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un servizio dello studio Ing. Marzulli

Brevetto – Teoria generale

Periodo di segretezza Brevetti e Modelli

cos’è e qual’è la sua utilità

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segretezza brevetti e modelliUn brevetto od un modello di design appena depositato è inaccessibile al pubblico per un periodo di alcuni mesi; tale periodo è solitamente chiamato “periodo di segretezza” e garantisce al titolare la totale inacessibilità da parte di chiunque, al fascicolo contenente descrizione, disegni, foto o quant’altro.

Per il brevetto, la legge prevede una inaccessibilità al pubblico della durata massima di 18 mesi, mentre per il modello di design il periodo di segretezza può arrivare fino a 30 mesi. Tale periodo nasce con l’intento di concedere un vantaggio competitivo nei confronti della concorrenza; è infatti subito evidente che in questo modo si costringono gli antagonisti a rimandare un’eventuale produzione solo dopo che il prodotto coperto da brevetto o modello viene reso accessibile al pubblico.

Dopo che ciò avviene, la concorrenza avrà bisogno di tempo per studiare il prodotto, organizzarne la produzione, distribuirlo ecc., il che si traduce in un vantaggio da parte del titolare del brevetto o modello. Inoltre, occorre considerare che se la commercializzazione del prodotto tutelato è avvenuta prima della scadenza del periodo di segretezza, nessuno può accedere al fascicolo per vedere ad esempio cosa esattamente è stato rivendicato, come è stato fatto, i dettagli ecc.

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Brevetti Rand

Alla base di uno sviluppo sostenibile

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brevetti randI Brevetti RAND sono brevetti che non possono essere oggetto di controversie in quanto nascono proprio col fine della condivisione della tecnologia in essi contenuta, a condizioni predefinite. Negli ultimi tempi stiamo assistendo a molteplici guerre fra colossi, specie dell’informatica e telecomunicazioni, in cui i brevetti vengono usati come vere e proprie armi (vedi articolo).

I colossi in questione (Apple, Samsung, Google ed altri) si sono resi conto sulla propria pelle che tali scontri impegnano però enormi risorse (non solo economiche) e sarebbe pertanto il caso trovare delle strade alternative per limitare le controversie e, allo stesso tempo, difendere comunque i propri interessi commerciali.

A tal fine, le più grandi aziende tecnologiche mondiali si sono riunite in Svizzera per parlare tra le altre cose di brevetti; in particolare, l’obbiettivo è stato quello di valutare l’efficacia dei “brevetti RAND” (reasonable and non-discriminatory) e di migliorarne la regolamentazione. I brevetti RAND sembra infatti che possano rispondere all’esigenza di consentire lo sviluppo tecnologico limitando le controversie.

Un brevetto RAND prevede un corrispettivo economico automatico al detentore del brevetto potenzialmente violato, senza che questi possa però agire contro il contraffattore impedendogli di produrre e vendere il prodotto che viola il brevetto. I brevetti RAND prevedono cioè che chi voglia utilizzare un dispositivo protetto da brevetto possa farlo senza chiedere  l’autorizzazione, purchè venga corrisposta la quota economica stabilita per legge a chi lo ha registrato.

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Diritto di preuso

ossia quando un brevetto (o un marchio) non ha l’esclusiva

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preusoEsiste un caso in cui il titolare di un brevetto (o di un marchio) non può avere l’esclusiva sull’invenzione brevettata e, quindi, non può impedire ad un terzo di produrre il medesimo trovato; questo è il caso del “preuso”. Il diritto di preuso consente all’ideatore di un’invenzione non registrata come brevetto (ad esempio per mancanza di volontà o di denaro), di continuare ad utilizzarla anche se, in seguito, qualcun’altro registra come brevetto la sua stessa idea.

Questo significa cioè che se esiste un soggetto che utilizzava già una soluzione tecnica prima che altri la registrassero come brevetto, costui può continuare ad utilizzarla. Esistono però delle condizioni e dei limiti a carico del pre-utente che desidera continuare ad utilizzare l’invenzione brevettata da altri:

  1. il pre-utente non deve aver divulgato in pubblico la soluzione tecnica da lui ideata;
  2. il pre-utente deve aver utilizzato la soluzione tecnica nei dodici mesi anteriori alla data di deposito dell’altrui domanda di brevetto;
  3. il pre-utente deve aver utilizzato lecitamente detta soluzione tecnica (per esempio non può avvalersi del preuso chi, illecitamente, abbia sottratto l’invenzione altrui prima del deposito della domanda).

