Archivio mensile: marzo 2011
Licenza Brevetto
Licenze e Royalty
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Per lanciare sul mercato un’invenzione brevettata, un’azienda dispone di una serie di opzioni:
- commercializzare direttamente l’invenzione brevettata;
- vendere il brevetto a terzi;
- concedere in licenza il brevetto ad altri;
- stabilire una joint venture o altre alleanze strategiche con altre imprese che hanno beni complementari.
La vendita a terzi, vale a dire il trasferimento della titolarità di un brevetto, comporta il trasferimento permanente della titolarità del brevetto ad un’altra persona. Con la vendita, quindi, si ottiene un ricavo sotto forma di pagamento unico e definitivo (pagamento forfettario).
La concessione in licenza di un brevetto a terzi, consente invece di ricevere delle retribuzioni (royalty calcolate a percentuale) a fronte dell’autorizzazione all’utilizzo. Un brevetto viene ceduto in licenza quando il relativo proprietario (il licenziante) concede il permesso ad un altro soggetto (il licenziatario) di utilizzare l’invenzione brevettata per scopi concordati reciprocamente. In questi casi, un contratto di concessione viene generalmente firmato tra le due parti, specificando i termini e l’ambito dell’accordo.
La concessione di una licenza è particolarmente utile se l’azienda che possiede l’invenzione non si trova nella condizione di produrla del tutto o in quantità sufficiente per soddisfare una certa esigenza di mercato o coprire una determinata area geografica.
Le royalty si possono basare sul volume di produzione del prodotto in concessione (royalty per unità di produzione) oppure sulle vendite nette (royalty sulle vendite nette). In molti casi la remunerazione per la concessione di un brevetto è tuttavia una combinazione di pagamento forfettario e royalty.
Contraffazione Brevetti
Quando un brevetto viene violato
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Se si possiede un brevetto, l’imperativo è “monitorare l’operato della concorrenza per individuare eventuali violazioni”. Anche se sembra scontato, occorre ricordare che se un prodotto innovativo viene immesso sul mercato e riscuote successo, è probabile che la concorrenza prima o poi cerchi di fabbricare prodotti con caratteristiche simili o uguali. A quel punto bisogna ricordare che alcuni concorrenti sono in grado di fabbricare un prodotto identico o simile, immettendolo sul mercato ad un prezzo inferiore e vincendo spesso la battaglia delle vendite.
Disporre di un brevetto attribuisce il diritto di impedire ai concorrenti di creare prodotti identici o simili nonché, in caso di brevetti di procedimento, di usare processi di produzione analoghi; non bisogna inoltre dimenticare la possibilità di richiedere un risarcimento per gli eventuali danni subiti dall’altrui violazione. Far valere i propri diritti, quando si ritiene che la propria invenzione brevettata sia stata copiata, può essere determinante al fine di mantenere la competitività, la posizione di mercato ed i profitti.
La prima cosa da fare è cercare di individuare i soggetti che pongono in essere la violazione, accertandosi che ogni singola parte di una data rivendicazione del proprio brevetto, sia contenuta nel prodotto o nel processo che si suppone contraffatto. In alcuni casi si può optare semplicemente per l’invio di una comunicazione (chiamata comunemente “lettera di diffida”), con la quale si informa colui che si ipotizza abbia violato il brevetto, sulla possibilità di un conflitto tra i vostri diritti e la sua attività commerciale. Questa procedura spesso è efficace in caso di violazione non intenzionale: è probabile che colui che se ne è reso responsabile in molti casi interromperà tale attività illegittima oppure si accorderà per negoziare un contratto di licenza. (continua…)
Brevetto Comunitario
Finalmente il Brevetto unico Europeo
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La notizia è di oggi: il Consiglio UE ha dato il via libera alla creazione di un brevetto unico Europeo. Tocca ora ai servizi della Commissione preparare i regolamenti attuativi che regoleranno in pratica la creazione del brevetto UE; il commissario Barnier ha assicurato che una prima parte sarà già pronta per il 30 marzo. L’obiettivo è chiaro: creare un unico brevetto valido in tutto il territorio della Comunità Europea, ossia un Brevetto Comunitario.
Occorre però fare delle precisazioni: il Consiglio dei Ministri della Competitività ha approvato oggi la cosiddetta “cooperazione rafforzata” tra 25 Stati membri sulla creazione di un brevetto Europeo in tre lingue. Restano per ora fuori Italia e Spagna, contrarie alla discriminazione apportata alle rispettive lingue nazionali da un sistema di brevetti basato solo su inglese, francese e tedesco. I due Paesi, però, potranno entrarne a far parte anche in un momento successivo. Allo stato attuale Italia e Spagna potranno quindi accedere al brevetto unico Europeo che, però, non sarà valido in esse.
La “cooperazione rafforzata” è stata adottata proprio per superare l’opposizione di Italia e Spagna e dare vita al Brevetto Europeo, un progetto in cantiere da molti anni. La “cooperazione rafforzata” e’ una procedura che consente ad un gruppo di Paesi Europei (almeno 14) di portare avanti una proposta anche senza il consenso di tutti e 27 i Paesi membri UE. L’idea di un brevetto unico per proteggere le (continua…)



UIBM - Ufficio Italiano Brevetti e Marchi
OHIM - Ufficio per l'Armonizzazione nel Mercato Interno
EPO - Ufficio Brevetti Europeo
WIPO - Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale