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Come proteggersi dalla concorrenza

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AGGIORNATO IL 20/01/2025

Se si possiede un brevetto è necessario monitorare l’operato della concorrenza per individuare eventuali violazioni. Anche se sembra scontato, occorre ricordare che se un prodotto innovativo viene immesso sul mercato e riscuote successo, è probabile che la concorrenza prima o poi cerchi di fabbricare prodotti con caratteristiche simili o uguali. A quel punto bisogna ricordare che alcuni concorrenti possono essere in grado di fabbricare un prodotto identico o simile, immettendolo sul mercato ad un prezzo inferiore e vincendo spesso la battaglia delle vendite.

La legge tutela le invenzioni e riconosce al suo inventore un diritto all’uso esclusivo, a condizione che siano in grado di risolvere un problema tecnico in modo nuovo e originale. Per stato della tecnica si intende tutto ciò che è stato reso accessibile al pubblico, in Italia o all’estero, prima della data di deposito della domanda di brevetto mediante divulgazione scritta od orale, una utilizzazione o un qualsiasi altro mezzo (Art. 46 CPI).

Quindi spesso accade che possano verificarsi delle violazioni riguardanti il proprio brevetto. Citiamo a titolo esemplificativo la contraffazione letterale che si verifica quando vi è una diretta corrispondenza tra brevetto e prodotto o processo e la violazione diretta che avviene quando l’oggetto del brevetto è stato prodotto, venduto, commercializzato senza averne alcun diritto.

Disporre di un brevetto attribuisce il diritto, tutelato dalla legge, di impedire ai concorrenti di creare prodotti identici o simili nonché, in caso di brevetti di procedimento, di usare processi di produzione analoghi; non bisogna inoltre dimenticare la possibilità di richiedere un risarcimento per gli eventuali danni subiti dall’altrui violazione. Far valere i propri diritti, quando si ritiene che la propria invenzione brevettata sia stata copiata, può essere determinante, al fine di mantenere la competitività, la posizione di mercato ed i profitti.

E’ importante inoltre individuare i soggetti che pongono in essere la violazione, accertandosi che ogni singola parte di una data rivendicazione del proprio brevetto sia contenuta nel prodotto o nel processo che si suppone contraffatto (ne abbiamo parlato qui).

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Dic
10
2012

Brevetti Rand

Alla base di uno sviluppo sostenibile

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AGGIORNATO IL 13/01/2025

brevetti randI Brevetti RAND sono brevetti che non possono essere oggetto di controversie in quanto nascono proprio col fine della condivisione della tecnologia in essi contenuta, a condizioni predefinite. Negli ultimi tempi stiamo assistendo a molteplici guerre fra colossi, specie dell’informatica e telecomunicazioni, in cui i brevetti vengono usati come vere e proprie armi (vedi articolo).

I colossi in questione (Apple, Samsung, Google ed altri) si sono resi conto sulla propria pelle che tali scontri impegnano però enormi risorse (non solo economiche) e sarebbe pertanto il caso trovare delle strade alternative per limitare le controversie e, allo stesso tempo, difendere comunque i propri interessi commerciali.

A tal fine, le più grandi aziende tecnologiche mondiali si sono riunite in Svizzera per parlare tra le altre cose di brevetti; in particolare, l’obbiettivo è stato quello di valutare l’efficacia dei “brevetti RAND” (reasonable and non-discriminatory) e di migliorarne la regolamentazione. I brevetti RAND sembra infatti che possano rispondere all’esigenza di consentire lo sviluppo tecnologico limitando le controversie.

Un brevetto RAND prevede un corrispettivo economico automatico al detentore del brevetto potenzialmente violato, senza che questi possa però agire contro il contraffattore impedendogli di produrre e vendere il prodotto che viola il brevetto. I brevetti RAND prevedono cioè che chi voglia utilizzare un dispositivo protetto da brevetto possa farlo senza chiedere  l’autorizzazione, purchè venga corrisposta la quota economica stabilita per legge a chi lo ha registrato.

Con i brevetti RAND si otterrebbe non solo una diminuzione delle costosissime azioni legali (il cui costo si ripercuote sul prezzo finale del prodotto e, quindi, sul consumatore), ma soprattutto “un’apertura” all’innovazione che farebbe crescere il mercato consentendone un più rapido innalzamento del livello di conoscenza.

