Tag Archives: Contraffazione

Il famoso tartan è ora un marchio noto

______________

Il motivo a quadri della Burberry (detto “tartan”) è ormai un celebre marchio figurativo. La riproduzione del disegno scozzese senza autorizzazione da parte del suo titolare, costituisce reato di contraffazione anche se non viene riprodotta la denominazione “Burberry”.

Lo ha stabilito la Cassazione penale in una recente sentenza dopo una lunga diatriba che ha visto accogliere il ricorso della famosa casa di moda di lusso britannica.

Il marchio “Burberry check” è un marchio noto, la sua trama permette visivamente al consumatore di collegare all’istante il capo d’abbigliamento alla storica casa produttrice.

Pertanto la titolarità del marchio “Burberry check” permetterà alla casa inglese di godere dell’esclusiva del marchio costituendo un precedente per future controversie.

E’ facile comprendere che l’estetica di un prodotto ha un’enorme importanza ai fini del suo successo commerciale; investire in design e ricercatezza estetica è diventato pertanto fondamentale e, spesso, imprescindibile per differenziarsi dalla concorrenza e, col tempo, acquisire unicità e notorietà.

Quindi l’aspetto esteriore di un prodotto può essere tutelato con la registrazione di un modello o disegno. Questa è una scelta premiante non solo in termini di notorietà dell’azienda ma anche di posizionamento sul mercato.

Infatti molte sono le aziende che impiegano cospicue risorse per la progettazione e realizzazione dei disegni o dei modelli di design con l’obiettivo di accaparrarsi una buona fetta di mercato, magari indirizzata ai palati più raffinati (ne abbiamo parlato qui).

Vedi anche:

registra un marchio ORA - CANALE VIDEO -Marchio Logo

Quali i rimedi e i rischi che si corrono

_________

AGGIORNATO IL 31/01/2022

Capita sempre più spesso che un marchio venga utilizzato su internet senza l’autorizzazione del legittimo proprietario; si può dire che oggi è una delle forme più diffuse di contraffazione.

Ricordiamo che la contraffazione di un marchio non consiste solo nella riproduzione dello stesso in maniera tale che venga scambiato per l’originale, ma anche nel suo uso illegittimo (ossia senza l’autorizzazione del titolare). In virtù di ciò, il titolare di un marchio che nel corso degli anni ha acquisito clientela e notorietà anche grazie a quel segno distintivo, ha senz’altro tutte le ragioni per opporsi all’uso illegittimo da parte di terzi di un marchio identico o simile al suo. Tale similitudine genera infatti confusione nei consumatori, sottraendogli quindi una buona fetta di clientela e, magari, andando a ledere la sua immagine (ad esempio a causa della scarsa qualità dei prodotti simili).

Ma quali sono i possibili rimedi? Nei casi di reiterazione del comportamento illecito si può arrivare anche al sequestro del sito. Un caso eclatante di contraffazione di un marchio su internet è di recente arrivato a sentenza nel tribunale di Bologna. La sentenza in questione richiama una decisione delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione del 2015.

Il tribunale ha ritenuto condannare colui che utilizzava illecitamente il marchio altrui su un sito, con lo strumento del sequestro impeditivo ed il conseguente oscuramento del portale. Il giudice ha ritenuto “adeguata e necessaria tale misura al fine di scongiurare eventuali ulteriori conseguenze della condotta criminosa realizzata”.

Di recente anche la Guardia di Finanza di Macerata ha fatto oscurare ben 98 siti web nel mondo che proponevano la vendita on line di capi di abbigliamento e accessori di noti marchi nazionali ed internazionali ovviamente falsi. Nello specifico i siti risultavano collocati in Germania, Francia, Danimarca, Stati Uniti, Panama, Cina e Gran Bretagna. Si trattava di un enorme giro di affari illecito di marchi che riproducevano note casa di moda.

Vedi anche:

registra un marchio ORA     - CANALE VIDEO -Marchio Logo

Un nuovo servizio dell’UIBM

______

AGGIORNATO IL 12/09/2022

Il servizio “Linea Diretta Anticontraffazione” offre informazioni sugli strumenti previsti dalla normativa vigente e assistenza su violazioni di diritti di proprietà intellettuale, per consentire l’attivazione di procedure di contrasto anticontraffazione a livello sia nazionale che internazionale, nell’ambito dei rapporti di collaborazione con le competenti istituzioni straniere.

Tale servizio è operato da personale specializzato della Guardia di Finanza, distaccato presso la Direzione Generale dell’UIBM, che riceve e valuta le segnalazioni pervenute ed è in diretto collegamento, per eventuali seguiti di rispettiva competenza, con le Forze di Polizia (soprattutto i Nuclei Speciali della Guardia di Finanza) e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (in particolare il Servizio Antifrode).

