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Quando può essere vincente

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Gli acronimi sono dei nomi di fantasia composti dalle iniziali di altre parole. L’acronimo è spesso adoperato dalle aziende per caratterizzare l’insegna o il nome della ditta o anche come marchio per contraddistinguere la vendita di prodotti e/o servizi.

Nella maggior parte delle volte, con i dovuti accorgimenti, registrare un acronimo come marchio potrebbe risultare una scelta vincente in termini di originalità, novità e forza. Facciamo degli esempi pratici.

Sorprenderà sapere che alcuni brand famosi in tutto il mondo come IKEA, la nota multinazionale di arredamento e la LEGO famosa per i suoi mattoncini, sono degli acronimi. Anche ad esempio, solo per citarne alcuni, l’italiano marchio automobilistico FIAT significa “Fabbrica Italiana Automobili Torino”, o il termine NASA proprio dell’Agenzia governativa civile responsabile del programma spaziale degli Stati Uniti d’America deriva da National Aeronautics And Space Admnistration. Ma vediamo quando è possibile registrare un acronimo come marchio senza incorrere in errori.

Il primo errore da evitare se vogliamo depositare come marchio un acronimo è registrare la dicitura composta da tutto, cioè anche dalle parole che la spiegano. In questo caso alta è la probabilità che il marchio venga rifiutato dall’UIBM in caso di marchio nazionale o dall’EUIPO nel caso di un comunitario, questo perchè i termini generici o di uso comune (che appartengono a tutti ad esempio extra, super, mega etc.) come, tornando all’esempio, “Fabbrica Italiana Automobili Torino” o quelli solo descrittivi, cioè che coincidono con il prodotto o servizio che rappresentano (ad es. bella casa), non possono essere registrati come marchio(ne abbiamo parlato qui).

Pertanto prima di registrare un acronimo consigliamo di:

  • depositare solo il termine creato dall’acronimo non la sua spiegazione;
  • creare un acronimo non troppo lungo perchè potrebbe risultare difficile da memorizzare;
  • creare un acronimo composto da almeno 4 lettere perchè se più breve potrebbe essere già stato registrato come sigla.

Vedi anche:

registra un marchio ONLINE     ----------VIDEO---------- Marchi e Loghi

 

Il logo Ikea

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AGGIORNATO IL 7/12/2020

Quando si decide di registrare un marchio, il titolare deve decidere se depositare un logo:

  1. a colori rivendicando quindi dei colori ben precisi;
  2. in bianco/nero; questa scelta non è da sottovalutare in quanto ci sono pro e contro in entrambi i casi.

Il marchio a colori è un tipo di marchio rappresentato solo dal colore o da combinazioni di colori, privo di scritto o accompagnato da esse.

Per un logo a colori, in generale, un colore dona identità ad un marchio facilitandone la riconoscibilità; c’è un legame molto stretto tra brand e colore, da valutare con ponderazione in quanto rappresenta un elemento aggiuntivo di fondamentale importanza.

Psicologicamente, un consumatore che si trova di fronte ad un marchio lo memorizza prima visivamente e, solo in un secondo momento, verbalmente. E’ pertanto indubbio che la presenza di uno o più colori, facilitano la memorizzazione complessiva del marchio.

Un utente percepisce all’istante il colore di un prodotto e lo associa subito alla relativa marca prima ancora di averne letto il nome (ne abbiamo parlato qui). Il colore può dunque conferire un’efficacissima distintività e caratterizzazione ad un prodotto.

Facciamo un esempio: il logo del famoso colosso Ikea è composto dai colori giallo e blu il che, oltre a renderlo riconoscibile anche solo dai colori, gli dona un’identità tale da far sorgere dubbi sull’originalità di un prodotto provvisto del medesimo marchio però nei colori bianco e rosso.

Rinunciare al colore significa quindi perdere un importante elemento di distintività, che aiuta nel riconoscimento di un marchio e nella conseguente scelta di un prodotto da esso contraddistinto. Bisogna inoltre ricordare che registrare un marchio a colori nazionale o comunitario, non comporta nessun costo aggiuntivo.

La scelta della registrazione di un marchio in bianco/nero, è solitamente dettata dalla previsione di utilizzarlo in diverse varianti di colore (senza cioè un’unica variante di colore preferita); è una scelta legittima ma è importante notare che in questo caso non si aiuta certo il consumatore a memorizzare il marchio!

Vedi anche:

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