Non bisogna infatti dimenticare che il vero fine di un brevetto è quello di favorire lo sviluppo e agevolare una rapida crescita del livello di conoscenza nei più svariati ambiti; il concetto cioè è quello del “tu mi dici come fai a fare quella determinata cosa ed io in cambio ti do l’esclusiva per 20 anni”. In questo modo tutti ci guadagnano e la tecnologia va avanti.

Questo semplice concetto è stato però snaturato negli anni; oggi spesso si registra un brevetto al solo fine di impedire ad altri di progredire sviluppando tecnologie derivate. Ciò determina una sorta di “abuso di potere” per un singolo brevetto utile alla crescita comune che, secondo l’ITU (Unione Internazionale per le Telecomunicazioni), non sarà più tollerato.

In sostanza le Nazioni Unite, per il tramite dell’ITU, contestano alle Major mondiali di non promuovere lo sviluppo tecnologico e la condivisione delle scoperte, trincerandosi dietro il semplice brevetto piuttosto che dietro un brevetto RAND che, per norma, riconosce l’invenzione e le specifiche ad un determinato marchio ma ne consente l’uso automatico “per il comune principio di miglioramento della qualità ed innovazione”.

Il fine di un brevetto pertanto è quello di favorirne lo sviluppo nei più svariati ambiti: i brevetti concessi in licenza in regime FRAND dovrebbero favorire il progresso tecnologico limitando le controversie legali (ne abbiamo parlato qui).

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Quando un brevetto viene violato

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AGGIORNATO IL 26/07/2021

contraffazione brevetti

Nel linguaggio tecnico dei brevetti, un’invenzione è generalmente definita come una soluzione nuova ed innovativa in risposta ad un problema tecnico. Tale invenzione può fare riferimento alla creazione di un congegno, prodotto, metodo o procedimento completamente nuovo o può semplicemente rappresentare un miglioramento di un dato prodotto o procedimento già esistente. 

Se si possiede un brevetto, l’imperativo è “monitorare l’operato della concorrenza per individuare eventuali violazioni”. Anche se sembra scontato, occorre ricordare che se un prodotto innovativo viene immesso sul mercato e riscuote successo, è probabile che la concorrenza prima o poi cerchi di fabbricare prodotti con caratteristiche simili o uguali. A quel punto bisogna ricordare che alcuni concorrenti sono in grado di fabbricare un prodotto identico o simile, immettendolo sul mercato ad un prezzo inferiore e vincendo spesso la battaglia delle vendite.

Disporre di un brevetto attribuisce il diritto di impedire ai concorrenti di creare prodotti identici o simili nonché, in caso di brevetti di procedimento, di usare processi di produzione analoghi; non bisogna inoltre dimenticare la possibilità di richiedere un risarcimento per gli eventuali danni subiti dall’altrui violazione. Far valere i propri diritti, quando si ritiene che la propria invenzione brevettata sia stata copiata, può essere determinante al fine di mantenere la competitività, la posizione di mercato ed i profitti.

La prima cosa da fare è cercare di individuare i soggetti che pongono in essere la violazione, accertandosi che ogni singola parte di una data rivendicazione del proprio brevetto, sia contenuta nel prodotto o nel processo che si suppone contraffatto. In alcuni casi si può optare semplicemente per l’invio di una comunicazione (chiamata comunemente “lettera di diffida”), con la quale si informa colui che si ipotizza abbia violato il brevetto, sulla possibilità di un conflitto tra i vostri diritti e la sua attività commerciale. Questa procedura spesso è efficace in caso di violazione non intenzionale: è probabile che colui che se ne è reso responsabile in molti casi interromperà tale attività illegittima oppure si accorderà per negoziare un contratto di licenza.

Altre volte, invece, la tempestività è la strategia migliore per evitare di dare a colui che viola il brevetto il tempo di nascondere o distruggere la prova della violazione. In tali casi potrebbe essere opportuno iniziare un giudizio senza darne notizia, chiedendo un “provvedimento cautelare”, al fine di sorprendere colui che ha violato il brevetto con un’incursione, spesso con l’aiuto della autorità di polizia competenti, nei locali dell’azienda del contraffattore.

Tuttavia, la gestione di tali attività nonché le verifiche tese a stabilire se un brevetto è stato violato o meno, richiedono decisamente la presenza di professionisti esperti in materia brevettuale.

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