La “Linea Diretta Anticontraffazione” è anche parte integrante del portale gestito dalla Guardia di Finanza (https://siac.gdf.it/) denominato “Sistema Informativo Anticontraffazione” (SIAC). Per accedere ai servizi è possibile:

  • inviare una mail all’indirizzo:
    anticontraffazione@mise.gov.it
    anticontraffazione@pec.mise.gov.it.
  • trasmettere un fax al numero 06.4705.3539
  • telefonare al numero 06.4705.3800, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 17:00
  • trasmettere una segnalazione alla Linea diretta anticontraffazione tramite l’apposita App GeoUIBM

La DGTPI-UIBM non è competente in materia di certificazioni CE, conformità e sicurezza dei prodotti, pertanto la LAC non gestisce segnalazioni relative a questi ambiti.

Fonte:
UIBM

Vedi anche:

registra un marchio ORA     - CANALE VIDEO -Marchio Logo

le tecnologie disponibili oggi

______

Forniamo una panoramica sulle diverse tecnologie anticontraffazione e di tracciabilità disponibili oggi in commercio, con l’obiettivo di favorirne la conoscenza e la diffusione; lo scopo è quello di fornire informazioni per introdurre le tecnologie anticontraffazione più idonee alla propria realtà.

I metodi anticontraffazione possono essere oggetto di differenti tipi di classificazioni; l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi ha messo a disposizione uno spazio virtuale-istituzionale destinato a raccogliere le differenti informazioni ed organizzarle nelle seguenti sezioni:

  • LE TECNOLOGIE DI TIPO MECCANICO sfruttano le proprietà fisiche dei materiali per realizzare funzionalità di anti-contraffazione e creare barriere efficaci contro le manomissioni. Soluzioni disponibili:

Etichette
Incisione laser
Dispositivi anti-alterazione
Sigilli
Filo di sicurezza
Pellicola di sicurezza

  • LE TECNOLOGIE PER I MEDIA DIGITALI fanno riferimento alle tecniche incorporate nei computer, negli apparecchi elettronici e nei file digitali. Soluzioni disponibili:

Sistemi DRM
Watermark digitale

  • Oltre alle citate tecnologie sono disponibili altri sistemi:

codici identificativi merci
standard ISO

Infine sul sito dell’UIBM è disponibile anche un’utile interfaccia per comparare le diverse tecnologie e scegliere quella più idonea (cliccare qui).

Ing. Marzulli – Avv. Zambetti

registra un marchio ORA     - CANALE VIDEO -Marchio Logo

Il caso del marchio annullato TOSCORO

_______

La contraffazione non si verifica solo tra marchi uguali o molto simili tra loro, ma anche quando un marchio è simile ad una Indicazione Geografica Protetta (IGP); lo ha recentemente stabilito il Tribunale dell’Unione Europea, il quale ha ritenuto giusto applicare gli stessi principi utilizzabili nel giudizio di confondibilità tra due marchi.

In generale, quando ci sono due marchi simili, la commissione esaminatrice utilizza determinati parametri per metterli a confronto tra di loro, al fine verificare la loro confondibilità; nel caso in questione questi stessi parametri sono stati utilizzati per confrontare il marchio “Toscoro” con l’indicazione geografica protetta “Toscano” che identifica il prodotto olio in quanto legato ad un determinato territorio.

Sappiamo infatti che l’Indicazione Geografica Protetta (IGP) può essere impiegata per contraddistinguere prodotti alimentari per i quali una determinata qualità, reputazione o altra caratteristica, deriva dall’origine geografica in cui avvengono la produzione/trasformazione/elaborazione (ne abbiamo parlato qui).

Toscoro” è un marchio nato per identificare per l’appunto oli alimentari ed evoca, a detta del Tribunale, l’indicazione geografica protetta “Toscano”; pertanto il ricorso presentato dai proprietari del marchio Toscoro viene rigettato dal Tribunale UE che conferma la confondibilità con la denominazione geografica protetta Toscano.

Ing. Marzulli – Avv. Zambetti

registra un marchio ORA     - CANALE VIDEO -Marchio Logo

Il caso LOTTO/MAX MARA

__________

AGGIORNATO IL 18/01/2021

boletus basket isolated on white

La riproduzione di un altrui marchio figurativo all’interno della grafica complessa di un proprio marchio non rappresenta un’ipotesi di contraffazione: lo ha stabilito la Corte di Cassazione rigettando il ricorso presentato dalla nota griffe sportiva “Lotto”.

