Archive for December, 2011
Opposizione marchio nazionale
Posted by UfficioBrevetti in Contraffazione, Marchi, Marchio Italiano, Opposizione, Proprietà Intellettuale, sorveglianza, Tutela Legale, Violazione diritti on December 29, 2011
I vantaggi di un’opposizione tempestiva
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Con la nuova procedura di opposizione istituita per i marchi nazionali, si ha la possibilità di agire tempestivamente contro un marchio simile o identico al proprio, sospendendolo prima che entri sul mercato e, soprattutto, risparmiando tempo e denaro. Per fare ciò è preventivamente necessaria la sorveglianza periodica delle banche dati, per verificare se vengano depositati nuovi marchi uguali o molto simili al proprio, tali quindi da costituire una potenziale minaccia di confondibilità con conseguente perdita di mercato e, spesso, di immagine.
I vantaggi che derivano da una tempestiva azione di opposizione ad una domanda di marchio appena depositata, sono molteplici e ne forniamo ora una sintesi: grazie a questa procedura si può ottenere immediatamente la sospensione di una domanda di registrazione di un marchio potenzialmente pericoloso, senza dover ricorrere a posteriori a percorsi legali più tortuosi (e spesso più onerosi) che, soprattutto, devono solitamente porre rimedio ad una situazione in cui il marchio registrato posteriormente al proprio, ha già provocato “danni” di immagine e/o di mercato.
I tempi e i costi di una procedura di opposizione, sono estremamente ridotti: essa dev’essere avviata entro 3 mesi dalla pubblicazione del marchio oggetto di opposizione sul Bollettino dei Marchi (4 mesi per marchi internazionali), e comporta spese dell’ordine di qualche centinaio di euro; entro tale termine, si sospende ed impedisce subito la diffusione del marchio sul mercato, evitando danni di immagine e commerciali.
Rivendicazioni
Posted by UfficioBrevetti in Brevetti, Brevetto Europeo - Comunitario, Brevetto Internazionale PCT, Brevetto Italiano Invenzione Industriale, Brevetto Italiano Modello di Utilità, Rivendicazione on December 15, 2011
Le Rivendicazioni, il cuore di un Brevetto
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La stesura di un brevetto si compone di due macro-aree: la descrizione e le rivendicazioni. Lo scopo delle due parti è completamente diverso: la descrizione serve ad analizzare la tecnica nota ed a fornire tutti i dettagli dell’invenzione (tali da permettere ad una persona esperta del ramo di riprodurre l’oggetto inventato), mentre le rivendicazioni rappresentano l’insieme degli elementi di novità che si intendono proteggere tramite il brevetto.
Lo scopo principale delle rivendicazioni è quindi quello di delineare l’estensione ed i limiti dell’esclusiva brevettuale, ossia di definire esattamente gli elementi di novità sui quali si basa l’intero brevetto. Un esempio chiarirà meglio il concetto: supponiamo di aver inventato una macchina in grado di raffreddare l’aria di un ambiente nel quale è installata (un condizionatore d’aria per intenderci), ebbene le rivendicazioni del brevetto dovranno fondarsi non sul concetto astratto “una macchina per raffreddare l’aria”, bensì su tutte quelle parti (funzionali, concettuali, di forma ecc.) che le permettono di ottenere quel risultato (ossia raffreddare l’aria) e che, soprattutto, sono nuove e la distinguono dalle macchine già note.
Le rivendicazioni, in definitiva, sono l’elenco di tutti quegli elementi che l’inventore “rivendica” come nuovi e che quindi caratterizzano un brevetto; in virtù di ciò, le rivendicazioni sono il “cuore” di un brevetto, ossia ne definiscono la novità, l’efficacia, l’ambito di tutela, la forza, insomma ne consentono l’esistenza.
Made in Italy
Posted by UfficioBrevetti in Disegni, Modelli e Design, OAMI, Registrazione Disegno, Registrazione Opera Creativa, Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, WIPO on December 9, 2011
Modelli e Disegni per tutelare il Made in Italy
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La registrazione di un modello di design rappresenta una forma di tutela utile a proteggere la parte propriamente estetica-ornamentale di un oggetto, dunque tutto ciò che riguarda l’aspetto esteriore del prodotto, ignorando che l’applicazione del disegno possa o meno implicare un’utilità tecnica.
