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Brevettare un’invenzione, cosa fare prima di tutto

dove registrare un brevettoQuando si realizza un’invenzione e la si vuole brevettare, si deve anzitutto decidere in che ambito geografico farlo, ossia dove far valere il proprio brevetto e, quindi, dove poter godere dell’uso esclusivo; queste sono le 3 possibilità:

  1. brevetto nazionale per invenzione industriale o per modello di utilità; si può procedere per il tramite di uno studio brevetti (consigliato) oppure autonomamente depositando relazione, rivendicazioni, disegni, attestati di versamento e domanda, presso una qualsiasi Camera di Commercio oppure direttamente presso l’UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi). Quest’ultimo è la struttura di riferimento centrale in Italia per la gestione e la tutela dei diritti di proprietà industriale.
  2. brevetto europeo presso l’EPO (European Patent Office) al fine di ottenere un brevetto che avrà efficacia in tutti i 28 Paesi dell’Unione Europea. Il deposito di una domanda di brevetto europeo può essere effettuato presso la Camera di Commercio di Roma oppure direttamente presso le sedi dell’EPO a Monaco, l’Aia o Berlino.
  3. brevetto internazionale PCT (Patent Cooperation Treaty); il fine è quello di ottenere un brevetto che avrà efficacia legale nei Paesi scelti tra quelli aderenti al Trattato PCT (fra i quali è compresa l’Italia). La domanda va presentata presso l’UIBM o presso il corrispondente ufficio PCT della WIPO (detta anche OMPI in italiano, ossia Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale). L’UIBM determina la data di deposito ed il numero internazionale secondo quanto disposto dal Trattato PCT e dal successivo regolamento di esecuzione (art. 8 Reg. att. c.p.i.)

Ing. N. Marzulli

Fatture ingannevoli per la registrazione di marchi

Le fatture ingannevoli per la presunta registrazione di un marchio, disegno o brevetto sono in forte aumento; la probabilità di ricevere una fattura con la richiesta di denaro è ormai una quasi-certezza. Torniamo pertanto per l’ennesima volta sull’argomento (ne abbiamo già parlato qui, qui e qui) con la speranza che il fenomeno regredisca grazie alla conoscenza della sua natura di “truffa”.

Ricapitolando, esistono delle società che nascono utilizzando ragioni-sociali volutamente ambigue (ossia confondibili con i nomi ufficiali degli Organi effettivamente preposti), poi attingono i nominativi ed i riferimenti dei titolari di marchi e brevetti dalle banche dati pubbliche, ed infine inviano comunicazioni a tappeto nelle quali vengono richieste delle somme di denaro per l’apparente registrazione del brevetto o del marchio.

In realtà, a ben guardare, queste società propongono quasi sempre di pubblicare il marchio in una propria banca dati, giustificando così la richiesta di denaro. Il trucco è quello di far sembrare la comunicazione “vera” ed effettivamente proveniente da un organo ufficiale; nella moltitudine di comunicazioni inviate, qualcuno casca sempre nella rete dei truffatori. Questi ultimi giocano sempre su questi elementi:

  • un nome ambiguo e confondibile con quello di Organismi ufficiali
  • riferimenti precisi al marchio o brevetto (reperibili su banche dati gratuite)
  • riferimenti precisi al titolare (reperibili anche questi su banche dati gratuite)
  • una lingua spesso diversa dalla propria così da rendere più difficile la comprensione della comunicazione

L’ignaro destinatario della comunicazione, si limita spesso a verificare soltanto la rispondenza dei dati citati, dopodiché essendo consapevole di aver presentato una domanda di registrazione di un marchio o brevetto, paga. Per chi dovesse ricevere una comunicazione dubbia, i suggerimenti sono:

  • rivolgersi ad uno Studio specializzato e sottoporre la comunicazione;
  • guardare il nome della società che richiede il pagamento e ricordare che gli unici Organismi ufficiali dai quali possono potenzialmente arrivare delle comunicazioni sono:
  1. In Italia,l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), con sede a Roma.
  2. Nell’Unione Europea, l’Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno (UAMI o OAMI), con sede ad Alicante (Spagna).
  3. Per i marchi internazionali, l’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (OMPI o WIPO), con sede a Ginevra (Svizzera).
  4. Per i Paesi esteri, i rispettivi uffici marchi.