La Cassazione ha confermato la sentenza di II° grado che aveva escluso l’ipotesi di confondibilità tra il marchio “Lotto” ed il marchio della griffe di moda “Max Mara” la quale, a detta della “Lotto”, inglobava all’interno del suo marchio un’immagine confondibile con quella della “Lotto”.

Nello specifico, secondo la casa sportiva, il marchio italiano figurativo di titolarità della Lotto Sport Italia S.p.A. veniva riprodotto in serie all’interno di una grafica presente su alcuni capi di abbigliamento e borse firmati Max&Co., marchio di proprietà del gruppo Max Mara.

Secondo invece la Cassazione, i due marchi oggetto di controversia non risultano confondibili tra di loro perché analizzando in maniera globale gli elementi grafici dei rispettivi marchi, ossia guardandoli nella loro interezza e non in maniera analitica, danno una percezione di insieme facilmente distinguibile, tale da non indurre in errore un consumatore medio.

La Suprema Corte pertanto conferma il giudizio espresso dai giudici di primo e secondo grado sostenendo la non confondibilità tra i due segni distintivi, perchè la riproduzione dell’elemento grafico del marchio “Lotto” costituito da una doppia losanga all’interno di un fregio particolarmente complesso, non è sufficiente ad indurre in errore il consumatore.

La Cassazione dichiara che l’elemento grafico oggetto di discordiaera solo uno tra i vari elementi costitutivi del segno della convenuta Max Mara, che si caratterizzava anche (e non solo) per la ripetizione in serie del fregio in tutta la superficie del prodotto, nell’ambito di una fantasia grafica complessa chiaramente distinguibile dal marchio Lotto”.

Solitamente invece, il presupposto necessario affinché si possa parlare di contraffazione di un marchio è la sua capacità di confondersi con un altro, cioè il semplice rischio di confusione e associazione tra due segni. Tale rischio di confusione per il pubblico è particolarmente intenso quando il segno distintivo è non solo identico o simile al marchio registrato ma è anche utilizzato per contraddistinguere prodotti o servizi identici o affini a quelli distinti con il marchio registrato.

E’ evidente che i giudizi sono sempre espressi discrezionalmente da un giudice (seppur interpretativi di leggi), il quale è chiamato a valutare se tra il marchio registrato e il segno distintivo accusato di contraffazione sussista una somiglianza visiva, fonetica e/o concettuale complessivamente apprezzata di intensità tale da creare confusione (ne abbiamo parlato qui). Pertanto, prima di intraprendere un’azione legale bisognerà soffermarsi anche sul fattore soggettivo aleatorio della discrezionalità del giudice che sarà da mettere in conto.

Consigliamo di leggere questo articolo prima di depositare un marchio.

Vedi anche:

registra un marchio ORA - CANALE VIDEO -Marchio Logo

ingannare i consumatori con il suono di un marchio

_________

AGGIORNATO IL 13/09/2021

italian soundingIl fenomeno dell’ “Italian Sounding” consiste nell’attribuire ad un prodotto un marchio il cui “suono” evochi un’origine Italiana; il fenomeno interessa prodotti realizzati all’estero i quali, giocando sul “suono” del relativo nome, ingannano i consumatori facendo pensare loro che si tratti di un prodotto Italiano.

L’obiettivo è ovviamente quello di sfruttare l’indiscussa popolarità mondiale dei nostri prodotti, in particolare agroalimentari, consentendo all’azienda produttrice del prodotto “non-italiano” di ritagliarsi fette di mercato a discapito di aziende produttrici nostrane.

Nella pratica, aziende (in specie) estere che vogliono sfruttare la notorietà del prodotto Made in Italy, mettono in commercio prodotti aventi espliciti riferimenti Italiani e/o un nome che “suona” come Italiano, anche se in realtà non hanno nulla di nostrano. Il danno economico per le aziende Italiane, in termini di mancati guadagni, è notevole; come già detto, si tratta di una forma di inganno verso il consumatore, di concorrenza sleale che spesso sfocia in vera e propria truffa, molto redditizia per il contraffattore.

Esiste anche un notevole danno di immagine legato alla qualità del prodotto, spesso molto inferiore a quella del prodotto originale Italiano; ciò è comprensibile poichè oltre alla materia prima utilizzata ed alle lavorazioni frutto di esperienze decennali/centenarie, ci sono anche leggi nazionali molto rigide e restrittive che garantiscono non solo l’ottima qualità dei prodotti Italiani ma anche la loro sicurezza.

