provocati dalla presenza sul mercato del proprio marchio.
Quando un giudice o una commissione procedono nella valutazione del rischio di confusione, vengono di norma esaminati tre fattori principali:
- il grado di somiglianza tra i marchi;
- se i marchi sono stati registrati nella medesima classe di prodotti e/o servizi;
- se sussiste un reale rischio di confusione
A maggior ragione se trattasi di marchio notorio cioè del marchio noto al pubblico in quanto gode dello stato di rinomanza. L’intento da parte di un soggetto che deposita dopo un marchio anche solo simile nella medesima classe è quello di sfruttarne la notorietà senza avere alcun diritto, in modo da generare confusione ed accaparrarsi una buona fetta di clientela.
Allo scopo di prevenire quanto più possibile questa eventualità, nel momento in cui si effettua la registrazione di un marchio è importante accertarsi che non ci sia un marchio simile e/o uguale a quello che si intende depositare; è per questo motivo che è sempre consigliabile, anche se non obbligatorio, procedere con una ricerca di anteriorità (identità o similitudine).
Vedi anche:
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- che significa il SIMBOLO R
- REGISTRARE UN MARCHIO ONLINE
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