Tag Archives: ufficio brevetti europeo

è possibile

______

AGGIORNATO IL 16/08/2021

annullare brevettoAnche se un brevetto è stato concesso può potenzialmente esserne contestata la sua validità; il fatto cioè che una domanda di brevetto abbia superato positivamente l’iter di esame da parte dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) e sia stato concesso, non significa che non possa essere impugnato per dichiararne la nullità.

Una tale azione deve ovviamente essere proposta da un qualcuno che, a causa della concessione di quel brevetto, vede pregiudicati i propri interessi o il proprio business; ad esempio, si supponga che un proprio concorrente presenti una domanda di brevetto relativa ad un qualcosa di già noto (magari all’estero) e che il brevetto venga concesso.

Continuiamo a supporre di voler produrre un qualcosa di simile al brevetto concesso al concorrente; essendo l’oggetto del brevetto una tecnica in realtà già nota all’estero, se ne comincia la produzione ma ben presto ci si vede recapitare una diffida del concorrente, che ci intima la sospensione della produzione in virtù del brevetto in suo possesso.

A questo punto ci si può difendere riuscendo a dimostrare che quel brevetto è in realtà nullo; bisogna cioè riuscire a dimostrare che la tecnologia da esso introdotta era già nota prima che la domanda di brevetto fosse depositata. Ciò è sancito dall’art. 2697 c.c. che testualmente recita “Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento”.

Oggi è difficile che un brevetto venga concesso anche se riguarda una tecnologia nota, ma è tuttavia possibile; a partire dal 2008, quando l’UIBM riceve una domanda di brevetto ne affida l’esame di anteriorità all’Ufficio Europeo dei Brevetti il quale indaga a livello mondiale per verificare che la tecnologia da esso rivendicata sia effettivamente nuova. L’esito di una tale ricerca è solitamente piuttosto affidabile. Prima del 2008 ciò invece non veniva fatto ed era più probabile che venisse concesso un brevetto anche se privo di novità.

Ricordiamo che un brevetto per essere valido deve possedere principalmente tre requisiti:

  1. attività inventiva
  2. applicabilità industriale
  3. novità

Sussiste attività inventiva quando l’invenzione, per una persona esperta in quel particolare campo tecnologico, non risulta in modo evidente dallo stato della tecnica. Un’invenzione è considerata atta ad avere un’applicazione industriale se il suo oggetto può essere fabbricato o utilizzato in qualsiasi genere di industria, compresa quella agricola. Infine un’invenzione è considerata nuova se non è compresa nello stato dell’arte esistente al momento del deposito della domanda di brevetto (ne abbiamo parlato qui).

Se un brevetto viene concesso ma non possiede anche uno solo dei predetti requisiti sarà annullabile da parte di chi ritiene di essere stato diffidato ingiustamente; egli dovrà però fornire prova dell’assenza dei requisiti, il che non è facile anche in vista dell’incertezza dell’esito.

Vedi anche:

registra un marchio ONLINE     ----------VIDEO---------- Marchi e Loghi

L’Italia  nella top ten dei Paesi con il maggior numero di brevetti

epo-brevetti-italiani

Le statistiche EPO per i brevetti depositati nel 2009

Come tutti gli anni l’Ufficio Brevetti Europeo (EPO – European Patent Office) ha pubblicato le statistiche riguardanti il numero delle domande di brevetto depositate per dominio tecnico e origine, il numero dei brevetti europei concessi per dominio tecnico ed origine e i depositanti più attivi.

Per quanto riguarda la statistica dei depositi per l’anno 2009, con riferimento alle prime dieci posizioni, l’Italia con 3.881 domande si posiziona al nono posto appena dietro la Repubblica di Corea che totalizza 4.193 domande, e distanziando la Svezia di 734 domande avendone depositate 3.147.

La Francia con più che il doppio delle domande italiane (8.929) conquista la quarta posizione, il Regno Unito con poco meno di un migliaio di domande in più rispetto all’Italia (4.821) si posiziona settimo. L’Olanda con 6.738 domande e la Svizzera con 5.864 domande si pongono rispettivamente al quinto e sesto posto. Sul “podio” si trovano gli Stati Uniti con 32.966 domande, la Germania con 25.107 ed il Giappone con 19.933

Fonte: EPO

registra un marchio ONLINE     ----------VIDEO---------- Marchi e Loghi

Categorie