Volendo fare un esempio, è noto il caso del formaggio estero “Parmesan” il cui suono fa pensare al “Parmigiano” Italiano. Diventa pertanto fondamentale educare il consumatore (specie estero) a riconoscere l’originalità di un prodotto.

Pertanto, riassumendo, quattro sono gli elementi che caratterizzano un prodotto originale:

  1. Provenienza
  2. Sicurezza
  3. Tracciabilità
  4. Salute e gusto

Vedi anche:

 

registra un marchio ORA     - CANALE VIDEO -Marchio Logo

firmata CARTA ITALIA

______

La contraffazione online subisce un duro colpo con l’arrivo di “Carta Italia” cioè l’intesa firmata dal Ministero dello Sviluppo Economico, Indicam(Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione) e Netcomm, il Consorzio italiano di cui fanno parte più di 500 operatori attivi nel commercio in rete.

E’ un ottimo strumento di tutela del made in Italy e di lotta alla contraffazione, soprattutto se si pensa al crescente incremento in Italia dell’utilizzo del web per l’acquisto di prodotti di qualsiasi natura. L’accordo tra pubblico e privato prevede un intervento costante su più fronti:

  • i titolari di diritti e le associazioni dei consumatori con le loro segnalazioni forniscono informazioni preziose per individuare il falso;
  • i commercianti grazie alle informazioni ricevute possono adoperarsi per riconoscere il prodotto contraffatto e bloccarne la vendita;
  • i titolari delle piattaforme online, aderendo all’iniziativa si impegnano non solo a verificare l’autenticità dei prodotti presenti sui loro siti ma, in presenza di contraffazioni, anche a rimuovere le offerte relative; ciò significa che il loro intervento è fondamentale per impedire la vendita dei prodotti non originali eventualmente bloccando l’account dei truffatori.

Un’altra garanzia di originalità è l’attribuzione del sigillo Netcomm che il Consorzio assegna alle piattaforme online più “ligie al dovere”, ossia che soddisfano tutta una serie di requisiti a tutela del consumatore in termini di originalità dei prodotti. Questo strumento anticontraffazione è stato esteso, a partire da questo mese, anche a tutte le piattaforme e-commerce europee. Per approfondimenti cliccare qui.

Ing. Marzulli – Avv. Zambetti

registra un marchio ORA     - CANALE VIDEO -Marchio Logo

Adwords e il caso “interflora”

______

L’utilizzo di marchi altrui come keywords nelle campagne pubblicitarie sui motori di ricerca online, non è consentito e può potenzialmente essere alla base di condanne; per chiarire, costituisce illecito l’utilizzo di marchi altrui come parole chiave, nel c.d. keywords advertising.

L’utilizzo di keywords corrispondenti a marchi noti, è una pratica che viene il più delle volte operata allo scopo di far comparire il proprio annuncio pubblicitario in un motore di ricerca online, ottenendo quindi visibilità e possibilità di fare affari sfruttando la notorietà dell’altrui marchio.

Ricordiamo che i principali motori di ricerca vendono spazi pubblicitari che compaiono solo quando un utente effettua una ricerca utilizzando determinate parole chiave (keywords); ciò avviene ad esempio con la campagna Adwords di Google, nella quale un utente quando effettua una ricerca vede oltre ai risultati c.d. “organici” (ossia quelli normali che occupano la parte centrale della pagina), anche i c.d. “link sponsorizzati” che corrispondono ad annunci pubblicitari di operatori che hanno deciso di far comparire il proprio annuncio con la keywords digitata dall’utente.

Chiarito ciò, se un operatore utilizza una parola chiave uguale ad un marchio altrui commette un illecito assimilabile al reato di contraffazione. Citiamo un caso abbastanza noto ovvero il caso del marchio “Interflora”, utilizzato come parola chiave da una catena di grandi magazzini nel Regno Unito.

Quando l’utente inseriva su Google la parola “Interflora” compariva l’annuncio della catena di grandi magazzini. A questa si sono aggiunte diverse altre sentenze di condanna che, in alcuni casi, hanno introdotto anche la fattispecie della “concorrenza sleale”.

Anche il Tribunale di Milano in una recente sentenza ha stabilito che l’utilizzo di marchi altrui come parole chiave costituisce non solo concorrenza sleale ma anche una vera e propria violazione di marchio altrui. Il Tribunale di Milano ha anche precisato che tale uso genera confusione tra i consumatori ed un ingiusto profitto per l’utilizzatore.

Il titolare di un marchio ha quindi il diritto di impedire l’uso del marchio come parola chiave da parte di un concorrente ai fini del posizionamento nel motore di ricerca, a maggior ragione se il marchio gode di notorietà, per il vantaggio che offre a chi lo usa ed il danno che arreca al suo titolare.

