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News e novità

I brevetti che stanno cambiando la vita

In Italia la mostra “Hall of Fame”

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i brevetti che ci stanno cambiandoSegnaliamo un’interessante mostra intitolata “Hall of Fame: I brevetti che cambiano la nostra vita” promossa dall’EPO (l’ufficio brevetti Europeo); si tratta di una mostra itinerante ospitata in vari musei della scienza d’Europa. Dopo essere passata dal museo tedesco di Monaco, la mostra approda ora a Napoli presso la Galleria del Polo Tecnologico del museo “Città della Scienza”.

È possibile visitare la mostra sino al 30 giugno 2014; all’interno vengono principalmente raccontati alcuni brevetti che, ai giorni nostri, stanno cambiando la nostra vita. I brevetti esposti appartengono a sette inventori, tra scienziati ed ingegneri, di sette paesi Europei. Li elenchiamo qui di seguito:

(continua…)

Contributi fondo perduto Invitalia

parte il fondo rete incubatori

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contributi a rete incubatoriSegnaliamo una notizia di sicuro interesse per tutte le imprese start-up; Invitalia ha messo a disposizione un fondo per finanziare programmi di investimento di micro e piccole imprese di nuova costituzione che siano già insediate o che vogliono insediarsi presso gli incubatori della sua rete.

Si tratta di contributi a fondo perduto per un limite del 65% delle spese di investimento ammissibili sino ad un massimo di € 200.000 per impresa. Tra le spese di investimento previste sono incluse anche quelle per brevetti riguardanti nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi.

I programmi di investimento che potranno godere delle agevolazioni riguardano i settori manifatturiero e certi comparti del settore servizi (ad es. fornitura di energia elettrica, gas, acqua, reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento, produzione di software, attività professionali, noleggio, agenzie di viaggio, istruzione secondaria tecnica e professionale, universitaria e post-universitaria, attività artistiche, sportive e attività delle lavanderie industriali).

E’ possibile inviare le domande di finanziamento solo on-line dal giorno 3 aprile 2014 tramite il sito di Invitalia. Le candidature saranno valutate da Invitalia in ordine cronologico entro 6 mesi dall’invio.

Per inviare la domanda clicca qui

Valore economico del marchio Ferrari

quanto può arrivare a valere un marchio

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marchio ferrariAnche quest’anno, per il secondo anno consecutivo, il marchio FERRARI è risultato il più forte al mondo; lo ha stabilito il Brand Finance Global 500, un’autorevole classifica dei 500 marchi più famosi nel mondo che viene stilata ogni anno. Il cavallino di casa Maranello è al primo posto seguito da Coca-Cola ed altri.

Il suo valore è stato stimato in circa 4 miliardi di dollari; questo dato rende chiaramente l’idea di quanto un marchio possa arrivare a valere in termini economici. Ciò si traduce nel fatto che un marchio ben veicolato, pubblicizzato, distribuito e supportato da qualità intrinseche, può arrivare ad avere un valore economico superiore a quello delle stesse infrastrutture (attrezzature ed immobili) dell’azienda che lo detiene.

Volendo specificare chi siano quelli della Brand Finance , diciamo che si tratta di una società di consulenza riconosciuta leader mondiale nella valutazione dei marchi commerciali, che opera in 158 paesi del mondo e che si avvale di circa 170mila professionisti; possiamo dire che essa rappresenta una sorta di “Bibbia” per i gruppi commerciali di ogni dimensione.

Tornando al marchio FERRARI notiamo che esso è ormai immediatamente riconoscibile in ogni angolo del mondo, proprio grazie al mix, costruito negli anni, di immagine e qualità intrinseche; il consumatore riconoscendolo, attribuisce valore alle qualità del prodotto ad esso associato. Una vettura marchiata FERRARI evoca immediatamente tutti i contenuti tipici del marchio e gode, quindi, di un valore aggiunto ineguagliabile. 

Ing. Marzulli – Avv. Zambetti

DDL marchio Italian Quality

contraddistinguere i prodotti Italiani d’eccellenza

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italian qualityPer il momento è un disegno di legge; esso prevede la creazione del marchio collettivo “Italian quality”, idoneo a contraddistinguere i prodotti Italiani d’eccellenza. L’obiettivo è duplice:

  • rilanciare il “made in Italy” cioè valorizzare e promuovere l’antica tradizione dei prodotti artigianali di pregio Italiani;

  • tutelare il cliente dando garanzia sull’originalità del prodotto e sulle fasi di produzione.

Potranno utilizzare il marchio “Italian quality” gli artigiani, imprenditori, consorzi e cooperative regolarmente iscritti alla Camera di Commercio, aventi il domicilio fiscale in Italia e il cui prodotto “made in Italy” abbia subito in Italia almeno una ulteriore e precedente lavorazione rispetto all’ultima.

Il titolare del marchio “Italian Quality” sarà lo Stato Italiano e le autorizzazioni alle imprese verranno rilasciate dal Ministero dello sviluppo economico che effettuerà la registrazione in Italia o a livello comunitario. Ad una società di certificazione verrà poi affidato il controllo a cui seguirà la revoca delle autorizzazioni in caso di irregolarità.

(continua…)

Puglia: incentivi alle imprese

con il progetto NIDI disponibili 54 milioni

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nidi_pugliaSolitamente su questo sito diamo notizia solo di bandi che coinvolgono marchi e brevetti, ma considerando il particolare periodo storico riteniamo opportuno allargare la prospettiva; segnaliamo pertanto NIDI, un fondo messo a disposizione dalla Regione Puglia a sostegno delle microimprese con meno di 10 dipendenti.

Possono accedere al finanziamento le imprese ancora da costituire e quelle costituite da meno di sei mesi ma rimaste inattive. Il contributo è metà a fondo perduto e per l’altra metà come prestito rimborsabile. Ad esempio se si prevede di avviare un’impresa con investimenti fino a € 50.000 l’agevolazione è pari al 100%, metà a fondo perduto e metà come prestito rimborsabile.

Vediamo chi sono i destinatari:

  • giovani con età tra 18 anni e 35 anni;

  • donne di età superiore a 18 anni;

  • disoccupati che non abbiano avuto rapporti di lavoro subordinato negli ultimi 3 mesi;

  • persone in procinto di perdere un posto di lavoro;

  • lavoratori con partita IVA che, nei 12 mesi precedenti la presentazione della domanda preliminare, abbiano avuto un fatturato inferiore a € 30.000 verso non più di due committenti.
    (continua…)