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Come brevettare all’estero

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brevetto AfricanoAbbiamo già diffusamente trattato il Brevetto Internazionale PCT in questo articolo (Come registrare un Brevetto Internazionale) ed in quest’altro (Il Brevetto Internazionale PCT); approfondiamo ora le alternative al PCT per la registrazione di un Brevetto all’estero.

Esistono tre modalità principali per proteggere un’invenzione all’estero:

  1. Il percorso nazionale: è possibile depositare una domanda di brevetto direttamente presso l’Ufficio brevetti nazionale di ogni Paese di interesse; in tal caso la domanda di brevetto dovrà essere redatta nella lingua prevista in quel Paese e dovranno essere pagate le relative tasse nella valuta nazionale. Questo percorso può essere molto scomodo, soprattutto nel caso in cui il numero di Paesi sia ampio.
  2. Il percorso regionale: quando i Paesi di interesse sono tutti membri di un sistema regionale di brevetti (ad esempio la Comunità Europea), è possibile depositare un’unica domanda che abbia effetto su tutti (o solo alcuni) dei Paesi facenti parte di quel sistema regionale.
    Di seguito sono riportati i riferimenti di alcuni uffici di brevetto su base regionale:
    – l’Organizzazione Regionale Africana per la Proprietà Intellettuale (ARIPO): www.aripo.wipo.net;
    – l’Organizzazione per il Brevetto Eurasiatico (EAPO): www.eapo.org;
    – l’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO): www.epo.org;
    – l’Ufficio Brevetti del Consiglio di Cooperazione del Golfo: www.gulf-patent-office.org.sa;
    – l’Organizzazione Africana per la Proprietà Intellettuale (OAPI): www.oapi.wipo.net;
  3. Il percorso internazionale: se si intende proteggere un’invenzione in un certo numero di Paesi membri del Trattato di Cooperazione sui Brevetti (PCT – Patent Cooperation Treaty), è comodo ricorrere alla domanda internazionale (PCT) di brevetto. L’Italia è membro del PCT e quindi i soggetti in essa residenti, possono far ricorso al brevetto internazionale PCT (sottolineiamo che per poter procedere col PCT è obbligatorio essere residenti in uno degli Stati contraenti del PCT ed averne la nazionalità).
    Ricordiamo che i richiedenti PCT ricevono informazioni utili circa la potenziale brevettabilità della loro invenzione mediante un Rapporto di Ricerca Internazionale; questo documento permette ai richiedenti PCT di prendere una ponderata decisione sul se e sul quando ottenere la protezione brevettuale.
    Il Rapporto di Ricerca Internazionale contiene un elenco di documenti sullo stato dell’arte, provenienti da tutto il mondo, che sono stati identificati come collegati con l’invenzione. Il parere scritto dell’Autorità di Ricerca Internazionale analizza la potenziale brevettabilità, alla luce dei risultati contenuti in tale Rapporto di Ricerca Internazionale.
    Una sola domanda PCT, in una sola lingua ed a fronte del pagamento di un unico gruppo di imposte, ha dunque efficacia legale in tutti i Paesi membri PCT. Questo sistema riduce in modo significativo i costi iniziali della procedura, evitando che siano presentate singole domande per ogni Ufficio brevetti.

Ing N. Marzulli

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