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Il caso del motociclo Vespa.

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Può essere considerato reato di contraffazione la semplice riproduzione dell’immagine di un oggetto famoso su gadget quali ad esempio magliette, tazze, portachiavi ecc.

Lo spunto per affermare ciò viene da una recente sentenza della Corte di Cassazione in cui si afferma che la sola figura della Vespa (il motociclo scooter più famoso al mondo) rappresenta un segno distintivo del prodotto e la sua duplicazione è tale da generare confusione nel consumatore.

Nel caso di specie veniva presentato un ricorso avverso un’ordinanza di sequestro su diversi gadget e souvenir che riproducevano la sola forma della Vespa omettendo la parte verbale. La Cassazione respinge il ricorso confermando l’orientamento del giudice di prime cure e precisando che la sola riproduzione di una figura può integrare gli estremi del reato di contraffazione se la stessa costituisca segno distintivo del prodotto e crei confusione nel consumatore.

Ciò significa che la semplice forma della Vespa può essere considerata un marchio a tutti gli effetti anche senza la presenza della parte letterale, perché immediatamente un consumatore medio associa l’immagine al famoso scooter avendo lo stesso una notorietà ormai acquisita nel tempo.

Ricordiamo che per tutelare l’estetica di un prodotto (senza aspettare che diventi famoso come la Vespa!), si può ricorrere alla registrazione del Design o Modello; con la registrazione di un disegno/modello è possibile tutelarsi da copie non autorizzate o imitazioni, impedendo così la fabbricazione e vendita di prodotti simili e pertanto confondibili.

In questo modo si ottiene un bene commerciale che può essere concesso in licenza oppure essere ceduto a fronte di un compenso. La riproduzione senza autorizzazione da parte del suo titolare integra gli estremi del reato di contraffazione.

Ing. Marzulli – Avv. Zambetti

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