Ing. Marzulli – Avv. Zambetti

Rendere nullo un brevetto già concesso

è possibile

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annullare brevettoAnche se un brevetto è stato concesso può potenzialmente esserne contestata la sua validità; il fatto cioè che una domanda di brevetto abbia superato positivamente l’iter di esame da parte dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) e sia stato concesso, non significa che non possa essere impugnato per dichiararne la nullità.

Una tale azione deve ovviamente essere proposta da un qualcuno che, a causa della concessione di quel brevetto, vede pregiudicati i propri interessi o il proprio business; ad esempio, si supponga che un proprio concorrente presenti una domanda di brevetto relativa ad un qualcosa di già noto (magari all’estero) e che il brevetto venga concesso.

Continuiamo a supporre di voler produrre un qualcosa di simile al brevetto concesso al concorrente; essendo l’oggetto del brevetto una tecnica in realtà già nota all’estero, se ne comincia la produzione ma ben presto ci si vede recapitare una diffida del concorrente, che ci intima la sospensione della produzione in virtù del brevetto in suo possesso.

A questo punto ci si può difendere riuscendo a dimostrare che quel brevetto è in realtà nullo; bisogna
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Confronto tra ragione sociale e marchio

sono la stessa cosa?

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confronto marchio-ragione socialeTalvolta accade che il termine marchio venga utilizzato in maniera impropria per indicare altri segni distintivi quali ad esempio il nome di una ditta; cerchiamo quindi di chiarire la differenza tra la “ragione sociale” di una ditta ed un “marchio”.

La denominazione o ragione sociale indica il nome sotto cui un’impresa svolge la propria attività, mentre il marchio è il segno distintivo scelto per identificare l’impresa stessa o i suoi prodotti e servizi, con lo scopo quindi di differenziarli da quelli di altre imprese.

Possiamo quindi rispondere alla frequente domanda
registrare la ragione sociale di un’impresa significa registrare il suo marchio?”
in maniera negativa, poiché “ragione sociale” e “marchio” sono due concetti differenti.

Iniziamo col dire che gli Uffici preposti alla ricezione delle domande sono differenti: per la “ragione sociale” si tratta dell’Ufficio del registro delle imprese mentre per il “marchio” c’è l’UIBM-Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. L’Ufficio del registro delle imprese esamina la domanda di registrazione del nome di un’impresa con criteri diversi da quelli utilizzati dall’UIBM.

Detto ciò, consideriamo il caso in cui l’Ufficio del registro delle imprese riceva una domanda per la registrazione di una ragione sociale uguale ad una preesistente.
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Richieste di denaro per registrazione marchio

le richieste sono ingannevoli ed interviene l’Antitrust

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antitrustSpesso capita che dopo aver provveduto al deposito di una domanda di marchio (con relativo pagamento delle dovute tasse) ci si vede recapitare per posta delle richieste di denaro di dubbia natura; tali richieste sembrano legate alla registrazione del proprio marchio ma spesso, anzi quasi sempre, nascondono una truffa.

In passato ci siamo preoccupati di diffondere la notizia: in questo articolo vi abbiamo allertati mentre in quest’altro vi abbiamo spiegato come riconoscere la truffa. Anche organi istituzionali sono intervenuti per mettere in guardia: sono stati diffusi avvisi da parte di UIBM per i marchi nazionali e OAMI per i comunitari. Il fenomeno non si è però fermato ed i malcapitati sono numerosi.