Ing. Marzulli – Avv. Zambetti

registra un marchio ORA     - CANALE VIDEO -Marchio Logo

è online la piattaforma SIAC

_____

piattaforrma SIACIl “mercato del falso” è una piaga del nostro tempo e si sta cercando di arginare il problema con l’introduzione di strumenti adeguati ai tempi; con questo fine nasce il progetto SIAC (Sistema Informativo Anti Contraffazione), una piattaforma online messa a disposizione dalla Guardia di Finanza per la lotta alla contraffazione dei marchi.

Si tratta di un progetto co-finanziato dalla Commissione Europea, col fine di creare una banca dati per le imprese che possono utilizzare questo strumento per inserire informazioni utili sui propri marchi. Facciamo notare che nel solo 2013 la Guardia di Finanza ha effettuato oltre 130 milioni di sequestri.

SIAC crea una sorta di collaborazione tra le istituzioni (come le Forze di polizia) e le aziende; l’obbiettivo è quello di dar vita ad una una banca dati per le imprese che possono utilizzare questo strumento per inserire informazioni utili sui propri marchi colpiti da contraffazione. Questa piattaforma è inoltre in grado di fornire consigli utili agli utenti per riconoscere i prodotti contraffatti ed evitare di incorrere in spiacevoli sorprese.

La piattaforma è così strutturata: c’è un’area di pubblico accesso ed un’altra privata dove possono accedere solo le aziende (previa registrazione) e la Guardia di Finanza. La procedura per un’impresa è semplice: è sufficiente accreditarsi al portale, indicare un rappresentante legale ed allegare una visura camerale.

(altro…)

le differenze tra i termini “logo” e “marchio”

________

AGGIORNATO IL 09/11/2020

loghi celebriLogo e marchio hanno lo stesso significato? Sovente i due termini “logo” e “marchio” vengono utilizzati come sinonimi ma anche se si suole attribuirgli un analogo significato, esistono delle differenze. 

Un “logo” si riferisce esclusivamente alla parte grafica di un marchio, ossia alla sua sola immagine; quando cioè si realizza un’immagine grafica per identificare la propria attività od un proprio prodotto/servizio,  si identifica col termine “logo”. Quindi si può procedere con la registrazione del solo logo cioè della sola parte grafica oppure si può scegliere di voler registrare il logo+nome.

Il termine “marchio” è invece più generale; esso si riferisce più genericamente a ciò che si intende registrare, sia esso soltanto un nome (marchio verbale), oppure il solo logo (marchio figurativo) od infine logo+nome (sempre marchio figurativo). Parlare di “registrazione logo” o registrazione marchio” è quindi sostanzialmente equivalente.

Avendo citato il marchio verbale e quello figurativo, ricordiamo che il primo consiste in una dicitura semplicemente digitata su una tastiera, ossia del tutto priva di caratteri personalizzati, colori, grafica e/o logo, mentre il secondo contiene sicuramente della grafica e, eventualmente, anche uno o più termini.

Tenendo conto che oltre alla funzione distintiva il marchio rappresenta il principale strumento di comunicazione di un’impresa, è immediato comprendere che per il successo di un’attività imprenditoriale è fondamentale la scelta del marchio sul piano strategico di comunicazione e pubblicità; in tale ottica la presenza di un “logo” agevola senz’altro il compito dei responsabili della comunicazione anche perchè, come più volte detto, il consumatore memorizza più facilmente un’immagine e la associa immediatamente ad un prodotto/servizio o all’impresa produttrice.

E’ anche opportuno non sottovalutare l’importanza del colore: la combinazione di colori è in grado di rendere un prodotto immediatamente riconoscibile e distinguibile dagli altri. Il colore dona infatti un impatto visivo che cattura l’attenzione e può condizionare un acquisto. Un utente percepisce all’istante il colore di un prodotto e lo associa subito alla relativa marca prima ancora di averne letto il nome.

Vedi anche:

registra un marchio ORA     - CANALE VIDEO -Marchio Logo

Questo video è tratto dall’UIBM-Channel (il canale video dell’UIBM su YouTube) ed illustra chiaramente e sinteticamente il motivo per cui TUTTI dovremmo evitare di acquistare merce contraffatta. Il danno che deriva dall’uso di un marchio (o brevetto o design) contraffatto si ripercuote su tutta la nostra collettività; magari il danno non si percepisce immediatamente, ma tempo dopo vediamo imprese che non investono più, persone che perdono il lavoro o, peggio ancora, aziende che chiudono.

