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Quali i requisiti

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Pochi sanno che i vaccini come tutti i farmaci sono brevettabili. Attualmente a causa dell’emergenza Coronavirus i Medici senza Frontiere hanno lanciato un appello a favore della diffusione del vaccino come bene dell’umanità contro la sua brevettabilità.

Ma cosa sono esattamente i vaccini? I vaccini sono medicinali biologici che hanno lo scopo di prevenire una o più malattie infettive attraverso la stimolazione del sistema immunitario (produzione di anticorpi, attivazione di specifiche cellule) e la conseguente acquisizione della cosiddetta “immunità attiva” (Fonte Aifa).

Qui vediamo nel dettaglio quali sono gli step per brevettare un vaccino sino alla sua commercializzazione:
• studi sperimentali in vitro;
• sperimentazione pre-clinica (studi in vitro e su modelli animali) ai fini della risposta immunitaria;
• analisi di tollerabilità;
• sperimentazione clinica ai fini dell’efficacia e della sicurezza del vaccino;
• registrazione;
• commercializzazione del nuovo vaccino sul mercato.

Tutte le fasi sono indispensabili per comprendere i benefici del vaccino e le sue controindicazioni ed è importante quindi che la percentuale di efficacia su soggetti sani sia molto alta.

Questo lungo percorso ha un costo notevole per le aziende che investono nella ricerca. Se il vaccino risulta davvero utile ed innovativo, l’azienda farmaceutica che ha investito nella ricerca lo brevetta e la sua commercializzazione in esclusiva dura vent’anni.

Trascorsi i vent’anni cosa succede? Accade che altre case farmaceutiche potranno produrre e commercializzare lo stesso vaccino come ”equivalente” ad un prezzo più basso non avendo investito in ricerca e sviluppo.

Vedi anche:

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iscriversi nella sezione speciale per ottenere benefici

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iscrizione Startup innovativeAl fine di potersi definire “start-up innovativa” ed ottenere i benefici previsti dal “decreto sviluppo bis”, è indispensabile iscrivere la propria società nella Sezione Speciale del Registro delle imprese; la data ultima per farlo è il 16 febbraio 2013. Il decreto sviluppo bis ha l’obbiettivo di favorire ed incentivare le start-up innovative, concedendo loro percorsi agevolati per l’accesso a contributi futuri, nonché condizioni esclusive in diversi ambiti, ad esempio in materia di assunzioni.

Non essendo questa la sede adatta per approfondire i contenuti di questo decreto, evidenziamo soltanto che tra i requisiti per potersi definire “start-up innovativa” e poter essere inseriti nella Sezione Speciale del Registro delle imprese, ce ne sono due che ci riguardano all’art. 25:

comma 2h) fra le spese in ricerca e sviluppo che l’impresa deve aver sostenuto, sono compresi anche i costi di consulenze per la registrazione e protezione di proprietà intellettuale e licenze d’uso. Le spese devono risultare dall’ultimo bilancio approvato, oppure, in assenza di bilancio nel primo anno di vita, sono assunte tramite dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante della start-up innovativa.

comma 3) tra i requisiti vi è anche l’essere titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale, relativa a un brevetto per invenzione, a una topografia a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale.

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Dic
10
2012

Brevetti Rand

Alla base di uno sviluppo sostenibile

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brevetti randI Brevetti RAND sono brevetti che non possono essere oggetto di controversie in quanto nascono proprio col fine della condivisione della tecnologia in essi contenuta, a condizioni predefinite. Negli ultimi tempi stiamo assistendo a molteplici guerre fra colossi, specie dell’informatica e telecomunicazioni, in cui i brevetti vengono usati come vere e proprie armi (vedi articolo).

I colossi in questione (Apple, Samsung, Google ed altri) si sono resi conto sulla propria pelle che tali scontri impegnano però enormi risorse (non solo economiche) e sarebbe pertanto il caso trovare delle strade alternative per limitare le controversie e, allo stesso tempo, difendere comunque i propri interessi commerciali.