Per fortuna ora anche l’Antitrust ha deciso di intervenire a supporto colpendo gli impostori con pesanti sanzioni. Tre le società colpite per pratiche commerciali scorrette: DAD (Deutscher Adressdienst GmbH) di Amburgo, eCBR (Cross Border Recovery s.r.o.) di Praga e KUADRA S.r.l. Si trattava di richieste di denaro ingannevoli che avvenivano attraverso l’invio di bollettini precompilati alle microimprese, finalizzati in realtà all’iscrizione in database on-line per servizi in abbonamento che riguardavano la pubblicazione di annunci pubblicitari. 

Ing. Marzulli – Avv. Zambetti

Rinnovare un marchio

che significa e chi può farlo

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rinnovo marchioUn marchio dura dieci anni ed è possibile rinnovarlo un numero infinito di volte; alla scadenza dei 10 anni, che decorrono dalla data di deposito della domanda, il suo proprietario può decidere di rinnovarlo per ulteriori 10 anni. Detta regola vale sia per marchi nazionali che comunitari ed internazionali.

La domanda di rinnovo può essere presentata solo dalla persona fisica o giuridica a cui è stato originariamente intestato il marchio o, in caso di cessione, dal suo avente causa; ciò significa che se il marchio è stato ceduto nel corso dei precedenti 10 anni, il soggetto che effettuerà il rinnovo sarà colui che l’ha acquistato.

In quest’ultimo caso la cessione deve risultare da una valida trascrizione per essere efficace; “trascrizione” significa che bisogna annotare nei registri dell’UIBM (oppure UAMI o WIPO a seconda che il marchio sia nazionale, comunitario o internazionale), il cambiamento di titolare del marchio.

In presenza di più titolari, il marchio può essere rinnovato anche da uno solo di questi. Se un marchio non viene rinnovato alla sua scadenza, esso decade e diventa di pubblico dominio. Pertanto il rinnovo di un marchio non è obbligatorio ma è praticamente necessario se il marchio in questione viene ancora utilizzato o si intende continuare ad impiegarlo in futuro.

La domanda va presentata presso l’UIBM se si tratta di marchio nazionale o presso l’UAMI se si tratta di marchio comunitario e deve essere effettuata nei 12 mesi antecedenti la scadenza del marchio. Tale domanda deve essere accompagnata dal pagamento di una tassa. È comunque ammesso il rinnovo entro sei mesi dalla scadenza, dietro pagamento di una tassa supplementare.

Ing. Marzulli – Avv. Zambetti

Classi registrazione marchio

cosa specificare in ogni classe

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classi registrazione marchiNel 2012 è stato chiarito che nel deposito di una domanda di registrazione marchio, è necessario specificare con chiarezza e precisione i prodotti/servizi da associare ad un marchio. Questo concetto è molto importante ed è stato parzialmente trattato in questo articolo.

Chiariamo meglio il concetto: prima di questa sentenza del 2012, si associava un marchio ad un’intera classe inserendo spesso la dicitura “tutta la classe” per comprenderne tutti i prodotti/servizi che ne facevano parte. Ora invece nella domanda di registrazione marchio dovranno essere indicati e specificati tutti i prodotti e servizi che ne fanno parte e che si intende associare al marchio.

Ciò significa che se il proprio marchio verrà utilizzato solo per alcuni prodotti/servizi di una determinata classe, gli altri dovranno essere scartati. In definitiva non è sufficiente scegliere la classe, bensì per ciascuna il richiedente deve elencare singolarmente tutti i prodotti/servizi che verranno contraddistinti dal marchio che si sta registrando.

Quando parliamo di classi ricordiamo che facciamo riferimento alla Classificazione Internazionale dei prodotti e servizi, comunemente nota come Classificazione di Nizza, ossia un elenco dove vengono riportati tutti i prodotti e servizi che possono essere associati ad un marchio.

