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un servizio dello studio Ing. Marzulli

Archivio mensile: aprile 2011

La Domanda di Brevetto

Come redigere un Brevetto

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come redigere un brevettoIn un precedente articolo, abbiamo descritto l’esatta procedura per il deposito di una Domanda di Brevetto per Invenzione; vediamo ora come redigere correttamente il testo del Brevetto. Cominciamo subito col dire che i brevetti sono strutturati in modo simile in tutto il mondo e la lunghezza del testo può variare da poche ad alcune centinaia di pagine, in base alla natura dell’invenzione, alla sua maggiore o minore complessità ed al settore tecnico di appartenenza. Le parti che compongono un Brevetto, possono essere così sintetizzate: una descrizione, una o più rivendicazioni, i disegni ed un riassunto. Nella pratica, si comincia con l’assegnare un titolo conforme all’invenzione; a seguire si redige il

RIASSUNTO

che si deve limitare a quanto strettamente necessario per individuare il campo d’applicazione dell’invenzione e le sue caratteristiche essenziali. A queste poche righe segue la

DESCRIZIONE

che comprende l’analisi della tecnica nota, l’evidenziazione delle problematiche in essa riscontrate e le soluzioni proposte; segue quindi la descrizione vera e propria dell’invenzione che deve essere svolta in modo tale da permetterne l’attuazione. In particolare la descrizione di un’invenzione deve illustrare la stessa con particolari sufficienti in modo tale da permettere a chi ha una comprovata esperienza tecnica nello stesso settore di ricostruire e mettere in pratica l’invenzione basandosi esclusivamente sui dati in essa contenuti e, quindi, senza dover ricorrere ad alcun ulteriore sforzo inventivo. Nel caso in cui la descrizione dell’invenzione non presenti tali caratteristiche, il brevetto non potrà essere concesso. A descrizione ultimata, si provvede alle

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Contraffazione

La merce contraffatta

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contraffazioneLe seguenti domande e risposte hanno lo scopo di chiarire alcuni concetti legati alla “contraffazione”, onde consentire al titolare di un diritto di Proprietà Intellettuale (nonché a chiunque altro) di acquisire una maggiore consapevolezza sul suo significato e sulle sue implicazioni.

Che cos’è si intende per merce contraffatta?
Per merce contraffatta si intende il prodotto, incluso l’imballaggio, su cui sia stato apposto senza autorizzazione un marchio commerciale identico ad uno validamente registrato per lo stesso tipo di prodotto o, comunque, un marchio che non ne possa essere distinto nei suoi aspetti essenziali (definizione Reg. (CE) n. 1383/2003).

E per le altre merci che violano i diritti di privativa?
Più in generale, violano, i diritti di proprietà intellettuale le merci che ledono diritti relativi a brevetti, indicazioni di provenienza geografica dei prodotti, disegni industriali, certificati protettivi complementari e privativa nazionale per ritrovati vegetali.

Cosa viene contraffatto oggi?
Oggi si falsifica di tutto. La creatività dei falsari non conosce limiti e contrariamente ad un opinione largamente diffusa, ovvero che i beni maggiormente contraffatti sono quelli voluttuari e di lusso, i cinque prodotti maggiormente contraffatti o piratati a livello mondiale sono gli oggetti in pelle, le sigarette, i giocattoli, i CD e DVD nonché i tessili.

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Brevetto Comunitario

Novità sul Brevetto Comunitario

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Brevetto EuropeoLa Commissione Europea ha presentato due proposte legislative che contribuiranno a ridurre radicalmente i costi dei nuovi Brevetti Europei circa dell’80%. La notizia è del 13 aprile e segue quella del 10 marzo in cui 25 Paesi, riuniti nel Consiglio UE, hanno dato il via libera alla creazione del Brevetto unico Europeo, ossia il futuro Brevetto Comunitario.

Italia e Spagna sono rimaste per il momento fuori perché contrarie alla discriminazione linguistica conseguente ad un sistema di brevetti basato solo su inglese, francese e tedesco. Questo significa che quando, un domani, una qualsiasi impresa (Italiana o straniera) vorrà depositare un Brevetto Comunitario, questo sarà valido in tutti i Paesi della CE ad eccezione di Italia e Spagna. Per meglio chiarire, anche un’impresa Italiana potrà richiedere un Brevetto Comunitario valido nei 25 Paesi firmatari della CE però, dato che questo non sarà valido in Italia, dovrà comunque depositarne uno uguale nel nostro Paese se vorrà essere tutelato anche da noi.

La proposta della Commissione per limitare i problemi linguistici, prevede che il Brevetto possa essere depositato in una qualsiasi delle lingue della CE ma che venga poi esaminato solo in una delle tre lingue riconosciute dall’Ufficio Brevetti Europeo, ossia inglese, francese e tedesco. Quindi, per chi inoltrerà la domanda di Brevetto in una lingua diversa dalle tre lingue dell’Ufficio, è previsto il pagamento del costo della traduzione in una delle tre lingue ufficiali. Infine, dopo il rilascio del Brevetto, le relative rivendicazioni dovranno essere tradotte nelle altre due lingue ufficiali dell’Ufficio diverse da quella scelta per l’esame.

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PATLIB

Cosa sono e cosa fanno

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patlibLa rete dei PATLIB, sintesi di PATent LIBrary, nasce per fornire informazioni sul sistema di Proprietà Industriale. La rete dei PATLIB ha dunque l’obiettivo di promuovere la conoscenza delle informazioni brevettuali e fornire importanti servizi di primo ausilio all’utenza.

Parallelamente alla rete dei PATLIB, sono stati istituiti anche i cosiddetti PIP, acronimo di Patent Information Point, creati per rendere ancor più capillare l’attività dei centri PATLIB con i quali agiscono in stretta collaborazione.

Col tempo le tematiche di interesse dei centri PATLIB e PIP si sono estese includendo anche marchi d’impresa, disegni e diritti d’autore. La rete italiana può contare su circa 20 centri PATLIB in 30 province e 32 PIP, un numero destinato ad aumentare a seguito della riqualificazione dell’intera rete promossa dalla Direzione Generale per la Lotta alla contraffazione – UIBM del Ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con Unioncamere.

La rete di informazione sul territorio costituita dai Centri PATLIB e PIP si rivolge ad una serie di interlocutori differenziati, uniti da un comune denominatore, ovvero la necessità di assistenza e informazioni sul sistema di Proprietà Industriale:

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