 

Ing. Marzulli

registra un marchio ORA     - CANALE VIDEO -Marchio Logo

 

le soluzioni alla dilagante “moda” dei prodotti contraffatti

____________

imitazioneIl dato di fatto è che siamo letteralmente circondati da prodotti contraffatti: borse, scarpe, abiti, giocattoli, alimenti, gioielli, cosmetici e farmaci. Nella maggior parte dei casi, si acquista un prodotto contraffatto perché non ci si può permettere il prodotto originale però si desidera comunque ostentarlo.

In altri casi interviene addirittura il fenomeno “moda”, che vuole il ricorso al prodotto contraffatto come dimostrazione di furbizia o come divertimento, con l’autogiustificazione derivante dalla voglia di punire la griffe di turno giudicata troppo avida. Secondo stime recenti, l’Italia è al terzo posto nell’Unione europea per consumo di merci contraffatte.

Ciò dimostra che il settore della contraffazione “tira”; l’imprenditoria criminale ne cavalca quindi l’onda del successo e punta sulla qualità dei prodotti contraffatti. Recenti sequestri mostrano prodotti fatti talmente bene da mettere in crisi persino il perito consultato dai finanzieri per esaminare la merce contraffatta.

Capi fasulli sono stati sequestrati persino dai rivenditori ufficiali, il che è la dimostrazione circa la qualità che hanno raggiunto i prodotti contraffatti. Urgono pertanto validi strumenti per contrastare il fenomeno ed evidenziare i prodotti contraffatti. Allo scopo, riportiamo due notizie riguardanti due sistemi brevettati che servono a tutelare i produttori ed a dimostrare inequivocabilmente la natura contraffatta del prodotto eventualmente sequestrato.

“…Per tutelare i prodotti del Made in Italy, e in particolare il ‘Made in Brianza’, la Camera di Commercio di Monza lancia ‘Digitally Made in Brianza’, la nuova etichetta digitale per combattere la contraffazione. Il sistema si basa su uno sticker, ‘Ologramma 4G’: un nuovo sistema di etichettazione digitale che partendo dalla struttura del codice a barre (QR code) permette di rendere fruibile in modo interattivo “la carta d’identità” del prodotto e dell’impresa – spiegano i promotori -, sia in funzione anticontraffazione, sia in funzione promozionale. Lo sticker 4G è composto dall’ologramma della Camera di commercio di Monza e Brianza e contiene il codice ‘Bee tagg’, che consente l’accesso ai dati tramite smartphone e tablet, e il codice seriale, che assicura l’accesso ai dati dei prodotti attraverso la sezione dedicata del sito internet ‘Digitally Made in Brianza’.
‘Ologramma 4G’ oltre a rendere tracciabili i beni, tutelare il brand dell’azienda e l’unicità dei suoi prodotti, offre una garanzia ai clienti che ancora prima dell’acquisto sono consapevoli di entrare in possesso di un prodotto originale, controllato e sicuro…”
Fonte: Il giorno Monza Brianza

“…C’è chi ha inventato un sistema per tracciare i prodotti e verificarne l’originalità: si chiama Italcheck, una tecnologia per dare una risposta alla contraffazione e all’Italian Sounding, paralleli illegali ed oscuri della filiera produttiva del nostro Paese. Ogni azienda accreditata Italcheck, dopo rigidi controlli, può avvalersi per i propri prodotti di un QR code e di un IC-code che danno la possibilità al consumatore ovunque nel mondo di verificarne l’autenticità, il lotto o il numero di serie. Italcheck parla Italiano, Inglese, Francese, Spagnolo, Tedesco, Portoghese, Cinese, Giapponese, Russo, Arabo. L’utilizzo di questa smart utility sarà possibile attraverso il proprio smartphone, tablet o pc, per un moderno ritorno alle origini oggi sinonimo di eccellenza…”
Fonte: La repubblica

registra un marchio ORA     - CANALE VIDEO -Marchio Logo

Imitazione di un marchio

_________

contraffazione marchioLa contraffazione del marchio si sostanzia nell’uso non legittimo di un marchio, identico o simile ad altro marchio oggetto di registrazione, per distinguere prodotti identici o affini o, qualora il marchio registrato abbia acquisito lo status di marchio che gode di rinomanza, anche prodotti non affini. La registrazione del marchio si effettua depositando formale domanda di registrazione del marchio.

In Italia il deposito della domanda di registrazione del marchio italiano si effettua presso l’U.I.B.M. – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi oppure presso ogni Camera di Commercio provinciale oppure mediante in modalità  telematica (deposito online). L’esame della domanda di registrazione del marchio, come di ogni altro titolo di proprietà industriale per cui si chieda la registrazione o il brevetto, è di competenza esclusiva dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.