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Procedura e costo registrazione marchio

procedere semplicemente e velocemente

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registrazione marchioUn marchio è tutelabile dal momento in cui viene depositata la relativa domanda di registrazione; questo è il passo fondamentale da compiere per registrare un marchio. Per fare ciò è possibile avvalersi della nostra piattaforma online, nel qual caso si può procedere semplicemente  e velocemente all’acquisto del servizio di registrazione del marchio (nazionale o comunitario).

Il costo per la registrazione di un marchio è chiaramente indicato dopo il click sul pulsante “costi” presente affianco ad ogni servizio; come si potrà notare, detto costo si compone di una parte relativa al nostro onorario ed un’altra riguardante le tasse di deposito della domanda di registrazione del marchio. 

Dopo l’acquisto del servizio, è necessario trasmettere la lettera di incarico (offriamo 3 diverse modalità di trasmissione) con la quale si affida ad un nostro professionista abilitato (sono abilitati esclusivamente mandatari iscritti all’Ordine dei Consulenti in Proprietà Industriale oppure Avvocati iscritti al proprio Albo) l’incarico di depositare la domanda di registrazione del marchio.

Il professionista indicato nella lettera di incarico provvede a presentare la domanda di registrazione del marchio presso l’UIBM-Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (in caso di marchio nazionale) o presso l’UAMI-Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno (in caso di marchio comunitario) ed a calcolare e pagare tutti gli oneri di deposito previsti.

Durante la procedura online sulla nostra piattaforma, vengono richiesti i dati di colui (o coloro nel caso di più titolari) che diventerà il titolare del marchio, oltre a tutte le indicazioni relative al marchio che si intende registrare; occorrerà poi individuare la classe nella quale registrare il marchio e per fare ciò abbiamo predisposto una semplice casella vuota nella quale digitare il termine che identifica il prodotto/servizio per il quale verrà utilizzato il marchio.

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European Inventor Award 2014

aperte le candidature all’Oscar degli inventori

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european inventor award 2014Riportiamo una notizia tratta dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi riguardante l’ormai consueto European Inventor Award annuale, paragonabile ad una sorta di Oscar per gli inventori. Ecco la notizia integrale:

Fino al 30 settembre 2013 è possibile candidarsi o segnalare una candidatura per il premio EPO Inventor Award 2014, che sarà assegnato l’11 giugno 2014 a Berlino da una giuria internazionale.

http://www.epo.org/learning-events/european-inventor/nominate.html

European Inventor Award è il premio istituito dall’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) per premiare ogni anno le eccellenze nella ricerca e nell’innovazione. Sono invitati a prendervi parte gli inventori, le PMI, le Università ed i centri di ricerca. Il denominatore comune è: essere titolari di un brevetto europeo. Il premio viene consegnato per cinque categorie: industria, PMI, ricerca, paesi non UE e premio alla carriera. Nessun premio in denaro ma un riconoscimento prestigioso per i vincitori.

Per informazioni sull’Inventor award 2013 visitare il sito:
http://www.epo.org/learning-events/european-inventor/event-1.html

Iter di una domanda di brevetto

quando eventualmente intervenire per modificare una domanda di brevetto

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iter brevettoCosa si può fare per ottenere la concessione di un brevetto dopo averne presentata la domanda? Quando è cioè possibile modificare una domanda di brevetto al fine di ottenerne la concessione? Ripercorriamo l’iter di una domanda di brevetto al fine di evidenziare i momenti in cui è possibile intervenire.

Dopo aver depositato una domanda di brevetto presso una Camera di Commercio, l’addetto preposto alla ricezione assegnerà alla domanda un numero progressivo ed una data di deposito.

Subito dopo, la domanda corredata dagli allegati verrà inoltrata all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) il quale la trasmetterà all’Ufficio Europeo dei brevetti (EPO) con la richiesta per la ricerca di anteriorità. Al termine di quest’ultima, l’esaminatore dell’EPO redigerà un rapporto di ricerca e lo ritrasmetterà entro 9 mesi all’UIBM che provvederà ad inoltrarlo al richiedente insieme all’opinione sulla brevettabilità.

