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colore marchio

Quando si decide di registrare un marchio, il titolare deve decidere se depositare un logo a colori (rivendicando quindi dei colori ben precisi) o in bianco/nero; questa scelta non è da sottovalutare in quanto ci sono pro e contro in entrambi i casi.

Cominciamo col considerare il caso di un logo a colori. Un colore, in generale, dona identità ad un marchio facilitandone la riconoscibilità; c’è un legame molto stretto tra brand e colore, da valutare con ponderazione in quanto rappresenta un elemento aggiuntivo di fondamentale importanza.

Psicologicamente, un consumatore che si trova di fronte ad un marchio lo memorizza prima visivamente e, solo in un secondo momento, verbalmente. E’ pertanto indubbio che la presenza di uno o più colori, facilitano la memorizzazione complessiva del marchio.

Un utente percepisce all’istante il colore di un prodotto e lo associa subito alla relativa marca prima ancora di averne letto il nome (ne abbiamo parlato qui). Il colore può dunque conferire un’efficacissima distintività e caratterizzazione ad un prodotto.

Facciamo un esempio:
il logo del famoso colosso Ikea è composto dai colori giallo e blu il che, oltre a renderlo riconoscibile anche solo dai colori,
gli dona un’identità tale da far sorgere dubbi sull’originalità di un prodotto provvisto del medesimo marchio però nei colori bianco e rosso.

Rinunciare al colore significa quindi perdere un importante elemento di distintività, che aiuta nel riconoscimento di un marchio e nella conseguente scelta di un prodotto da esso contraddistinto. Bisogna inoltre ricordare che registrare un marchio a colori nazionale o comunitario, non comporta nessun costo aggiuntivo.

Di solito uno dei motivi che spingono invece a registrare un marchio in bianco/nero, è la previsione di utilizzarlo in diverse varianti di colore (senza cioè un’unica variante di colore preferita); è una scelta legittima ma è importante notare che in questo caso non si aiuta certo il consumatore a memorizzare il marchio!

Ing. Marzulli – Avv. Zambetti

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