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Il Brevetto in Europa

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Brevetto EuropeoIl brevetto europeo non è da confondere con un brevetto comunitario; quest’ultimo non esiste ancora (anche se ci si sta lavorando) e, qualora esistesse, permetterebbe di ottenere un brevetto valido in tutti i Paesi della Comunità Europea, con un unico deposito. Il brevetto Europeo, invece, consente solo di richiedere il brevetto in più stati dell’Europa con un’unica domanda iniziale ma, come specificheremo meglio, è comunque necessario in un secondo momento procedere con le cosìdette “fasi nazionali”.

Gli Stati che possono essere designati nella domanda di Brevetto Europeo, al gennaio 2011, sono i seguenti:
Austria, Albania, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Francia, Finlandia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lituania, Lettonia, Liechtenstein, Lussemburgo, Macedonia, Monaco, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Rep. Ceca, Romania, San Marino, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Svezia, Turchia, Ungheria.
Tutti gli Stati elencati aderiscono alla cosiddetta Convenzione dei Brevetti Europei (EPC).

La procedura prevede una prima fase che comprende il deposito della domanda, l’esame delle condizioni formali e la ricerca di novità in seguito alla quale viene emesso un rapporto di ricerca. Dopo 18 mesi dal deposito della domanda e del rapporto di ricerca, avviene la pubblicazione del brevetto.

Ad essa fa seguito la fase di esame vera e propria, che inizia su richiesta dell’inventore, il quale deve pagare anche la relativa tassa di esame, senza la quale la domanda di brevetto viene considerata abbandonata. In fase di esame, il brevetto può essere accolto o respinto ma è possibile opporsi alla decisione dell’Ufficio preparando un apposito ricorso.

Il brevetto europeo può rappresentare un’autonoma domanda di brevetto oppure essere inserito come brevetto regionale all’interno di una domanda di brevetto internazionale. Sul sito dell’EPO è possibile trovare tutte le informazioni e la modulistica relative al deposito di una domanda di Brevetto Europeo, anche se la procedura e le variabili sono alquanto complesse e sconsigliano il “fai da te” .

Ing. N. Marzulli

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L’Italia  nella top ten dei Paesi con il maggior numero di brevetti

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Le statistiche EPO per i brevetti depositati nel 2009

Come tutti gli anni l’Ufficio Brevetti Europeo (EPO – European Patent Office) ha pubblicato le statistiche riguardanti il numero delle domande di brevetto depositate per dominio tecnico e origine, il numero dei brevetti europei concessi per dominio tecnico ed origine e i depositanti più attivi.

Per quanto riguarda la statistica dei depositi per l’anno 2009, con riferimento alle prime dieci posizioni, l’Italia con 3.881 domande si posiziona al nono posto appena dietro la Repubblica di Corea che totalizza 4.193 domande, e distanziando la Svezia di 734 domande avendone depositate 3.147.

La Francia con più che il doppio delle domande italiane (8.929) conquista la quarta posizione, il Regno Unito con poco meno di un migliaio di domande in più rispetto all’Italia (4.821) si posiziona settimo. L’Olanda con 6.738 domande e la Svizzera con 5.864 domande si pongono rispettivamente al quinto e sesto posto. Sul “podio” si trovano gli Stati Uniti con 32.966 domande, la Germania con 25.107 ed il Giappone con 19.933

Fonte: EPO

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Brevetto Europeo: caratteristiche generali

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brevetti-marchi-europeoIl Brevetto Europeo (spesso erroneamente chiamato Brevetto Comunitario) consente di richiedere ed ottenere, con un’unica procedura, il brevetto in più stati dell’Europa. Ciò significa che la domanda è unificata ma che poi il brevetto dovrà essere omologato in ciascuno degli Stati membri designati in sede di domanda. Se viceversa esistesse il Brevetto Comunitario (ci si sta lavorando), anche l’omologazione in tutti gli Stati membri avverrebbe automaticamente a seguito della sola presentazione della domanda.

La domanda va presentata all’EPO (l’Ufficio Brevetti Europeo) che si occupa di svolgere la ricerca di anteriorità. Gli Stati designabili nella domanda di Brevetto Europeo, al gennaio 2009, sono i seguenti: Austria, Belgio, Bulgaria, Svizzera, Liechtenstein, Cipro, Rep. Ceca, Germania, Danimarca, Estonia, Francia, Finlandia, Spagna, Regno Unito, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lituania, Lettonia, Ungheria, Lussemburgo, Macedonia, Monaco, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Svezia, Slovenia, Slovacchia, Turchia, Romania, Norvegia, Croazia. I prossimi ingressi si prevede che siano: Albania, Serbia, San Marino.

La procedura prevede una prima fase che comprende il deposito della domanda di Brevetto Europeo, l’esame delle condizioni formali e la ricerca di novità in seguito alla quale viene emesso un rapporto di ricerca. Dopo 18 mesi dal deposito della domanda e del rapporto di ricerca, avviene la pubblicazione del brevetto. Ad essa fa seguito la fase di esame vera e propria, che inizia su richiesta dell’inventore, il quale deve pagare anche la relativa tassa di esame, senza la quale la domanda di brevetto viene considerata abbandonata.

In fase di esame, il brevetto può essere accolto o respinto ma è possibile opporsi alla decisione dell’Ufficio preparando un apposito ricorso. Il Brevetto Europeo può rappresentare un’autonoma domanda di brevetto oppure essere inserito come brevetto regionale all’interno di una domanda di Brevetto Internazionale: ciò significa che l’inventore fa domanda di Brevetto Internazionale invece che solo Europeo (perché magari è interessato anche a dei Paesi extraEuropei) e, tra i vari Paesi che designa, inserisce anche la Comunità Europea.

Ing N. Marzulli

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