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Tag Archives: uibm

Rendere nullo un brevetto già concesso

è possibile

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annullare brevettoAnche se un brevetto è stato concesso può potenzialmente esserne contestata la sua validità; il fatto cioè che una domanda di brevetto abbia superato positivamente l’iter di esame da parte dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) e sia stato concesso, non significa che non possa essere impugnato per dichiararne la nullità.

Una tale azione deve ovviamente essere proposta da un qualcuno che, a causa della concessione di quel brevetto, vede pregiudicati i propri interessi o il proprio business; ad esempio, si supponga che un proprio concorrente presenti una domanda di brevetto relativa ad un qualcosa di già noto (magari all’estero) e che il brevetto venga concesso.

Continuiamo a supporre di voler produrre un qualcosa di simile al brevetto concesso al concorrente; essendo l’oggetto del brevetto una tecnica in realtà già nota all’estero, se ne comincia la produzione ma ben presto ci si vede recapitare una diffida del concorrente, che ci intima la sospensione della produzione in virtù del brevetto in suo possesso.

A questo punto ci si può difendere riuscendo a dimostrare che quel brevetto è in realtà nullo; bisogna
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Confronto tra ragione sociale e marchio

sono la stessa cosa?

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confronto marchio-ragione socialeTalvolta accade che il termine marchio venga utilizzato in maniera impropria per indicare altri segni distintivi quali ad esempio il nome di una ditta; cerchiamo quindi di chiarire la differenza tra la “ragione sociale” di una ditta ed un “marchio”.

La denominazione o ragione sociale indica il nome sotto cui un’impresa svolge la propria attività, mentre il marchio è il segno distintivo scelto per identificare l’impresa stessa o i suoi prodotti e servizi, con lo scopo quindi di differenziarli da quelli di altre imprese.

Possiamo quindi rispondere alla frequente domanda
registrare la ragione sociale di un’impresa significa registrare il suo marchio?”
in maniera negativa, poiché “ragione sociale” e “marchio” sono due concetti differenti.

Iniziamo col dire che gli Uffici preposti alla ricezione delle domande sono differenti: per la “ragione sociale” si tratta dell’Ufficio del registro delle imprese mentre per il “marchio” c’è l’UIBM-Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. L’Ufficio del registro delle imprese esamina la domanda di registrazione del nome di un’impresa con criteri diversi da quelli utilizzati dall’UIBM.

Detto ciò, consideriamo il caso in cui l’Ufficio del registro delle imprese riceva una domanda per la registrazione di una ragione sociale uguale ad una preesistente.
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Richieste di denaro per registrazione marchio

le richieste sono ingannevoli ed interviene l’Antitrust

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antitrustSpesso capita che dopo aver provveduto al deposito di una domanda di marchio (con relativo pagamento delle dovute tasse) ci si vede recapitare per posta delle richieste di denaro di dubbia natura; tali richieste sembrano legate alla registrazione del proprio marchio ma spesso, anzi quasi sempre, nascondono una truffa.

In passato ci siamo preoccupati di diffondere la notizia: in questo articolo vi abbiamo allertati mentre in quest’altro vi abbiamo spiegato come riconoscere la truffa. Anche organi istituzionali sono intervenuti per mettere in guardia: sono stati diffusi avvisi da parte di UIBM per i marchi nazionali e OAMI per i comunitari. Il fenomeno non si è però fermato ed i malcapitati sono numerosi.

Per fortuna ora anche l’Antitrust ha deciso di intervenire a supporto colpendo gli impostori con pesanti sanzioni. Tre le società colpite per pratiche commerciali scorrette: DAD (Deutscher Adressdienst GmbH) di Amburgo, eCBR (Cross Border Recovery s.r.o.) di Praga e KUADRA S.r.l. Si trattava di richieste di denaro ingannevoli che avvenivano attraverso l’invio di bollettini precompilati alle microimprese, finalizzati in realtà all’iscrizione in database on-line per servizi in abbonamento che riguardavano la pubblicazione di annunci pubblicitari. 

Ing. Marzulli – Avv. Zambetti

Rinnovare un marchio

che significa e chi può farlo

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rinnovo marchioUn marchio dura dieci anni ed è possibile rinnovarlo un numero infinito di volte; alla scadenza dei 10 anni, che decorrono dalla data di deposito della domanda, il suo proprietario può decidere di rinnovarlo per ulteriori 10 anni. Detta regola vale sia per marchi nazionali che comunitari ed internazionali.

La domanda di rinnovo può essere presentata solo dalla persona fisica o giuridica a cui è stato originariamente intestato il marchio o, in caso di cessione, dal suo avente causa; ciò significa che se il marchio è stato ceduto nel corso dei precedenti 10 anni, il soggetto che effettuerà il rinnovo sarà colui che l’ha acquistato.

In quest’ultimo caso la cessione deve risultare da una valida trascrizione per essere efficace; “trascrizione” significa che bisogna annotare nei registri dell’UIBM (oppure UAMI o WIPO a seconda che il marchio sia nazionale, comunitario o internazionale), il cambiamento di titolare del marchio.

In presenza di più titolari, il marchio può essere rinnovato anche da uno solo di questi. Se un marchio non viene rinnovato alla sua scadenza, esso decade e diventa di pubblico dominio. Pertanto il rinnovo di un marchio non è obbligatorio ma è praticamente necessario se il marchio in questione viene ancora utilizzato o si intende continuare ad impiegarlo in futuro.

La domanda va presentata presso l’UIBM se si tratta di marchio nazionale o presso l’UAMI se si tratta di marchio comunitario e deve essere effettuata nei 12 mesi antecedenti la scadenza del marchio. Tale domanda deve essere accompagnata dal pagamento di una tassa. È comunque ammesso il rinnovo entro sei mesi dalla scadenza, dietro pagamento di una tassa supplementare.

Ing. Marzulli – Avv. Zambetti

Classi registrazione marchio

cosa specificare in ogni classe

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classi registrazione marchiNel 2012 è stato chiarito che nel deposito di una domanda di registrazione marchio, è necessario specificare con chiarezza e precisione i prodotti/servizi da associare ad un marchio. Questo concetto è molto importante ed è stato parzialmente trattato in questo articolo.

Chiariamo meglio il concetto: prima di questa sentenza del 2012, si associava un marchio ad un’intera classe inserendo spesso la dicitura “tutta la classe” per comprenderne tutti i prodotti/servizi che ne facevano parte. Ora invece nella domanda di registrazione marchio dovranno essere indicati e specificati tutti i prodotti e servizi che ne fanno parte e che si intende associare al marchio.

Ciò significa che se il proprio marchio verrà utilizzato solo per alcuni prodotti/servizi di una determinata classe, gli altri dovranno essere scartati. In definitiva non è sufficiente scegliere la classe, bensì per ciascuna il richiedente deve elencare singolarmente tutti i prodotti/servizi che verranno contraddistinti dal marchio che si sta registrando.

Quando parliamo di classi ricordiamo che facciamo riferimento alla Classificazione Internazionale dei prodotti e servizi, comunemente nota come Classificazione di Nizza, ossia un elenco dove vengono riportati tutti i prodotti e servizi che possono essere associati ad un marchio.

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