La registrazione del marchio costituisce, secondo la  normativa italiana compilata nel Codice di Proprietà Industriale,  il titolo di proprietà industriale Marchio Registrato. Al titolare del diritto di proprietà industriale – Marchio Registrato –  il Codice di Proprietà Industriale conferisce diritti esclusivi esercitabili contro chiunque e oggetto di ampia tutela. In particolare, il titolare del marchio registrato  ha  facoltà di fare uso esclusivo del marchio per tutto il periodo di validità della registrazione, rinnovabile illimitatamente.  (altro…)

La merce contraffatta

_________

AGGIORNATO IL 28/03/2022

contraffazioneLe seguenti domande e risposte hanno lo scopo di chiarire alcuni concetti legati alla “contraffazione”, onde consentire al titolare di un diritto di Proprietà Intellettuale (nonché a chiunque altro) di acquisire una maggiore consapevolezza sul suo significato e sulle sue implicazioni.

Con il termine “contraffare” si intende la riproduzione di un bene in maniera tale che venga scambiato per l’originale ovvero produrre, importare, vendere o impiegare prodotti o servizi coperti da proprietà intellettuale.

Che cosa si intende per merce contraffatta?
Per merce contraffatta si intende il prodotto, incluso l’imballaggio, su cui sia stato apposto senza autorizzazione un marchio commerciale identico ad uno validamente registrato per lo stesso tipo di prodotto o, comunque, un marchio che non ne possa essere distinto nei suoi aspetti essenziali (definizione Reg. (CE) n. 1383/2003).

E per le altre merci che violano i diritti di privativa?
Più in generale, violano, i diritti di proprietà intellettuale le merci che ledono diritti relativi a brevetti, indicazioni di provenienza geografica dei prodotti, disegni industriali, certificati protettivi complementari e privativa nazionale per ritrovati vegetali.

Cosa viene contraffatto oggi?
Oggi si falsifica di tutto. La creatività dei falsari non conosce limiti e contrariamente ad un opinione largamente diffusa, ovvero che i beni maggiormente contraffatti sono quelli voluttuari e di lusso, i cinque prodotti maggiormente contraffatti o piratati a livello mondiale sono gli oggetti in pelle, le sigarette, i giocattoli, i CD e DVD nonché i tessili.

Quali sono i pericoli della contraffazione per il consumatore?
La contraffazione di determinati prodotti (si pensi ad esempio farmaci, tabacchi, alimentari, giocattoli e abbigliamento) è considerata un pericolo per il consumatore, in quanto, oltre al danno economico potrebbero comportare rischi per la salute dello stesso (da allergie causate da tinture nocive su tessuti portati a contatto con il corpo, a malattie o addirittura morte per farmaci contraffatti, a danni anche gravi a causa di giocattoli fabbricati ad esempio con materiale infiammabile). Infatti, questi prodotti del mercato illecito, essendo fuori dal controllo di qualità delle multinazionali produttrici, sono fabbricati con materie prime di bassissima qualità che non aderiscono ai rigorosi standard  previsti e che creano spesso gravi danni al consumatore.

Nel caso in cui il consumatore sia vittima di una frode da contraffazione a chi può rivolgersi?
Il consumatore può comunicare un’eventuale caso di contraffazione all’apposito Ufficio del Ministero dello Sviluppo Economico, che trasmetterà poi le informazioni alle competenti forze di polizia.
Questi i recapiti:
• tel. 06 47055437 attivo dalle 9.00 alle 17.00, dal lunedì al venerdì (esclusi i festivi);
• fax. 06 47055390;
• email anticontraffazione@sviluppoeconomico.gov.it .

Cosa accade ad un consumatore che acquista beni contraffatti?
Dal 2005 è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria che attualmente, dopo una recente modifica, varia da 100 ad un massimo di 7.000 euro, per l’acquirente finale di beni contraffatti.

Nel caso in cui l’acquirente sia un operatore commerciale?
Una sanzione più grave è prevista nel caso “l’acquisto sia effettuato da un operatore commerciale o importatore o da qualunque altro soggetto diverso dall’acquirente finale”; in questo caso la sanzione amministrativa pecuniaria è stabilita da un minimo di 20.000 euro fino ad un milione di euro.
In taluni casi, chi acquista merce di sospetta provenienza può essere punito con l’arresto fino a sei mesi o con ammenda, come sancisce l’art. 712 del Codice Penale.
Per i prodotti italiani, poi, esiste una particolare tutela giuridica: la Finanziaria del 2004 (Legge n° 350/2003, art. 4 comma 49), recentemente inasprita dalla cd. Legge sviluppo (L.99/2009), ha previsto infatti l’applicazione della sanzione penale prevista dall’art. 517 C.P. in materia di «Vendita di prodotti industriali con segni mendaci» per chi importa, esporta e commercializza prodotti che riproducono falsamente la dicitura Made in Italy. Una nuova norma, poi, il D.L. 135/2009, conv. nella L.166/2009, ha introdotto nuove misure per meglio tutelare i prodotti realizzati  interamente in Italia, per i quali, cioè, il disegno, la progettazione, la lavorazione ed  il  confezionamento  sono  compiuti esclusivamente sul territorio italiano (cd. 100% made in Italy).

Fonte UIBM

Vedi anche:

registra un marchio ORA     - CANALE VIDEO -Marchio Logo

Come il Giudice decide nei conflitti tra marchi

__________________

AGGIORNATO IL 29/08/2022

giudizio-contraffazione-del-marchioLa soluzione del conflitto nascente dalla violazione dei diritti di esclusiva (contraffazione) conferiti dalla registrazione del marchio (ad es.  registrazione del marchio nazionale presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) richiede un’analisi complessa e individuale, non standardizzabile. Nel corso degli anni, tuttavia, sono stati elaborati dei criteri di valutazione certi e uniformemente osservati, anche nell’ambito del diritto comunitario ed internazionale, sì da orientare la soluzione dei casi controversi di violazione dei diritti di esclusiva sul marchio registrato.

È da precisare che presupposto necessario perchè si possa parlare di contraffazione del marchio registrato è la confondibilità cioè la possibilità che, mediante utilizzo di un segno distintivo, possa determinarsi un rischio di confusione per il pubblico, che può consistere anche in un rischio di associazione tra i due segni. Tale rischio di confusione per il pubblico è particolarmente intenso quando il segno distintivo è non solo identico o simile al marchio registrato ma è anche utilizzato per contraddistinguere prodotti o servizi identici o affini a quelli distinti con il marchio registrato.

L’esame di confondibilità tra il marchio registrato e un segno simile utilizzato per distinguere prodotti o servizi identici e/o affini deve essere diretto in primo luogo ad accertare la presenza di caratterizzazioni che, complessivamente considerate, possano produrre il rischio di creare nel pubblico quella confusione sulle attività delle imprese e sull’origine dei prodotti e dei servizi che la tutela del  marchio registrato intende evitare. Tali caratterizzazioni si apprezzano essenzialmente sotto i profili  grafico-visivo, fonetico e concettuale:  è il cd. criterio della Valutazione globale e sintetica del segno distintivo nelle sue componenti distintive Fonetica, Visuale, Concettuale.

In sostanza il Giudice è chiamato a valutare se tra il marchio registrato e il segno distintivo accusato di contraffazione sussista una somiglianza visiva, fonetica e/o concettuale, complessivamente apprezzata, di tale intensità da determinare il rischio di confusione per il pubblico qualora i due segni siano utilizzati per contraddistinguere prodotti o servizi identici o affini. In relazione poi al tipo di marchio registrato e all’oggetto della protezione, una o più delle componenti sarà determinante: ad es. la componente fonetica e concettuale nel marchio registrato per distinguere un servizio; la componente visiva nel marchio registrato consistente nella forma del prodotto e della confezione  – forma che può costituire essa stessa oggetto di registrazione come marchio.

Spesso dirimente per la soluzione dei conflitti tra marchio registrato e segni similari è l’apprezzamento della capacità distintiva del marchio registrato: cd. criterio della Valutazione della Forza/Debolezza (originalità e individualità) del segno distintivo. Un marchio forte è ad es. un nome di fantasia che concettualmente non richiami e non abbia alcuna capacità descrittiva del prodotto o servizio che contraddistingue. Al contrario è un marchio debole quello costituito esclusivamente o principalmente dalla denominazione o raffigurazione generica del prodotto o servizio o da indicazioni descrittive che ad essi si riferiscono, come i segni che in commercio o nel linguaggio corrente sono usati per designare la natura, la specie, la qualità, la quantità, la destinazione, il valore, la provenienza geografica o altre caratteristiche del prodotto o servizio.

Quando il  marchio registrato è un marchio forte, il Giudice valuterà il segno distintivo simile accusato di contraffazione come maggiormente confondibile perché più facilmente identificabile dal pubblico con il marchio registrato o ad esso associabile.

Vedi anche:

registra un marchio ORA     - CANALE VIDEO -Marchio Logo

Categorie