A tal fine, le più grandi aziende tecnologiche mondiali si sono riunite in Svizzera per parlare tra le altre cose di brevetti; in particolare, l’obbiettivo è stato quello di valutare l’efficacia dei “brevetti RAND” (reasonable and non-discriminatory) e di migliorarne la regolamentazione. I brevetti RAND sembra infatti che possano rispondere all’esigenza di consentire lo sviluppo tecnologico limitando le controversie.

Un brevetto RAND prevede un corrispettivo economico automatico al detentore del brevetto potenzialmente violato, senza che questi possa però agire contro il contraffattore impedendogli di produrre e vendere il prodotto che viola il brevetto. I brevetti RAND prevedono cioè che chi voglia utilizzare un dispositivo protetto da brevetto possa farlo senza chiedere  l’autorizzazione, purchè venga corrisposta la quota economica stabilita per legge a chi lo ha registrato.

(altro…)

Nov
11
2011

Il Brevetto

Perché brevettare

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brevettareL’idea alla base del brevetto è quella di ricompensare chi investe tempo, soldi ed energie nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni innovative, rendendole poi pubbliche. Il brevetto serve quindi a garantire l’esclusiva di sfruttamento dei risultati dell’investimento effettuato; in altre parole, il brevetto di un’invenzione industriale non è una pubblicazione fine a sé stessa ma piuttosto un punto di partenza verso un percorso concreto che dia, possibilmente, un tangibile riscontro (ad esempio una qualche forma di guadagno).

Perché il brevetto possa fornire un beneficio tangibile, ad esempio un ritorno economico, deve però essere sfruttato efficacemente, immettendo l’invenzione brevettata sul mercato tramite:

  • commercializzazione diretta dell’invenzione brevettata;
  • vendita del brevetto a terzi;
  • concessione della licenza a terzi;

Quale che sia la modalità di sfruttamento, brevettare un’invenzione comporta quasi sempre una serie di conseguenze vantaggiose che possono anche andare oltre il mero ritorno economico. Per un’azienda, ad esempio, l’esclusiva dell’invenzione può costituire il mezzo con cui acquisire una solida posizione sul mercato, oltre che per avere accesso a nuove aree e contribuire a trasmettere un’immagine di alto livello di specializzazione e qualità dell’azienda.

Per un privato, i benefici derivanti dalla protezione brevettuale sono altrettanto interessanti e consistono principalmente nella possibilità di renderlo spendibile sul mercato come fosse un prodotto commercializzabile. Si possono ottenere profitti a seguito della concessione di licenze d’uso o a seguito della vendita del brevetto: nel primo caso si cede l’uso dell’invenzione a terzi in cambio di un compenso pecunario, mentre nel secondo caso avviene il trasferimento della proprietà sull’invenzione traendone un consistente profitto.

Ciò nonostante, a volte vi è la tendenza a parlare del proprio brevetto con reticenza, quasi a volerne nascondere le caratteristiche di base per il timore che qualcuno possa carpirne i contenuti e copiarlo. Ciò è un errore poichè ricordiamo che la peculiarità principale del brevetto consiste nell’impedire ad altri di sfruttare la stessa invenzione, e proprio in virtù di questa protezione dei diritti di chi brevetta diviene inutile, ed anzi controproducente, non presentare od illustrare il proprio brevetto.

In definitiva, il brevetto impedendo a terzi di creare prodotti e usare processi che violino i propri diritti su di esso, conferisce la possibilità di richiedere un risarcimento per eventuali danni subiti in seguito alla violazione. Un brevetto forte, vale a dire ben rivendicato, completo ed esauriente in ogni sua parte, fornisce una pressoché totale garanzia di successo nelle eventuali azioni legali contro coloro che tentano di copiare l’invenzione protetta.

Ing. N. Marzulli

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