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Perchè registrare un marchio UE

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Essere titolari di un marchio comunitario non è un risultato fine a se stesso, ma solo l’inizio della parte più importante della vita di un marchio. Tutto ciò che si vende ha un marchio: ad esempio i vestiti che indossiamo e il cibo che mangiamo. Se si desidera commercializzare i propri prodotti all’interno dell’UE, è consigliabile registrare un marchio comunitario in modo da essere protetti in tutti gli Stati appartenenti all’Unione Europea. Questo video dell’EUIPO rende meglio l’idea dell’importanza del deposito di un marchio comunitario.

(fonte EUIPO)

Vedi anche:

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Un marchio valido in tutta l’Unione Europea

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AGGIORNATO IL 30/08/2021

 

marchio comunitario uami-oami

Il logo dell’EUIPO

L’ EUIPO (L’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale) ha sede ad Alicante (Spagna) e rappresenta l’Agenzia dell’Unione Europea che dal 1996 si occupa della registrazione dei marchi e dei design comunitari. Con un’unica domanda presentata all’EUIPO, si può ottenere la registrazione di un marchio comunitario i cui diritti vengono estesi a tutto il territorio dell’Unione Europea, che attualmente comprende 27 paesi (Italia compresa) e quasi 500 milioni di abitanti.

L’Ufficio gestisce l’intera procedura di registrazione, nonché l’eventuale fase di opposizione alla registrazione azionata da terzi, ovvero da possessori di marchi anteriori potenzialmente in conflitto con il marchio comunitario che si intende depositare. I requisiti che deve possedere un marchio comunitario, sono i medesimi previsti per il marchio Italiano.

Possono registrare un marchio comunitario le persone fisiche e giuridiche aventi cittadinanza, domicilio, sede o stabile organizzazione in uno Stato membro della Comunità Europea. Gli Stati interessati dal marchio comunitario sono: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria.

Sappiamo che dalla mezzanotte del 31 gennaio 2020 la Gran Bretagna non fa più parte dell’Unione Europea. Da quel momento è iniziato un periodo di transizione terminato il 1 gennaio 2021: in quella data il Regno Unito ha lasciato definitivamente l’UE (ne abbiamo parlato qui).

Una volta ricevuta una domanda, l’Ufficio verifica la sussistenza dei requisiti formali e provvede ad effettuare una ricerca di novità tra i marchi comunitari, mentre ogni Stato, ad eccezione di Italia, Francia e Germania, procede ad effettuare una ricerca di anteriorità nei propri registri. A seguito di ciò l’EUIPO trasmette il rapporto di ricerca al richiedente e procede alla pubblicazione del marchio stesso.

Entro tre mesi dalla pubblicazione, chi ritiene di avere diritti su quel nome e non vuole che sia registrato può presentare opposizione, avverso la quale ci si può difendere, ovvero aprire un dibattito contraddittorio in sede amministrativa presentando i migliori argomenti a sostegno della registrabilità del proprio marchio. In assenza di opposizione oppure se si è chiusa positivamente un’eventuale opposizione, il marchio viene pubblicato e registrato nelle classi indicate nella domanda.

Una volta ottenuto il marchio, esso conferisce al titolare il diritto esclusivo di utilizzare quel nome su tutto il territorio della Comunità Europea per 10 anni, anche se poi è possibile procedere illimitatamente al suo rinnovo.

Vedi anche:

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