Dopo la ricezione del rapporto di ricerca e prima della scadenza del termine di 18 mesi dalla data della domanda del richiedente (periodo di segretezza), quest’ultimo può inviare all’UIBM una stesura modificata della descrizione, delle rivendicazioni e dei disegni, oppure argomentazioni sul rapporto di ricerca e precisazioni sull’ammissibilità e conformità delle rivendicazioni od infine una richiesta di presentazione di una o più domande divisionali.

Al termine del periodo di segretezza, il brevetto viene pubblicato e diventa quindi interamente visibile; dopo la fase di pubblicazione della domanda, l’UIBM esamina il rapporto di ricerca dell’EPO e la domanda del richiedente con la relativa documentazione, oltre alle eventuali modifiche apportate dopo il rapporto di ricerca.

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Incentivi registrazione modelli e disegni industriali

riattivato il programma “Disegni+” destinato alle PMI

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disegni+Riportiamo una notizia da poco apparsa sul sito dell’UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi); essa si riferisce alla messa a disposizione di nuovi incentivi per il deposito di domande di modelli e disegni industriali. Questo programma di incentivi riparte ora con una dotazione di oltre 6 milioni di euro. Di seguito riportiamo fedelmente quanto pubblicato sul sito:

È nuovamente attiva, dal 10 giugno, la misura B del programma “Disegni+”, quella dedicata agli “Incentivi per la valorizzazione economica dei modelli e disegni industriali”. Era stata sospesa il 23 dicembre 2011 a causa dell’esaurimento delle risorse finanziarie a disposizione. La riattivazione, resa nota con  Avviso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 129, serie generale, del 4 giugno 2013, è stata resa possibile dalla riallocazione delle risorse destinate al programma, dopo aver effettuato una ricognizione dei fondi disimpegnati fino ad oggi a seguito di vari eventi (decadimenti, rinunce, ecc.) sommati ai fondi ancora disponibili sulla misura A (“Premi per il deposito nazionale, comunitario e internazionale di domande di registrazione di modelli e disegni industriali”).
In tal modo, sono stati rimessi a disposizione delle micro e pmi italiane oltre 6 milioni di euro, destinati a coprire le future richieste di premi e di incentivi, senza alcuna ripartizione predeterminata fra l’una e l’altra misura. Trattandosi di un programma “a sportello”, sarà possibile presentare domanda di agevolazione fino all’esaurimento delle risorse, secondo i criteri stabiliti dall’Avviso reso pubblico sulla GURI n. 179, serie generale, del 3 agosto 2011, consultabile sul sito internet www.incentividesign.it

 

Brevetti PMI

41 milioni per la valorizzazione dei brevetti

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capitale di rischioRiportiamo una notizia comparsa da qualche giorno nel sito dell’UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi); si tratta della creazione di una linea capitale con la quale vengono messi a disposizione di PMI ben 41 milioni per finanziare progetti basati su titoli di proprietà industriale (brevetti, disegni e modelli).

Attenzione, non si tratta di finanziamenti bensì di “capitale di rischio”, ossia di capitale che viene prestato con l’obbiettivo della valorizzazione di brevetti e titoli similari. Riportiamo integralmente la notizia, specificando che per maggiori informazioni occorre scrivere direttamente all’indirizzo indicato alla fine della seguente notizia.

“Diventa operativa anche la linea “capitale di rischio” del Fondo Nazionale per l’Innovazione (FNI), strumento creato dal Ministero dello Sviluppo Economico per agevolare il finanziamento di progetti innovativi basati sulla valorizzazione industriale dei titoli di proprietà industriale (brevetti, disegni e modelli).

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Contributi brevetti e modelli

fondi ancora disponibili

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fondi ancora disponibiliSono disponibili ancora svariati milioni di euro facenti parte della dotazione iniziale di 45,5 milioni complessivi per i bandi “brevetti+” e “incentivi per il design” promossi dal Ministero dello Sviluppo Economico. I bandi sono partiti alla fine dello scorso anno e noi ne abbiamo dato notizia in questo articolo.

Oggi apprendiamo che le domande totali pervenute, non hanno ancora esaurito la dotazione iniziale, cosicché sono ancora disponibili ben oltre 10 milioni. Ricordiamo che le due iniziative sono rivolte alle PMI e prevedono contributi per il deposito o lo sfruttamento economico di brevetti e design; in dettaglio esse prevedono due modalità di sostegno:

  • Erogazione di premi a favore di imprese per aumentare il numero dei depositi nazionali ed internazionali di brevetti e disegni.
  • Erogazione di agevolazioni per portare sul mercato prodotti nuovi basati su brevetti e design.

Invitiamo pertanto a leggere i dettagli dei due bandi in questo articolo, e a presentare ancora domande; nel suddetto articolo anche i link per la richiesta di informazioni.

Ing. N. Marzulli

Come l’UIBM aiuta le imprese

Gli strumenti dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi

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strumenti UIBMLa Direzione Generale per la lotta alla contraffazione – UIBM, mette a disposizione una moltitudine di strumenti/servizi rivolti a svariati soggetti, fra i quali le imprese sono l’interlocutore principale. Il fine è quello di far comprendere l’importanza strategica della lotta alla contraffazione e della Proprietà Industriale.

Parte delle suddette azioni vengono realizzate attraverso il cosiddetto “pacchetto innovazione”. Il “pacchetto innovazione” mette a disposizione delle piccole e medie imprese e degli Enti Pubblici di Ricerca (EPR) ed università, importanti risorse finanziarie finalizzate a sostenere lo sviluppo di strategie aziendali.

Attraverso il “pacchetto innovazione” sono state messe in campo diverse azioni frutto della collaborazione tra il Ministero dello Sviluppo Economico e importanti enti strumentali:

  • Fondo Nazionale Innovazione

Il Fondo Nazionale Innovazione (FNI) rappresenta uno degli strumenti più rilevanti messi in campo dalla Direzione Generale. Beneficiari ultimi del FNI sono le PMI che intendono portare sul mercato prodotti innovativi creati sulla base di brevetti  o disegni e modelli. Le risorse finanziare rese disponibili attraverso il Fondo, sono drenate attraverso 2 canali principali:

1) una per capitale di rischio
2) l’altra per il capitale di debito.

Ciò significa che potranno essere resi disponibili per le imprese, anche le più piccole, circa 300 milioni di euro tra credito ed investimento in capitale di rischio. Il Fondo è stato inoltre dotato di risorse aggiuntive pari a 20 milioni di euro da destinare in via esclusiva al design.

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Centri PATLIB

Assistenza Brevettuale gratuita

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centri PATLIBPatlib è l’acronimo del termine inglese “Patent Library”, cioè “biblioteca dei brevetti”. Si tratta di una rete europea di Centri di Informazione Brevettuale, il cui obiettivo è diffondere una serie di notizie ed informazioni in materia di brevetti, marchi, disegni e modelli.

Abbiamo già illustrato in dettaglio le funzioni dei centri PATLIB in questo articolo (PATLIB); ora forniamo l’elenco ed i numeri di contatto di tutti i Centri Italiani. Ricordiamo che presso i centri PATLIB si possono ottenere una moltitudine di servizi gratuiti.

In Italia si contano oggi 21 Centri PATLIB, il cui coordinamento è a cura dell’UIBM:

  1. Ancona: Camera di Commercio di Ancona
    Piazza XXIV Maggio, 1 – 60124 Ancona
    Tel.: +39 07158981 ; fax: +39 0715898255
    e-mail: centropatlib@an.camcom.it, brevettimarchi@an.camcom.it
    http://www.an.camcom.it
  2. Bari: Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione – ARTI Puglia
    Strada per Casamassima Km 3, presso Tecnopolis – 70010 Valenzano (BA)
    Fax: +39 0804670633
    http://www.arti.puglia.it
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PATLIB

Cosa sono e cosa fanno

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patlibLa rete dei PATLIB, sintesi di PATent LIBrary, nasce per fornire informazioni sul sistema di Proprietà Industriale. La rete dei PATLIB ha dunque l’obiettivo di promuovere la conoscenza delle informazioni brevettuali e fornire importanti servizi di primo ausilio all’utenza.