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Cosa scrivere in un Brevetto

Le informazioni essenziali

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scrivere un brevettoCirca il significato di brevetto nonché la sua utilità ed implicazioni, abbiamo pubblicato svariati articoli e vi invitiamo a prenderne visione cliccando qui. Vediamo ora cosa scrivere in un brevetto e come impostarlo in generale; vediamo anche di evidenziare gli errori concettuali più comuni.

Cominciamo col sottolineare che non basta un’idea per fare un brevetto; non ci si può cioè limitare a brevettare l’idea di un qualcosa ma bisogna fornire un’esecuzione di essa, che ne permetta cioè la realizzazione pratica.

Facciamo un esempio: svariate decine di anni fa, qualcuno ha avuto l’idea di uno strumento di scrittura (la “penna” per intenderci) che contenesse al suo interno dell’inchiostro e che quindi non necessitasse di intingere continuamente la punta per poter scrivere. Ebbene, non bastò aver avuto l’idea ma bisognava anche spiegare come doveva esser fatto quello strumento di scrittura; bisognava cioè spiegare che c’era una piccola sfera alla punta che, ruotando per il trascinamento originato dallo scrivere, si bagnava continuamente con l’inchiostro contenuto nell’anima della penna ecc. ecc. Questa è un’invenzione!

Quando nasce un’idea, bisogna quindi per prima cosa pensare a come renderla applicabile nella pratica; nella scrittura del brevetto, bisognerà poi spiegare dettagliatamente come deve essere fatto l’oggetto del brevetto. Ricordiamo che uno dei requisiti che deve possedere un brevetto per essere concesso, è la possibilità di industrializzarlo cioè di inserirlo in un ciclo industriale; ciò non si può certo fare con una semplice idea, bensì con un oggetto specifico e concreto.

I brevetti sono strutturati in modo simile in tutto il mondo e sono composti di una descrizione, una o più rivendicazioni ed i disegni (se necessari). Una domanda di brevetto può variare da poche ad alcune centinaia di pagine, in base alla specifica natura dell’invenzione ed al settore tecnico di appartenenza.

Da quanto detto prima, la descrizione di un’invenzione dovrà contenere una dettagliata esposizione della stessa, compresi tutti i dettagli affinché una persona esperta del ramo possa ricostruire e mettere in pratica l’invenzione basandosi esclusivamente su tali dati. Nel caso in cui la descrizione dell’invenzione non presenti tali caratteristiche, il brevetto non potrà essere concesso.

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Brevetti – cosa sono e come vanno registrati

A Superquark Piero Angela affronta il tema

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Il video che proponiamo è estratto dalla trasmissione Superquark dell’1/9/11 e riporta un servizio in cui Piero Angela affronta l’argomento con la sua proverbiale chiarezza e semplicità. In studio anche il Prof. Carlo Someda, già docente a Padova di campi elettromagnetici nonché inventore con importanti brevetti nel campo delle fibre ottiche.

Il video illustra sinteticamente la teoria e le procedure per l’ottenimento di un brevetto soffermandosi poi, nella seconda parte del servizio, su alcuni indicatori che denotano la maggiore o minore propensione di un Paese all’innovazione. Si scopre così che in Italia sono state depositate ne 2010 circa 7.500 domande di brevetto di cui circa 1.800 sono state estese a livello internazionale.

A titolo di confronto, si scopre che una nazione come  la Germania ne estende a livello internazionale oltre 8.000, per arrivare alle oltre 100.000 degli USA. Tenendo conto che i brevetti internazionali sono quelli (per vari motivi) più “importanti”, allora si capisce quali siano i Paesi che supportano maggiormente la ricerca e l’innovazione.

Interessante anche scoprire che mentre la maggior parte dei Paesi industrializzati, abbia incrementato negli ultimi 10 anni il numero di domande di brevetto internazionale, l’Italia è rimasta invece praticamente stabile. Tra i Paesi che hanno registrato incrementi maggiori ci sono quelli orientali, segno inequivocabile di una politica di crescita che, tra le altre cose, incentiva la creatività.

Ing. N. Marzulli