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cos’è e qual’è la sua utilità

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AGGIORNATO IL 25/10/2021

segretezza brevetti e modelliUn brevetto od un modello di design appena depositato è inaccessibile al pubblico per un periodo di alcuni mesi; tale periodo è solitamente chiamato “periodo di segretezza” e garantisce al titolare la totale inacessibilità da parte di chiunque, al fascicolo contenente descrizione, disegni, foto o quant’altro.

Per il brevetto, la legge prevede una inaccessibilità al pubblico della durata massima di 18 mesi, mentre per il modello di design il periodo di segretezza può arrivare fino a 30 mesi. Tale periodo nasce con l’intento di concedere un vantaggio competitivo nei confronti della concorrenza; è infatti subito evidente che in questo modo si costringono gli antagonisti a rimandare un’eventuale produzione solo dopo che il prodotto coperto da brevetto o modello viene reso accessibile al pubblico.

Dopo che ciò avviene, la concorrenza avrà bisogno di tempo per studiare il prodotto, organizzarne la produzione, distribuirlo ecc., il che si traduce in un vantaggio da parte del titolare del brevetto o modello. Inoltre, occorre considerare che se la commercializzazione del prodotto tutelato è avvenuta prima della scadenza del periodo di segretezza, nessuno può accedere al fascicolo per vedere ad esempio cosa esattamente è stato rivendicato, come è stato fatto, i dettagli ecc.

Analogamente, in questo periodo di segretezza potrebbe accadere di dover diffidare un concorrente senza che quest’ultimo possa avere accesso ai contenuti del fascicolo al fine di rendersi conto di cosa sia stato brevettato o depositato come modello. Va specificato anche che quando il titolare del brevetto o modello vende, divulga o rende in qualche altra maniera accessibile al pubblico il trovato, ciò non farà decadere il regime di segretezza prima che questo sia giunto a scadenza.

Al termine del periodo di segretezza, il brevetto viene pubblicato e diventa quindi interamente visibile: dopo la fase di pubblicazione della domanda, l’UIBM esamina il rapporto di ricerca dell’EPO e la domanda del richiedente con la relativa documentazione.  Scaduto il termine per eventuali osservazioni e quesiti ai quali sottoporre l’interessato, il brevetto sarà concesso o rifiutato ed in quest’ultimo caso verrà adeguatamente motivato (ne abbiamo parlato qui).

Vedi anche:

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protezione del patrimonio di informazioni aziendali

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informazioni segreteCominciamo subito col dire che anche il patrimonio di informazioni segrete di un’azienda, è tutelabile mediante il ricorso a leggi specifiche. C’è però una condizione da rispettare e cioè che tali informazioni siano state mantenute segrete mediante il ricorso a pratiche inequivocabilmente dimostrabili.

Ciò implica che qualora si presuma che un soggetto (ad esempio un concorrente) abbia sottratto delle informazioni segrete, bisogna dimostrare di aver adottato idonee misure per mantenere segrete le informazioni in questione. Non è cioè sufficiente accusare qualcuno di sottrazione di informazioni interne, bensì occorre dimostrare che ci si avvaleva di metodiche e misure atte ad evitare che ciò avvenisse.

Cosa si intende per “informazioni segrete”? S’intendono le conoscenze che vanno a costituire il know-how aziendale e che servono per produrre un bene od attuare un processo produttivo (anche non brevettato). Esse devono cioè derivare da studi, da ricerche o dall’esperienza; anche l’elenco clienti di un’azienda, rappresenta un patrimonio di informazioni tutelabile.

Ecco quindi un ulteriore requisito che deve caratterizzare le informazioni affinchè siano tutelabili: devono essere suscettibili di utilizzazione economica. Devono cioè riguardare fattori che hanno ripercussioni economiche e che danno cioè un vantaggio competitivo all’azienda che le detiene.

Volendo fare degli esempi,

(altro…)

Brevetto o segreto aziendale?

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segreto aziendaleEsistono informazioni di natura tecnica, commerciale, organizzativa e procedurale che rappresentano un valore economico per un’impresa: si tratta del Know-how, la cui importanza deriva dal fatto che tali informazioni sono di solito segrete e non accessibili se non da parte di una ristretta cerchia di persone direttamente coinvolte.

La tutela del Know-how può avvenire mediante:

  • il ricorso a talune leggi;
  • idonee pattuizioni contrattuali con i dipendenti;
  • il segreto aziendale.

Il brevetto non è quindi utilizzabile per tutelare il Know-how; ad esempio, i piani di marketing o commerciali, un procedimento scientifico, l’idea per sviluppare un nuovo prodotto, e così via, non sono brevettabili in quanto non è tutelabile la sola idea fino al momento in cui non venga materializzata in una forma concreta.

Il Know-how di un’azienda quindi richiede azioni alternative al brevetto per essere tutelato. Il ricorso al segreto aziendale è lo strumento principale e più efficace per proteggere le informazioni per un tempo potenzialmente illimitato.

Il rischio, però, consiste nel fatto che le proprie informazioni siano oggetto di spionaggio industriale da parte dei concorrenti o di dipendenti sleali: può accadere, infatti, che si abbia concorrenza sleale sia da parte di un’impresa concorrente, che operi in maniera scorretta per ottenere informazioni segrete utilizzandole a proprio vantaggio, sia da parte di dipendenti o ex-dipendenti.

Nel primo caso, idonee pattuizioni contrattuali con i dipendenti possono obbligare costoro alla fedeltà nei confronti del datore di lavoro, vietandogli nel contempo di divulgare o utilizzare notizie e metodi attinenti all’organizzazione e alle attività aziendali; nel secondo caso, invece, cessa l’obbligo in capo al lavoratore di non utilizzare tali informazioni, ad eccezione dei segreti veri e propri la cui divulgazione rimane illecita.

Per ciò che concerne le leggi esistenti in materia, la tutela dei segreti d’impresa è stata inizialmente garantita attraverso alcuni articoli del codice penale e civile (art. 622 e 623 c.p. e art. 2598 c.c.), riguardanti la rivelazione del segreto professionale e scientifico e la repressione della concorrenza sleale. Successivamente è stata introdotta all’interno della Legge Brevetti (art. 6 bis), e poi del Codice dei diritti di Proprietà Industriale (art. 98), una norma che tutela in modo specifico le informazioni aziendali segrete.

Il Know-how, infine, può anche essere oggetto di concessione a terzi mediante due tipi di contratto:

  • il contratto di cessione, che consiste in una compravendita del know-how dotata di clausole particolari, a seconda della natura dell’oggetto del contratto, in base al quale il titolare trasferisce a titolo definitivo e sotto corrispettivo il proprio diritto sul know-how specifico a favore del cessionario;
  • il contratto di licenza, che consiste nel trasferimento del diritto di utilizzo del know-how per un dato periodo di tempo, obbligando il licenziante a comunicare le informazioni necessarie e a fornire assistenza e consulenza al personale del ricevente, mentre il licenziatario è obbligato a versare un corrispettivo e a non divulgare le informazioni segrete ricevute.

I contratti di licenza di know-how, come quelli di brevetto, sono regolamentati dalla normativa antitrust, che difende la libera concorrenza nei mercati contro accordi monopolistici, sia a livello comunitario che nazionale.

Ing. N. Marzulli

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