Parallelamente alla rete dei PATLIB, sono stati istituiti anche i cosiddetti PIP, acronimo di Patent Information Point, creati per rendere ancor più capillare l’attività dei centri PATLIB con i quali agiscono in stretta collaborazione.

Col tempo le tematiche di interesse dei centri PATLIB e PIP si sono estese includendo anche marchi d’impresa, disegni e diritti d’autore. La rete italiana può contare su circa 20 centri PATLIB in 30 province e 32 PIP, un numero destinato ad aumentare a seguito della riqualificazione dell’intera rete promossa dalla Direzione Generale per la Lotta alla contraffazione – UIBM del Ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con Unioncamere.

La rete di informazione sul territorio costituita dai Centri PATLIB e PIP si rivolge ad una serie di interlocutori differenziati, uniti da un comune denominatore, ovvero la necessità di assistenza e informazioni sul sistema di Proprietà Industriale:

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Come registrare un Brevetto per invenzione industriale

Il Brevetto nazionale per invenzione industriale

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registrazione_brevetto_nazionalePer procedere al deposito di una domanda di brevetto per invenzione industriale, non è necessario realizzare un prototipo ma è sufficiente redigere la descrizione del trovato, le rivendicazioni ed i disegni. La domanda può essere presentata presso una qualsiasi Camera di Commercio oppure inviata direttamente all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, Via Molise, 19 – 00187 Roma, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno.

La registrazione del brevetto da parte dell’UIBM avviene, di norma, dopo qualche anno; tuttavia i suoi effetti retroagiscono alla data di deposito della domanda. L’invenzione è comunque difendibile sin dal momento del deposito della domanda, anche se non è ancora tecnicamente brevettata; questo significa che si può comunque agire contro un contraffattore sulla base della sola domanda di brevetto. Vediamo come procedere…

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Una Banca Dati per la ricerca di Marchi

Banche dati gratuite per ricerche sui marchi registrati

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banca-dati-ricerca-marchio-italiano-comunitarioCome già detto in altre occasioni, la ricerca di anteriorità su un marchio può semplicemente essere condotta consultando diverse banche dati gratuite. In materia di marchi si possono ad esempio consultare queste banche dati:

Marchi Italiani: http://www.uibm.gov.it

Marchi Comunitari. http://www.oami.eu.int

Marchi Internazionali: http://www.wipo.int

Una notevole semplificazione nella procedura di ricerca sui marchi, si è avuta a partire da aprile 2010 quando è stata resa operativa la banca dati TMView che consente a qualsiasi utente di accedere gratuitamente ai registri dei marchi degli uffici di proprietà intellettuale di Benelux, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Italia, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Slovacchia, Slovenia, oltre all’Ufficio dei Marchi Comunitari (OAMI) ed all’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (WIPO).

Questa banca dati è stata realizzata dall’Ufficio per l’Armonizzazione del Mercato Interno (OAMI), in collaborazione con diversi uffici per la proprietà intellettuale e consente, con un’unica interrogazione, di ricevere i risultati provenienti da tutti i citati Paesi. L’obiettivo, in futuro, è quello di incrementare i Paesi aderenti, creando una piattaforma armonizzata per la ricerca dei dati relativi ai marchi di tutti i 27 Stati membri dell’UE. Così facendo, la sola consultazione della banca dati TMView consentirà di capire se un marchio è stato registrato in uno dei paesi dell’UE, senza quindi dover effettuare ricerche diversificate utilizzando molteplici banche dati.

Ing. N. Marzulli