Per definire come tale un disegno o un modello, dove per disegno s’intende una creazione bidimensionale e per modello una creazione tridimensionale, deve entrare in gioco esclusivamente la sua forma esteriore che conferisca all’oggetto una sembianza singolare e caratteristica.
Ciò significa che le forme non proteggibili sono quelle dotate di carattere funzionale (ossia quelle che in virtù della loro forma permettono di ottenere una “utilità” che, magari, può essere oggetto di un brevetto per modello di utilità) e quelle necessarie affinché un prodotto venga realizzato o possa essere unito ad un altro prodotto (solo l’aspetto esteriore di quest’ultimo potrà, al limite, ritenersi degno di registrazione come modello di design).
La registrazione del disegno o modello (presso l’UIBM per quanto riguarda l’ambito nazionale, presso l’OAMI o la WIPO per l’ambito rispettivamente comunitario ed internazionale) è l’unico strumento valido per poter ottenere un duplice diritto: l’esclusiva di utilizzazione dei risultati del lavoro creativo ed innovativo sul piano estetico, e la facoltà di proibire a terzi l’uso non autorizzato della forma o di imitazioni della stessa.
In un mercato altamente competitivo come quello attuale, puntare sulla caratterizzazione estetica del proprio prodotto è sicuramente uno dei principali fattori strategici di successo per ottenere dei riscontri positivi e per difendersi dalla contraffazione sempre più diffusa di prodotti non originali.
Tuttavia, nonostante i costi modesti, la registrazione del modello di design non è ancora considerata a tutti gli effetti come un elemento strategico finalizzato ad esprimere la capacità innovativa e creativa di un’azienda produttrice di “Made in Italy”.
Valorizzare il “Made in Italy” è infatti quasi una necessità, specie nel mercato attuale in cui è presente una quantità enorme di beni che prendono origine da omologhi Italiani: le caratteristiche di creatività, qualità e stile presenti nei prodotti italiani sono infatti ammirate in tutto il mondo e purtroppo costituiscono un’attrattiva anche per tutti coloro che si affacciano sul mercato con l’intento di generare guadagni mediante imitazione e contraffazione dei prodotti “Made in Italy”.
Per questo motivo è molto importante ed è sempre consigliabile registrare il proprio modello di design, per tutelarsi dai falsi e permettere al “Made in Italy” di continuare a spiccare nello scenario mondiale, come da sempre accade, per il buon gusto, la raffinatezza e l’estro del lavoro eseguito dai produttori italiani.
Ing. Marzulli
Ricerca di Anteriorità
Posted by UfficioBrevetti in Marchi, Ricerca di anteriorità Marchio, Ricerca e Banche Dati on December 2, 2011
Identità e Similitudine tra marchi
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La registrazione di un marchio risulta efficace allorquando esso sia nuovo ed univoco per il pubblico e non possa essere confuso con altri marchi uguali o simili. Quando si effettua una ricerca di anteriorità, maggiore quindi è l’accuratezza con la quale si rilevano possibili uguaglianze o similitudini, maggiore sarà l’efficacia del marchio e, quindi, degli investimenti che solitamente si sostengono per il suo lancio e la sua pubblicizzazione.
Una ricerca di anteriorità è articolata in due fasi successive: una visura di identità e una ricerca di similitudine. Spesso le due ricerche vengono confuse tra loro e considerate la medesima cosa, ma in realtà si tratta di due operazioni che forniscono risultati diversi ma parimenti necessari.
La visura di identità serve a stabilire se esistono marchi identici: si tratta di un’indagine mirata a controllare che non esista un marchio identico che sia stato già depositato o registrato. Tale ricerca opera una prima scrematura ma, se da un lato risulta essere meno costosa e meno laboriosa, dall’altro non garantisce affatto di non incorrere in future complicazioni.
La ricerca di similitudine si differenzia dalla visura di identità in quanto non si limita ad indagare sull’uguaglianza letterale del termine, ma indaga su tutti quei marchi registrati che possono risultare simili al proprio, anche dal punto di vista fonetico e visivo.
Di seguito alcuni esempi per comprendere la differente operatività della ricerca di identità e di similitudine:

