Upcycling della moda e copyright
Rappresenta una violazione?
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L’upcycling, noto anche come riutilizzo creativo, è il processo di trasformazione di materiali di scarto, prodotti inutili o indesiderati in nuovi oggetti percepiti come di maggiore qualità, a cui viene attribuito un valore artistico o ambientale (Wikipedia).
Ci si domanda se tale pratica di trasformazione di beni preesistenti, attinenti in particolare al settore della moda, in prodotti di valore superiore in quanto dotati dell’elemento creativo, non possa far sorgere delle criticità in merito alla tutela della proprietà intellettuale, in particolare del diritto d’autore.
Di recente si è espresso il Tribunale di Parigi che si è pronunciato sulla responsabilità di alcuni creatori che avevano commercializzato prodotti upcycling. In particolare vi era stata una trasformazione di capi protetti da copyright senza averne autorizzazione alcuna. I prodotti originali in questione appartenevano a marchi famosi quali Hermès e Vuitton.
In Italia il legislatore non si è ancora espresso sulla questione ma si attendono futuri orientamenti giurisprudenziali. Di certo la sentenza del Tribunale di Parigi rappresenta un importante precedente in merito alla violazione del diritto d’autore da parte di tale pratica di riciclo creativo.
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