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brevetto nuovo semeCosì come in campo industriale è possibile brevettare un’invenzione, anche in campo agricolo è possibile brevettare una nuova varietà vegetale con una tutela riconosciuta a livello nazionale o comunitario.

In Italia l’agricoltura ha una tradizione millenaria eppure, nonostante questo, il nostro paese si colloca solo al 5° posto in Europa nella classifica dei brevetti di nuove varietà vegetali. Si investe poco nella ricerca che invece è il primo passo da compiere prima di brevettare qualsiasi cosa (inclusa una nuova varietà vegetale).

Per arrivare a definire una nuova pianta od un nuovo seme, occorre solitamente più tempo e denaro rispetto ad un’invenzione industriale; il tempo è infatti necessario perchè prima di arrivare a definire una nuova varietà vegetale occorrono spesso diverse stagioni, mentre il denaro è quello che occorre per sostenere una (spesso) lunghissima fase di ricerca.

In altri paesi d’Europa come l’Olanda, la Francia e la Germania si investono invece maggiori risorse in sementi per l’agricoltura. Occorre però specificare che una nuova varietà vegetale non riguarda solo sementi ma anche semplici piante ornamentali che, anzi, rappresentano la maggior parte dei brevetti di questo tipo.

Ricordiamo che tutelare una nuova varietà vegetale (sia essa un seme o una pianta ornamentale) attraverso un brevetto, permette di diffonderla in ambito nazionale o comunitario (a seconda del tipo di brevetto) e proteggerla da copie non autorizzate.

In questo articolo abbiamo esaminato i requisiti necessari per ottenere una privativa. Il brevetto sulle nuove varietà vegetali dura vent’anni dalla data della concessione; per gli alberi e le viti la durata è invece trentennale.

La domanda va depositata presso l’Ufficio Brevetti di una Camera di Commercio; il suo titolare godrà del diritto di esclusiva e potrà eventualmente concedere a terzi di sfruttare la nuova varietà vegetale. Trascorsi 6 mesi dal deposito, la domanda viene trasmessa al Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali per i dovuti accertamenti tecnici sui requisiti di brevettabilità. L’esito è sottoposto al parere di una Commissione interministeriale che deciderà se concedere o meno il brevetto.

Ing. Marzulli – Avv. Zambetti

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