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Precisazioni

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Il Tribunale dell’Unione Europea, in una recente sentenza, ha fornito alcuni chiarimenti circa le modalità con cui procedere in maniera corretta alla registrazione di un marchio di colore.

Il caso riguardava due marchi di colore registrati dalla Red Bull, entrambi poi dichiarati nulli. In quell’occasione il Tribunale dell’Unione Europea ha ribadito che un marchio di colore o con combinazioni di colore, per essere valido, deve rispondere ai requisiti di cui all’art. 4 del regolamento n. 207/2009 e pertanto:

  1. deve costituire un valido segno;
  2. tale segno deve poter essere oggetto di rappresentazione grafica;
  3. il segno medesimo deve essere idoneo a distinguere i prodotti o servizi di una determinata impresa da quelli di altre imprese.

Secondo il Tribunale dell’Unione Europea la “semplice giustapposizione di due o più colori designati in modo astratto e senza contorni” non rispetta i criteri di costanza e precisione propri del marchio di colore.

Conosciamo bene l’importanza del colore in un marchio: un colore dona identità ad un marchio facilitandone la riconoscibilità. C’è un legame molto stretto tra brand e colore, da valutare con ponderazione in quanto rappresenta un elemento aggiuntivo di fondamentale importanza.

Psicologicamente, un consumatore che si trova di fronte ad un marchio, lo memorizza prima visivamente e, solo in un secondo momento, verbalmente. Un utente percepisce all’istante il colore di un prodotto e lo associa subito alla relativa marca prima ancora di averne letto il nome. Il colore può dunque conferire un’efficacissima distintività e caratterizzazione ad un prodotto (ne abbiamo parlato qui).

Vedi anche:

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Il blu di Tiffany o il lilla di Milka

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Pensiamo a cosa accadrebbe se un marchio solitamente riconoscibile dal solo colore, come ad esempio il “lilla” della tavoletta di cioccolato Milka o il “blu Tiffany” della nota gioielleria, improvvisamente cambiasse colore: un consumatore probabilmente non riconoscerebbe più il marchio, non assocerebbe più il suo colore al brand magari diventato famoso col passare degli anni proprio grazie a quella particolare tonalità di colore.

E’ quanto accaduto al “blu Tiffany” (ma solo per un giorno), un marchio in cui la sua capacità distintiva è data da quel colore fresco e unico, divenuto sinonimo di un brand di lusso. Per il colore “blu Tiffany” si sono succedute una serie di registrazioni marchi. Il colore “blu Tiffany” infatti è associato all’azienda statunitense Tiffany & Co. che lo utilizza per le confezioni dei suoi gioielli.

Qualche mese fa è accaduta una cosa alquanto curiosa che ha suscitato ilarità. Il 1 aprile la Tiffany & Co. aveva cambiato per un giorno il suo colore “blu Tiffany” trasformandolo in giallo oro. Questo aveva destato clamore ma si trattava solo di un pesce d’aprile. Da questo episodio buffo si può facilmente comprendere quanto sia importante il legame tra un marchio ed il suo colore e quanto sia fondamentale la sua scelta.

Il marchio di colore è un tipo di marchio che quindi è possibile registrare ed è rappresentato solo dal colore o da combinazioni di colori, in cui non vi sono scritte o immagini di alcun tipo. Il solo colore può donare una certa identità e distintività ad un marchio facilitandone la sua riconoscibilità.

Un consumatore che si trova di fronte ad un marchio lo memorizza prima visivamente e, solo in un secondo momento, verbalmente. E’ pertanto indubbio che la presenza di uno o più colori, facilitino la memorizzazione complessiva del marchio. Un utente percepisce all’istante il colore di un prodotto e lo associa subito alla relativa marca prima ancora di averne letto il nome (ne abbiamo parlato qui).  Il colore favorisce infatti un impatto visivo che cattura l’attenzione e può anche condizionare un acquisto.

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si possono registrare anche solo dei colori

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marchio di colore Una certa combinazione di colori è in grado di rendere un prodotto immediatamente riconoscibile e distinguibile dagli altri; il colore dona infatti un impatto visivo che cattura l’attenzione e può condizionare un acquisto. Un utente percepisce all’istante il colore di un prodotto e lo associa subito alla relativa marca prima ancora di averne letto il nome.

Il colore può dunque conferire un’efficacissima distintività e caratterizzazione ad un prodotto; è questo il principale motivo per cui è possibile registrare come marchio uno o più colori abbinati tra loro. È cioè possibile registrare come marchio la sola combinazione di più colori, senza alcuna dicitura abbinata.

Una combinazione di colori registrata come marchio, potrà essere utilizzata su un prodotto, un macchinario, per identificare un servizio e così via. Un esempio quotidiano lo ritroviamo quando per strada cerchiamo un distributore di carburante; le strutture dei vari impianti di erogazione, sono contraddistinte da un ben preciso abbinamento di colori. Capita un po’ a tutti di associare immediatamente il colore alla casa madre anche senza leggerne il nome.

Si può registrare come marchio anche solo un colore; in questo caso si esclude però che possa essere impiegato un “colore puro”, privo cioè di variazioni cromatiche. Il motivo è rappresentato dal fatto che l’esclusiva di utilizzo di quel determinato “colore puro” non può essere data a nessuno, cioè non può essere limitata ad un solo soggetto.

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